PROVINCIA DI REGGIO EMILIA

COMUNICATO

Avviso della D.G.P. n. 135 del 13/5/2008 relativa alla conclusione procedura di VIA ai sensi L.R. 9/99 del progetto di "Ammodernamento della linea ferroviaria Sassuolo-Reggio Emilia e potenziamento dello scalo merci di Dinazzano" da realizzarsi nei comuni di Casalgrande (RE), Scandiano (RE) e Reggio Emilia, proponente Azienda Consorziale Trasporti (ACT)

La Provincia di Reggio Emilia, ai sensi dell'art. 16 comma 3 della
L.R. 9/99, comunica la deliberazione relativa alla conclusione
procedura di VIA ai sensi L.R. 9/99 del progetto di "Ammodernamento
della linea ferroviaria Sassuolo-Reggio Emilia e potenziamento dello
scalo merci di Dinazzano" da realizzarsi nei comuni di Casalgrande
(RE), Scandiano (RE) e Reggio Emilia, proponente Azienda Consorziale
Trasporti (ACT).
Il progetto interessa il territorio dei comuni di Casalgrande,
Scandiano e Reggio Emilia, in provincia di Reggio Emilia.
Ai sensi del Titolo III della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive
modifiche ed integrazioni la Provincia di Reggio Emilia, in qualita'
di Autorita' competente, con atto della Giunta provinciale n. 135 del
13/5/2008, ha deliberato:
a) di dare atto che la conclusione positiva della procedura di VIA, ai
sensi del comma 3, art. 17 della L.R. 9/99, costituira' variante agli
strumenti urbanistici del Comune di Casalgrande, con apposizione del
vincolo preordinato all'esproprio, qualora l'assenso
dell'Amministrazione comunale sia ratificato dal Consiglio comunale
entro trenta giorni;
b) di approvare il Rapporto sull'Impatto ambientale, riportato come
Allegato 1 che, con i relativi Allegati A, B, C e D costituisce parte
integrante e sostanziale del presente atto;
c) la Valutazione d'Impatto ambientale positiva, ai sensi dell'art. 16
della L.R. 9/99 e successive modifiche ed integrazioni, sul progetto
presentato da Azienda Consorziale Trasporti (ACT) per
l'"Ammodernamento della linea ferroviaria Sassuolo-Reggio Emilia e
potenziamento dello scalo merci di Dinazzano", in quanto gli
interventi previsti, nel complesso, risultano ambientalmente
compatibili, a condizione che vengano rispettate le prescrizioni
indicate nel Rapporto sull'Impatto Ambientale, che di seguito si
riportano integralmente:
"1) l'intervento, le opere connesse e le relative opere di mitigazione
ed inserimento ambientale dovranno essere realizzati secondo quanto
previsto nel progetto e negli elaborati presentati ai fini della
procedura di VIA;
2) i lavori di realizzazione delle opere in progetto dovranno iniziare
entro 3 anni dalla data della deliberazione di valutazione impatto
ambientale positiva;
3) in considerazione della complessita' dell'intervento e della
molteplicita' di aspetti che richiedono una verifica successiva alla
realizzazione delle opere, si ritiene necessaria la istituzione di un
organismo di verifica e controllo di natura simile a quella
dell'"Osservatorio ambientale" gia' attivato per altri progetti a
livello nazionale (es. TAV). Tale organismo, chiamato a svolgere un
ruolo di coordinamento per il monitoraggio della realizzazione ed
esercizio dell'infrastruttura e delle opere di mitigazione, sara'
costituito da Provincia di Reggio Emilia (Ente coordinatore), Comune
di Reggio Emilia, Comune di Scandiano, Comune di Casalgrande, ARPA,
AUSL ed ACT. L'Osservatorio ambientale potra' occuparsi, tra il resto,
della valutazione degli esiti delle campagne di monitoraggio
ambientate-collaudo delle opere (rumore, vibrazioni, ecc.), della
valutazione dell'efficacia delle mitigazioni realizzate e conseguente
verifica del raggiungimento degli obiettivi prefissati, della
valutazione in fase di attuazione del progetto degli esiti di analisi
delle interferenze della linea ferroviaria con la viabilita' locale,
potendo assumere decisioni relative ad azioni ed interventi correttivi
da realizzarsi da parte di ACT, volti ad ottimizzare l'inserimento
dell'opera nei territori attraversati e l'esercizio della linea.
Le modalita' operative di azione dell'Osservatorio ambientale saranno
definite dalla Provincia, anche sulla base di una proposta congiunta
da parte di ARPA/AUSL e d'intesa con i Comuni interessati, entro 12
mesi dalla conclusione della procedura di VIA.
ACT dovra' fornire all'Osservatorio ambientale tutto il supporto
tecnico e di consulenza necessario (analisi, monitoraggi, simulazioni
previsionali, misure, ecc.), assumendone i relativi costi;
4) si prescrive che, ad es. in riferimento alle opere in
rilevato/trincea, gli interventi vengano realizzati in modo da
garantire, eventualmente attraverso opportune opere, il mantenimento
della attuale capacita' di scolo dei terreni adiacenti alle aree
interessate dagli interventi stessi, evitando condizioni di drenaggio
difficoltoso;
5) in fase di progettazione esecutiva ACT dovra':
- studiare l'inserimento paesaggistico delle barriere antirumore che
dovranno essere scelte non solo sulla base delle prestazioni
acustiche, ma anche al fine di ottimizzarne l'inserimento nel contesto
territoriale ed il cui impatto visivo potra' essere mitigato ad es.
