REGIONE EMILIA-ROMAGNA

DELIBERAZIONE DELL'ASSEMBLEA LEGISLATIVA 28 settembre 2005, n. 23

Approvazione del programma regionale dell'informazione ed educazione ambientale (INFEA) per il triennio 2005-2007 (L.R. 16 maggio 1996, n 15). (Proposta della Giunta regionale in data 1 agosto 2005, n. 1275)

L'ASSEMBLEA LEGISLATIVA
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale progr. n. 1275
dell'1 agosto 2005, recante in oggetto "Approvazione programma
regionale d'informazione ed educazione ambientale (INFEA) 2005-2007
(L.R. 15/96). Proposta all'Assemblea legislativa";
preso atto:
- delle modificazioni apportate sulla predetta proposta dalla
commissione assembleare referente "Territorio Ambiente Mobilita'",
giusta nota prot. n. 13729 in data 15 settembre 2005,
- e, inoltre, degli emendamenti presentati ed accolti nel corso della
discussione assembleare;
premesso:
- che in Emilia-Romagna e' presente una tradizione ormai ventennale di
iniziative nel campo dell'INFEA che ha visto protagonisti il mondo
della scuola, gli Enti locali, le aree protette, l'associazionismo
culturale e ambientalista, le Universita' e i centri di ricerca;
- che per promuovere, organizzare e sviluppare l'informazione e
l'educazione ambientale, l'Emilia-Romagna si e' dotata nel 1996 di un
apposito strumento legislativo, la L.R. 15/96, con l'obiettivo: di
dare sistematicita' e organicita' alle esperienze di informazione ed
educazione ambientale dentro la scuola e nel territorio, definendo un
sistema di regole, strumenti e risorse tramite i quali promuovere lo
sviluppo di comportamenti positivi nei confronti dell'ambiente,
raccogliere e favorire l'accesso alle informazioni sullo stato
dell'ambiente, promuovere il coordinamento di tutti i Centri di
Educazione Ambientale (CEA) che operano sul territorio;
- che la L.R. 15/96, prima legge regionale in Italia sull'educazione
ambientale, e' stata definita in sintonia e coerenza con i documenti
di indirizzo internazionale e nazionale;
- che a livello internazionale viene assegnato un peso sempre maggiore
al ruolo che la educazione ambientale puo' assumere per l'efficace
affermazione di politiche di sostenibilita', come confermato dal fatto
che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel 2002, ha adottato
una risoluzione con la quale dichiara il 2005-2014 "Decennio
dell'educazione alla sostenibilita'" e designa l'UNESCO come organo di
promozione del decennio stesso e che l'Unione Europea ha dichiarato il
2005 "Anno europeo della educazione alla cittadinanza";
- che a livello nazionale con il documento "Linee di indirizzo per una
nuova programmazione concertata tra lo Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trento e Bolzano in materia di INFEA (Informazione -
Formazione - Educazione ambientale)" approvato in data 23 novembre
2000, la Conferenza Stato-Regioni ha definito il quadro di riferimento
per una politica e una programmazione concertata dello Stato e delle
Regioni nel campo dell'INFEA, il quale ha trovato successiva
attuazione con la stipula di uno specifico Accordo di Programma
Stato/Regione per l'attuazione di interventi compresi nel Programma
triennale 2002-2004;
- che in attuazione della sopracitata L.R. 15/96, sono stati adottati,
quali strumenti programmatici di riferimento e di raccordo nel
settore, Programmi regionali di durata triennale predisposti dalla
Giunta regionale con il concorso dei soggetti interessati;
- che il primo Programma regionale di Informazione educazione
ambientale (INFEA) 1999-2001 (approvato con delibera del Consiglio
regionale 1196/99), finalizzato a promuovere il "Sistema regionale
dell'educazione ambientale", nonche' il miglioramento della qualita'
di progetti e iniziative e della continuita' dei servizi offerti, ha
comportato un investimento di risorse regionali pari a circa 3
miliardi di lire, che hanno generato un investimento complessivo di
oltre 5 miliardi di lire. La sua realizzazione ha favorito: la
crescita e il miglioramento della collaborazione tra le diverse
strutture presenti sul territorio e tra queste e il mondo della
scuola; il finanziamento di 162 progetti (100 realizzati dai Centri di
Educazione Ambientale, 62 dalle Scuole) volti a: aggiornamento e
formazione insegnanti e operatori dei CEA, promozione di Laboratori di
educazione ambientale dentro le scuole, produzione di materiali
didattici di qualita' per insegnanti e allievi, coinvolgimento delle
scuole nei processi di Agenda 21 locale; promozione di strutture e
progetti INFEA, campagne di comunicazione per i comportamenti
ecosostenibili, promozione Agende 21 locali con il supporto delle
strutture INFEA, Master post laurea in "Esperto di Educazione
ambientale" rivolto ad operatori dei CEA e a neolaureati, nel quadro
di una collaborazione con l'Universita' degli Studi di Bologna e con
docenti dei principali atenei della regione, avvio della pubblicazione
della rivista Centocieli; costruzione del sito web dedicato al sistema
della educazione ambientale; campagne di sensibilizzazione sul
risparmio idrico e sulla riduzione e il riciclaggio dei rifiuti;
- che il secondo Programma regionale di Informazione educazione
ambientale (INFEA) 2002-2004 (approvato con delibera del Consiglio
regionale n. 381 del 9 luglio 2002), in continuita' con il precedente,
ha consentito di raggiungere risultati apprezzabili, come risulta dal
documento "Attuazione Programma regionale INFEA 2002-2004" acquisito
agli atti d'ufficio del Servizio competente per materia;
- che il suddetto Programma era articolato in 10 aree di azione per
ciascuna delle quali le principali realizzazioni sono indicate come
segue:
1. sviluppo, qualificazione e coordinamento del sistema INFEA
- accreditamento sperimentale dei CEA sulla base di cinque requisiti
qualitativi (dicembre 2002);
- seminario e workshop Rubiera (giugno 2003) con i 65 CEA sulle
modalita' organizzative della Rete regionale INFEA;
- progetto "Scuole in rete per uno sviluppo sostentile" che ha
coinvolto 10 CEA e 98 scuole (Bando FSE);
2. Percorso qualita'
- seminario e workshop S. Sofia (ottobre 2003) sui sistemi di
monitoraggio, valutazione e documentazione di progetti e servizi con i
65 CEA della Rete regionale INFEA;
- affidamento e svolgimento ricerca "CEA Quality" sulle best practice
di Educazione ambientale in Europa e sui sistemi di indicatori di
qualita'.
