PROVINCIA DI FORLI'-CESENA

COMUNICATO

Titolo II - Decisione in merito alla procedura di verifica (screening) relativa al progetto di modifica e miglioramento dell'impianto di depurazione di Cesena finalizzato al riutilizzo fertirriguo delle acque reflue

L'Autorita' competente: Provincia di Forli'-Cesena comunica la                  
decisione in merito alla procedura di verifica (screening) - ex artt.           
9 e 10 della L.R. 9/99 relativa al progetto di modifica e                       
miglioramento dell'impianto di depurazione di Cesena finalizzato al             
riutilizzo fertirriguo delle acque reflue.                                      
Il progetto e' presentato da Hera Forli'-Cesena Srl.                            
Il progetto interessa il territorio del comune di Cesena e della                
provincia di Forli'-Cesena.                                                     
Il progetto appartiene alla seguente categoria: A.2.8 "Impianti di              
depurazione delle acque con potenzialita' superiore a 100.000                   
abitanti equivalenti" ed e' assoggettato alla procedura di screening            
e non di valutazione di impatto ambientale in base all'art. 4, comma            
1, L.R. 9/99: "....Sono altresi' assoggettati alla procedura di                 
verifica (screening), per le parti non ancora autorizzate, i progetti           
di trasformazione od ampliamento dai quali derivino impianti, opere             
ed interventi con caratteristiche e dimensioni rientranti fra quelli            
previsti negli Allegati A.l, A.2, A.3, B.l, B.2 e B.3".                         
Ai sensi del Titolo II della Legge regionale 18 maggio 1999, n. 9 ,             
come modificata dalla Legge regionale 16 novembre 2000, n. 35,                  
l'Autorita' competente: Provincia di Forli'-Cesena, con atto di                 
Giunta provinciale del 5/7/2005 prot. n. 51798/240, ha assunto la               
seguente decisione:                                                             
"LA GIUNTA DELLA PROVINCIA DI FORLI'-CESENA                                     
(omissis)  delibera:                                                            
a) di escludere, ai sensi dell'art. 10, comma 1 della L.R. 18 maggio            
1999, n. 9 e successive modificazioni ed integrazioni, il Progetto di           
modifica e miglioramento dell'impianto di depurazione di Cesena                 
finalizzato al riutilizzo fertirriguo delle acque reflue - presentato           
da Hera Forli'-Cesena Srl, in considerazione del limitato rilievo               
degli interventi di progetto e dei connessi impatti ambientali                  
attesi, in ragione del perseguimento, rispetto all'attuale                      
situazione, di una maggiore azione di abbattimento di alcune                    
tipologie di inquinanti allo scarico e di un'ottimizzazione dei                 
rendimenti dell'impianto, dall'ulteriore procedura di VIA con le                
seguenti prescrizioni:                                                          
1. condizione imprescindibile per il riutilizzo a fini irrigui delle            
acque reflue effluenti dal depuratore e' il rispetto per le stesse              
dei valori limite stabiliti dal DM 12/6/2003, n. 185 per tutti i                
parametri (fra cui anche i tensioattivi) elencati nella tabella                 
contenuta nell'Allegato al citato decreto ministeriale, secondo                 
quanto disposto dal decreto medesimo, i quali, complessivamente                 
considerati, costituiscono i requisiti minimi di qualita' per le                
acque riutilizzabili; ai sensi di legge, e fermo restando quanto                
disposto ai paragrafi 2 e 4 del citato Allegato e dall'art. 14 del              
suddetto DM, le Regioni possono autorizzare limiti diversi da quelli            
di cui alla tabella citata, previo parere conforme del Ministero                
dell'Ambiente e della Tutela del territorio, unicamente per i                   
parametri pH, azoto ammoniacale, conducibilita' elettrica specifica,            
alluminio, ferro, manganese, cloruri, solfati. L'impianto di progetto           