attraverso l'uso di opportune specie vegetali; la scelta delle
barriere fonoassorbenti dovra' essere compiuta tenendo conto delle
peculiarita' paesaggistiche dei luoghi e comunque seguendo le
eventuali indicazioni fornite dai Comuni territorialmente
interessati;
- farsi carico della risoluzione delle interferenze con le reti
tecnologiche esistenti interessate dall'intervento in progetto,
concordando con i soggetti interessati (Snam, Enia, Telecom, Enel,
ecc. ...) puntuali soluzioni tecnico-economiche ai fini della
risoluzione delle interferenze stesse;
- poiche' dall'esame dello schema direttore della Rete Ecologica
Polivalente allegato al Documento Preliminare del redigendo PTCP, si
rileva che la linea ferroviaria esistente interferisce con una
connessione primaria pianura - collina ad est dell'abitato di Chiozza,
e in altre localita' con corridoi primari e secondari in ambito
planiziale, ACT dovra' considerare attentamente tali interferenze
prevedendo le eventuali opere e/o,misure atte a ridurre tali
nodalita';
6) in fase di cantiere, con riferimento anche alle fasi di
rifornimento e manutenzione dei mezzi utilizzati, dovranno essere
adottate tutte le precauzioni ed i dispositivi necessari ad evitare
l'apporto di sostanze inquinanti sul terreno e nei corpi idrici
superficiali e sotterranei (sversamenti accidentali, abbandono sul e
nel suolo di potenziali fonti di inquinanti, ecc.);
7) per limitare in fase di cantiere le emissioni diffuse e puntuali di
polveri derivanti dalla movimentazione dei materiali e dal transito
dei mezzi sulle piste di cantiere, e' necessario prevedere:
- periodiche bagnature delle vie di transito all'interno del cantiere,
con frequenza idonea in relazione alle condizioni metereologiche;
- un sistema di copertura con teloni dei cassoni utilizzati per il
trasporto degli inerti;
8) durante la fase di cantiere e quella di esercizio, con riferimento
anche alla gestione dei depositi temporanei di rifiuti, dovra' essere
rispettata la normativa vigente in materia di rifiuti;
9) con riferimento alla fase di cantiere, dovra' essere rispettato
quanto previsto dalla delibera della Regione Emilia-Romagna n. 45 del
21/1/2002, inerente i Criteri per il rilascio delle autorizzazioni per
particolari attivita' ai sensi dell'art. 11, comma 1 della L.R. 9
maggio 2001, n. 15 recante "Disposizioni in materia di inquinamento
acustico" e dagli eventuali relativi Regolamenti comunali;
10) tenuto conto dell'efficacia temporale della VIA, che e' fissata in
5 anni, e del fatto che la fase 2 come scenario temporale e' prevista
al 2020, ACT prima di avviare la realizzazione della fase 2
dell'ampliamento dello scalo di Dinazzano dovra' sottoporre tale
progetto ad ulteriore procedura di valutazione ambientale (screening o
VIA), che dovra' considerare, tra il resto, gli aspetti legati alle
connessioni viabilistiche dello scalo e l'interferenza tra l'esercizio
della linea ferroviaria Dinazzano-Reggio ed i principali assi stradali
intercettati, con particolare riferimento al Comune di Reggio Emilia;
11) con riferimento ad alcuni interventi viabilistici dovra' essere
valutata la possibilita' di effettuare modifiche migliorative di
dettaglio che, non comportando acquisizione di nuove aree, potranno
essere introdotte a livello di progetto esecutivo. In particolare:
Casalgrande - Rotatorie Via Moro:
- aumentare il raggio di curvatura in ingresso per le provenienze da
Veggia;
- consentire l'apertura dell'accesso diretto sulla rotatoria
successivamente all'apertura della nuova variante alla SP 467R in
corso di esecuzione da parte di ANAS SpA;
Scandiano - SP. 52:
- nella provenienza da Arceto, il tratto a sinistra dello svincolo
sull'incrocio precedente la rotatoria dovra' essere a doppio senso,
come risulta dalla tavola di progetto n. 2022;
- ridurre il diametro esterno della rotatoria cod. progetto ADE a £
50,00 mt;
In ogni caso dovra' essere approvato con determina del competente
Servizio provinciale il progetto esecutivo al fine della valutazione
di tutti i dettagli di modifica della viabilita' provinciale;
12) il Comune di Reggio Emilia ritiene necessario un sistema di
monitoraggio che, verificando nel tempo il carico di traffico che
andra' ad insistere sulla rete ACT, sia esso indotto dall'aumento dei
treni merci sia da un eventuale utilizzo della ferrovia come
metropolitana di superficie ad alta frequenza, fornisca al Comune e al
gestore della ferrovia, prima dell'avvio della seconda fase di
esercizio, tutti gli elementi per pianificare le azioni correttive a
situazioni di interferenza tra le diverse modalita' di trasporto
ovvero la revisione del programma di esercizio stesso. Tra le azioni
correttive si potranno considerare, oltre a misure meno invasive a
livello infrastrutturale quali strumenti di regolazione del traffico e
di riorganizzazione della viabilita', anche soluzioni piu' radicali
quali l'eliminazione dei passaggi a livello con opere alternative;
13) vista la riconosciuta importanza del valore paesaggistico, che
attraverso studi specifici e interventi diffusi l'Amministrazione sta
portando a valore, e dato che il tratto ferroviario interessato dal
progetto attraversa il Sito di Interesse Comunitario (SIC IT4030021)
"Rio Rodano e Fontanili di Fogliano e Ariolo" si ritiene opportuno che
ACT approfondisca in modo adeguato la progettazione e la scelta dei
materiali delle barriere acustiche;
14) relativamente alle aree di trasformazione a ridosso della ferrovia
si sottolinea che eventuali oneri per gli interventi di bonifica,
qualora necessari, saranno a carico del gestore dell'infrastruttura,
in quanto il progetto ACT oggetto di istruttoria al momento
dell'approvazione dei Piani relativi alle suddette aree non era ancora
stato rilasciato;
15) le opere di mitigazione ambientale dovranno essere prioritarie e
indispensabili ad un corretto inserimento delle opere nel contesto,
insediativo, prevedendo nell'ambito dell'ampliamento dello Scalo
Ferroviario di Dinazzano essenze autoctone "sempre verdi" e con
dimensioni minime del fusto pari a 10 cm;
16) in sede di progettazione esecutiva della strada, interna alla fase
2 di ampliamento dello Scalo ferroviario di Dinazzano, tutte le
specifiche tecniche (tipo di sezione stradale, arredi,
segnaletica,ecc.) dovranno essere concordate con l'Ufficio Tecnico;
17) per una maggior qualita' urbana, le tipologie delle barriere
antirumore dovranno essere concordate con l'Ufficio Tecnico,
considerando prioritaria la scelta dei materiali in funzione della
zona specifica;
18) per la realizzazione delle palazzine ad uso uffici e degli
impianti tecnologici, previste all'interno della sottozona FB1.b di
progetto, dovra' essere presentato un progetto esecutivo, in
conformita' ai contenuti della presente V.I.A (costituito dagli
elaborati tecnici necessari per la presentazione di permesso di
costruire - L.R. 31/02 successive modifiche ed integrazioni; decreto
Ministeriale 14/9/2005 e DGR 1677/05, ecc.) e dai vari pareri di
competenza (Ausl-Arpa, Vigili del Fuoco, ecc.). Le tipologie edilizie,
le quantita' volumetriche definite negli elaborati di VIA per la
realizzazione delle palazzine uffici e degli impianti tecnologici
(sottozona FB1.b del progetto) sono da considerarsi indicative al fine
della progettazione esecutiva. Il progetto esecutivo, completo nelle