3. Formazione e ricerca
- Programmazione e svolgimento in accordo con l'Universita' di Bologna
(protocollo di intesa) della Terza Edizione del Master post laurea in
esperto di educazione ambientale. Tale edizione ha visto potenziati i
seminari, i workshop, i tirocini e gli stage presso i CEA della
regione. Vi hanno partecipato sia operatori in servizio dei centri
della regione che studenti neolaureati in cerca di una
specializzazione.
4. Potenziamento attivita' Centri educazione ambientale
- bando INFEA 2002: finanziati 39 progetti proposti dai CEA, suddivisi
in cinque aree di intervento;
- bando INFEA 2003: finanziati 10 progetti proposti dai CEA, inerenti
i Laboratori per l'innovazione coinvolgenti 30 CEA;
- bando INFEA 2004: finanziati 10 progetti proposti dai CEA, inerenti
i Laboratori per l'innovazione coinvolgenti 43 CEA;
- i progetti sperimentali "Un Po d'acque" (ricerca, formazione, azione
in educazione ambientale avente come riferimento il bacino del fiume
Po) e "Educazione alla mobilita' sostenibile" (sperimentazione della
progettazione partecipata in un quartiere modenese con ARPA.
5. Promozione scuole laboratorio di Educazione ambientale
- Bando INFEA 2002: finanziati 89 progetti proposti dalle scuole di
ogni provincia (POF ecologico, Agenda 21 a scuola, seconda vita delle
cose);
- bando INFEA 2003: finanziati 30 progetti proposti dalle scuole di
ogni provincia (educazione alla mobilita' sostenibile);
- bando INFEA 2004: finanziati 9 progetti coinvolgenti 52 scuole.
6. Documentazione, informazione e comunicazione
Realizzazione e diffusione di due brochure con le guide ai servizi e
alle realizzazioni dei CEA e delle Agende 21 locali, allegati in
100.000 copie ciascuno al quotidiano La Repubblica E-R;
- realizzazione e diffusione a insegnanti ed educatori dei primi 4
volumi della collana di Quaderni INFEA;
- realizzazione di due numeri/anno della rivista Centocieli diffusa in
8000 copie presso scuole, associazioni, biblioteche, Enti locali;
- realizzazione del sito web "l'ambiente si laurea" con una banca dati
delle tesi di laurea in materia ambientale realizzate negli atenei
della Regione;
- realizzazione dell'Agenda 2004 sui temi dello sviluppo sostenibile,
diffusa in 4000 copie presso insegnanti, Enti locali, associazioni;
- attivazione di un sistema di monitoraggio e documentazione dei CEA
della Regione.
7. Laboratori per l'innovazione e la sperimentazione INFEA
- 2002: attivazione primi 5 laboratori di innovazione (in ogni
laboratorio sono coinvolti piu' CEA guidati da un capofila);
- 2003: attivazione di 10 nuovi laboratori;
- 2004: attivazione di 10 nuovi laboratori.
8. Progetti INFEA interregionali
- Partecipazione ai tre progetti INFEA interregionali "management di
rete e sviluppo sostenibile" (formazione per i coordinatori di rete),
"indicatori di qualita'" (definizione di un sistema di monitoraggio e
valutazione), "editoria" (divulgazione e approfondimento del lavoro
dei sistemi regionali INFEA).
9. Progetti INFEA comunitari e internazionali
- Partecipazione al progetto "Vetrina internazionale della
sostenibilita'" con l'Universita' e la citta' di Luneburg (Germania),
Graz (Austria), Langhenthal (Svizzera), Modena (Italia).
10. Raccordo con altri strumenti di programmazione della Regione
Emilia-Romagna.
Il proficuo raccordo con altri strumenti di programmazione della
Regione ha portato:
- all'inserimento di una linea di azione per l'EA all'interno del
Piano di azione ambientale regionale 2001/2003;
- alla definizione e realizzazione del progetto di formazione "Scuole
in rete per uno sviluppo sostenibile" che ha coinvolto 10 CEA e 98
scuole (Bando Fondo Sociale Europeo Direzione generale Formazione e
Lavoro);
- alla collaborazione con Enti Parco, fattorie didattiche, Centro
CAMINA e citta' sostenibili dei bambini nella promozione del Master in
esperto di educazione ambientale;
- alla collaborazione di scuole e CEA alle campagne di comunicazione
"liberiamo l'aria" e "acqua: risparmio vitale".
