Testo

Allegato

Indirizzi regionali per la programmazione territoriale dell’offerta di istruzione e di istruzione e formazione professionale e per l’organizzazione della rete scolastica per gli aa.ss. 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015

Premessa

I presenti indirizzi si collocano in un periodo in cui si sono susseguite varie normative nazionali – dall’entrata in vigore dei DPR 87, 88 e 89 del 15 marzo 2010 sul riordino degli Istituti Tecnici, Professionali e dei Licei, al Decreto del 15 giugno 2010 che recepisce l’accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni e Province Autonome il 29 aprile 2010, alle linee guida per l’IeFP, ai provvedimenti per il contenimento della spesa - che hanno inciso profondamente sul sistema dell’istruzione e della istruzione e formazione professionale.

Nell’esercitare la funzione di programmazione territoriale occorre inoltre tenere presenti da un lato i vincoli che pesano su tale processo, legati al contenimento della spesa pubblica, che limitano la disponibilità della dotazione organica, dall’altro le specificità presenti nel sistema, quali la rilevanza del servizio scolastico nelle aree montane anche in funzione di presidio culturale, sociale ed economico del territorio, il costante incremento degli iscritti anche di cittadinanza straniera, l’aumento della domanda di scuola dell’infanzia e di tempo scuola, gli esiti finali degli alunni ed i casi di disagio e di abbandono; tali specificità, nel contesto considerato, diventano elementi di forte criticità.

Indicazioni generali

- Il processo di programmazione deve prendere a riferimento gli ambiti territoriali individuati dalle Province ai sensi dell’art. 45, comma 9, L.R. 12/2003, nell’esercizio del loro ruolo di programmazione; gli ambiti territoriali rappresentano infatti bacino strategico per la programmazione, ed in particolare per l’organizzazione della rete scolastica, consentendo di ragionare in una dimensione più ampia e favorendo quindi l’individuazione di soluzioni anche innovative;

- la L. 111/2011 indica chiaramente l’esigenza da parte del Ministero di ulteriori interventi di contenimento della spesa; nel rispetto di tale normativa, spetta ai Comuni e alle Province effettuare le operazioni di riorganizzazione della rete scolastica, anche prevedendo soppressioni, fusioni, sdoppiamenti e cambi di aggregazione di scuole o parti di esse (plessi, sezioni staccate, succursali), con particolare riferimento all’accorpamento e alla soppressione di plessi scolastici di piccole dimensioni, a fronte di attenta valutazione del mantenimento, principalmente nelle aree montane, di un presidio scolastico significativo in termini di massa critica e di qualità, sostenibile nel lungo periodo e cui vengano assicurati adeguati servizi di supporto per l’accesso e la frequenza; in considerazione dell’ampiezza degli interventi richiesti dalla norma citata è indispensabile che la programmazione sia governata a livello territoriale in un’ottica complessiva, che individui le esigenze prioritarie e adotti in modo coordinato, secondo criteri e tempi funzionali, le soluzioni più idonee;

- l’invarianza del numero di autonomie scolastiche in ambito provinciale, secondo il piano di dimensionamento del 2000, resta un punto fermo della programmazione. Qualora, al termine di un approfondito percorso di confronto (che prenda in considerazione anche interventi di sdoppiamento di istituzioni scolastiche “sovradimensionate” in rapporto alla relativa complessità organizzativa, ad esempio in più sedi, all’offerta formativa ed alle correlate esigenze curriculari, ad esempio disponibilità di laboratori e/o aule attrezzate, alla tipologia dell’utenza, ad esempio esigenze di sostegno), non risulti possibile il proficuo reimpiego nel medesimo ambito provinciale di autonomie scolastiche che venissero a liberarsi, tale disponibilità sarà comunicata alla Regione che provvederà alla loro riassegnazione, secondo criteri, modalità e tempistica successivamente determinate dalla Giunta, nel rispetto della normativa vigente;

- l’organizzazione dei CTP e la programmazione della relativa offerta formativa non subiscono variazioni, nelle more della compiuta regolamentazione nazionale relativa alla costituzione dei CPIA.