sue parti documentali, verra' sottosposto all'approvazione della
Giunta comunale in quanto opera pubblica (art. 7 della L.R. 31/02
successive modifiche ed integrazioni);
19) la realizzazione delle mitigazioni e barriere antirumore, previste
nelle tavole di progetto delle presente VIA, sono a carico dell'ACT di
Reggio Emilia. Le presenti opere inoltre dovranno essere eseguite e
ultimate prima dell'esercizio dell'attivita' connessa alle opere di
ammodernamento della linea ferroviaria ACT Reggio Emilia-Sassuolo e di
potenziamento dello Scalo ferroviario di Dinazzano;
20) gli eventuali volumi di terra non riutilizzati, derivanti dalla
trasformazione delle aree ricompresse nella I e II Fase
dell'ampliamento dello Scalo ferroviario (e opere infrastrutturali)
dovranno essere collocati nelle aree di cava interne all'ambito del
Piano delle Attivita' Estrattive P.A.E vig. Tale scelta e' motivata
per accelerare le operazioni di ripristino e sistemazione ambientale
delle aree soggette ad attivita' estrattiva in corso;
21) si prescrive di valutare con maggior attenzione i livelli acustici
lungo il tratto ricompresso tra il Rio Medici e il Rio Riazzone, e se
necessario, prevedere l'installazione (a carico di ACT) delle
ulteriori barriere antirumore da concordare con l'Ufficio Tecnico e
ARPA;
22) opere di potenziamento dello scalo di Dinazzano:
- considerato che la soppressione di Via Di Mezzo ha eliminato un
importante collegamento veicolare e ciclabile con la frazione di
Villalunga, e visto il programma dell'Amministrazione comunale
relativo ai collegamenti ciclopedonali tra capoluogo e frazioni, si
dovra' provvedere alla pavimentazione con manto bitumato o altra
soluzione idonea all'utilizzazione ciclabile, del percorso
interpoderale per l'accesso alle proprieta' agricole, previsto sul
limite nord dell'intervento di prima fase. Tale percorso dovra' essere
proseguito a fianco di Via Ripa fino al passaggio a livello, punto di
partenza della viabilita' preesistente. Prima dell'esecuzione
dell'opera dovra' essere concordata la soluzione tecnica specifica
relativa alla pavimentazione con gli apparati tecnici del Comune di
Casalgrande;
- in merito alle fasce alberate di mitigazione prospettate si ritiene
indispensabile prevedervi una percentuale di circa 25-30% di essenze
sempreverdi al fine di garantire una minima mitigazione anche nel
periodo invernale; relativamente a tale soluzione dovra' essere
presentata prima della messa a dimora specifica relazione con l'elenco
delle essenze previste;
23) sottopasso ferroviario Via S.ta Rizza e viabilita' pertinente:
- il progetto prevede l'abbattimento del rumore veicolare mediante
pavimentazione in asfalto drenante-fonoassorbente e trattamento
specifico fonoassorbente delle pareti del sottopasso; occorrera'
accertare con appositi rilievi di collaudo ad ultimazione dell'opera,
l'effettivo risultato di tali accorgimenti, provvedendo in caso di
necessita' alla predisposizione di ulteriori soluzioni di abbattimento
del rumore sia in trincea sia fuori terra;
- dovra' essere presentato al Comune di Casalgrande il progetto
esecutivo delle opere al fine della verifica degli aspetti di
dettaglio definiti in sede esecutiva;
24) sottopasso ferroviario stazione Casalgrande e viabilita'
pertinente:
- il progetto prevede l'abbattimento del rumore veicolare mediante
pavimentazione in asfalto drenante-fonoassorbente e trattamento
specifico fonoassorbente delle pareti del sottopasso; occorrera'
accertare con appositi rilievi di collaudo ad ultimazione dell'opera,
l'effettivo risultato di tali accorgimenti, provvedendo in caso di
necessita' alla predisposizioni di ulteriori soluzioni di abbattimento
del rumore sia in trincea sia fuori terra;
- dovra' essere presentato al Comune di Casalgrande il progetto
esecutivo delle opere al fine della verifica degli aspetti di
dettaglio definiti in sede esecutiva;
25) potenziamento linea ferroviaria:
- occorrera' accertare con appositi rilievi di collaudo ad ultimazione
delle opere ed entrata in esercizio dell'ulteriore traffico
ferroviario, l'effettivo risultato degli accorgimenti relativi
all'abbattimento del rumore conseguente, provvedendo in caso di
necessita' alla predisposizione di ulteriori soluzioni di abbattimento
ove necessiti;
- dovra' essere concordata la tipologia delle barriere antirumore (in
tutti i siti ove previste), da scegliere tra quelle che garantendo
risultati soddisfacenti di abbattimento, presentino soluzioni
estetiche consone ad un ambito residenziale;
26) in tutte le opere relative a sottopassi, attraversamenti, nuove
intersezioni e tratti viari dovranno essere garantiti sicuri e
accessibili collegamenti per la mobilita' degli utenti deboli
(attraversamenti pedonali, collegamenti lineari di pedonali e
ciclabili);
27) in tutti gli incroci e le intersezioni viabilistiche dovranno
essere adottate le soluzioni piu' idonee a garantire la sicurezza
stradale. Si richiama in particolare attenzione ai collegamenti
previsti tra lo scalo, la SP.51 e la Pedemontana che saranno
utilizzati da mezzi pesanti per accedere a strade con grandi volumi di
traffico e livelli di incidentalita' tra i piu' elevati elevati della
provincia;
con riferimento alla viabilita' in Comune di Reggio Emilia:
28) considerato che, con riferimento agli attraversamenti della Via
Emilia e di Via Papa Giovanni, ACT ha proposto alcuni interventi per
l'ottimizzazione della gestione dei passaggi a livello, riducendo i
tempi di chiusura degli stessi e, negli elaborati integrativi, ha
assunto l'impegno a contenere i transiti in corrispondenza delle ore
di punta; considerato inoltre che il Comune di Reggio Emilia ha
proposto di definire un protocollo per il monitoraggio nel tempo della
situazione di questi due attraversamenti presenti nel territorio di
Reggio Emilia, si prescrive che tale protocollo, che potra' essere
coordinato anche con i programmi di monitoraggio previsti nel PUM e
nella Valsat del PSC, dovra' verificare nel tempo l'efficacia degli
interventi di mitigazione previsti, con l'impegno alla progettazione e
realizzazione di interventi anche strutturali, da definire
progettualmente in seguito, per risolvere le eventuali situazioni di
criticita' non risolte;
con riferimento allo Scalo ferroviario di Dinazzano:
29) le aree di lavoro, comprese quelle di movimentazione e di
passaggio, dovranno risultare asfaltate, non presentare buche e
sporgenze pericolose e permettere il transito dei mezzi di trasporto
senza che questi creino pericoli per i lavoratori (art. 33, DLgs
626/94 e art. 8 e 11/DPR 547/55). L'asfaltatura delle aree dovra'
consentire una agevole e adeguata pulizia di eventuali residui di
materie prime derivanti dalla movimentazione nelle fasi di scarico dai
treni, ed evitare una indebita esposizione alle polveri dei lavoratori
presenti (punto 13, comma 7/b, art. 33, DLgs 626/94);
30) lo scarico delle materie prime polverulente dai treni (vagoni) ed
il carico degli autocarri, attualmente condotto con mezzi meccanici
dotati di benne, dovra' essere effettuato con l'ausilio di tramogge
aspirate, sotto le quali far sostare gli autocarri durante il carico
del cassone (art. 21, DPR 303/56 e art. 72 quinques, DLgs 626/94), per
evitare la diffusione e la conseguente dispersione di polvere
nell'ambiente.