Considerato che:
- il secondo "Piano di azione ambientale per un futuro sostenibile
2004-2006" della Regione Emilia-Romagna, approvato dal Consiglio
regionale con deliberazione progr. n. 634 del 22 dicembre 2004, in
continuita' con il precedente, assegna grande importanza allo sviluppo
degli strumenti preventivi, informativi, educativi e partecipativi, e
integra l'INFEA al proprio interno quale strumento fondamentale per
promuovere una nuova generazione di politiche ambientali preventive,
responsabilizzanti e proattive, prevedendo, tra l'altro, una specifica
linea di finanziamento tra le azioni coordinate a livello regionale,
individuate nel Capitolo 6 del Piano;
- le politiche di sviluppo delle attivita' di informazione ed
educazione ambientale sono inserite coerentemente nel quadro delle
politiche regionali attivate per il perseguimento di uno sviluppo
sostenibile;
- all'interno di tale quadro regionale si e' sviluppata una ampia
consultazione per la definizione delle priorita' programmatiche per il
settore INFEA per il prossimo triennio;
- in particolare, per giungere ad una costruzione partecipata del
nuovo Programma regionale INFEA per il triennio 2005-2007, il
competente Servizio Comunicazione, Educazione ambientale, Agenda 21
locale ha promosso una specifica discussione all'interno del Seminario
regionale tenutosi a Bobbio (PC) il 29 e 30 aprile 2005, in cui sono
stati analizzati ed approfonditi con tutti i protagonisti del Sistema
INFEA gli esiti delle attivita' fin qui realizzate, nonche' le
iniziative e priorita' da inserire nel Programma regionale INFEA
2005/2007;
- che il medesimo programma e' stato oggetto di confronto con i
delegati delle altre Direzioni generali della Regione referenti per le
politiche educative, componenti del gruppo di lavoro interassessorile
in corso di istituzione ai sensi della L.R. 10/04 "Partecipazione
della Regione Emilia-Romagna alla costituzione della Associazione
nazionale italiana 'Citta' amiche dell'infanzia e dell'adolescenza'
(CAMINA)", nella seduta del 13 giugno 2005;
- permane l'esigenza di continuare a raccordare la L.R. 15/96 e il
Programma INFEA con altre norme e strumenti di programmazione
attinenti l'educazione e l'ambiente quali:
- la L.R. 12/03 "Norme per l'uguaglianza delle opportunita' di accesso
al sapere, per ognuno e per tutto l'arco della vita, attraverso il
rafforzamento dell'istruzione e della formazione professionale, anche
in integrazione tra loro" artt. 22 e 41;
- L.R. 10/04 "Partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla
costituzione della Associazione nazionale italiana 'Citta' amiche
dell'infanzia e dell'adolescenza' (CAMINA)";
- L.R. 6/05 "Disciplina della formazione e della gestione del sistema
regionale delle aree naturali protette e dei siti della rete natura
2000";
- L.R. 27/94 "Disciplina dello smaltimento dei rifiuti" art. 3;
- L.R. 29/02 "Norme per l'orientamento dei consumi e l'educazione
alimentare e per la qualificazione dei servizi di ristorazione
collettiva";
- L.R. 26/95 "Modifiche all'art. 6 della L.R. 27 aprile 1990, n. 35, e
all'art. 6 della L.R. 20 luglio 1992, n. 30 - Comitato tecnico -
Osservatorio per l'educazione stradale e la sicurezza";
- permane altresi' l'esigenza che i programmi INFEA divengano ai
diversi livelli del sistema regionale parte integrante di Piani e
programmi comunale, provinciale e regionale, attinenti l'ambiente, il
territorio e lo sviluppo, e che i Centri di Educazione ambientale si
raccordino strettamente con le Agende 21 locali, le Aree protette, i
Piani per la salute, i Piani del traffico, ecc. portandovi le proprie
competenze ed esperienze e, viceversa, facendosi carico dei problemi
connessi ai diversi tematismi;
- sulla base dell'analisi e del lavoro fin qui svolto con la
precedente programmazione e delle indicazioni emergenti dai citati
documenti nazionali e regionali, e' possibile definire, all'interno
della articolata serie di tipologie e di azioni previste dall'art. 2
della L.R. 15/96, cosi' come del citato documento della Conferenza
Stato Regioni del 23 novembre 2000, il Programma INFEA 2005/2007,
articolato in "Aree di intervento" cosi' come riportato in Allegato A,
parte integrante della presente deliberazione;
dato atto inoltre:
- che la Commissione regionale di coordinamento istituita con la L.R.
