COMUNE DI FORLI'

COMUNICATO

Titolo II - Decisione relativa alla procedura di verifica (screening) concernente il progetto di Piano urbanistico attuativo di iniziativa privata delle aziende Querzoli Soc. Coop. a rl e Ferretti Spa, da realizzare in Forli' - Localita' Villa Selva

L'Autorita' competente Comune di Forli' - Servizio Ambiente - Unita'            
risorse idriche e suolo - Via Filopanti n. 4 - 47100 Forli', comunica           
la decisione relativa alla procedura di verifica (screening),                   
concernente il progetto di Piano urbanistico attuativo di iniziativa            
privata delle aziende Querzoli Soc. Coop. a rl e Ferretti SpA, da               
realizzare in Forli' - Localita' Villa Selva.                                   
Il progetto e' presentato da: Consorzio Cooperativa Querzoli, Via I.            
Golfarelli n. 133 - 47100 Forli'.                                               
Il progetto e' localizzato in: localita' "Villa Selva", Via                     
Emilia/Via Lama (ex Via del Tratturo), al foglio di mappa 207,                  
particella n. 38 e al foglio di mappa n. 226, particelle nn. 1, 2,              
11, 12, 13, 19, 20, 21, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 52, 53,             
90, 91, 92, 93, 94, 95.                                                         
Il progetto interessa il territorio del comune di Forli' e della                
provincia di Forli'-Cesena.                                                     
Ai sensi del Titolo II della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 come                     
modificata dalla L.R. 16 novembre 2000, n. 35, l'Autorita' competente           
Comune di Forli' - Servizio Ambiente - Unita' risorse idriche e                 
suolo- Via Filopanti n. 4, con deliberazione di Giunta comunale n. 79           
del 7 marzo 2005, ha assunto la seguente decisione:                             
1) di approvare, come in effetti approva, per le ragioni premesse               
riportate in narrativa, la procedura di verifica (screening) relativa           
al progetto di Piano urbanistico attuativo di iniziativa privata in             
Via Emilia - Via L. Lama (ex via del Tratture);                                 
2) di escludere, ai sensi dell'art. 10, comma 1 della L.R. 18 maggio            
1999, n. 9 e uccessive modifiche ed integrazioni, in considerazione             
degli interventi previsti e dei conseguenti impatti ambientali il               
"Progetto di Piano urbanistico attuativo di iniziativa privata in Via           
Emilia - Via Del Tratturo" nel Comune di Forli' dalla ulteriore                 
procedura di VIA;                                                               
3) di dare atto che la realizzazione del Piano urbanistico attuativo            
oggetto della presente procedura e' subordinata alle seguenti                   
condizioni:                                                                     
a) che vengano apportate al Piano regolatore generale le modifiche              
indicate nella relazione urbanistica allegata alla proposta di                  
Accordo di programma approvata dalla "Conferenza preliminare"                   
conclusasi nella seduta del 10/6/2004, confermando le prescrizioni e            
gli impegni a carico del soggetto attuatore indicati nella                      
soprarichiamata proposta;                                                       
b) di prevedere, contestualmente all'approvazione del PUA,                      
l'aggiornamento della classificazione acustica nel seguente modo: 1)            
in classe IV, anche il tratto di Via L. Lama compreso fra il termine            
del cavalcaferrovia e la Via Emilia (refuso cartografico); 2) in                
classe IV, la zona destinata a verde fronte Via Emilia, una fascia              
laterale lungo lo scolo Budrione ed una fascia laterale, lungo Via              
Luciano Lama, entrambe di 30 metri di profondita' all'interno                   
dell'urbanizzazione; 3) in classe V, la restante area di intervento;            
c) che venga rilasciata deroga alla salvaguardia della fascia di                
rispetto cimiteriale, (con atto deliberativo del Consiglio comunale e           
previo parere favorevole dell' A.U.S.L), ai sensi della Legge 166/02            
e L.R. 19/94;                                                                   
d) di versare in favore del Comune, l'onere istruttorio di 910 Euro             
