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n.9 del 16.01.2013 periodico (Parte Seconda)

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MOZIONE - Oggetto n. 3363 - Mozione proposta dai consiglieri Barbati e Grillini per invitare il Governo a intraprendere una politica di razionalizzazione e dismissione delle caserme destinate ad usi militari, valorizzandone inoltre la riqualificazione in un'ottica di utilità sociale, di recupero di efficienza funzionale e di risparmio delle risorse economiche stanziate

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

 premesso che

come risulta da numerose fonti giornalistiche, una problematica particolarmente rilevante sotto molteplici profili è rappresentata dal sovrannumero delle caserme attualmente destinate ad utilizzo dell'Esercito Italiano;

in particolare, significativa è l'intervista al Gen. Claudio Graziano, Comandante in capo dell'Esercito, pubblicata il 6 novembre scorso nell'edizione on-line de L'Espresso: segnatamente, dall'intervista emerge che. a fronte delle attuali 450 caserme, ne basterebbero solamente 15 per ottemperare alle necessità delle Forze armate, una riduzione degli stabilimenti militari che potrebbe comportare - approssimativamente - un risparmio alle casse statali ''pari nel tempo a 4 - 5 miliardi di euro";

peraltro, lo stesso Gen. Graziano precisa che "I costi di gestione (di un così elevato numero delle caserme) sono insostenibili e non consentono un'ottimizzazione delle risorse''; a tali costi, peraltro, si aggiungono le spese necessarie per "spostare mezzi e personale in giro per l'Italia", spese la cui gravosità è determinata dalla dislocazione inefficiente e sovrabbondante delle caserme sul territorio nazionale;

la già patologica sproporzione tra numero delle caserme ed effettive esigenze organizzative e logistiche potrebbe ulteriormente acuirsi a causa dei tagli al personale e alle risorse militari previsti dal c.d. "decreto spending review": dagli attuali 112 mila militari, si passerà a 100 mila nel 2016 e a circa 90 mila entro il 2024.

Premesso, altresì, che

alle problematiche e alle connesse criticità sopra rappresentate, si aggiunge l'ulteriore questione della mancata valorizzazione delle caserme già dismesse: infatti, risultano attualmente in disuso - e in rovina, con conseguente degrado urbano - numerose ex caserme, che potrebbero essere riqualificate e destinate ad un utilizzo socialmente rilevante;

 significativa, nel senso di cui sopra, la nota vicenda dell'ex caserma Masini di Bologna riportata dal quotidiano La Repubblica nell'edizione del 14 novembre 2012: come risulta dal contributo giornalistico - nonostante l'accordo siglato tra Comune di Bologna e Demanio, in cui si prevede la messa a disposizione delle ex aree militari per attività sociali l’ex caserma Masini è da circa 20 anni in disuso e versa in una situazione di degrado, quando potrebbe essere recuperata ad uso collettivo (come hanno voluto dimostrare gli attivisti del gruppo Labas, occupando l'immobile per destinarlo - di fatto - a laboratorio culturale).

 Rilevato che

l'art. 6, comma 1, L. 12 novembre 2011, n. 183, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. (Legge di stabilità 20/2)", prevede che "Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a conferire o trasferire beni immobili dello Stato, ad uno o più fondi comuni di investimento immobiliare, ovvero ad una o più società, anche di nuova costituzione" ed in particolare che "sono conferiti o trasferiti beni immobili di proprietà dello Stato e una quota non inferiore al 20 per cento delle carceri inutilizzate e delle caserme assegnate in uso alle Forze armate dismissibili";

 la recente legislazione nazionale, pertanto, si pone nel senso di una quantomeno parziale dismissione delle caserme, al fine di una loro razionalizzazione efficiente.

 Precisato che

in coerenza con l'art. 833 cc. l'art. 232 del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66, recante "Codice dell'ordinamento militare" prevede che "Fanno parte del patrimonio indisponibile del Ministero della difesa, se a esso assegnati in uso, le caserme, gli armamenti, gli aeromobili militari e le navi da guerra e comunque militari, gli edifici destinati a sede di pubblici uffici con i loro arredi e gli altri beni destinati a un pubblico servizio della Difesa.”;

ai sensi del successivo art. 233, comma 1, lett. e), le caserme sono opere destinate alla difesa nazionale (quest'ultima, materia di competenza legislativa esclusiva dello Stato ex art. 117, comma 2, lett. d), Cost.);

alla luce della legislazione vigente, deve quindi escludersi qualsiasi competenza della Regione in materia.

 Invita il Governo

- a intraprendere una politica di razionalizzazione e dismissione efficiente delle caserme attualmente destinate ad usi militari, al fine di adeguare il numero delle strutture alle effettive esigenze dell'apparato militare, nell'ottica di un recupero di efficienza funzionale, organizzativa e logistica, nonché al fine di un risparmio delle risorse economiche stanziate in materia;

- a promuovere, anche tramite l'Agenzia del Demanio, la valorizzazione e la riqualificazione socialmente utile delle caserme già attualmente dismesse, anche al fine di evitare la rovina degli immobili esistenti e le connesse problematiche di degrado urbano.

Approvata all'unanimità dei presenti nella seduta pomeridiana del 18 dicembre 2012.

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