oggetto della presente procedura, a seguito delle modifiche                     
impiantistiche e implementazioni previste, sulla base di quanto                 
indicato e contenuto nello studio presentato, non garantisce, per le            
acque reflue in uscita allo scarico, il rispetto di tutti i limiti              
imposti dal sopra citato DM per il riutilizzo delle stesse a scopi              
irrigui. Pertanto le acque reflue in uscita dall'impianto di progetto           
oggetto della presente procedura non possono essere utilizzate a fini           
irrigui. Per il riutilizzo irriguo delle acque reflue, fermo restando           
quanto disposto dall'art. 4 della L.R. 9/99, si rinvia a successivi             
atti autorizzativi per l'accertamento del raggiungimento di tali                
prestazioni;                                                                    
2. nella realizzazione di tutte le opere previste dal progetto, con             
particolare riferimento alla nuova viabilita' interna all'impianto,             
dovra' trovare compiuto recepimento il principio della trasformazione           
ad invarianza idraulica prevista dall'articolo 9 delle NTA del Piano            
Stralcio per il rischio idrogeologico prevedendo idonei sistemi per             
lo stoccaggio dei volumi minimi di invaso atti alla laminazione delle           
piene;                                                                          
3. in fase di cantiere, anche sulla base di quanto proposto nello               
studio, dovranno essere messe in atto tutte le misure di mitigazione            
e gestione necessarie ad evitare un peggioramento della qualita'                
dell'aria nella zona legato alla dispersione di polveri sospese e               
inquinanti atmosferici prodotti dal funzionamento dei mezzi d'opera e           
dalle attivita' previste in tale fase, al fine di garantire il                  
rispetto dei limiti di qualita' dell'aria stabiliti dalla normativa             
vigente e garantire la salute pubblica. In particolare, al fine di              
limitare le emissioni diffuse e puntuali di polveri derivanti dalla             
movimentazione dei materiali, dall'esercizio di impianti fissi e                
dalla movimentazione dei mezzi su sede stradale di cantiere si                  
prescrive quanto segue: a. per l'eventuale impianto di betonaggio e             
altri impianti fissi, e' necessario prevedere sistemi di abbattimento           
per le polveri in corrispondenza degli sfiati da serbatoi e                     
miscelatori durante il carico, lo scarico e la lavorazione; b. si               
dovra' prevedere la copertura e/o la periodica bagnatura dei depositi           
temporanei di terre, dei depositi di materie prime ed inerti ponendo            
particolare attenzione a non localizzarli in prossimita' delle aree             
residenziali o caratterizzate dalla presenza di ricettori poste a               
margine dell'area di cantiere; c. le vie di transito e le aree non              
asfaltate interne all'area di cantiere dovranno essere adeguatamente            
e periodicamente umidificate; d. i cassoni per il trasporto degli               
inerti dovranno essere ricoperti con teloni. e. dovra' essere                   
installato, in corrispondenza del cancello dell'impianto, un sistema            
di lavaggio ruote degli automezzi in uscita; f. i camion dovranno               
mantenere il motore spento durante le fasi di sosta degli stessi                
all'interno del cantiere nonche' durante le fasi di carico;                     
4. l'impianto oggetto di valutazione dovra', in ogni sua componente,            
essere dotato di tutte le caratteristiche tecniche e costruttive e di           
accorgimenti (migliori tecnologie disponibili) atti a garantire il              
contenimento delle emissioni di sostanze odorigene nell'ambiente                
circostante, al fine di ottenere e garantire livelli di                         
concentrazione di ogni singola sostanza, in prossimita' di tutti i              
ricettori presenti, al di sotto delle soglie di percezione olfattiva            
