n.54 del 11.03.2026 periodico (Parte Seconda)
Presa d'atto delle risultanze dell'analisi condotta relativamente alle "aree prioritarie" di concentrazione media annua di attività di radon in aria, ai sensi dell'articolo 11 del Decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101 e mandato per la costituzione di un apposito gruppo di lavoro
Visti:
- la direttiva 2013/59/Euratom che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti;
- il decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, recante “Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell’articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117”;
- il decreto-legge 13 giugno 2023, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 agosto 2023, n. 103, riguardante “Istituzione del Fondo per l’individuazione delle aree prioritarie di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n.101”, che istituisce presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica un Fondo volto a finanziare i programmi specifici di misurazione della concentrazione media annua di attività di radon in aria da parte delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, con una dotazione di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025;
- il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 gennaio 2024, concernente l’Adozione del piano nazionale d'azione per il radon 2023-2032, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 21 febbraio 2024, n. 43;
- il decreto interministeriale n. 1 del 02/01/2025 che ha definito i criteri di ripartizione tra le Regioni del Fondo per la individuazione delle aree prioritarie;
- la legge regionale 30 luglio 2015, n. 13 “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni” che agli artt. 16 e ss. disciplina le funzioni in materia di ambiente e di energia dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione, l'Ambiente e l'Energia dell’Emilia-Romagna;
Considerato che:
- l’articolo 11 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, riguardante “Individuazione delle aree prioritarie”, attribuisce alle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano il compito di effettuare le misurazioni di radon, acquisire i relativi dati e di individuare, sulla base di metodologie documentate, le aree prioritarie nelle quali la stima della percentuale di edifici che supera il livello di 300 Bq/m3 è pari o superiore al 15 per cento e di procedere alla pubblicazione dell’elenco sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana;
- l’art. 2, comma 4, del decreto interministeriale n. 1 del 02/01/2025 prevede che “Con successivo decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con i Ministri della salute e dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, saranno individuati:
- i contenuti e i requisiti dei progetti ammessi al contributo;
- i criteri e la procedura di ammissione al finanziamento;
- le modalità di erogazione del finanziamento;
- le modalità di vigilanza, controllo e monitoraggio dell’attuazione del Programma;”
- ad oggi tale decreto interministeriale di individuazione dei contenuti progettuali e dei criteri di ammissione al finanziamento, necessario per poter programmare ed eseguire una nuova campagna di misurazione della concentrazione media annua di attività di radon in aria, non è stato ancora approvato;
Dato atto della nota Prot. 0136595 del 16 febbraio 2026 con la quale il Settore Difesa del Territorio della Regione Emilia-Romagna afferma che, in base allo studio “Il radon ambientale in Emilia-Romagna” del 2009, nel territorio regionale i “livelli di radioattività naturale sono relativamente bassi (<400 Bq/m3); tuttavia, localmente sono state riconosciute concentrazioni anomale (>200 Bq/m3) … Le anomalie riscontrate potrebbero trovare spiegazione nell’attività degassante, dovuta principalmente alla risalita di metano da orizzonti geologici profondi, in atto in alcune zone del territorio regionale. Tali zone risultano localizzate in corrispondenza di strutture geologiche (faglie) considerate attive”; inoltre, l’analisi di due elaborati (Cartografia delle faglie attive e potenzialmente attive e Segnalazioni fenomeni geologici particolari e manifestazioni storiche di idrocarburi) ha permesso di “individuare cinque aree d’interesse, per motivi geologici, in cui si ritiene prioritario effettuare approfondimenti delle concentrazioni/emissioni di radon”;
Preso atto che con nota Prot. 0134235 del 13/02/2026 l’Agenzia Regionale per la Prevenzione, l'Ambiente e l'Energia dell’Emilia-Romagna ha trasmesso la relazione “Raccolta dati storici propedeutica all’individuazione delle Aree Prioritarie in Regione Emilia-Romagna ai sensi dell’art. 11 del d.lgs. 101/2020 e s.m.i.” da cui si evince che “dall’analisi dei risultati relativi alle campagne di misura il valore medio regionale è inferiore a quello ottenuto in altre Regioni e alla media nazionale (70 Bq/m³); l’Emilia-Romagna risulta un territorio a basso contenuto di radioattività naturale; dall'indagine nelle scuole, pur aumentando decisamente il numero di locali indagati rispetto a quella nelle abitazioni, è mantenuta praticamente invariata la probabilità di trovare locali con concentrazioni alte (>200 Bq/m³), mentre è incrementata la percentuale di locali con concentrazione bassa (<50 Bq/m³) … le misure di radon indoor condotte nelle prime due indagini (in abitazioni e scuole) hanno indicato che la Regione Emilia-Romagna è caratterizzata da livelli relativamente bassi di radioattività naturale, nella quasi totalità dei casi inferiori a 400 Bq/m³; dalla terza indagine specifica del 2009 (che ha considerato la diffusa presenza di faglie ed emissioni di gas naturale sul territorio, che potrebbero veicolare il radon presente nel sottosuolo in superficie) è emerso che i valori medi annuali di concentrazione di radon risultano inferiori a 300 Bq/m³ nel 95% degli edifici indagati; si evidenzia la presenza di alcuni hot spot, con valori significativamente più elevati rispetto alla media della concentrazione di attività di radon”;
