REGIONE EMILIA-ROMAGNA - GIUNTA REGIONALE

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 18 luglio 2005, n. 1104

Approvazione delle nuove direttive relative ai corsi di gestione faunistica di cui alla L.R. 8/94, art. 16, comma 3 e revoca delle direttive precedenti emanate con deliberazioni 878/95 e 1068/98

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA                                          
Vista la L.R. 15 febbraio 1994, n. 8 "Disposizioni per la protezione            
della fauna selvatica e per l'esercizio dell'attivita' venatoria" e             
successive modifiche ed integrazioni;                                           
richiamata la propria deliberazione n. 878 del 7 marzo 1995, recante            
direttive alle Province in materia di corsi di preparazione alla                
gestione faunistica, ai sensi dell'art. 16, comma 3, della L.R.                 
8/94;                                                                           
atteso che le disposizioni contenute nelle sopracitate direttive                
attenevano alla formazione di operatori che, previa partecipazione ad           
appositi corsi di preparazione alla gestione faunistica e superamento           
del relativo esame, potessero coadiuvare le Province nelle operazioni           
di controllo delle specie faunistiche responsabili di gravi danni               
alle produzioni agricole;                                                       
richiamata, inoltre, la propria deliberazione n. 1068 del 29 giugno             
1998 che, nel modificare la citata deliberazione 878/95, individuava,           
in particolare, una ulteriore figura di coadiutore al controllo della           
specie cinghiale, espressamente formata a tal fine, prevedendone di             
conseguenza uno specifico percorso di preparazione;                             
rilevato che le specie selvatiche - ovvero i gruppi di specie                   
indicate nelle direttive di cui trattasi - nei cui confronti le                 
Province attuano piani di controllo sono quelli tradizionalmente e              
storicamente responsabili, nella regione Emilia-Romagna, di                     
ricorrenti danni alle produzioni agricole;                                      
considerato peraltro che negli ultimi anni, cosi' come dimostrato               
dalle comunicazioni che annualmente le Province trasmettono alla                
Regione per quantificare i danni alle produzioni verificatisi sul               
loro territorio, altre specie selvatiche sono divenute, in tal senso,           
estremamente problematiche;                                                     
considerato altresi' che nel novero di tali specie puo' essere                  
inserito anche il Piccione di citta' (Columba livia) che, per quanto            
specie non selvatica, e' stato a queste assimilata con la L.R. 12               
luglio 2002, n. 15, a causa dell'elevata incidenza dei danni arrecati           
sull'ammontare complessivo annualmente accertato;                               
ravvisata pertanto la necessita' di consentire alle Province, laddove           
se ne verifichino i presupposti, di attuare efficaci piani di                   
controllo anche nei confronti di queste altre specie, ricorrendo ad             
operatori appositamente formati  sulla conoscenza delle stesse;                 
ritenuto quindi necessario modificare ed integrare il programma                 
formativo in materia di corsi di preparazione alla gestione                     
faunistica contenuto nelle direttive approvate con le citate                    
deliberazioni 1068/98 e 878/95, prevedendo specifiche lezioni                   
aggiuntive relative alle specie selvatiche nei confronti delle quali            
effettuare piani di controllo ed individuate di volta in volta dalle            
Province;                                                                       
vista la L.R. 26/11/2001, n. 43 "Testo unico in materia di                      
organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna",           
ed in particolare l'art. 37, comma 4;                                           
dato atto del parere favorevole di regolarita' amministrativa                   
espresso dal Direttore generale Agricoltura dott. Dario Manghi in               
merito alla presente deliberazione, ai sensi del quarto comma                   
dell'art. 37 della L.R. 43/01 e della citata deliberazione di Giunta            
regionale 447/03;                                                               
su proposta dell'Assessore alla Sicurezza territoriale, Difesa del              
suolo e della costa. Protezione civile;                                         
a voti unanimi e palesi, delibera:                                              
per le motivazioni esposte in narrativa e qui richiamate:                       
1) di revocare le precedenti direttive alle Province di cui alle                
deliberazioni n. 1068 del 29 giugno 1998 e n. 878 del 7 marzo 1995;             
2) di approvare nel testo allegato al presente atto quale parte                 
integrante e sostanziale, le nuove direttive alle Province in materia           
di corsi di preparazione alla gestione faunistica di cui alla L.R.              
8/1994, art. 16, comma 3;                                                       
3) di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale             
della Regione Emilia-Romagna.                                                   
Corsi di preparazione alla gestione faunistica di cui alla L.R. 8/94,           
art. 16, comma 3 e successive modifiche                                         
I corsi vengono istituiti per il controllo delle specie maggiormente            
responsabili dei danni alle produzioni zoo-agro-forestali ed                    
ittiche.                                                                        
Possono partecipare ai corsi, ciascuno nella Provincia di residenza,            
i titolari di licenza di caccia e i non titolari, qualora le                    
operazioni connesse al controllo di determinate specie selvatiche non           
comportino l'uso di armi, individuati dalle Province sulla base di              
criteri stabiliti dalle medesime, relativi a servizi precedentemente            
svolti in materia di controllo della fauna selvatica od alla                    
comprovata capacita' e disponibilita' alla collaborazione gestionale.           