umana;                                                                          
5. entro 6 mesi dalla messa a regime dell'impianto dovranno essere              
predisposte e iniziate, con oneri a carico del proponente, adeguate e           
periodiche campagne di monitoraggio ambientale degli odori in punti             
definiti in prossimita' dei ricettori presenti e maggiormente                   
prossimi all'impianto (lungo i lati ovest, est, nord-nord ovest e               
sud-ovest: edificio d'angolo tra Via Calcinaro e Via Pisignano e                
confinante con l'area di pertinenza del depuratore). I rilievi                  
dovranno essere ripetuti nelle varie stagioni dell'anno per un totale           
di 4 campagne di monitoraggio complessive. Le sostanze odorigene                
monitorate dovranno comprendere quelle potenzialmente prodotte da un            
impianto di depurazione, tra le quali, a titolo esemplificativo, i              
composti ridotti dello zolfo (idrogeno solforato, mercaptani                    
specifici, dimetilsolfuro), gli esteri (metilbutanoato,                         
etilbutanoato, etil-n-valerato, etilesanoato, etilpelargonato),                 
composti ridotti dell'azoto (ammoniaca, dimetilammina,                          
isopropilammina, octilammina, trimetilammina, dietilammina,                     
dibutilammina), gli acidi grassi (da butirrico e decanoico). I                  
risultati di tali indagini dovranno essere trasmessi, entro un anno             
dall'inizio della campagna di monitoraggio citata, sotto forma di               
relazione tecnica al Servizio Pianificazione territoriale                       
dell'Amministrazione provinciale di Forli'-Cesena e ad ARPA. Tale               
relazione dovra' valutare i livelli delle sostanze odorigene presenti           
ai ricettori e la molestia olfattiva e alla luce di questi dovra'               
essere valutata anche da parte del proponente la necessita' o meno di           
intraprendere ulteriori azioni o interventi di mitigazione;                     
6. l'impianto oggetto di valutazione dovra', in ogni sua componente,            
essere dotato di tutte le caratteristiche tecniche e costruttive e di           
accorgimenti (migliori tecnologie disponibili) atti a garantire il              
contenimento delle emissioni di aerosol nell'ambiente circostante, al           
fine di garantire la totale assenza di rischio sanitario legato alle            
emissioni provenienti dall'impianto in oggetto e garantire la salute            
pubblica;                                                                       
7. si prescrive che il proponente realizzi una delle seguenti                   
alternative progettuali/gestionali: a. entro 6 mesi dalla messa a               
regime dell'impianto dovranno essere predisposte e iniziate, con                
oneri a carico del proponente, adeguate e periodiche campagne di                
monitoraggio microbiologico dell'aria correlato alla dispersione di             
aerosol, in punti definiti in prossimita' dei ricettori presenti e              
maggiormente prossimi all'impianto (lungo i lati ovest, est,                    
nord-nord ovest e sud-ovest: edificio d'angolo tra Via Calcinaro e              
Via Pisignano e confinante con l'area di pertinenza del depuratore).            
I rilievi dovranno essere ripetuti nelle varie stagioni dell'anno a             
cadenza trimestrale. Il monitoraggio, della durata complessiva di 1             
anno, dovra' considerare sia parametri indicativi del carico                    
microbico totale (carica batterica totale mesofita, coliformi totali,           
carica micotica totale), sia parametri specifici ovvero ceppi di                
microrganismi patogeni o potenzialmente tali, potenzialmente presenti           
nell'impianto di depurazione di acque reflue in oggetto. Le metodiche           
di campionamento dovranno comprendere l'aspirazione dell'aria                   
mediante apparecchiatura dotata di piastre sterili di seguito                   
analizzate in tempi tali da rendere significativa la determinazione.            