Gli atti con cui i Comuni e le Province approvano la programmazione di rispettiva competenza devono evidenziare il percorso effettuato, con particolare riferimento all’acquisizione del parere obbligatorio delle istituzioni scolastiche interessate, espresso dal Consiglio di Istituto.

Gli atti con cui le Province approvano la programmazione di loro competenza devono inoltre evidenziare:

a) lo svolgimento delle Conferenze provinciali di Coordinamento;

b) il coinvolgimento delle Conferenze provinciali Tripartite;

c) il coinvolgimento degli Enti di Formazione Professionale, accreditati per l’obbligo di istruzione.

Gli atti con cui i Comuni approvano la programmazione di loro competenza devono inoltre evidenziare che si è tenuto in considerazione il parere delle rispettive Conferenza provinciali di Coordinamento.

Si riconfermano inoltre:

- l’opportunità di accordi interprovinciali per regolamentare aspetti della programmazione che incidono su territori diversi, come il pendolarismo, e per individuare forme di compensazione che mirino a contenere il forte impatto di un rilevante flusso di studenti;

- l’importanza di una collaborazione continuativa con gli Uffici Scolastici di ambito territoriale, sedi di conoscenze e competenze utili per le azioni di programmazione.

Indirizzi per i Comuni

Si conferma l’indirizzo a favore della diffusione del modello organizzativo verticale, relativo agli Istituti comprensivi statali - composti di scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado – ritenuto particolarmente efficace in relazione ad alcuni aspetti fondamentali per la qualità dell’offerta, quali la continuità didattica, l’integrazione fra le professionalità dei docenti dei diversi gradi, nonché la realizzazione di economie di scala nell’impiego delle risorse umane, finanziarie e strutturali, anche in funzione di una più razionale distribuzione territoriale dell’esistente offerta di istruzione.

Si evidenzia in particolare che la continuità educativa/didattica, affermata negli orientamenti della scuola dell’infanzia, nelle indicazioni della scuola primaria e in quelle della scuola secondaria di I grado, sottolinea il diritto di ogni alunno ad ottenere un percorso scolastico unitario, organico e completo.

Si ricorda inoltre che l’opportunità di adottare il modello organizzativo degli istituti comprensivi trova una ragione contingente nel disposto normativo contenuto nella L. 111/2011, art. 19, comma 4, di cui si sottolinea la portata, richiamando l’attenzione sulle conseguenze amministrative del mancato rispetto di quanto ivi indicato. In vista del raggiungimento degli obiettivi previsti dalla disposizione sopra citata, considerato che l’assetto di ciascun Istituto Comprensivo può frequentemente riguardare più Comuni, sarà necessario che la programmazione si coordini a livelli territoriali tali da consentire l’adozione di soluzioni idonee.

Per rendere più agevole il difficile compito che gli Enti locali, ed i Comuni in particolare, devono affrontare per svolgere compiutamente la loro funzione di organizzazione della rete scolastica, tenendo conto della normativa vigente, si ritiene opportuno indicare che il parametro dimensionale (di 1000 alunni, ridotti a 500 alunni per le istituzioni site nei comuni montani) per l’istituzione degli istituti comprensivi, risultanti dall’aggregazione di direzioni didattiche e scuole secondarie di primo grado, attive nell’a.s. 2011-2012 come istituzioni scolastiche autonome, può essere utilizzato con flessibilità, qualora ciò sia ritenuto indispensabile per assicurare il raggiungimento degli obiettivi del presente atto e della normativa vigente, all’interno di una oscillazione che non può superare il 20%.

