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n.192 del 02.07.2014 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 5340 - Risoluzione per chiedere alla Giunta di rendersi parte attiva in tutte le sedi preposte per la realizzazione degli indirizzi, e per il sostegno delle esperienze di prevenzione e contrasto all'hackeraggio, cyberbullismo, identity thief, flaming. A firma dei Consiglieri: Mori, Bernardini, Alessandrini, Moriconi, Grillini, Pariani, Monari, Carini, Donini, Sconciaforni, Aimi, Leoni, Filippi, Casadei, Pagani, Riva, Luciano Vecchi)

Premesso che

l'evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha reso indispensabile l'uso di Internet quale mezzo di scambio di informazioni, di accesso alle grandi banche dati, di esecuzione di transazioni e disposizioni finanziarie, di ideazione e creazione di nuove attività professionali, ma anche semplicemente per il tempo libero;

la rapida diffusione dell'uso di Internet ha ben presto messo in evidenza i punti di debolezza della Rete stessa, in particolar modo con riferimento alla sicurezza informatica;

i reati informatici in Italia sono costantemente in crescita sia nell’ambito dell’e-commerce, che nelle segnalazioni di cracking, denunce per pedopornografia, terrorismo condotto con mezzi informatici, ecc.;

vittima di un qualche attacco informatico è il 69 per cento degli italiani (la media mondiale è 65%), virus e malware si annidano nei computer del 51% della popolazione, ben il 10 per cento è stato vittima di una truffa online e il 4 per cento si è visto derubato della propria identità; a sentirsi insicuri sono quasi 9 adulti su 10; per quanto riguarda le aziende, nel 2009, il valore dei dati sottratti attraverso furti informatici (identità personali, numeri di carte di credito e di conti correnti, e così via) ha raggiunto il trilione di dollari, mentre il giro di affari nel mercato nero dei dati sensibili si stima in circa 210 milioni di euro;

ad aggravare il quadro rileva la progressiva diffusione in Italia del fenomeno del cyberbullismo, inteso come l’insieme di atti di bullismo e di molestia effettuati tramite mezzi elettronici come l'e-mail, la messaggistica istantanea, i blog, i telefoni cellulari e/o i siti web posti in essere da un minore, singolo o in gruppo, che colpiscono o danneggiano un proprio coetaneo incapace di difendersi;

secondo la ricerca condotta dall’Osservatorio Open Eyes e i dati diffusi dal Miur uno studente italiano su quattro compie o subisce atti di prevaricazione via web, il 78 per cento di adolescenti che hanno commesso suicidio sono stati vittime di bullismo sia a scuola che on line, mentre il 17 per cento sono stati esclusivamente vittime di cyberbullismo.

Considerato che

il Ministero della Pubblica Istruzione ha emesso una specifica “Direttiva sul cyberbullismo”, riconoscendo come il web e i mezzi di comunicazione a distanza siano considerati strumenti essenziali dai giovanissimi nella vita di tutti giorni e spronando le scuole ad istituire con le famiglie un canale diretto per poter reciprocamente prendere atto dello sviluppo di questo fenomeno e contrastarlo;

sotto l’egida dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, l’Ufficio del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, nel voler sensibilizzare e informare gli under 18 sui nuovi diritti e rischi generati dal web, ha guardato anche a Prevention of Violence trought Education to Legality (Povel), il progetto transnazionale finanziato dalla Commissione europea – Dg Giustizia, nell’ambito del programma Daphne III e sviluppato programmi di educazione ai diritti e di diritto all'ascolto nelle scuole, in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale;

grazie alla collaborazione tra il CO.RE.COM e il Difensore Civico della Regione Emilia-Romagna, con le Province e gli Uffici Scolastici Provinciali di Bologna, Ferrara, Piacenza e Rimini si è attivato un progetto in diverse fasi al fine di sperimentare un'azione volta a ridurre il rischio di molestie online e i fenomeni di cyberbullismo tra gli adolescenti.

Valutato che

è in questo scenario che nasce, con legge di riforma dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, quale "specialità" della Polizia di Stato all'avanguardia nell'azione di prevenzione e contrasto della criminalità informatica impegnata nel continuo aggiornamento delle proprie conoscenze informatiche per fornire un'adeguata risposta alle sempre nuove frontiere tecnologiche della delinquenza;

la Polizia delle Comunicazioni è presente su tutto il territorio nazionale attraverso 20 compartimenti, con competenza regionale, e 81 sezioni con competenza provinciale, coordinati a livello centrale dal Servizio Polizia delle Comunicazioni;

per la specificità e unicità delle funzioni espletate, Poste italiane mediante convenzione con il Ministero dell’Interno mette a disposizione logistica e risorse strumentali, gravando sullo Stato il mero onere del personale di Polizia.

Preso atto

che dal documento prodotto dal Commissario della spending review Carlo Cottarelli emergerebbe, oltre ad altre misure di risparmio, anche la proposta di chiudere i dipartimenti specializzati in reati informatici della Polizia postale e delle telecomunicazioni, in particolare i presidi di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.

Tutto ciò premesso,

l’Assemblea legislativa

si impegna a valorizzare le esperienze di progettualità integrata di prevenzione e contrasto al cyberbullismo in collaborazione e con il supporto di CO.RE.COM., Garante dei diritti dei Minori, Difensore Civico e Ufficio Scolastico regionale.

Chiede al Governo

di rafforzare l’azione di tutela dei minori riguardo ai contenuti presenti in Rete ed ai comportamenti da essi stessi adottati nell’utilizzarla, nonché i meccanismi di protezione della privacy e dei rischi a cui sono esposti, anche mediante l’attuazione della Direttiva ministeriale contro il cyberbullismo;

di tutelare il diritto all’identità digitale dei cittadini e delle cittadine italiane senza intrusioni o interferenze promuovendo tra le nuove generazioni un uso positivo della Rete, quale strumento funzionale alla crescita ed all’arricchimento di bambini/e e adolescenti, oltre che la conoscenza dei meccanismi di sicurezza e degli strumenti di tutela predisposti dagli stessi operatori del settore;

di investire sullo sviluppo delle competenze dei presidi territoriali dei dipartimenti della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, non solo per il contrasto dei reati informatici, ma soprattutto per la prevenzione di comportamenti a rischio tra i nativi digitali, i giovani e la popolazione adulta, in collaborazione con la scuola e le istituzioni;

di affrontare il necessario contenimento e la conseguente revisione della spesa secondo priorità di sistema, considerando la frontiera digitale e la tutela informatica una priorità;

di promuovere campagne di formazione, informazione e sensibilizzazione sul tema del cyberbullismo in collaborazione con gli operatori che forniscono servizi di social network, i fornitori di servizi on line, di contenuti, di piattaforme User Generated Content e social network.

Chiede alla Giunta regionale

di rendersi parte attiva in tutte le sedi preposte, compresa la Conferenza Stato-Regioni, per la concreta realizzazione degli indirizzi svolti nella presente risoluzione, nonché per il sostegno delle esperienze di rilievo regionale di prevenzione e contrasto all’hackeraggio, cyberbullismo, identity thief, flaming.

Approvata all'unanimità dei presenti nella seduta antimeridiana del 10 giugno 2014

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