31) Le cabine di comando dei mezzi meccanici (pale) (art. 35, DLgs
626/94), dovranno essere dotate di impianto di condizionamento,
completo di filtro HEPA , in grado anche di apportare un quantitativo
di aria di ricambio, aria cosiddetta fresca, di almeno 40 mc/h. (ISO
10263-2/94);
32) le pulizie delle aree cortilive e delle postazioni e dei luoghi di
lavoro, per evitare la dispersione della polvere, dovranno essere
effettuate con mezzi aspiranti completi di filtri con abbattimento a
maniche o cartucce ad alto rendimento filtrante, con cappe e tubi
mobili azionabili dal posto di guida dell'operatore, secondo quanto
prescritto anche dall'art. 15, DPR 303/56;
33) per consentire piu' agevoli lavori di pulizia e un piu' facile e
sicuro transito nelle aree di lavoro occorre rendere a raso strada le
rotaie, mediante il livellamento degli spazi tra i binari;
34) dovra' essere realizzata idonea segnaletica verticale e
orizzontale (DLgs 493/96) per evitare eventuali pericoli per i
lavoratori durante i passaggi degli autocarri nelle fasi di manovra
dei treni (art. 7, DLgs 626/94, coordinamento della sicurezza tra
diverse ditte presenti);
35) gli adempimenti sono posti a carico del gestore dello scalo. Nel
caso in cui intervengano variazioni nella titolarita' della gestione
il precedente gestore e il nuovo gestore ne danno comunicazione entro
trenta giorni alla Provincia di Reggio Emilia anche nelle forme
dell'autocertificazione;
36) il gestore e' tenuto a realizzare tutte le opere che consentono
l'esecuzione di ispezioni e campionamenti previsti nel presente atto,
in condizioni di sicurezza e accessibilita' per il personale. In ogni
caso il gestore dell'impianto deve fornire agli organi di controllo
l'assistenza necessaria per lo svolgimento delle ispezioni, il
prelievo di campioni, la raccolta di informazioni e qualsiasi altra
operazione inerente il controllo del rispetto delle prescrizioni
imposte;
37) il gestore e' tenuto a comunicare senza ritardi a Provincia, ARPA
e AUSL la fine lavori, alla conclusione di ogni fase e sottofase, come
indicato nel programma presentato. Alla data della comunicazione i
sistemi di contenimento e abbattimento progettati a servizio dello
scalo dovranno essere in funzione;
38) il gestore e' tenuto ad effettuare un monitoraggio periodico come
di seguito indicato. Degli esiti dei controlli effettuati nel corso
dell'anno, il gestore e' tenuto a relazionarne a Provincia, ARPA e
AUSL entro il successivo mese di aprile;
Acque:
39) il dimensionamento delle volumetrie per la raccolta delle acque di
prima pioggia e' idoneo per una superficie impermeabilizzata
complessiva di 33.600 mq, secondo le disposizioni della DGR 286/05.
Tuttavia, rendendosi necessaria l'impermeabilizzazione di tutti i
piazzali ove si svolgono attivita' di movimentazione merci, deve
essere presentato un nuovo dimensionamento ed un elaborato grafico ove
riportare: le superfici considerate per il calcolo, il disegno di
impianto, la rete dei drenaggi, i punti di scarico, i pozzetti di
campionamento ed i corpi recettori finali;
40) l'adeguamento alle disposizioni della DGR 286/05 e della DGR
1860/06, tenendo a riferimento i criteri ARPA di applicazione tecnica,
per quanto riguarda il trattamento delle acque di prima pioggia sulle
superfici dello scalo esistente, deve essere effettuato entro sei mesi
dalla data di emanazione del presente atto;
41) le acque nere prodotte dai servizi dello scalo continuano ad
essere trattate dall'attuale sistema di depurazione;
42) nella eventuale realizzazione di nuovi servizi, cucine, mense o
altro all'interno dello scalo le relative acque di scarico sono da
convogliare a detto impianto. In caso di significativa variazione
quantitativa degli effluenti, con conseguente necessita' di
potenziamento dell'impianto, dovra' essere presentata nuova domanda di
autorizzazione;
43) con la realizzazione del collettore fognario pubblico della zona a
nord il gestore e' tenuto a provvedere all'allacciamento degli
scarichi domestici dello scalo;
44) inoltre nella realizzazione e nella gestione dei sistemi di
raccolta e trattamento per le acque di prima pioggia, per la parte
esistente e nuova dello scalo, l'impresa si dovra' attenere alle
seguenti prescrizioni:
- l'installazione dei sistemi di trattamento dovra' essere effettuata
secondo le indicazioni del costruttore. Al termine dell'installazione
di tali sistemi dovra' essere rilasciata dichiarazione da parte del
Direttore dei Lavori attestante la conformita' al progetto approvato.