I risultati ottenuti saranno confrontati con dati di letteratura e              
dovra' essere prodotta una relazione tecnica contenente una                     
descrizione dei "materiali e metodi" utilizzati, una interpretazione            
dei risultati, una valutazione del rischio biologico correlato                  
all'esposizione ad agenti microbiologici presso i ricettori                     
monitorati, una valutazione della necessita' o meno di intraprendere            
ulteriori azioni o interventi di mitigazione e nel caso la                      
descrizione tecnico-progettuale di questi. Tutti i risultati e la               
relazione tecnica citata dovranno essere trasmessi, entro un anno               
dall'inizio della campagna di monitoraggio citata, al Servizio                  
Pianificazione territoriale dell'Amministrazione provinciale di                 
Forli'-Cesena e ad ARPA; b. deve essere progettata e realizzata,                
entro e non oltre la data di messa a regime dell'impianto nella                 
configurazione di progetto, una adeguata struttura di copertura della           
vasca di trattamento biologico di progetto, tale da garantire il                
confinamento e contenimento dell'aerosol prodotto all'interno della             
vasca medesima e impedire la sua dispersione nell'ambiente                      
circostante (pur garantendo la totale efficienza del sistema di                 
trattamento biologico stesso) e da garantire che le acque meteoriche            
di lavaggio della copertura siano convogliate all'interno della vasca           
medesima;                                                                       
8. durante le attivita' di cantiere dovranno essere messi in atto               
tutti gli accorgimenti utili al contenimento delle emissioni sonore             
sia mediante l'impiego delle piu' idonee attrezzature operanti in               
conformita' alle direttive CE in materia di emissione acustica                  
ambientale, sia mediante una adeguata organizzazione delle singole              
attivita', sia mediante la eventualmente necessaria realizzazione di            
misure di mitigazione temporanee, al fine di garantire il rispetto              
dei valori limite vigenti in prossimita' dei ricettori presenti                 
durante le fasi previste e nei periodi di loro attivita';                       
9. l'impianto oggetto di valutazione dovra' essere dotato di tutte le           
caratteristiche tecniche, costruttive, gestionali e di accorgimenti             
atti a garantire il massimo contenimento delle emissioni sonore                 
nell'ambiente circostante al fine di garantire il rispetto di tutti i           
limiti stabiliti dalla normativa vigente e non incrementare i livelli           
di rumore ambientale diurni e notturni presso i ricettori ove sia               
gia' presente una condizione di superamento dei limiti vigenti anche            
in assenza dell'impianto considerato;                                           
10. devono essere eseguiti, secondo le modalita' stabilite dalla                
normativa vigente, rilievi atti a determinare il rispetto dei valori            
limite differenziali di rumore in periodo diurno e notturno in                  
prossimita' dei ricettori presenti e maggiormente prossimi                      
all'impianto (lungo i lati ovest, est, nord-nord ovest e sud-ovest:             
edificio d'angolo tra Via Calcinaro e Via Pisignano e confinante con            
l'area di pertinenza del depuratore). Tali rilievi vanno eseguiti               
all'interno degli ambienti abitativi monitorando la differenza tra il           
livello equivalente di rumore ambientale (con impianto in progetto in           
attivita' e a regime) e il rumore residuo;                                      
11. devono essere eseguiti rilievi del livello di rumore ambientale             
in esterno in periodo diurno e in periodo notturno in prossimita' dei           
ricettori presenti e maggiormente prossimi all'impianto (lungo i lati           
ovest, est, nord-nord ovest e sud-ovest: edificio d'angolo tra Via              
Calcinaro e Via Pisignano e confinante con l'area di pertinenza del             
depuratore) secondo le modalita' stabilite dalla normativa vigente,             
con impianto in progetto in attivita' e a regime al fine di                     
verificare il rispetto dei valori limite assoluti di immissione                 
vigenti;                                                                        
12. in seguito alla messa a regime del nuovo impianto e sulla base              
dei risultati della prima campagna del monitoraggio sopra descritto             
ai punti 10. e 11., in caso di verifica di mancato rispetto dei                 
limiti vigenti dovuto all'impianto in oggetto, si dispone quanto                
segue:                                                                          
a. devono essere monitorate, secondo le modalita' stabilite dalla               
normativa vigente, le sorgenti acustiche interne all'impianto                   
maggiormente rilevanti;                                                         
b. devono essere valutati i contributi di ogni singola sorgente sui             
livelli di rumorosita' in periodo diurno e notturno nell'ambiente               