pari allo 0,02% del costo di realizzazione del progetto;                        
e con le seguenti prescrizioni:                                                 
Aria                                                                            
1) per quanto riguarda l'insediamento Ferretti: a) i singoli                    
cantieri/processi devono essere dotati di sistemi di aspirazione che,           
attraverso bocchette e strutture mobili di captazione interne agli              
scafi o poste sulle macchine utensili, canalizzano l'aria e la                  
convogliano ai filtri per il trattamento; b) i filtri devono essere             
regolarmente manutenzionati ed il loro corretto funzionamento                   
verificato e mantenuto nel tempo;                                               
2) per quanto riguarda l'insediamento Querzoli: a) per il trattamento           
dei fumi prodotti durante la lavorazione occorre dislocare lungo le             
linee di produzione, in prossimita' delle saldatrici, degli                     
abbattitori (filtri); b) qualunque sara' il tipo di filtro scelto per           
la messa in opera nello stabilimento di futura realizzazione, dovra'            
essere previsto un sistema di centraline di controllo automatiche che           
ne regoleranno il funzionamento e la cadenza delle periodiche                   
manutenzioni; c) mantenere l'umidificazione del materiale                       
polverulento stoccato all'esterno con meccanismi automatici regolati            
da sistemi di controllo che si attivino in risposta a determinate               
situazioni meteorologiche rilevate (direzione e velocita' del vento,            
umidita' relativa, temperatura);                                                
3) l'emissione dovuta alla produzione di calcestruzzo (ditta                    
Querzoli) dovra' essere autorizzata ai sensi del DPR 203/88;                    
4) naturalmente, per tutti i sistemi di trattamento/punti di                    
emissione, occorre richiedere all'autorita' competente le                       
autorizzazioni previste dalla normativa vigente;                                
5) dare la propria disponibilita' a partecipare alle iniziative di              
monitoraggio e risanamento della qualita' dell'aria che saranno                 
proposte dagli enti competenti per le zone industriali, in misura               
proporzionale al proprio contributo alle emissioni;                             
6) prevedere comunque monitoraggi della qualita' dell'aria in                   
relazione agli inquinanti potenzialmente emessi (NOx, NO2, polveri              
totali, PM10, carbonio organico volatile (COV);                                 
Ambiente idrico                                                                 
7) gli scarichi dai bacini di laminazione dovranno immettere le acque           
di scarico verso lo scolo Budrione solo a gravita' e non potranno               
essere collegati a pompe di sollevamento;                                       
8) la portata max degli scarichi non deve superare la soglia di 15              
l/s*ha;                                                                         
9) nell'area limitrofa allo scolo Budrione, che delimita l'area ad              
ovest, nei primi 5 m da esso non devono essere previste recinzioni,             
alberi o qualunque altra opera o manufatto che possa precludere od              
ostacolare le attivita' di manutenzione dello scolo consorziale;                
10) utilizzare, ai fini produttivi, l'acquedotto industriale in                 
progetto che raccogliera' le acque del Canale emiliano-romagnolo;               
altre eventuali fonti di approvvigionamento non dovranno piu' essere            
utilizzate dal momento in cui esso sara' fruibile;                              
11) realizzare una rete di raccolta dell'acqua piovana dai tetti dei            
capannoni destinati alla produzione; quest'acqua andra' stoccata in             
serbatoi per: uso antincendio (stoccaggio della quantita' prevista              
dalle normative antincendio), irrigazione del verde privato, acqua di           
processo; l'eventuale portata in eccesso potra' essere scaricata                
attraverso un "troppo pieno";                                                   
12) effettuare il trattamento chimico-fisico, e non semplicemente               
fisico, delle acque di prima pioggia sia dei piazzali che dei                   
parcheggi interni al P.U.A. nel rispetto delle NTA del PRG (art.                
