REGIONE EMILIA-ROMAGNA

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 21 aprile 2008, n. 533

Direttiva alle Aziende sanitarie in merito al programma percorso nascita

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Visti:
- la Legge regionale 27/89 "Norme concernenti la realizzazione di
politiche di sostegno alle scelte di procreazione ed agli impegni di
cura verso i figli";
- la Legge regionale 26/98 "Norme per il parto nelle strutture
ospedaliere, nelle case di maternita' e a domicilio";
- la propria delibera 282/05 del 14 febbraio 2005 "Nomina dei
componenti della Commissione "Percorso nascita" ai sensi della L.R.
26/98, art. 10";
- la propria delibera 2464/99 "Legge 31/1/1996, n. 34 art. 3 comma 4.
assegnazione alle Aziende USL di finanziamenti per l'attivazione e la
gestione di consultori. Variazione di bilancio", ed in particolare il
progetto: "Promuovere azioni per realizzare l'umanizzazione del parto,
promuovere l'allattamento al seno nonche' pratiche di assistenza alla
gravidanza, al parto, al neonato sano dimesso, di provata efficacia";
- la propria delibera 309/00 "Assistenza distrettuale. Approvazione
linee guida di attuazione del Piano sanitario regionale 1999-2001" che
annovera, in ambito distrettuale, i due programmi "salute donna" e
"famiglie, infanzia ed eta' evolutiva";
- il DPR 7/4/2006 col quale e' stato approvato il Piano Sanitario
nazionale per il triennio 2006-2008;
- il Piano Sanitario regionale 1999-2001 approvato con delibera
consigliare n. 1235 del 22/9/1999;
- la L.R. 29/04 e successive modifiche "Norme generali
sull'organizzazione ed il funzionamento del Servizio Sanitario
regionale";
- la delibera di Giunta regionale n. 1448 dell'1 ottobre 2007 di
proposta all'Assemblea legislativa del Piano sociale e sanitario
2008-2010;
- la propria delibera 2011/07 "Direttiva alle Aziende Sanitarie per
l'adozione dell'atto aziendale di cui all'art. 3 comma 4, della L.R.
29/04: indirizzi per l'organizzazione dei dipartimenti di cure
primarie, di salute mentale e dipendenze patologiche e di sanita'
pubblica";
- l'Accordo Stato Regioni dell'1 agosto 2007 sulle linee progettuali
per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di
rilievo nazionale 2007 - Linea progettuale 2 "Salute della donna e del
neonato";
valutato che tra gli obiettivi prioritari del Piano Sanitario
nazionale 2006-2008 vi sono:
- il miglioramento dell'assistenza ostetrica e
pediatrico/neonatologica nel periodo perinatale, il parto indolore e
l'allattamento materno precoce;
- la riduzione del ricorso al taglio cesareo;
- le campagne di informazione rivolte alle gestanti ed alle puerpere,
attraverso i corsi di preparazione al parto ed i servizi
consultoriali;
- la prevenzione del disagio psicologico nel periodo perinatale;
considerato che la proposta di Piano Sociale e Sanitario regionale
2008-2010 indica tra i percorsi assistenziali ad elevata integrazione
l'area materno-infantile, indicando tra le forme di intervento da
sviluppare:
- le azioni promosse dai Consultori familiari in merito
all'informazione e alla consulenza relativamente al tema della
sessualita' e della procreazione responsabile, alla tutela della
procreazione stessa e al sistema articolato di prestazioni in grado di
fornire il complesso degli interventi afferenti la gravidanza, la
nascita, il puerperio;
- l'individuazione di progetti, interventi e servizi che rafforzino
localmente il diritto alla tutela della "buona" nascita;
considerato che la Commissione consultiva tecnico scientifica sul
Percorso nascita (di seguito indicata come Commissione nascita) ha
gia' attuato un approfondimento relativo alla qualita' dell'assistenza
alla gravidanza, al parto e al puerperio:
- esaminando gli aspetti relativi alla accoglienza offerta alla donna
nelle differenti strutture sanitarie e alla continuita' del percorso
assistenziale;
- monitorando le modalita' dei parti avvenuti nelle strutture
ospedaliere pubbliche e private, nelle case di maternita' ed a
domicilio;
- individuando i principali criteri per l'elaborazione di protocolli
relativi all'attuazione delle piu' appropriate ed efficaci modalita'
organizzative per l'assistenza ostetrica;