Tale dichiarazione deve essere conservata per poter esser messa in
visione agli agenti accecatori;
- entro 30 giorni dalle date di comunicazione fine lavori sara'
effettuato il collaudo degli impianti di trattamento da parte del
gestore mediante campionamento allo scarico, il cui esito attesti la
rispondenza ai limiti tabellari. Ogni scarico, dopo il trattamento,
dovra' rispettare i limiti previsti dalla tab. 3 dell'Allegato 5 alla
parte III del DLgs 152/06 per i parametri solidi totali e idrocarburi
totali. I limiti di accettabilita' non potranno essere conseguiti
mediante diluizione con acqua prelevata allo scopo;
- dovra' essere effettuato almeno una volta l'anno un autocontrollo
analitico per ciascuno scarico, che attesti il rispetto dei limiti
sopra citati riferiti ad un campione medio composito nell'arco di tre
ore o di durata inferiore in relazione al tempo di svuotamento della
vasca di prima pioggia. I certificati analitici devono essere
conservati per essere a disposizione degli agenti accertatori;
- e' tassativamente vietato scaricare reflui potenzialmente pericolosi
o dannosi per l'ambiente;
- i punti individuati per il controllo degli scarichi devono essere
identificabili chiaramente, predisposti e attrezzati con pozzetto di
ispezione e prelievo idoneo a garantire l'accessibilita' e lo
svolgimento delle operazioni di campionamento in sicurezza e nel
rispetto della metodologia IRSA. Il pozzetto dovra' essere realizzato
secondo lo schema tecnico da acquisirsi presso ARPA;
- dovranno essere svolti periodici interventi di manutenzione e
controllo sugli impianti di depurazione, con frequenza almeno
trimestrale. Si dovra' conservare in apposito registro e tenere a
disposizione degli organi di controllo la documentazione relativa alla
sorveglianza ed agli interventi di manutenzione, riparazione,
sostituzione effettuati presso l'impianto. I fanghi derivanti
dall'impianto di trattamento delle acque ed i rifiuti liquidi (oli)
dovranno essere conferiti a ditte autorizzate al loro smaltimento ai
sensi della normativa vigente e le operazioni di carico e scarico di
tali materiali dovranno essere registrate conformemente alla medesima
normativa;
- nel caso di malfunzionamento delle reti di raccolta o dell'impianto
di depurazione dovranno essere messi in atto i sistemi previsti dalla
ditta in caso di emergenza e la ditta dovra' darne immediata
comunicazione alla Provincia e ad ARPA;
- sia garantito il deflusso regolare del refluo scaricato nei corpi
idrici recettori che dovranno essere manutenzionati al fine di evitare
ristagni e interruzioni nello scorrimento delle acque;
- ogni modifica al quadro informativo delle acque (reti,
allacciamenti, sistemi di trattamento, ecc.) deve essere
preventivamente comunicata alla Provincia e ad ARPA.
Aria:
45) il gestore deve mettere in atto tutte le migliori tecniche che si
rendano disponibili per la riduzione ed il contenimento delle polveri,
in modo prioritario alla fonte. Eventuali variazioni della tipologia
dei materiali in arrivo allo scalo dovranno essere tempestivamente
comunicate a Provincia, ARPA e AUSL;
46) inoltre nella realizzazione e nella gestione dei sistemi di
raccolta e trattamento delle polveri il gestore si dovra' attenere
alle seguenti prescrizioni:
- per la movimentazione di carico e scarico di prodotti polverulenti
quali le argille, le tramogge mobili aspirate di cui si dovra' dotare
il gestore, siano progettate in modo tale da evitare la caduta del
materiale tra la carrozza e la tramoggia stessa. Le tramogge dovranno
essere dotate inoltre di braccio telescopico di riempimento all'uscita
del materiale verso il cassone;
- la manutenzione dei filtri dovra' essere effettuata con la
necessaria regolarita' tenendone registrazione da mettere in visione
agli agenti accertatori;
- nel piazzale di manovra:
• deve essere regolarmente pulita l'intera area e in particolare le
singole zone di scarico, piu' volte al giorno, tramite macchina
pulitrice. Tale pulizia deve interessare anche l'intera viabilita' di
accesso e di uscita allo scalo;
• se necessario deve essere previsto il lavaggio delle aree di carico
e scarico, le relative acque devono essere convogliate al
trattamento;
- carico dell'automezzo:
• tutti gli automezzi devono tassativamente provvedere alla copertura
del cassone. Tale tipo di procedura deve essere verificata all'atto di
uscita dell'automezzo, in caso di mancata copertura, al conduttore non
deve essere concessa la possibilita' di uscita dallo scalo;
• gli automezzi che accedono allo scalo devono avere un cassone a
perfetta tenuta;
- una volta l'anno il gestore e' tenuto ad effettuate una campagna di
misure per il rilevamento delle polveri aerodisperse, di durata
settimanale, in punti scelti in prossimita' dei recettori sensibili
presenti nell'intorno dello scalo;
- ogni modifica al quadro informativo delle emissioni puntuali o
diffuse, fisse o mobili, deve essere preventivamente comunicata alla
Provincia ed ad ARPA.
Rumore:
47) nei ricettori residenziali a nord-est dello scalo merci, a
Villalunga nei dintorni di Via A. Volta, cosi' come nei ricettori di
Via Secchi e Via Peri, la fascia di pertinenza dell'infrastruttura
ferroviaria si sovrappone a quella della Pedemontana, infrastruttura
stradale in fase di avanzata realizzazione.
Ne segue che tali ricettori dovranno essere tutelati cosi' come
previsto dal DMA 29 novembre 2000 "Criteri per la predisposizione, da
parte delle societa' e degli enti gestori dei servizi pubblici di
trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi
di contenimento e abbattimento del rumore", laddove indica che:
, al fine del rispetto di quanto richiesto
all'art. 4, comma 2 del DM citato. Si precisa inoltre che nella
valutazione del proponente, per quanto riguarda l'attraversamento
dell'area dello scalo merci, per la futura Pedemontana e' stata
considerata la soluzione in rilevato. Il rilevato e' stato,
correttamente, considerato come equivalente ad una duna, vale a dire
una barriera acustica e, come tale e' stato utilizzato nei calcoli
acustici. Nel caso mutassero questi presupposti, dovra' essere
effettuata una nuova valutazione, in quanto questa soluzione e' la
piu' favorevole, per i ricettori sopra elencati, dal punto di vista
della schermatura dal rumore proveniente dallo scalo merci;
48) il gestore deve mettere in atto tutte le migliori tecniche che si
rendano disponibili per la riduzione ed il contenimento del rumore
prodotto, in modo prioritario alla fonte;
49) deve essere attuato un programma di sorveglianza e manutenzione
delle sorgenti rumorose fisse e mobili di impianti, macchine e
attrezzature in funzione allo scalo (parti meccaniche soggette ad
usura, ecc.) con frequenza semestrale. Di tale programma deve essere
tenuta registrazione da sottoporre a visione degli agenti accertatori.
Il gestore deve intervenire prontamente per il ripristino delle
normali condizioni d'esercizio qualora il deterioramento, la rottura
di macchine, impianti o parti di essi provochino un evidente
inquinamento acustico;
50) con la zonizzazione acustica definitiva, quando approvata, il
gestore e' tenuto a riconsiderare l'impatto acustico generato dallo
scalo e, se del caso, a presentare un piano di risanamento;
51) una volta ogni due anni il gestore e' tenuto ed effettuare
un'indagine fonometrica in prossimita' dei recettori sensibili
individuati nello studio di impatto acustico. In ogni caso il collaudo
acustico delle opere progettate per il contenimento del rumore deve
essere effettuato alla data di comunicazione fine lavori di
ampliamento dello scalo, per la conclusione di ogni fase e sottofase,
secondo il programma presentato;
52) ogni modifica al quadro informativo delle emissioni puntuali o
diffuse, fisse o mobili, deve essere preventivamente comunicata alla
Provincia e ad ARPA.