158);                                                                           
13) le acque di prima pioggia, sebbene trattate, non possono essere             
scaricate in fognatura; lo scarico nello scolo Budrione dovra' essere           
autorizzato dall'Ente competente;                                               
Mobilita' e traffico                                                            
14) individuare all'interno delle ditte due mobility manager che                
dovranno coordinarsi tra loro e con l'Amministrazione comunale in               
modo da operare congiuntamente le scelte di politiche/azioni di                 
mobilita' sostenibile delle due Aziende;                                        
15) predisporre un piano di mobilita', relativo agli spostamenti                
casa-lavoro ed a quelli tra gli stabilimenti della stessa ditta;                
16) divulgare il suddetto piano tra gli addetti ed i trasportatori,             
per quante di loro competenza, monitorarne l'applicazione e la                  
funzionalita' in modo da migliorarlo nel tempo (il piano deve                   
riguardare anche gli stabilimenti gia' esistenti);                              
17) e, attraverso il piano di mobilita': a) scaglionare, per quanto             
compatibile con le attivita' degli impianti, gli ingressi/uscite                
da/per le aziende degli addetti e dei trasportatori (di materie                 
prime, rifiuti, prodotti, ecc.), anche in considerazione delle                  
caratteristiche (entita' ed ore di punta) del traffico locale di                
fondo; b) organizzare gli spostamenti degli addetti tra gli                     
stabilimenti nuovi ed esistenti con mezzi aziendali ecologici                   
(metano, GPL, ibridi, elettrici); c) assumere quale obiettivo da                
perseguire che il traffico quotidiano degli addetti da/per le aziende           
non sia maggiore del 50% del loro numero (tra assunti e                         
collaboratori) e, comunque, di rispettare i valori limite di                    
immissione definiti dalla normativa sull'inquinamento acustico (DPCM            
14/11/1997);                                                                    
18) quest'ultimo obiettivo potra' essere raggiunto, attraverso i                
seguenti strumenti/politiche aziendali: d) organizzando e promuovendo           
il car pooling tra gli addetti che si spostano in auto; e) favorendo,           
in generale, il trasporto collettivo degli addetti, con l'uso di                
pulmini aziendali o, eventualmente, attraverso convenzioni con il               
sistema di trasporto pubblico per eventuale attivazione di una nuova            
linea in relazione alle esigenze di percorso/orari dei lavoratori;              
19) presentare al Comune (Ufficio VIA del Servizio ambiente ed                  
Ufficio mobilita'), il Piano di mobilita', tre mesi prima dell'inizio           
delle attivita' produttive;                                                     
20) approvato il piano presentato, nel caso in cui, a causa della               
mancata costruzione o funzionalita' delle nuove infrastrutture in               
progetto, o, comunque, del sopraggiungere di problemi di congestione            
del traffico o pericolosita' dovuti al traffico indotto dalle ditte,            
il Comune si riserva comunque di dare prescrizioni integrative, volte           
ad esempio ad aumentare il trasporto collettivo degli addetti (es.              
azioni di cui al precedente punto 18, lett. e);                                 
21) inserire, previo parere positivo vincolante dell'ente                       
proprietario della strada (ANAS), una rotatoria nell'intersezione               
della Via Emilia con la Via del Trattura, al fine sia della                     
fluidificazione del traffico sia, soprattutto, per ragioni di                   
sicurezza stradale;                                                             
22) realizzare il percorso ciclabile che colleghi il ponte sul fiume            
Ronco fino alla pista del cavalcaferrovia che si innesta su Via del             
Tratturo.                                                                       
Paesaggio, flora e fauna                                                        
23) nelle aree che assolveranno alla funzione di vasche di                      
laminazione con conseguente forte variabilita' di disponibilita'                
idrica verranno realizzati nuclei arborei, distanziati 25-30 metri              
tra loro, in grado di sopportare per brevi periodi la sommersione               
dell'apparato radicale;                                                         
24) i nuclei arborei verranno costituiti in leggero rilievo creando             
piccole zone meno depresse e quindi meno soggette a ristagno idrico.            