- valutando il ricorso ai servizi sanitari da parte delle donne e dei
loro bambini;
- individuando indicatori utili alla descrizione della realta'
regionale sul percorso nascita, evidenziando anche le fonti da cui
raccogliere le informazioni necessarie per la loro costruzione;
dato atto che gli obiettivi da perseguire indicati dalla L.R. 26/98
sono ancora attuali, e che le linee strategiche ed attuative indicate
dalla Commissione nascita, in coerenza con tale legge, si integravano
con il Progetto regionale di riorganizzazione dei Consultori familiari
di cui alla propria delibera 2464/99;
considerato che i lavori condotti poi nel periodo 2005 - 2007
attraverso l'analisi degli indicatori, apposite rilevazioni, e gruppi
di esperti dalle Aziende sanitarie hanno permesso alla Commissione
nascita di individuare i seguenti obiettivi per il Servizio Sanitario
regionale:
 1) realizzare una razionalizzazione delle metodiche invasive
utilizzate per la diagnosi prenatale di anomalie cromosomiche,
mediante l'uso di metodologie finalizzate alla ridefinizione del
rischio e all'aumento dell'efficienza della diagnosi prenatale;
 2) predisporre un percorso razionale della diagnostica ecografica
delle anomalie morfologiche fetali, ivi inclusa la possibilita' di
eseguire gli opportuni approfondimenti diagnostici finalizzati ad una
migliore definizione della prognosi e alla offerta di un adeguato e
tempestivo counselling alla donna;
 3) applicare le linee di indirizzo regionale per la ridefinizione del
ruolo dell'ostetrica e la sua integrazione con le altre figure
professionali nell'assistenza al percorso nascita (gravidanza, parto e
puerperio), con la costruzione di modelli assistenziali che vedano al
centro la donna e la sua famiglia;
 4) promuovere e consolidare l'adozione della linea guida sul
"Controllo del benessere fetale in travaglio di parto" per la
valutazione e la modifica delle prassi assistenziali al travaglio di
parto in termini di appropriatezza degli interventi, di definizione
dei ruoli professionali, introducendo criteri di migliore pratica
clinica basati su prove di efficacia;
 5) migliorare l'assistenza ai disturbi emozionali della donna in
gravidanza e nel primo anno di vita del bambino anche sperimentando
interventi di prevenzione e terapeutici che completino l'assistenza al
percorso nascita;
 6) attuare interventi di supporto alla relazione madre-bambino e di
promozione e sostegno all'allattamento al seno;
 7) favorire il processo di ascolto dell'opinione delle donne e delle
coppie che hanno accesso ai servizi per il percorso nascita, mediante
l'adozione di strumenti e modalita' di indagine specifici;
 8) garantire un miglioramento della prassi diagnostico assistenziale
in caso di nato morto, evidenziando gli interventi atti a ridurre la
natimortalita' e favorire un miglioramento nella qualita' dei dati
raccolti e nella comunicazione e degli interventi di supporto rivolti
alle famiglie;
 9) garantire un'assistenza qualificata al travaglio e parto
fisiologico in ambiente extra-ospedaliero;
10) garantire a tutte le gravide i corsi prenatali "di base" in quanto
interventi educativi a tutela della maternita' e sperimentare
un'offerta attiva dei corsi di accompagnamento alla nascita in grado
di raggiungere la popolazione svantaggiata;
11) aumentare le conoscenze e l'attenzione dei professionisti e delle
donne al tema "il dolore nel parto", anche attraverso sperimentazioni
controllate di metodiche farmacologiche e non farmacologiche;
considerato che per il raggiungimento degli obiettivi sopraccitati la
Commissione nascita, di cui alla delibera 282/05, ha fornito
indicazioni a livello regionale, con riferimento alle evidenze di
letteratura, come da allegato alla presente deliberazione (Allegato
1), anche attraverso l'elaborazione dei seguenti documenti sempre
allegati alla presente deliberazione, della quale costituiscono parte
integrante e sostanziale (Allegato 2):
- diagnosi prenatale precoce delle principali anomalie cromosomiche -
offerta attiva strutturata;
- linee di indirizzo per l'assistenza ostetrica alla gravidanza, al
parto e al puerperio;