Preso atto che, dall’analisi dei dati ad oggi in possesso della Regione Emilia-Romagna, ricavati dalle misurazioni eseguite nel periodo 1988-2009, non risultano nel territorio regionale “aree prioritarie” secondo il criterio di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, e cioè aree del territorio nelle quali la stima della percentuale di edifici che supera il livello di 300 Bq/m3 è pari o superiore al 15 per cento, in quanto non risultano superamenti dei limiti di legge in un numero significativo di edifici;
Ritenuto opportuno, nelle more dell’approvazione dell’anzidetto decreto interministeriale e previo finanziamento del MASE, costruire un percorso congiunto tra la Direzione Generale Cura del Territorio e dell'Ambiente, la Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare e l’Agenzia Regionale per la Prevenzione, l'Ambiente e l'Energia dell’Emilia-Romagna, mediante la costituzione di un apposito gruppo di lavoro, allo scopo di aggiornare e approfondire i dati in possesso della Regione Emilia-Romagna, nonché di programmare ed eseguire mediante ARPAE, successivamente all’ammissione al finanziamento ministeriale, una nuova campagna di misurazione della concentrazione media annua di attività di radon in aria;
Richiamati, per gli aspetti organizzativi e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni, i seguenti atti:
- la legge regionale n. 43/2001 “Testo Unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna”;
- il d.lgs. n. 33/2013 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;
- la deliberazione della Ginta regionale n. 1440 del 08 settembre 2025 ad oggetto “PIAO 2025-2027. Aggiornamento a seguito di approvazione della Legge Regionale 25 luglio 2025 n. 7 "Assestamento e prima variazione al bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2025-2027”;
Richiamate, inoltre, le deliberazioni di Giunta regionale:
- n. 2416 del 29 dicembre 2008 e s.m.i. “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull'esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla deliberazione 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della deliberazione 450/2007”, per quanto applicabile;
- n. 2376 del 23 dicembre 2024, “Disciplina organica in materia di organizzazione dell'ente e gestione del personale. Aggiornamenti in vigore dal 1° gennaio 2025”;
- n. 1187 del 16 luglio 2025 “XII legislatura. Affidamento degli incarichi di Direttore Generale e di Direttore di alcune Agenzie regionali ai sensi degli artt. 43 e 18 della L.R. n. 43/2001”;
- n. 2224 del 22 dicembre 2025 “XII legislatura. Riorganizzazione dell'ente in vigore dal 1° marzo 2026. Prima fase”;
- n. 100 del 30 gennaio 2026 “XII legislatura. Riorganizzazione dell'ente in vigore dal 1° marzo 2026. Seconda fase”;
Richiamate, altresì:
- le circolari del Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta regionale del 13/10/2017 PG/2017/0660476 e del 21/12/2017 PG/2017/0779385 contenenti le indicazioni procedurali per rendere operativo il sistema dei controlli interni predisposto in attuazione della sopra citata deliberazione n. 468/2017;
- la determinazione dirigenziale n. 2335/2022 avente ad oggetto “Direttiva di indirizzi interpretativi degli obblighi di pubblicazione previsti dal decreto legislativo n. 33 del 2013. Anno 2022.”;
- la determinazione del Direttore Cura del Territorio e dell’Ambiente n. 23659 del 30/11/2022, “Conferimento incarichi dirigenziali presso la Direzione Generale Cura del Territorio e dell’Ambiente”;
- la determinazione dirigenziale n. 3058/2025, n. 8615/2025 e 25492/2025 “Proroga incarichi dirigenziali nell'ambito della Direzione Cura del Territorio e dell'Ambiente”;
- la determinazione dirigenziale n. 2248 del 05/02/2026 “Approvazione micro-assetti nell'ambito della Direzione Generale Cura del Territorio e dell'Ambiente”;
Dato atto che il Responsabile del procedimento ha dichiarato di non trovarsi in situazione di conflitto, anche potenziale, di interesse;
Dato atto dei pareri allegati;
Su proposta dell’Assessora all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti e Infrastrutture;
Per le motivazioni espresse in premessa e che qui si intendono integralmente richiamate:
- di prendere atto che, dall’analisi dei dati ad oggi in possesso della Regione Emilia-Romagna, ricavati dalle misurazioni eseguite nel periodo 1988-2009, non risultano nel territorio regionale “aree prioritarie” secondo il criterio di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, e cioè aree del territorio nelle quali la stima della percentuale di edifici che supera il livello di 300 Bq/m3 è pari o superiore al 15 per cento, in quanto non risultano superamenti dei limiti di legge in un numero significativo di edifici;
- nelle more dell’approvazione del provvedimento di cui all’art. 2, comma 4, del decreto interministeriale n. 1 del 02/01/2025 e previo finanziamento del MASE, di approvare la costruzione di un percorso congiunto tra la Direzione Generale Cura del Territorio e dell'Ambiente, la Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare e l’Agenzia Regionale per la Prevenzione, l'Ambiente e l'Energia dell’Emilia-Romagna, mediante la costituzione di un apposito gruppo di lavoro, allo scopo di aggiornare e approfondire i dati in possesso della Regione Emilia-Romagna, nonché di programmare ed eseguire mediante ARPAE, successivamente all’ammissione al finanziamento ministeriale, una nuova campagna di misurazione della concentrazione media annua di attività di radon in aria;
- di dare mandato al Direttore Generale Cura del Territorio e dell'Ambiente di costituire il gruppo di lavoro, che comprenda collaboratori della Direzione Generale Cura del Territorio e dell'Ambiente, della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare e dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione, l'Ambiente e l'Energia dell’Emilia-Romagna, allo scopo di eseguire le attività di cui al punto 2.;
- di dare atto che, per quanto previsto in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni, si provvederà ai sensi delle disposizioni normative ed amministrative richiamate in parte narrativa e, in particolare, a quanto previsto dal PIAO 2025-2027, ai sensi dell’art. 7 bis, comma 3, del d.lgs. n. 33 del 2013 e s.m.i.;
- di pubblicare il testo integrale della presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna (BURERT).