Le Province altresi' individuano il numero dei partecipanti a detti             
corsi sulla base delle specifiche esigenze ed istituiscono appositi             
Albi od Elenchi.                                                                
Per quanto attiene ai piani di prelievo e di abbattimento rivolti               
esclusivamente agli ungulati, le Province  si avvalgono di cacciatori           
di ungulati con metodi selettivi, abilitati attraverso gli appositi             
corsi di cui al vigente Regolamento sulla gestione venatoria degli              
ungulati, il cui numero viene valutato e stabilito sulla base delle             
esigenze delle Province stesse che provvedono ad istituire apposito             
Albo od Elenco.                                                                 
Per quanto attiene ai piani di prelievo ed abbattimento rivolti al              
solo cinghiale, le Province possono avvalersi di differenti tecniche            
di controllo, quali il tiro di selezione su governe, la girata e la             
cattura tramite trappole auto scattanti, a seconda degli ambiti ove             
l'azione di controllo si esplica.                                               
Per tali forme di controllo le Province possono avvalersi, quali                
coadiutori, dei gia' citati cacciatori di ungulati con metodi                   
selettivi iscritti all'apposito Albo od Elenco provinciale, nonche'             
dei cacciatori di cinghiale abilitati alla caccia collettiva in                 
squadre organizzate e dei capisquadra, ai sensi di quanto previsto              
dalle Direttive regionali in materia, che abbiano conseguito la                 
qualifica di coadiutori nell'attivita' di controllo del cinghiale,              
avendo frequentato il corso specifico e superato il relativo esame di           
idoneita' di cui al successivo punto 3, iscritti all'apposito Albo od           
Elenco provinciale, nei rispettivi distretti di assegnazione.                   
Le Province, qualora operino direttamente mediante i propri agenti di           
vigilanza, possono utilizzare altresi' il metodo della braccata come            
forma di controllo, avvalendosi di tutte le figure sopra                        
specificate.                                                                    
1. Lezioni e materie per coadiutori nell'attivita' di controllo di              
volpi, uccelli ittiofagi, corvidi, passeri e storni, nutrie ed altre            
specie individuate dalle Province                                               
Il corso si articola su di una parte generale di almeno tre lezioni,            
e su una parte specifica di una o due lezioni, a seconda delle specie           
o gruppi di specie ai quali e' finalizzata l'attivita' di controllo e           
per i quali si intende conseguire l'abilitazione.                               
La frequenza alle lezioni relativamente alla parte generale e'                  
obbligatoria.                                                                   
Per la parte specifica, il candidato e' tenuto a partecipare alle               
lezioni relative alla specie od alle specie per le quali intende                
conseguire l'abilitazione.                                                      
La mancata partecipazione anche ad una singola lezione comporta                 
l'esclusione dalla prova d'esame.                                               
PARTE GENERALE                                                                  
- Motivazioni ecologiche all'origine del conflitto tra alcune                   
attivita' antropiche e popolazioni selvatiche                                   
- Specie selvatiche che si rendono piu' di frequente responsabili di            
danneggiamento e tipologia dei danni arrecati                                   
- Attivita' antropiche passibili di danneggiamento (agricoltura,                
forestazione, itticoltura, patrimonio faunistico, problemi                      
igienico-sanitari, compromissione della pubblica incolumita')                   
- Normativa nazionale e regionale in materia di controllo della fauna           
selvatica  e di risarcimento monetario dei danni                                
- Strumenti d'intervento utilizzabili per il controllo indiretto del            
danno (metodi ecologici di prevenzione, risarcimento monetario del              
danno)                                                                          
- Potenzialita' e limiti del controllo diretto                                  
- Presupposti indispensabili per l'attuazione del controllo diretto             
(status generale e locale delle specie, entita' economica ed                    
ecologica del danno)                                                            
- Caratteristiche proprie degli interventi di controllo diretto                 
(selettivita', efficacia, grado di disturbo).                                   
PARTE SPECIFICA                                                                 
- Volpe: 2 lezioni                                                              
- Uccelli ittiofagi: 2 lezioni                                                  
- Corvidi: 1 lezione                                                            
- Passeri e storni: 1 lezione                                                   
- Nutria: 1 lezione                                                             
- Altre: 1 o 2 lezioni a discrezione della Provincia.                           