- linea guida "Il controllo del benessere fetale in travaglio di
parto" - Elaborazione ed implementazione della linea guida;
- i disturbi emozionali della donna in gravidanza e nel primo anno di
vita del bambino;
- percorso nascita e qualita' percepita: rassegna bibliografica;
- la natimortalita': un programma di analisi e monitoraggio degli
eventi mediante audit;
- linee di indirizzo per l'assistenza al travaglio e parto fisiologico
in ambiente extra ospedaliero;
e che l'analisi del contesto, la ricognizione delle fonti di dati
esistenti e l'individuazione degli indicatori disponibili e'
sintetizzata nel Rapporto "Dati di contesto: caratteristiche della
popolazione e modalita' assistenziali praticate", ugualmente allegato
alla presente deliberazione (Allegato 3);
dato atto che con propria delibera n. 1921 del 10/12/2007 "Linee guida
alle Aziende Sanitarie della regione Emilia-Romagna per il controllo
del dolore in travaglio di parto" e' stato approvato il documento dal
titolo "Il controllo del dolore in travaglio di parto", elaborato da
un apposito gruppo di lavoro della Commissione, costituito dal
Direttore generale Sanita' e Politiche sociali con determinazione n.
608 del 10 gennaio 2007;
valutato di altissimo valore il contributo che i lavori della
Commissione nascita portano al miglioramento della qualita'
assistenziale del percorso nascita, attraverso lo sviluppo delle
relazioni, del confronto e del lavoro comune tra professionisti, il
riferimento costante alle linee guida e alle esperienze piu'
qualificate del settore;
ritenuto pertanto di adottare i documenti sopra elencati, quale
riferimento per le azioni che le Aziende sanitarie dovranno mettere in
atto per qualificare ulteriormente gli interventi rivolti alla
donna/coppia e al neonato nel percorso nascita, e le schede che, per
ciascuno degli obiettivi che hanno orientato i lavori della
Commissione nascita, riassumono modalita' operative e risultati
attesi;
valutato che le Aziende sanitarie dovranno definire piani di
attuazione di ciascun obiettivo in cui vengano esplicitate le
modalita' di implementazione delle linee guida/raccomandazioni e le
relative fasi/tempi di attuazione, sulla base del contesto locale;
ritenuto necessario monitorare l'attuazione delle indicazioni fornite
dalla Commissione nascita da parte delle Aziende sanitarie, attraverso
gli specifici indicatori individuati;
dato atto che in data 16 gennaio 2008 sono stati illustrati alla
Commissione assembleare IV - Politiche per la salute e Politiche
sociali - i risultati dei lavori della Commissione nascita;
dato atto del parere di regolarita' amministrativa, espresso dal
Direttore generale Sanita' e Politiche sociali, dott. Leonida
Grisendi, ai sensi dell'art. 37, quarto comma, della L.R. 43/01 e
successive integrazioni e modificazioni e della deliberazione della
Giunta regionale 450/07;
su proposta dell'Assessore alle Politiche per la salute;
a voti unanimi e palesi, delibera:
1) di approvare i seguenti documenti:
a) diagnosi prenatale precoce delle principali anomalie cromosomiche -
offerta attiva strutturata;
b) linee di indirizzo per l'assistenza ostetrica alla gravidanza, al
parto e al puerperio;
c) linea guida "Il controllo del benessere fetale in travaglio di
parto" - Elaborazione ed implementazione della linea guida;
d) i disturbi emozionali della donna in gravidanza e nel primo anno di
vita del bambino;
e) percorso nascita e qualita' percepita: rassegna bibliografica;
f) la natimortalita': un programma di analisi e monitoraggio degli
eventi mediante audit;
g) linee di indirizzo per l'assistenza al travaglio e parto
fisiologico in ambiente extra ospedaliero;
h) dati di contesto: caratteristiche della popolazione e modalita'
assistenziali praticate;
elaborati dalla Commissione nascita quale riferimento per le azioni
che le Aziende sanitarie dovranno mettere in atto per qualificare
ulteriormente gli interventi rivolti alla donna/coppia e al neonato
nel percorso nascita e le schede che illustrano gli obiettivi qui
sotto elencati:
 1) realizzare una razionalizzazione delle metodiche invasive
utilizzate per la diagnosi prenatale di anomalie cromosomiche,