Rifiuti e terre di scavo:
53) il gestore deve organizzare la raccolta di rifiuti prodotti
nell'area dello scalo. A tal proposito dovra' essere predisposto un
servizio di raccolta e smaltimento in modo da garantire la periodica
rimozione dei rifiuti prodotti, anche in convenzione con imprese
terze, in possesso di iscrizione all'Albo gestori;
54) deve essere predisposta una idonea zona di stoccaggio delle
argille e delle polveri di scarto, adottando cassoni chiusi o box in
cemento chiuso su tre lati;
55) il materiale di sedimentazione derivante dagli impianti per la
raccolta delle acque di prima pioggia, dovra' essere smaltito come
rifiuto;
56) qualora sia utilizzata terra da scavo proveniente da altri siti,
dovra' essere preventivamente verificata con analisi storica la
tipologia di attivita' esercitata sul sito di origine ed effettuata
indagine analitica sul terreno stesso tramite determinazione di
parametri che possano essere ricondotti a tale attivita' e comunque
comprendenti una lista ristretta rappresentata da: Cd, Pb, Cr, CrVI,
Ni, Cu, Zn, Se, As, B, idrocarburi C<12 - C>12,
solventi clorurati con rif. alla colonna A Tab. 1 Allegato 5, DLgs
152/06. Dell'indagine deve essere trasmessa copia a Provincia e ARPA;
57) lo stoccaggio della terra di scavo sia realizzato in apposita zona
dedicata, perimetrata da canaletta di scolo, con raccolta delle acque
in contenitore di capacita' pari almeno ad un mese di piovosita' (80
mm x mq);
58) ogni modifica al quadro informativo dei rifiuti prodotti deve
essere preventivamente comunicata alla Provincia e ad ARPA.
Con riferimento all'impatto acustico lungo la linea:
59) considerato lo studio previsionale contenuto nel SIA, si rendono
necessarie specifiche prescrizioni mitigazioni aggiuntive. Si ricorda
che l'opera di mitigazione preferibile rimane l'intervento sul
complesso ruota/rotaia, vale a dire alla sorgente, come richiesto
dalla normativa in materia di risanamento delle infrastrutture di
trasporto (DM 29/11/2000, art. 5, comma 3) e da ogni norma di buona
tecnica.
Si prescrive pertanto che il materiale rotabile di proprieta' ACT
utilizzi le migliori tecnologie, ampiamente commercializzate, per il
silenziamento delle ruote (ad es. attraverso rivestimenti resilienti
smorzanti, ecc..) e la sostituzione dei freni a ceppi tradizionali (ad
es. con nuovi ceppi di tipo K-blocks in materiale sinterizzato).
Analogamente anche eventuali nuovi binari da mettere in posa dovranno
utilizzare le migliori tecnologie di silenziamento commercialmente
disponibili, quali ad es. traversine bi-blocco, smorzatori di
vibrazione e particolari suole per la rotaia, ecc.... Si richiama
infine il rispetto, per quanto riguarda i mezzi ACT, degli Allegati A
e B del DPR 459/98 relativi alle emissioni acustiche del materiale
trainante entrato in servizio dopo il 2002 o che vi entrera' dopo il 1
gennaio 2012;
Comune di Casalgrande
60) Le aree di espansione recentemente realizzate nel comune di
Casalgrande (foto n. 2 e n. 3 in Allegato A), denominate ZNI 8 e ZNI9,
sono gia' state oggetto di un intervento di mitigazione acustica.
Il collaudo acustico dell'opera proposta dovrebbe comprendere la
valutazione della reale efficacia di questi interventi di mitigazione
e, se del caso, stante la consistente altezza degli edifici presenti,
potrebbe rendersi necessario inserire barriere inclinate al vertice,
al fine di ottenere una maggior tutela anche per i ricettori piu'
alti;
61) in sede di collaudo acustico dell'opera dovra' essere attentamente
valutata l'area di Via Andreoli (foto n. 1 in Allegato A), in
corrispondenza della quale non vengono previste mitigazioni, anche se
da anni sono segnalati disagi e disturbi da parte dei residenti per il
transito dei treni ed i lavori di manutenzione notturni sulla linea.
Tali abitazioni ricadono, per pochi metri, al di fuori della fascia di
23 metri considerata critica dal proponente;
Comune di Scandiano:
62) ricettori scolastici di via del Mulino: la valutazione eseguita in
corrispondenza dell'area scolastica di Via del Mulino presuppone che
sia Via del Mulino che Via dell'Abate diventino "zone 30". Il rispetto
dei limiti acustici e' dunque vincolato al rispetto di tale
presupposto.
Nel documento intitolato: "Riepilogo bonifiche ricettori" INT SIA
DOC_GEN 15 e' prevista presso la scuola elementare di Scandiano di Via
Del Mulino, una barriera antirumore di H = 2 m e lunghezza L = 70 m,
da costruire in contemporanea all'intervento manutentivo su Via Del
Mulino. Si precisa che il documento citato e' quello che verra'
considerato come riferimento per verificare gli interventi di
mitigazione e dunque si ribadisce la necessita' di tale intervento di
mitigazione;
63) Chiozza: la barriera acustica collocata a sud della linea
ferroviaria dovrebbe essere prolungata in direzione Casalgrande di un
centinaio di metri circa, in modo da tutelare l'intera area
residenziale di Chiozza.
A causa della presenza della Strada provinciale 467R e' necessario
rivestire di materiale fonoassorbente la parete sud della barriera, al
fine di evitare riflessioni dovute alla presenza della strada.
In sede di collaudo acustico, dovranno essere valutate anche le
immissioni sonore presso le abitazioni residenziali a nord della linea
ferroviaria, sempre in localita' Chiozza;
64) complesso scolastico Istituto Gobetti (foto n. 4 in Allegato A):
la barriera a forma di "elle" prevista in prossimita' dell'Istituto
Gobetti, dovrebbe essere rivalutata, perche' l'attuale progetto
risulta di dubbia efficacia. La progettazione della barriera dovrebbe
tenere inoltre conto del complesso della viabilita' di accesso a Via
della Repubblica e dei tratti di quest'ultima che non sono in
prossimita' della rotonda, considerato che tale rotonda risulta, di
per se', un intervento di mitigazione, favorendo una riduzione della
velocita' di transito.
Comune di Reggio Emilia:
65) Acque Chiare: l'ampio intervento residenziale delle Acque Chiare
e' gia' stato oggetto, da parte del realizzatore, di un intervento di
mitigazione acustica. Tuttavia il collaudo acustico dell'opera in
progetto dovrebbe comprendere la valutazione della reale efficacia di
tale intervento. In caso di esito negativo, ad esempio, considerando
l'altezza degli edifici realizzati, sara' necessario che il proponente
proceda ad ulteriori opere di mitigazione (o integrando quelle
esistenti o procedendo ex novo) al fine di ottenere il rispetto dei
limiti normativi;
66) Comparto classe III non ancora realizzato Due Maesta': si segnala
la presenza di un piano di espansione di classe III, in localita' Due
Maesta', comparto che confina con quello, gia' realizzato, delle Acque
Chiare.