Ogni gruppo presentera':                                                        
- n. 3 Ontano nero (Alnus glutinosa), - n. 3 Salice bianco (Salix               
alba), - n. 3 Ligustro (Ligustrum vulgare);                                     
25) le piante dovranno essere gia' conformate ad alberello,                     
piantumate con la migliore tecnica agronomica ed avere le dimensioni            
minime di cm. 12-14 di circonferenza ad un metro dal colletto;                  
26) a maggior integrazione della fascia lato cimitero, al di fuori              
delle vasche di laminazione, andra' costituita una barriera verde               
multispecifica, dello spessore medio di 25 m. (con piu' specie di cui           
i 60/70% della consistenza sempreverde) per la quale bisognera'                 
utilizzare quasi esclusivamente piante autoctone e in modesta                   
percentuale, 10-15%, naturalizzate; essa dovra' essere                          
multistratificata, costituita da piante a grande sviluppo al centro             
della fascia e piu' basse ai lati, e dovra' avere lo spessore massimo           
possibile, compatibilmente con le servitu' di passaggio e altre                 
pertinenze necessarie tecnicamente per le manutenzioni;                         
27) la collocazione delle piante e le dimensioni minime dovranno                
riferirsi alle tipologie standard della forestazione, con standard              
qualitativo elevato;                                                            
28) sul fronte lato ex-Via del Tratturo, oltre al filare di alberi,             
la fascia di verde dovra' essere integrata con vegetazione                      
sempreverde ad ulteriore mitigazione, realizzando una siepe con                 
piante di Alloro (Laurus nobilis) di prima qualita', ben accestite,             
di altezza minima di 80-100 cm che verranno mantenute in forma                  
obbligata ad altezza variabile in base all'effetto paessaggistico che           
si vorra' ottenere;                                                             
29) a nord della ferrovia, la fascia a mitigazione sara' costituita             
da una barriera verde multispecifica (con piu' specie di cui il 60/70           
% della consistenza sempreverde); per tale fascia bisognera'                    
utilizzare quasi esclusivamente piante autoctone ed in modesta                  
percentuale, 10-15%, naturalizzate; essa sara' multistratificata,               
costituita da piante a grande sviluppo al centro della fascia e piu'            
basse ai lati, e dovra' avere lo spessore massimo possibile,                    
compatibilmente con le servitu' di passaggio e altre pertinenze                 
necessarie tecnicamente per le manutenzioni;                                    
30) le piante da utilizzare saranno sia piante spoglianti autoctone,            
ma con perdita del fogliame a fine inverno come il carpino bianco               
(Carpinus betulus) e la roverella (Quercus pubescens), sia piante               
autoctone con fogliame persistente come il leccio (Quercus ilex),               
l'alloro (Laurus nobilis), il ligustro (Ligustrum vulgare), che                 
lasciati crescere in forma libera raggiungono anche i 6-7 m.                    
d'altezza e oltre;                                                              
31) alla base di questi gruppi di piante piu' alte, possono essere              
collocati cespugli sempreverdi autoctoni come la ginestra dei                   
carbonai (Cytisus scoparius), la lentaggine (Viburnum tinus) e                  
l'agrifoglio (Ilex aquifolium);                                                 
32) questa fascia dovra' essere costituita con piante di altezza                
minima di 120-150 cm per quelle destinate al centro a costituire lo             
strato piu' alto, e di 60-80 cm per i cespugli destinati ai bordi               
della fascia; dovranno essere ben accestite e della migliore                    
qualita', utilizzando tutti gli accorgimenti tecnici sia per il loro            
sicuro attecchimento che per la manutenzione futura (impianto di                
irrigazione di soccorso, biodisco, micorizzazione, ecc.);                       
33) realizzare i parcheggi con sottofondo permeabile tipo grigliato             
erboso;                                                                         
34) realizzare tetti verdi, in particolare, sulle palazzine e                   
capannoni destinati ad uffici e servizi e sul capannone della ditta             
Querzoli che si affaccia e sul bacino per l'invarianza idraulica                
(lato ovest);                                                                   
35) le prescrizioni sul verde di comparto ed i tetti verdi vanno                
considerate quali interventi di mitigazione degli impatti,                      
integrativi delle quantita' di alberature previste per il verde                 
privato dalle norme comunali;                                                   
36) in fase di progetto esecutivo dovra' essere presentato                      
all'Ufficio Verde del Comune il progetto esecutivo del verde per                
approvazione.                                                                   
Suolo e sottosuolo                                                              
37) prima dell'inizio dei lavori svolgere una campagna geognostica              
accurata, per definire esattamente gli ambiti di variazione                     
tessiturale e meccanica, che sia di aiuto alle scelte progettuali               
delle strutture e per un ulteriore verifica sito-specifica delle                
condizioni di pericolosita' locale degli aspetti fisici del                     
territorio (indagini geotecniche);                                              
38) svolgere sull'area di intervento indagini sull'andamento del                
primo acquifero al fine di verificarne la vulnerabilita' rispetto               
agli scavi da realizzare.                                                       
Rifiuti                                                                         
39) i rifiuti non riciclati o recuperati (internamente o esternamente           
alle stesse ditte) devono  essere differenziati ed inviati al                   
corretto smaltimento tramite ditte specializzate;                               
40) in particolare, perche' sia effettivamente realizzato il recupero           
dei rifiuti di costruzione e demolizione, si chiede alla ditta                  
Querzoli di mettere in atto la frantumazione degli inerti di scarto             
prodotti e pertanto attivarsi per le relative procedure;                        
41) l'abbattimento delle polveri conseguenti alla frantumazione                 
dovra' essere ottenuto mediante umidificazione del materiale, con               
acqua nebulizzata, direttamente nelle fasi di avvio ai martelli.                