Per ogni specie o gruppo di specie devono essere trattati i seguenti            
argomenti:                                                                      
- Sistematica, distribuzione e morfologia; riconoscimento del sesso e           
dell'eta' in natura e su esemplari abbattuti o catturati                        
- Ecologia: preferenze ambientali, fattori limitanti, dinamica della            
popolazione                                                                     
- Comportamento: struttura sociale e rapporti intraspecifici                    
- Predazione come fattore limitante delle specie predate                        
- Aspetti sanitari                                                              
- Valutazione quantitativa delle popolazioni (censimenti ed indici di           
abbondanza)                                                                     
- Metodi specifici di controllo indiretti                                       
- Metodi specifici di controllo diretti (tipologie, tempi, tecniche e           
mezzi).                                                                         
2. Lezioni e materie per coadiutori nell'attivita' di controllo di              
cinghiali                                                                       
Possono accedere a questi corsi i cacciatori di cinghiale in squadre            
organizzate nonche' i capisquadra, abilitati ai sensi della                     
deliberazione regionale n. 2324 del 27 giugno 1995 o della                      
deliberazione regionale n. 2659 del 20 dicembre 2004.                           
Il corso si articola su quattro lezioni, con frequenza obbligatoria,            
relative alle seguenti materie:                                                 
Biologia                                                                        
- Cenni di sistematica                                                          
- Caratteristiche morfologiche                                                  
- Distribuzione storico-geografica                                              
- Habitat                                                                       
- Comportamento e organizzazione sociale                                        
- Organizzazione spaziale                                                       
- Dieta e preferenze alimentari                                                 
- Valutazione del sesso e dell'eta' in natura                                   
- Concetti di ecologia delle popolazioni                                        
- Biologia riproduttiva                                                         
- Valutazioni e misurazioni biometriche                                         
- Caratteristiche morfologiche e fisiologiche, significato dei                  
rilevamenti biometrici sui capi abbattuti e compilazione delle                  
schede                                                                          
- determinazione del sesso e dell'eta'                                          
- determinazione dei pesi medi                                                  
- conteggio dei feti                                                            
- determinazione dei capezzoli tirati                                           
- valutazione incrementi potenziali                                             
Gestione                                                                        
- Principi generali di gestione                                                 
- Obiettivi generali e obiettivi specifici legati al problema                   
cinghiale                                                                       
- Problemi legati alla presenza del cinghiale                                   
- Metodi della gestione del problema cinghiale                                  
- Valutazione e confronto tra distribuzione e consistenza reale e               
potenziale                                                                      
- Metodi di stima quantitativa delle popolazioni                                
- censimenti alle governe                                                       
- censimenti in battuta                                                         
- stime mediante l'applicazione di indici basati sullo sforzo di                
caccia                                                                          
- Valutazione delle consistenze potenziali                                      
- densita' biotica e densita' agro-forestale; come definire la                  
vocazione di un territorio al cinghiale; aspetti ecologici e aspetti            
socio-economici; quali sono le densita' minime compatibili con                  
l'attivita' venatoria                                                           
- Impatto del cinghiale sulle biocenosi e sugli ecosistemi agrari               
- Riconoscimento, valutazione, prevenzione e rifusione dei danni                
- Aspetti di carattere normativo connessi alla gestione ed al                   
controllo delle popolazioni di cinghiale                                        
- La gestione del territorio vocato e non vocato                                
- Definizione e obiettivi                                                       
- Dimensioni e caratteristiche di un distretto venatorio                        
- Metodi indiretti (miglioramenti ambientali, prevenzione dei danni,            
foraggiamento dissuasivo)                                                       
- Pianificazione dell'attivita' venatoria                                       
- Controllo                                                                     
- Valutazione dell'efficacia dei mezzi adottati                                 
- Come dovrebbe essere formulato un corretto piano di prelievo                  
venatorio                                                                       
- Esempi di piano di prelievo.                                                  
Tecniche di prelievo e controllo                                                
- Sistemi di cattura                                                            
- Sistemi di caccia al cinghiale                                                
- La caccia in braccata                                                         
- La caccia individuale alla cerca e all'aspetto                                
- La caccia con il metodo della girata                                          
- Il comportamento e la sicurezza alle poste                                    
- Confronto tra i diversi metodi.                                               
Valutazioni biometriche dei capi abbattuti                                      
Acquisizione dei principali dati biometrici ed esercitazioni di                 
valutazione dell'eta' dall'esame delle mandibole.                               
3. Esame di idoneita'                                                           
Al termine dei corsi e' prevista una prova d'esame, consistente in un           
colloquio sugli argomenti trattati nel corso delle lezioni, dinanzi             
ad una apposita Commissione istituita dalla Provincia e composta da             
almeno 3 membri uno dei quali abbia collaborato ai corsi come                   
docente.                                                                        
Il superamento della prova d'esame da parte dell'aspirante coadiutore           
comporta il rilascio, da parte della Provincia, della specifica                 
qualifica acquisita, nonche' l'inserimento nell'apposito Albo od                
Elenco.                                                                         

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