Si richiama l'attenzione sul fatto che la valutazione di clima
acustico che il Comune di Reggio Emilia richiedera', dovra' tenere in
considerazione tutte le fasi del piano ACT e non solo lo stato di
fatto al momento della presentazione del piano;
67) edifici di Via Fattori (foto n. 5 e n. 6 in Allegato A): non sono
state considerate due abitazioni residenziali di Via Fattori, inserite
all'interno di una zona industriale. Dovrebbe essere previsto un
intervento di mitigazione, a tutela delle stesse;
68) edifici di Via Donatello (foto n. 8 in Allegato A): devono essere
previste adeguate mitigazioni acustiche per i due edifici di otto
piani di Via Donatello, collocati al confine con il Campo di Marte,
per i quali attualmente non e' previsto alcun intervento.
Considerando la notevole altezza degli edifici, potrebbe essere
necessario prevedere l'installazione di barriere concave, rastremate
nella parte alta, al fine di massimizzare l'efficacia
dell'intervento;
69) attraversamento area urbana di Via Donatello/Via Debeli (foto n. 9
e n. 10 in Allegato A): tenuto conto dell'estrema vicinanza della
ferrovia all'edificato, considerando quanto contenuto nel SIA rispetto
alla caratterizzazione delle sorgenti, nonche' la presenza di edifici
di altezza considerevole, si chiede di rivedere l'altezza delle
barriere ivi previste in senso maggiormente cautelativo;
70) edificio su svincolo Via Turri, di fronte al retro della scuola
Credem (foto n. 11 in Allegato A): la barriera di 65 m, alta 3,5 m,
collocata a partire dall'incrocio con la Via Emilia fino allo svincolo
di Via Turri, dovrebbe essere adeguatamente prolungata, al fine di
tutelare anche l'abitazione di Via Guicciardi riprodotta nella foto
citata.
Con riferimento alla fase di collaudo per il rumore:
71) si prescrive che gia' dal completamento della fase 1 venga
realizzato il collaudo acustico dell'opera.
Il proponente dovra' quindi presentare alla Provincia e ad ARPA e
AUSL, per raccogliere eventuali osservazioni, un progetto che illustri
le modalita' di rilevazione ed estrapolazione dei dati e la
individuazione dei punti oggetto di misura. Le date dei rilievi
dovranno essere comunicate preventivamente a ARPA e AUSL, che si
riservano di presenziare.
Le misure, pur eseguite nel corso della fase 1, dovranno estrapolare i
risultati e riferirli alla fase 2 completamente realizzata, vale a
dire considerare il numero di transiti totali previsti nel programma
di esercizio per tale fase.
Con riferimento all'impatto da vibrazioni:
72) si prescrive di effettuare il monitoraggio nella fase di collaudo,
come sotto specificato.
Tale collaudo dovra' riguardare in particolare i seguenti tratti di
attraversamento urbano:
a) di Casalgrande, limitatamente alla zona di Via Andreoli; b) di
Reggio Emilia, limitatamente alla zona di Via Donatello/Via Debeli;
73) fase di collaudo per le vibrazioni: si prescrive che gia' dal
completamento della fase 1 venga realizzato il collaudo dell'impatto
da vibrazioni dell'opera.
Il proponente dovra' quindi presentare alla Provincia e a ARPA e AUSL,
per raccogliere eventuali osservazioni, un progetto che illustri le
modalita' di rilevazione, nonche' l'individuazione dei punti oggetto
di misura. Le date dei rilievi dovranno essere comunicate
preventivamente a ARPA e AUSL, che si riservano di presenziare.
In questo caso il collaudo, diversamente che per il rumore, dovra'
considerare, al fine del raffronto con gli standard indicati dalla
norma UNI 9614, il solo transito ad impatto massimo;
74) eventuali interventi di bonifica da ordigni bellici devono essere
seguiti da operatori archeologi al fine di acquisire eventuali
informazioni sulla consistenza delle stratificazioni conservate nel
sottosuolo;
75) devono essere effettuate prospezioni e sondaggi di accertamento
preventivo in qualsiasi caso in cui l'elaborato di progetto preveda
interventi di scavo in profondita', quali sottopassi, sovrappassi,
gallerie, gallerie naturali etc, nel caso in cui i siti noti siano
coincidenti o limitrofi alle opere che dovranno essere realizzate e
nelle zone ritenute ad alto e medio rischio archeologico, come
evidenziato nello studio di indagine archeologica;
76) devono essere effettuate prospezioni e sondaggi di accertamento
preventivo nelle aree in cui il progetto prevede la realizzazione di
rotatorie;
77) in fase esecutiva, con modalita' scientifiche ed operative che
dovranno essere concordate con la competente Soprintendenza,
preliminarmente all'attivazione dei cantieri e ove la Soprintendenza
riterra' necessario, si dovra' effettuare lo scavo archeologico
estensivo dei siti individuati mediante prospezioni e sondaggi;
78) devono essere previste adeguate attivita' di controllo e di
indagine archeologica in corso d'opera per il restante tracciato (zone
a basso rischio archeologico), cui potranno seguire scavi estensivi
sugli ambiti di interesse;
79) si raccomanda di prevedere la conservazione di contesti di
particolare rilevanza archeologica eventualmente scoperti durante i
lavori, attraverso la progettazione e l'attuazione di specifiche opere
di protezione;
80) quanto sopra indicato dovra' essere attuato affidando incarichi a
ditte di operatori archeologi che operino sotto la direzione
scientifica della Soprintendenza per i Beni archeologici
dell'Emilia-Romagna;
81) con riferimento agli interventi in progetto oggetto di
approvazione definitiva da parte del Servizio Ferrovie della Regione
Emilia-Romagna, ACT dovra' sottoporre i progetti esecutivi a USTIF e
Regione Emilia-Romagna-Servizio Ferrovie ai fini rispettivamente del
nulla-osta definitivo ai sensi del DPR 753/80 e dell'approvazione
definitiva dei progetti;
82) per quanto attiene i marciapiedi di banchina della nuova stazione
di Casalgrande e di quelli della stazione di Scandiano, pur
concordando sulla loro lunghezza di 150 m prevista in progetto, gli
stessi dovranno essere portati ad una altezza +55 cm dal p.d.f. e
sagomati come da normativa, per facilitare l'incarrozzamento dei
passaggeri, in caso di raggi di curvatura planimetrici maggiori di
750,00 m;
83) per quanto attiene le previste coperture dei marciapiedi di
banchina della nuova stazione di Casalgrande e di quelle di Scandiano
le stesse dovranno essere dimensionate sia in altezza che in sviluppo
laterale (sbraccio verso la ferrovia), nonche' nella scelta dei
materiali di costruzione, in modo da essere compatibili con un