15/96, art. 6 avente, tra l'altro, il compito di indirizzare la
elaborazione delle linee guida e i criteri per la predisposizione dei
programmi INFEA, nella seduta del 22 giugno 2005, ha espresso parere
favorevole in merito al Programma di cui all'Allegato A di cui al
punto precedente;
richiamate altresi':
- la L.R. 23 dicembre 2004, n. 27 "Legge finanziaria regionale
adottata a norma dell'art. 40 della L.R. 15 novembre 2001, in
coincidenza con l'approvazione del Bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2005 e Bilancio pluriennale 2005/2007"
pubblicata nel Bollettino Ufficiale regionale n. 176 del 28 dicembre
2004;
- la L.R. 23 dicembre 2004, n. 28 "Bilancio di previsione per
l'esercizio 2005 e pluriennale 2005/2007" pubblicata nel Bollettino
Ufficiale regionale n. 177 del 28 dicembre 2004;
considerato che all'attuazione del Programma di cui all'Allegato A
potranno contribuire anche eventuali risorse che il Ministero
dell'Ambiente e Tutela del Territorio potra' mettere a disposizione
delle Regioni sulla base delle Linee di indirizzo per una nuova
programmazione concertata tra lo Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trento e Bolzano in materia di INFEA (Informazione -
Formazione - Educazione ambientale)" approvato in data 23 novembre
2000, nonche' eventuali risorse messe a disposizione attraverso
l'UNESCO dal Governo italiano nell'ambito delle iniziative del
"decennio 2005-2014 per l'educazione allo sviluppo sostenibile";
previa votazione palese, a maggioranza dei presenti, delibera:
1) di approvare, ai sensi della L.R. 15/96, sulla base delle
motivazioni espresse in premessa, il Programma regionale
dell'informazione ed educazione ambientale (INFEA) per il triennio
2005-2007, riportato nell'Allegato A, parte integrante della presente
deliberazione;
2) di dare atto che la Giunta, sulla base degli obiettivi, delle linee
guida, degli strumenti, delle tipologie di azione di cui all'Allegato
A, nonche' delle risorse finanziarie disponibili, provvedera' a
predisporre annualmente i programmi operativi in attuazione della
presente deliberazione;
3) di dare atto che alla realizzazione del programma di iniziative per
il 2005 si provvedera' con i fondi stanziati agli appositi capitoli di
spesa del Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2005;
4) di dare atto che, per i programmi operativi delle successive
annualita' 2006 e 2007, le risorse necessarie saranno individuate
nell'ambito delle apposite autorizzazioni di spesa che verranno
disposte in sede di approvazione annuale del bilancio di previsione
regionale;
5) di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale
della Regione Emilia-Romagna.
ALLEGATO A
Programma di informazione ed educazione ambientale (INFEA) - della
Regione Emilia-Romagna per il triennio 2005-2007
Premessa
A) L'evoluzione del sistema INFEA, i Centri di Educazione ambientale e
le Scuole laboratorio
Attraverso la realizzazione dei Programmi INFEA 1999-2001 e 2002-2004
il sistema regionale della informazione ed educazione ambientale
(INFEA), coinvolgente una molteplicita' di strutture e istituzioni, e'
andato organizzandosi come nello schema seguente, indicante funzioni,
competenze, ruolo svolto da ciascun attore:
Il sistema a rete INFEA Emilia-Romagna
Struttura: Commissione regionale L.R. 15/96; composizione: Regione, 9
Province, esperti EA, Istituzioni scolastiche, Agenzie ambientali;
funzione: indirizza la programmazione regionale;
struttura: Agenzie scientifiche e formative; composizione: Istituto
Regionale Ricerca Educativa (IRRE), Agenzia per l'Ambiente (ARPA),
Universita' degli Studi di Bologna e Parma, Agenzia sanitaria
regionale, IBACN, CIRSA, CAMINA; funzione: alimentazione culturale e
supporto scientifico e metodologico alla programmazione regionale e
provinciale, partnership di progetti regionali;
struttura: Servizio Comunicazione Educazione ambientale, Agenda 21
Locale; composizione: collaboratori regionali c/o Direzione generale
Ambiente RER; funzione: promozione, coordinamento, valutazione,
documentazione, formazione, comunicazione a livello regionale per le
attivita' INFEA;
struttura: coordinamenti INFEA provinciali; composizione: uffici e
referenti presso ciascuna Provincia; funzione: coordinano le attivita'
sul territorio di riferimento;
struttura: Centri di Educazione ambientale; composizione: 69 strutture
sul territorio regionale, accreditate in via sperimentale sulla base
di indicatori di qualita': centri di base, centri di coordinamento;
specializzazioni/eccellenze; funzione: progettazione e realizzazione
percorsi educativi, formazione e aggiornamento, produzione materiali
didattici, documentazione, ricerca, informazione al cittadino,
soggiorni didattici in strutture attrezzate, progettazione e gestione
attivita' di comunicazione, supporto Agende 21 locali - mediazione
culturale - facilitazione gruppi, coordinamento risorse e attivita' di
EA sul territorio;
struttura: Reti di scuole laboratorio di Educazione ambientale;
composizione: Rete IRRE, rete CIDIEP, A21 a scuola, Globe Seren@,
ECO-Schools, GITAS, ecc.; funzione: istituti che hanno strutturato al
proprio interno una attivita' permanente di educazione ambientale e
cooperano nel realizzarli con altre scuole e CEA;
struttura: Risorse per l'Educazione ambientale; composizione:
Cooperative, professionisti, GEV, Associazioni, altri enti, funzione:
gestori di CEA in convenzione, fornitori di servizi e consulenze, o
promotori di attivita' di EA in modo non continuativo.
I Centri di Educazione ambientale
Sono ad oggi 69 i Centri di Educazione ambientale sul territorio
regionale (strutture che sono state accreditate dalla Regione sulla
base di un sistema di indicatori di qualita' in fase sperimentale).