Al fine di assicurare alle istituzioni scolastiche situate nei Comuni di montagna una prospettiva di consolidamento e di sviluppo qualitativo, in grado quindi di mantenere la funzione di presidio strategico per la tenuta del sistema sociale ed economico di tali territori, la Regione, in coerenza con le proprie politiche di sviluppo territoriale ed in collaborazione con i Comuni interessati e le loro forme associative, sostiene la sperimentazione di nuove modalità didattiche e/o organizzative da parte delle scuole, da realizzare, in raccordo con l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, anche attraverso il ricorso alle tecnologie e strumentazioni disponibili per la diffusione e condivisione di contenuti e materiali didattici, in modo da favorire il mantenimento del servizio scolastico e, conseguentemente, la permanenza in loco di famiglie e giovani.

Indirizzi per le Province

Per la programmazione territoriale dell’offerta di istruzione secondaria superiore, si confermano gli indirizzi precedenti, con particolare riferimento alla possibilità di istituire nuovi indirizzi di studio a fronte di almeno 2 classi prime e della verifica che tale nuova istituzione non si sovrapponga con la medesima tipologia di offerta già presente presso altre istituzioni scolastiche dello stesso ambito territoriale; è necessario inoltre che sia condotta un’attenta analisi degli indirizzi non attivatisi nell’a.s. 2011-2012 a causa della mancanza di iscritti: è opportuno sopprimere tali indirizzi in tutti casi in cui il mantenimento non sia motivato da un forte incremento della domanda verso detti indirizzi, riscontrabile da elementi certi.

In ogni caso, nuovi indirizzi di studio, aggiuntivi rispetto all’offerta attivata nell’a.s. 2011/2012, possono essere istituiti solo per eccezionali e documentate esigenze dell’istituto scolastico e del territorio, condivise dalle Province, secondo i seguenti criteri:

- il nuovo indirizzo richiesto deve usufruire delle corrispondenti aule, attrezzature e laboratori, già attualmente a disposizione della scuola proponente;

- la specificità dell’indirizzo ed il profilo di uscita sono coerenti con l’identità dell’istituto;

- la proposta di attivazione del nuovo indirizzo si colloca nell’ambito del programma di sviluppo socio-economico del territorio provinciale, con il quale presenta tutte le necessarie coerenze, e tiene conto dei possibili sbocchi occupazionali “in loco”.

In particolare, l’istituzione di nuovi percorsi liceali può essere perseguita, nell’ambito delle esistenti autonomie, solo a fronte di una documentata domanda del territorio di riferimento cui l’attuale offerta non può corrispondere.

Per la programmazione territoriale dell’offerta di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), si conferma quanto previsto negli indirizzi precedenti, ferma restando la possibilità per le Province di rivedere annualmente l’offerta programmata anche tenendo conto dell’andamento dell’offerta di IeFP, come rilevato dall’azione regionale di monitoraggio.

Per la programmazione territoriale dell’offerta di istruzione e di IeFP nei corsi serali, si ribadisce che è possibile intervenire in tale ambito a condizione che tale offerta corrisponda all’offerta diurna della stessa istituzione scolastica e che vi sia un sufficiente numero di iscritti, fermo restando il vincolo della disponibilità degli organici.

Procedure

A completamento del processo di programmazione territoriale, come stabilito all’art. 45 della L.R. 12/2003, i Comuni e le Province approvano annualmente i rispettivi atti di programmazione dell’offerta e di riorganizzazione della rete scolastica e li trasmettono alla Regione entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello per il quale viene svolto il processo di programmazione. Successivamente, la Regione, acquisito il parere della Conferenza regionale per il sistema formativo (ex art. 49 della L.R. 12/2003), può esprimere rilievi in ordine alla coerenza degli interventi programmati con i presenti indirizzi. In assenza di rilievi, le decisioni contenute negli atti hanno effetto dal successivo anno scolastico.

Tali procedure potranno essere oggetto di modifica da parte della Giunta, qualora ciò si renda necessario per assicurare lo svolgimento corretto ed efficace del processo di programmazione nel triennio considerato.”

Azioni sul documento

ultima modifica 2011-10-19T14:32:42+02:00

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi ?

Piè di pagina