eventuale futuro posizionamento della linea di trazione elettrica
senza dover apportare ulteriori modifiche alle medesime coperture;
84) per quanto attiene l'eliminazione del p.l. in localita' Pratissolo
con creazione di nuovo sottopasso carrabile e per i nuovi sottopassi
carrabile previsti in comune di Casalgrande presso la stazione e
presso Via Rizza, tutti previsti con luce netta minima pari a 4.50 m,
si segnala che la stessa luce e' in deroga al DM del 5/11/2001,
pertanto i sottopassi si dovranno conformare a quanto previsto dal
paragrafo 2.2 del D.M. 4/5/1990;
85) in sede di progetto esecutivo si dovra' valutare la
predisposizione di uscite di sicurezza posizionate nelle barriere
antirumore al fine di assicurare l'evacuazione dei passeggeri in caso
di sinistri ferroviari che dovessero interessare un tratto ferroviario
protetto dalle medesime barriere. Il loro puntuale posizionamento
dovra' essere deciso in riferimento allo stato dei luoghi e dei
terreni prospicienti le barriere;
86) ACT dovra' rispettare le eventuali prescrizioni che verranno
definite dalla Regione Emilia-Romagna-Servizio Tecnico di Bacino degli
affluenti del Po in sede di emissione del provvedimento formale di
concessione per occupazione di aree del demanio idrico da rilasciare a
seguito di specifica richiesta ai sensi della L.R. 7/04 e
presentazione di elaborati progettuali esecutivi;
87) con riferimento alla Valutazione di incidenza positiva sul Sito di
Importanza Comunitaria (SIC) Rio Rodano e Fontanili di Fogliano e
Ariolo cod. IT4030021 della Rete Natura 2000:
- esecuzione dei lavori nei periodi stagionali di minore disturbo per
la fauna, evitando, in particolare, i periodi di riproduzione della
stessa;
- ripristino della vegetazione arborea e/o arbustiva di interesse
eventualmente danneggiata durante la fase di cantiere;
- realizzazione di una nuova siepe, composta da essenze
arboree-arbustive autoctone, ai piedi dell'opera realizzata, al fine
di mitigare l'eliminazione della vegetazione attualmente presente;
- ripristino delle aree di cantiere, a lavori ultimati, in modo che
siano ricreate le condizioni esistenti prima dell'inizio dei lavori
stessi;
- individuazione delle aree di cantiere al di fuori delle zone
naturali;
- definizione dei percorsi e delle carraie di accesso all'area di
intervento in modo che interferiscano il meno possibile sugli habitat
naturali e le specie presenti in loco;
- limitare il piu' possibile il taglio della vegetazione
arboreo-arbustiva, presente nell'area in oggetto, per la realizzazione
degli interventi previsti;
- adottare tutte le precauzioni necessarie a non produrre inquinamento
delle acque e del suolo durante la realizzazione degli interventi, al
fine di prevenire anche i versamenti accidentali (da trattrici e mezzi
meccanici utilizzati) di sostanze inquinanti;
88) considerato che nel Rio Falchetto verra' convogliata parte delle
acque meteoriche provenienti dalla superficie di intervento dello
Scalo di Dinazzano e che tale scarico andra' a gravare nel Canale
Reggiano di Secchia, opera classificata di bonifica, il Consorzio
della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia, considerata la necessita'
che quest'ultima immissione sia compatibile con la capacita' recettiva
della rete di bonifica sottesa, prescrive che l'immissione dovra'
comunque essere limitata ad una portata di 93.80 litri/sec elevando
l'apporto totale del Rio Falchetto nel Canale Reggiano di Secchia da
75.0 litri/sec. (bacino imbrifero) a 168.8 litri/sec;
89) dagli elaborati progettuali emerge che, al fine di adeguare il Rio
Canalazzo alle nuove portate idrauliche, e' in programma anche il
rifacimento di alcuni manufatti esistenti. Al riguardo si segnala che
il Rio Canalazzo attraversa superiormente, tramite un pontecanale, il
Canale Reggiano di Secchia subito a monte (sud) di Via Canale. Tale
manufatto presenta gia' attualmente notevoli problemi strutturali; il
volto di sostegno in muratura risulta notevolmente lesionato con
parziale distacco di alcuni elementi di laterizio in particolare in
corrispondenza dei muri laterali.
Si richiede pertanto che i lavori di adeguamento del sovrastante
pontecanale comprendano anche la sistemazione e il ripristino statico
delle sottostanti strutture o, in alternativa, il rifacimento delle
medesime mediante la costruzione un nuovo manufatto in c. a. delle
dimensioni idrauliche libere di ml. 4.00 x 1.50 al fine di dare una
corretta continuita' idraulica al sottostante Canale Reggiano di
Secchia;
90) prima della realizzazione delle opere dovranno essere recepite nel
progetto esecutivo le prescrizioni tecniche indicate dal Consorzio
della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia e dovra' essere richiesta
l'apposita concessione amministrativa ai sensi del Regolamento sulle
bonificazioni approvato con R.D. n. 368 del 1904;
91) nella fase di progettazione esecutiva delle opere riguardanti i
sottopassi occorrera' prestare molta attenzione alla risoluzione delle
interferenze con le diverse condotte Eni'a esistenti, al fine di
mantenere una perfetta funzionalita' delle stesse e garantire le
future opere di manutenzione che si renderanno necessarie;
92) si ricorda che il parere favorevole di Snam Rete Gas risulta
condizionato all'adeguamento degli impianti Snam, la cui definizione
tecnico/economica e' gia' avvenuta formalmente con lettera Snam
CEOR/D6RE584DON prot. n. 1798 dell'8/8/2006;
93) ai sensi dell'art. 28 della L.R. 9/99 e successive modifiche ed
integrazioni, il proponente e' tenuto a corrispondere alla Provincia,
quale autorita' competente, le spese istruttorie; tali spese,
calcolate sulla base del costo di realizzazione del progetto,
ammontano a Euro 22.335,00 e dovranno essere corrisposte entro trenta
giorni dalla data di deliberazione del presente atto tramite
versamento sul c.c. postale n. 10912426 intestato alla Provincia di
RE-Servizio Tesoreria, indicando come, causale spese istruttorie
VIA;";
d) di dare mandato al Servizio Bilancio, in attuazione della delibera
della Giunta regionale 1238/02 (approvazione della "Direttiva generale
sull'attuazione della L.R. 9/99"), punto 3.4, di imputare le spese
istruttorie, pari a Euro 22.335,00, sul Capitolo di entrata 420/504.

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ultima modifica 2023-05-19T21:22:53+01:00

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