Sono promossi da Comuni, Associazioni e Fondazioni, Enti Parco. Circa
il 40% di queste strutture e' gestito da cooperative di giovani
professionisti. Gli utenti di questa rete di servizi sono per circa la
meta' le scuole (studenti), per il 31% i cittadini e per il 13% gli
insegnanti (formazione dei formatori). Se si presta attenzione al
personale che vi lavora, sono in servizio 119 operatori tra tempo
pieno e part-time, ai quali si aggiungono 112 collaboratori. Il 13% di
questi operatori ha un'altissima specializzazione (Master post-laurea
in EA), mentre il 53% e' laureato e dichiara un'esperienza sul campo
che va da tre anni fino a volte a dieci e oltre. Circa le aree
tematiche di cui si occupano i CEA, abbiamo un 35% che incentra i
propri progetti su ambienti naturali e biodiversita', un 25% su
sviluppo sostenibile, per il resto le scelte si dividono tra risorse e
rifiuti (19%) e su mobilita' (5%). I Centri di Educazione ambientale
dell'Emilia-Romagna si differenziano poi sulla base delle funzioni e
servizi prevalentemente svolti: in testa vi sono i "percorsi didattici
e le visite guidate" (27%) e il "supporto metodologico agli
insegnanti" (25%), seguono la "formazione-ricerca e progettazione
didattica" e la "documentazione e la produzione di materiali" (13%),
"l'informazione al cittadino" (14%) e il "supporto alle Agende 21
locali" (5%). Tra i materiali didattici prodotti spiccano volumi e
opuscoli (23%), CD rom (17%), brochure (17%), mostre (13%), video (9%)
e dispense. Significativa da ultimo la rete di relazioni e partnership
che i Centri di Educazione ambientale hanno costruito attorno ai
propri progetti e servizi offerti: con gli Enti locali sul territorio
(44%), con altre strutture educative (23%), con le Universita' (18%),
con le Agenzie per l'ambiente (10%) e strutture europee (5%).
Le Scuole Laboratorio di educazione ambientale
Numerose sono le esperienze maturate negli ultimi anni di progetti in
rete tra scuole. Tra gli altri la sperimentazione delle "Agende 21 a
scuola" in diverse province; i percorsi anch'essi interprovinciali
proposti dal CIDIEP "Territorio senza confini", "Un po' di terra" e
"Un Po d'acque"; la rete di scuole che "Globe Seren@" che in
collaborazione con il Servizio Meteo dell'ARPA hanno sperimentato il
monitoraggio dell'inquinamento atmosferico; il gruppo di scuole
modenesi GITAS (giovani informati su traffico ambiente e salute); il
gruppo di scuole "Respira" incentrato sui problemi energetici in
provincia di Parma; le scuole romagnole che hanno aderito al progetto
europeo ECO-SCHOOLS, le scuole ravennate che hanno realizzato i
laboratori della "La seconda vita delle cose" e, ecc. La Regione
Emilia-Romagna e l'IRRE (Istituto Ricerca Educativa) sono stati per
queste attivita', assieme ad altri partner sul territorio, uno stimolo
(con i bandi per contributi e i materiali didattici messi a
disposizione) e un supporto metodologico (con i corsi di formazione e
l'assistenza didattica). Una azione piu' comprensiva di queste
esperienze e' oggi in corso di svolgimento, resa possibile dal Fondo
Sociale Europeo gestito dalla Regione. Nel 2003 e' stato infatti
finanziato un progetto che vede la collaborazione di IRRE in
partnership con un gruppo di Centri di Educazione ambientale,
denominato "Reti di scuole per lo sviluppo sostentile" e che coinvolge
ad oggi 100 scuole della regione presenti in ogni provincia
(www.ermesambiente/scuolesostenibili.it).
B) Gli obiettivi strategici e di sistema per il Programma INFEA
2005-07
L'obiettivo strategico da perseguire con il Programma INFEA 2005/07,
alla luce delle precedenti realizzazioni, puo' essere sintetizzato con
la parola chiave "coevolvere", ovvero, l'Educazione ambientale, i suoi
attori e strutture, orientati e finalizzati a promuovere una societa',
un ambiente, una economia sostenibili, continua a perseguire
l'integrazione interna ed esterna ai settori e attivita' degli enti
che la promuovono a tutti i livelli, si allea con tutti i soggetti
sociali, economici, istituzionali e formativi che promuovono la
sostenibilita' sul territorio. Sul piano organizzativo le necessita'
sono quelle di "consolidarsi" (rafforzare le strutture con il concorso
di piu' istituzioni, risorse associative e private, ottimizzare la
pluralita' di esperienze, competenze, ad una adeguata scala
territoriale), "integrarsi" (lavorare per progetti e in modo
integrato, a fianco di istituzioni, imprese, associazioni per la
sostenibilita'), "diversificarsi" (specializzarsi in un contesto di
integrazione, sviluppare una pluralita' di funzioni e servizi),
"migliorarsi" (gestire in modo piu' profi'cuo, piu' strutturato, piu'
creativo le risorse e le competenze).
Le esigenze organizzative e le metodologie di lavoro sono strettamente
intrecciate con l'analisi di nuovi bisogni educativi, che divengono
per il nuovo Programma altrettante piste di lavoro:
- il coinvolgimento piu' diretto dei CEA nella promozione dei processi
di Agenda 21 locale e nella sperimentazione e adozione di nuovi
strumenti di gestione coerenti con i fini della sostenibilita' (nuovo
Reporting ambientale, sistemi di gestione, acquisti verdi,
contabilita' ambientale, ecc.). Tali percorsi, esempi significativi di
governance intersettoriale e partecipata, avviatisi in particolare
nell'ultimo quinquennio nel territorio regionale e all'interno della
pubblica Amministrazione, necessitano di supporto e competenze
educative, comunicative, organizzative, di mediazione culturale. Il
ruolo e le funzioni dei CEA potranno in tal senso, a partire dalle
prime sperimentazioni avviate, articolarsi e arricchirsi ulteriormente
offrendo servizi utili alla comunita' locale. E' conseguentemente
necessario che gli Enti locali titolari di CEA coinvolgano anche
maggiormente questi ultimi, laddove esprimono le necessarie
competenze, piu' direttamente nella gestione dei servizi e della
tutela ambientale. E' conseguentemente necessario che i progetti
proposti dai Centri di Educazione ambientale abbiano una stretta
attinenza con i problemi locali del territorio in cui sono inseriti.