Dovra' essere inoltre opportunamente scelta l'area per la                       
localizzazione del sistema di recupero: un'area lontana dal perimetro           
dell'azienda e riparata con reti antipolvere, in modo da limitare i             
disagi dovuti alla rumorosita' e alla limitata, ma possibile,                   
diffusione delle polveri durante la triturazione.                               
Rumore                                                                          
42) al momento dell'insediamento delle attivita' andra' eseguita una            
campagna di rilievi della rumorosita' derivante dall'area a verifica            
e confronto coi dati dei rilievi ante opera. Le misure andranno                 
eseguite presso i ricettori piu' prossimi individuati (vedi Allegato            
2) dalle sigle Rl, R2, R3, R6, R8. La relazione della campagna di               
misure dovra' contenere anche una valutazione delle stesse, in merito           
al rispetto dei limiti di immissione assoluti e differenziali presso            
gli edifici presenti in prospicenza dell'attivita', e dei limiti                
previsti dal DPR 142/04 e le eventuali mitigazioni da attuare. Tale             
relazione andra' inviata all'Ufficio VIA del Comune di Forli';                  
43) predisposizione di revisione del documento di valutazione di                
impatto acustico, in sede di richiesta di concessione edilizia, alla            
luce delle prescrizioni impartite in questa sede;                               
44) prevedere la messa in opera di idoneo impianto silenziato per               
l'attivita' di produzione del c.l.s. (torre automatizzata e                     
macchinari ed impianti relativi);                                               
45) prevedere la messa in opera di idoneo impianto silenziato per il            
frantoio richiesto in questa sede al fine del recupero dei rifiuti di           
costruzione e demolizione all'interno del ciclo produttivo della                
Querzoli;                                                                       
46) realizzazione/implementazione di barriere verdi su tutti i lati             
della proprieta' e, particolarmente finalizzata a questo scopo, sul             
lato verso il Cimitero come meglio indicato nei paragrafi della                 
presente delibera relativi a "Paesaggio, flora e fauna".                        
Energia                                                                         
47) dimensionare l'impianto di tetti fotovoltaici in modo da                    
garantire una copertura del fabbisogno di energia elettrica,                    
complessivo per i due stabilimenti, almeno del 25% e per un'                    
estensione della superficie dei pannelli di almeno 1000 mq.;                    
48) dimensionare gli impianti di illuminazione esterna, interni ed              
esterni all'area privata, in modo da risultare della massima                    
efficienza, dal punto di vista sia del rendimento energetico che                
dell'inquinamento luminoso; a tal proposito si indica come                      
riferimento normativo da seguire la L.R. 19/03;                                 
49) utilizzare lampade ad alta efficienza energetica anche                      
all'interno degli uffici/stabilimenti;                                          
50) relativamente alla fase di cantiere si prescrive: a) per                    
l'eventuale impianto di betonaggio e altri impianti fissi, prevedere            
sistemi di abbattimento per le polveri in corrispondenza degli sfiati           
da serbatoi e miscelatori durante il carico, lo scarico e la                    
lavorazione; b) limitare il piu' possibile l'accumulo di materiale              
all'aperto; c) prevedere la compattazione ed umidificazione, in                 
condizioni ventose, dei depositi temporanei di terre, materie prime             
ed inerti e delle vie di transito da e per i cantieri; d) per il                
trasporto degli inerti prevedere un sistema di ricopertura dei                  
cassoni con teloni; e) acquisire le autorizzazioni necessarie per le            
emissioni di inquinanti in atmosfera ai sensi delle vigenti                     
normative; f) durante la fase di cantiere prevedere l'utilizzo di               
macchinari conformi al DPR 459/96 "Direttiva macchine" che prevede il           
rispetto dei livelli di emissione in atmosfera (rumore, vibrazioni e            
gas di scarico), in modo tale da non compromettere l'ambiente                   
circostante; inoltre, si dovra' valutare la necessita' di introdurre            
eventuali mitigazioni acustiche, sul cantiere e su eventuali                    
ricettori; le azioni attivate dovranno consentire il rispetto dei               
limiti sonori previsti dalle normative vigenti; g) individuare                  
precise disposizioni tese a limitare le interferenze tra i mezzi di             
cantiere e la viabilita' esistente (ad es. lo scaglionamento                    