mediante l'uso di metodologie finalizzate alla ridefinizione del
rischio e all'aumento dell'efficienza della diagnosi prenatale;
 2) predisporre un percorso razionale della diagnostica ecografica
delle anomalie morfologiche fetali, ivi inclusa la possibilita' di
eseguire gli opportuni approfondimenti diagnostici finalizzati ad una
migliore definizione della prognosi e alla offerta di un adeguato e
tempestivo counselling alla donna;
 3) applicare le linee di indirizzo regionale per la ridefinizione del
ruolo dell'ostetrica e la sua integrazione con le altre figure
professionali nell'assistenza al percorso nascita (gravidanza, parto e
puerperio), con la costruzione di modelli assistenziali che vedano al
centro la donna e la sua famiglia;
 4) promuovere e consolidare l'adozione della linea guida sul
"Controllo del benessere fetale in travaglio di parto" per la
valutazione e la modifica delle prassi assistenziali al travaglio di
parto in termini di appropriatezza degli interventi, di definizione
dei ruoli professionali, introducendo criteri di migliore pratica
clinica basati su prove di efficacia;
 5) migliorare l'assistenza ai disturbi emozionali della donna in
gravidanza e nel primo anno di vita del bambino anche sperimentando
interventi di prevenzione e terapeutici che completino l'assistenza al
percorso nascita;
 6) attuare interventi di supporto alla relazione madre-bambino e di
promozione e sostegno all'allattamento al seno;
 7) favorire il processo di ascolto dell'opinione delle donne e delle
coppie che hanno accesso ai servizi per il percorso nascita, mediante
l'adozione di strumenti e modalita' di indagine specifici;
 8) garantire un miglioramento della prassi diagnostico assistenziale
in caso di nato morto, evidenziando gli interventi atti a ridurre la
natimortalita' e favorire un miglioramento nella qualita' dei dati
raccolti e nella comunicazione e degli interventi di supporto rivolti
alle famiglie;
 9) garantire un'assistenza qualificata al travaglio e parto
fisiologico in ambiente extra-ospedaliero;
10) garantire a tutte le gravide i corsi prenatali "di base" in quanto
interventi educativi a tutela della maternita' e sperimentare
un'offerta attiva dei corsi di accompagnamento alla nascita in grado
di raggiungere la popolazione svantaggiata;
11) aumentare le conoscenze e l'attenzione dei professionisti e delle
donne al tema "il dolore nel parto", anche attraverso sperimentazioni
controllate di metodiche farmacologiche e non farmacologiche;
allegati, quali parti integranti e sostanziali del presente
provvedimento;
2) di stabilire che:
2.1.) entro il 30/6/2008 le Aziende sanitarie effettuino, anche con il
supporto dei coordinatori e componenti dei gruppi della Commissione
nascita, la presentazione ai servizi interessati dei contenuti della
presente direttiva, in sede di Area Vasta, finalizzati all'analisi ed
al confronto delle singole realta' locali e alla elaborazione di un
piano di attuazione degli obiettivi di cui alla premessa;
2.2.) entro il 31/12/2008 le Aziende sanitarie, a conclusione degli
incontri di verifica e confronto anche con i Servizi regionali
competenti, definiscano il Piano di attuazione, concordato almeno fra
le diverse Aziende che insistono sui singoli ambiti provinciali ed a
valenza quindi almeno provinciale, in cui vengano esplicitati le
modalita' di implementazione delle linee guida/raccomandazioni
indicate nei documenti di riferimento e di attuazione degli obiettivi,
le fasi e i tempi di realizzazione, sulla base del contesto locale;
3) di prevedere che i piani di cui al punto 2 vengano inviati alla
Direzione generale Sanita' e Politiche sociali che provvedera' alla
loro valutazione, con il contributo dei coordinatori e componenti dei
gruppi della Commissione nascita che hanno elaborato i singoli
documenti, ed avendo a riferimento gli obiettivi individuati dalla
proposta di Piano Sociale e Sanitario e la necessita' di garantire una
complessiva omogeneita' a livello regionale;
4) di pubblicare il presente provvedimento, comprensivo degli
allegati, nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.
(segue allegato fotografato)

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