In tal modo i Centri di Educazione ambientale possono diventare dei
collaboratori degli Enti locali e possono svolgere azioni concrete e
cogenti. Non bisogna permettere che l'esperienza dei CEA rimanga
isolata dal contesto in cui essi si trovano, ma bisogna dare loro un
ruolo da protagonisti nella cultura ambientale.
- Circa il mondo dell'istruzione formale, e' da considerare rilevante
il fatto che, negli ultimi anni, con la sperimentazione dell'autonomia
sono emerse esperienze che hanno delineato attitudini e profili di una
scuola che si relaziona in modo nuovo con il suo territorio, facendosi
carico con gli altri attori sociali dei suoi problemi e nello stesso
tempo e' in grado di accogliere le competenze e le risorse esterne che
possono utilmente integrarsi con il suo piano dell'offerta formativa.
Gli istituti scolastici si sono in tal senso sempre piu' spesso
organizzati in reti di lavoro comune. L'esigenza e' quella di
riconoscere pubblicamente il valore di queste esperienze affinche' si
consolidino, attraverso protocolli permanenti di collaborazione tra
Regione, Ufficio scolastico regionale, Enti locali, CEA, Agenzie
scientifiche, Universita'.
- Una terza nuova area di lavoro per l'educazione ambientale e'
inerente a quanto emerge nel mondo economico e produttivo circa le
innovazioni di processo e di prodotto in senso ecosostenibile.
Percorsi e progetti avviati quali la "Vetrina della sostenibilita'",
con il suo il repertorio di buone pratiche realizzate nei diversi
settori, filiere e distretti, evidenzia una prima base di attori con
cui il sistema dell'educazione ambientale potra' stringere
collaborazioni. Quello che dovra' essere approfondito e sviluppato e'
lo specifico apporto che potrebbe dare l'INFEA all'economia
sostenibile, inteso come competenze e nuove figure professionali. Nel
contempo l'INFEA potra' assumere dalle imprese metodologie e strumenti
volti ad aumentare l'efficienza ed efficacia degli interventi, anche
orientandosi anche alla creazione di nuove imprese di servizi nei
campi del turismo, della cultura, dell'agricoltura sostenibile, ecc.
- Nella "societa' della conoscenza" e dell'apprendimento lungo tutto
l'arco della vita, l'educazione non e' piu' solo per le fasce di
popolazione in eta' scolare ma per tutti i cittadini. Il lavoro sulla
percezione, gli atteggiamenti, le identita' e consapevolezze e i
comportamenti di questi ultimi nelle diverse vesti di consumatori,
lavoratori, genitori e' altrettanto fondamentale per perseguire lo
sviluppo sostenibile. In particolare in un periodo di rapidi mutamenti
delle condizioni economiche, sociali, tecnologiche e culturali, e'
necessario aiutare i cittadini a non rinchiudersi in risposte
difensive ma ad aumentare l'enpowerment e la capacita' progettuale. In
tal senso sara' necessario sviluppare, a partire da alcune esperienze
avviate negli ultimi anni uno specifico e sistemico apporto di INFEA
all'educazione permanente degli adulti.
- E' ribadito inoltre il permanere dell'esigenza che i programmi INFEA
divengano ai diversi livelli del sistema regionale parte integrante di
Piani e programmi comunale, provinciale e regionale, attinenti
l'ambiente, il territorio e lo sviluppo, e che i Centri di Educazione
ambientale si raccordino strettamente con le Agende 21 locali, le Aree
protette, i Piani per la salute, i Piani del traffico, ecc. portandovi
le proprie competenze ed esperienze e, viceversa, facendosi carico dei
problemi connessi ai diversi tematismi.
Il contesto di riferimento nel quale sviluppare gli obiettivi
strategici soprarichiamati e gli obiettivi operativi descritti nel
paragrafo che segue, non e' la sola Emilia-Romagna e le sue
istituzioni e strutture. La necessita' e' quella di una apertura alla
dimensione europea, avviata con singole iniziative nel precedente
programma, rendendola piu' sistematica.
C) Aree di azione/obiettivi operativi del Programma regionale INFEA
2005-2007
Nell'ambito del triennio 2005/2007 saranno sviluppati, attraverso il
Servizio regionale Comunicazione, Educazione ambientale, Agenda 21
locale e le strutture del sistema INFEA Emilia-Romagna, i seguenti
obiettivi e azioni con specifiche modalita' attuative di volta in
volta individuate. A seconda di specifiche esigenze potranno essere
costituiti gruppi di lavoro e di progetto tra i componenti della
Commissione regionale L.R. 15/96 allo scopo di perfezionare e definire
in modo piu' puntuale specifiche azioni e progetti, nonche' per
monitorare l'andamento del programma stesso.
1. Sviluppo del Sistema regionale INFEA
Proseguono anche con il Programma INFEA 2005/07 la costruzione, il
mantenimento e lo sviluppo, condivisi con gli attori istituzionali,
gli operatori, le associazioni, le agenzie sul territorio, del Sistema
a rete INFEA inteso come organizzazione di una pluralita' di soggetti
che concorrono in un'ottica di sussidiarieta', ciascuno secondo uno
specifico ruolo e competenze, a realizzare un programma comune di
servizi e attivita'. Un sistema che dialoga e collabora con altri
sistemi volti a promuovere lo sviluppo sostenibile. Tre sono le
esigenze prioritarie da raggiungere con specifiche iniziative e
provvedimenti:
A) pervenire a una maggiore definizione e formalizzazione dell'apporto
di tutti i soggetti che fanno parte del sistema INFEA, tra questi:
- Ruolo Agenzie supporto scientifico e formativo: attraverso
protocolli di intesa, collaborazioni fattive su azioni di sistema di
livello regionale nei quali le agenzie fungano da punti di riferimento
e partner per progetti in rete.