temporale degli automezzi); h) porre particolare attenzione alle                
interferenze con il reticolo idrografico superficiale, fondamentale             
per l'irrigazione in agricoltura, garantendo, in ogni caso, alle                
aziende interessate lo svolgimento delle attivita' produttive;                  
4) di esprimere, sulle osservazioni pervenute, le seguenti                      
deduzioni:                                                                      
a) si e' ritenuto di non attivare l'istruttoria pubblica proposta               
dalla WWF-Sezione di Forli'-Cesena nella sua "Osservazione" del                 
29/4/2004 (Allegato 1) in quanto:                                               
b) i proponenti hanno sottoposto volontariamente il progetto alla               
procedura di screening; infatti, ex L.R. 19/99 e successive                     
modifiche, i progetti di sviluppo di zone industriali/produttive                
rientrano tra gli interventi da sottoporre a screening, solo per                
estensioni superiori a 40 ha, mentre in questo caso l'area                      
interessata dall'intervento e' di ca 33 ha;                                     
c) da una lettura combinata della L.R. 19/99 e successive                       
modificazioni e della deliberazione 1238/02, tale strumento di                  
partecipazione risulta piu' appropriato nell' ambito di procedura di            
VIA piuttosto che di verifica;                                                  
d) le osservazioni presentate non sono in effetti focalizzate sul               
progetto specifico in esame ma sono soprattutto di carattere                    
generale;                                                                       
si fa presente che:                                                             
e) l'intera zona ricade nell'ambito territoriale che si configura               
come il naturale bacino di espansione dell'attuale zona industriale             
di Villa Selva, in quanto la presenza a nord del Santuario di Forno'            
ne impedisce lo sviluppo; l'area gode di requisiti urbanistici                  
favorevoli, quali l'accessibilita', la presenza di importanti                   
infrastrutture esistenti e di previsione, la morfologia pianeggiante            
e non ultimo il fatto che non interferisce con vincoli di natura                
ambientale, paesaggistica, storico-architettonica, ostativi alla                
realizzazione dell'intervento;                                                  
f) in accordo con l'approccio di valutazione complessiva delle                  
trasformazioni del territorio auspicata dall'associazione                       
ambientalista, parallelamente allo screening per il PUA esaminato di            
cui al presente atto, si sta volgendo, in sede provinciale, la                  
valutazione d'impatto ambientale complessiva per il Polo industriale            
di Villa Selva;                                                                 
g) che con la procedura di screening e' stata svolta un'approfondita            
analisi delle interazioni del progetto con l'ambiente in cui esso si            
inserisce;                                                                      
h) che attraverso il presente atto conclusivo di screening, in                  
aggiunta alle misure di mitigazione gia' previste dal progetto,                 
vengono impartite una serie di prescrizioni, interventi progettuali e           
misure di mitigazione volte, appunto, a minimizzarne gli eventuali              
impatti negativi del progetto e, ove possibile, a generare impatti              
positivi (es. incremento della vegetazione) sul territorio;                     
5) di trasmettere, ai sensi dell'art. 16, comma 3, della L.R. 18                
maggio 1999, n. 9, per opportuna conoscenza e per gli adempimenti di            
rispettiva competenza, copia della presente deliberazione:                      
a) al Presidente della Regione Emilia-Romagna;                                  
b) alla Regione Emilia - Romagna, Servizio Tecnico di Bacino;                   
c) alla Provincia di Forli'-Cesena;                                             
d) all'ARPA - Sezione provinciale di Forli'-Cesena;                             
e) al Dipartimento di prevenzione dell'AUSL di Forli;                           
6) di pubblicare per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione            
Emilia-Romagna, ai sensi dell'art. 10, comma 3 della L.R. 18 maggio             
1999, n. 9, la presente deliberazione;                                          
7) di disporre il versamento a favore di questo Comune della somma di           
Euro 910 quale rimborso delle spese istruttorie per la procedura di             
screening determinate secondo i criteri stabiliti dalla delibera di             
Giunta comunale 340/02.                                                         

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it