- Ruolo Province: coordinamenti provinciali dei CEA, programmi annuali
coordinati delle iniziative e dei servizi, maggiore partecipazione
finanziaria assieme a RER e EL, mediante verifica e reciproco impegno
tra gli enti coinvolti.
- Ruolo Reti e scuole Laboratorio: riconoscimento formale, oltre che
contributi finanziari, protocollo di collaborazione sistematico con
RER, Ufficio scolastico regionale, IRRE, CEA, Province, Agenzie.
B) Definizione puntuale, dopo la sperimentazione 2002/04, dei
requisiti per il riconoscimento e accreditamento dei CEA del sistema
regionale ai sensi della L.R. 15/96, loro differenziazione funzionale
e territoriale. Introduzione di nuove tipologie di attori quali le
Risorse per l'EA (cooperative, professionisti, associazioni che
forniscono servizi per il sistema): entro 18 mesi, tenuto conto delle
elaborazioni congiunte con le altre Regioni, coinvolti gli attori e la
Comm. L.R. 15/96, dovranno essere definiti i nuovi criteri di
ammissione e di verifica dei CEA nel sistema regionale INFEA.
C) Promozione azioni di sistema di livello regionale (curricolo
ecologico scuola, network master ambientali, ecc.) che abbiano
ricadute conoscitive e operative sull'insieme degli attori, dalle
scuole laboratorio di educazione ambientale ai CEA.
2. Adozione di un sistema di valutazione di qualita' delle strutture,
il monitoraggio dei risultati a lungo termine delle attivita' di
educazione ambientale
Nell'ambito e in considerazione dei percorsi sviluppati con le altre
Regioni, nell'ambito del progetto interregionale "indicatori qualita'"
recentemente conclusosi, tenuto conto delle precedenti elaborazioni in
sede regionale nel corso del triennio 2005/07 saranno realizzati:
A) la definizione di un sistema di criteri per la valutazione di
strutture e progetti, da applicare anche in sede di bandi regionali e
provinciali, accreditamento strutture, ecc.
B) La realizzazione di una ricerca regionale sugli effetti di dieci
anni di educazione ambientale promossa sui territori e nella scuola,
la sua incidenza su conoscenza, consapevolezza, competenze,
professioni, comportamenti di singoli e organizzazioni, incluse le
scelte delle Amministrazioni locali.
3. Formazione permanente
La formazione permanente e l'aggiornamento professionale degli
operatori del sistema INFEA sono uno strumento indispensabile per la
qualificazione delle attivita' e dei servizi offerti. Il precedente
programma individuo' nel Master in esperto di educazione ambientale
(frequentato da decine di operatori) il principale strumento. Nel
prossimo triennio, proseguira' la collaborazione con l'Universita' per
il Master ora principalmente rivolto a neo laureati, mentre le
specifiche attivita' formative per gli operatori in servizio nei CEA e
gli insegnanti consisteranno in:
A) un seminario annuale per approfondire e dibattere i fondamenti e le
metodologie dell'EA valorizzando tutte le risorse disponibili (Master,
dipartimenti, Agenzie, esperienze regionali, italiane, europee).
B) Specifici momenti/temi di alta formazione concentrati nel tempo da
promuovere con Universita' e Master ambientali.
C) Un laboratorio culturale che coinvolge grandi personalita' del
mondo scientifico, letterario, della formazione, della comunicazione,
ecc. per promuovere grandi eventi di dibattito culturale e scientifico
sugli scenari dell'educazione e della sostenibilita'.
4. Potenziamento attivita' CEA
Il potenziamento delle attivita' dei CEA e il loro consolidamento,
sara' promosso attraverso la indizione di appositi bandi annuali
finalizzati alla realizzazione di progetti e iniziative correlate ai
tematismi e alle problematiche ambientali contenute nel "Piano
regionale di azione ambientale 2004/2006" e quindi, in generale, in
collegamento con la promozione di Agenda 21 locale e la sostenibilita'
ambientale, economica, sociale. Ai CEA sara' chiesto di programmare le
proprie azioni educative in modo coerente con le linee di indirizzo
regionale, attivando la piu' ampia partecipazione dei soggetti
presenti a livello del territorio di riferimento, nonche' tutte le
possibili sinergie con altri CEA e con agenzie scientifiche. Ai CEA
sara' chiesto inoltre di collaborare strettamente con gli Enti locali
per portare a compimento progetti di educazione ambientale che
concretamente si possano inserire nel contesto territoriale cui fanno
riferimento. In particolare i progetti dovranno incentrarsi sui
problemi ambientali di piu' stretta attualita', siano essi i rifiuti o
l'aumento del traffico veicolare, proponendo soluzioni concrete che
aiutino il Comune, la Provincia o gli Enti locali nell'affrontare
l'emergenza. In tal modo l'educazione ambientale puo' diventare parte
integrante della vita di un cittadino, non solo come semplice
appendice ma come cambiamento di uno stile di vita. I progetti saranno
rivolti ad una molteplicita' di utenti: scuole, cittadini, categorie
sociali e produttive.
I bandi saranno finalizzati a valorizzare e premiare la qualita' dei
progetti e delle metodologie utilizzate, la continuita' nel tempo
dell'azione informativa ed educativa del CEA, il legame con il
territorio di riferimento, nonche' la capacita' di creare sinergie e
di lavorare in rete.
In continuita' con la sperimentazione di progetti in rete tra piu'
strutture avviata negli ultimi anni con i "laboratori di innovazione",
i bandi saranno in particolare svolti mediante analoghe modalita',
secondo tre direttrici:
A) laboratori innovazione per sperimentare;
B) consolidamento e potenziamento di specifiche attivita' e servizi
dei Centri;
C) conoscenza e vantazione delle esperienze piu' avanzate di altre
citta' e regioni europee sui temi della qualita' urbana, dell'ambiente
e dell'energia pulita.
5. Potenziamento attivita' Scuole laboratorio
La promozione di progetti e di specifici laboratori di educazione
ambientale nelle scuole verra' attuata attraverso la indizione di
appositi bandi annuali per progetti e iniziative correlate ai
tematismi e alle problematiche ambientali contenute nel "Piano
regionale di azione ambientale 2004/2006". Alle scuole sara' chiesto
di inserire in modo stabile i laboratori di educazione ambientale nei
rispettivi Piani dell'Offerta Formativi (POF) e di assumere una
accezione di educazione ambientale che preveda lo sviluppo sia di
conoscenze che di azioni concrete per l'ambiente, anche con l'utilizzo
di metodologie di Agenda 21 locale, che prevedano il coinvolgimento di
tutte le componenti scolastiche (studenti, insegnanti, personale non
docente, genitori). I bandi saranno finalizzati a valorizzare e
premiare la qualita' dei progetti e delle metodologie utilizzate,
nonche' la capacita' di creare sinergie e di lavorare in rete. In
particolare i bandi si svolgeranno in modalita' analoghe a quelle
sperimentate positivamente negli ultimi due anni, progetti in rete tra
piu' istituti scolastici, che hanno consentito di sostenere un numero
maggiore di scuole e di elevare la qualita' progettuale.
6. Partnership, progetti e reti europei
Le politiche di sviluppo sostentile e di educazione ambientale
continuano a trovare nelle esperienze dei singoli Paesi Europei e
negli indirizzi dell'Unione Europea un concreto e fondamentale punto
di riferimento. Con il nuovo programma 2005/2007, e sulla base della
propedeutica ricerca realizzata sulla EA in Europa, la Regione intende
intensificare i contatti e le collaborazioni in sede europea
attraverso:
A) la partecipazione con altre Regioni italiane a Rete Regioni Europee
dell'educazione per la sostenibilita';
B) partecipare a progetti e bandi UE;
C) la prosecuzione di progetti internazionali quali la "vetrina della
sostenibilita'" rivelatisi interessanti reti di relazione e per la
sperimentazione di progetti pilota.
7. Partnership, progetti e reti con altri sistemi INFEA regioni
italiane
Il sistema nazionale INFEA quale insieme di sistemi a scala regionale
ha potuto negli ultimi cinque anni fare passi in avanti, a fronte del
minor impegno del livello statale, grazie al lavoro delle singole
Regioni sui rispettivi territori e ai progetti interregionali attivati
e realizzati. Di grande importanza dunque dare seguito alle relazioni
e collaborazioni attivate nell'ultimo triennio attraverso:
A) continuazione azioni formative su management di rete e
sostenibilita', comunicazione ed editoria, valutazione;
B) nuovi progetti interregionali.
8. Documentazione
Le funzioni di documentazione del sistema INFEA necessitano di un
lavoro in continuita' con quanto avviato con il precedente programma
2002/2004 e precisamente:
A) sviluppo e gestione del Sistema informativo INFEA, sua messa on
line in database implementabile da coord. Provinciali e singoli CEA;
B) implementazione sito web l'ambiente si laurea;
C) implementazione sito web scuole sostenibili (con IRRE).
9. Comunicazione
Le attivita' di comunicazione specifiche del sistema INFEA devono
essere strettamente integrate con il Piano di azione ambientale per un
futuro sostenibile 2004/06 e in generale di tutte le attivita' di
comunicazione per lo sviluppo sostenibile (raccordo con le campagne
"liberiamo l'aria", "acqua risparmio vitale", il progetto "vetrina
della sostenibilita'", il portale ermesambiente, il "Laboratorio della
comunicazione ambientale" nato nel 2005, ecc.) pervenendo
all'ulteriore potenziamento e qualificazione degli strumenti attivati
negli ultimi anni e precisamente:
A) nuovo sito regionale INFEA nell'ambito del portale Ermesambiente
comprensivo di  sistema informativo, forum di discussione tra
operatori, Master;
B) pubblicazione di due numeri anno della rivista Centocieli;
C) realizzazione e diffusione libro/agenda 2006 per insegnanti con
guida ai servizi, attori, realizzazioni dell'Educazione ambientale;
D) partecipazione a fiere ed eventi (Torino ottobre 2005, III
Congresso mondiale EA, Ecomondo e SANA);
E) convegni regionali: nel 2006, i dieci anni della L.R. 15/96,
bilanci e prospettive;
F) nuova mostra fotografica Salgado.
10. Materiali didattici per insegnanti ed educatori
Nell'ambito della produzione e diffusione di materiali didattici
funzionali a supportare l'autonoma programmazione di attivita' e
percorsi didattici di CEA e Scuole, saranno in analogia con la
precedente programmazione selezionati i migliori prodotti realizzati
dai diversi CEA o Scuole, e messi a disposizione dell'intero sistema.
Nello specifico saranno realizzati e diffusi:
A) il cd rom - video gioco Eco - City;
B) sviluppo e continuazione dei Quaderni INFEA Emilia-Romagna (nelle
tre direttrici editoriali avviate, raccolgono e diffondono le migliori
elaborazioni del sistema. 2 numeri a anno).

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