circostante e nei ricettori presenti;                                           
c. sulla base dell'analisi effettuata (vedi punto a.) e dei                     
contributi individuati (vedi punto b.), devono essere identificate le           
eventuali sorgenti interne il cui contributo sonoro risulti                     
responsabile del mancato rispetto dei limiti acustici vigenti                   
nell'ambiente circostante e nei ricettori presenti rispetto alla                
situazione ante operam;                                                         
d. nel caso in cui vengano identificate sorgenti di rumore interne              
all'impianto il cui contributo sonoro risulti responsabile del                  
mancato rispetto dei limiti acustici vigenti (punto c.), ogni singola           
sorgente di rumore identificata come tale deve essere dotata di                 
adeguate misure di insonorizzazione e/o mitigazione acustica al fine            
di garantire quanto segue: - il rispetto dei valori limite di                   
emissione diurni e notturni vigenti; - in prossimita' di tutti i                
ricettori presenti il rispetto dei valori limite assoluti di                    
immissione diurni e notturni vigenti; - in prossimita' di tutti i               
ricettori esposti alla rumorosita' dell'impianto (ambienti abitativi)           
il rispetto dei valori limite differenziali diurni e notturni                   
vigenti;                                                                        
e. in seguito devono essere eseguiti, secondo le modalita' stabilite            
dalla normativa vigente, nuovi rilievi atti a determinare il rispetto           
dei valori limite assoluti e differenziali di rumore in periodo                 
diurno e notturno in prossimita' di tutti i ricettori presenti                  
nell'area nei medesimi punti monitorati in precedenza al fine di                
verificare l'efficienza delle misure di mitigazione;                            
13. il monitoraggio e le analisi di cui ai punti 10. e 11. dovranno             
essere eseguiti da ARPA, entro tre mesi dalla messa a regime                    
dell'impianto in progetto, secondo le modalita' e i criteri da essa             
definiti e con oneri a carico del proponente e tutti i risultati                
dovranno essere trasmessi al Servizio Pianificazione territoriale               
dell'Amministrazione provinciale di Forli'-Cesena e al proponente;              
14. in caso di verifica da parte dell'ARPA del mancato rispetto dei             
limiti vigenti, gli studi e i monitoraggi descritti al punto 12.                
lettere a., b., c., e d., dovranno essere effettuati dal proponente a           
proprio carico entro 6 mesi dal ricevimento dei risultati del                   
monitoraggio effettuato da ARPA e sopra descritto ai punti 10. e 11,            
e gli studi effettuati e i risultati dovranno essere trasmessi ad               
ARPA e all'Amministrazione Provinciale di Forli'-Cesena - Servizio              
Pianificazione territoriale;                                                    
15. il monitoraggio e le analisi di cui al punto 12. lettera e.                 
dovranno essere eseguiti da ARPA entro un mese dalla realizzazione              
delle ulteriori misure di insonorizzazione e/o mitigazione acustica             
eventualmente previste al punto 12. lettera d., e i risultati                   
dovranno essere trasmessi all'Amministrazione provinciale di                    
Forli'-Cesena, Servizio Pianificazione territoriale e al proponente;            
16. le comunicazioni di messa a regime dell'impianto e dell'eventuale           
avvenuta realizzazione di misure di mitigazione acustica successive             
di cui al punto 12. lettera d., dovranno essere trasmesse a cura del            
proponente, ad ARPA ed all'Amministrazione provinciale di                       
Forli'-Cesena, Servizio Pianificazione territoriale;                            
17. posto che nella tavola I 1.06 "Integrazione n. 33 - Planimetria             
impianto stato attuale componente vegetazionale" non viene                      
evidenziata la presenza del rilevato e della copertura arborea                  
localizzati in prossimita' dell'ingresso dell'impianto lato sud-ovest           
in un'area a confine con l'abitazione ubicata all'angolo tra Via                
Calcinaro e Via Pisignano, verificata inoltre, tramite l'utilizzo di            
foto satellitari e in seguito al sopralluogo effettuato, l'effettiva            
esistenza di tali elementi, e rilevato, infine, che nelle tavole di             
progetto relative all'organizzazione del cantiere tale area e'                  
occupata da strutture ad esso annesse, si prescrive di preservare il            
dosso e la vegetazione presenti e sopra citati e di individuare altri           
spazi all'interno del perimetro dell'impianto da adibire a cantiere             
temporaneo che abbiano caratteristiche tali da non interferire con i            
rilevati e gli elementi vegetali esistenti;                                     
18. relativamente al lato ovest, in corrispondenza del dosso piu'               
prossimo alla vasca di sedimentazione finale di progetto, e'                    
necessario aumentare la densita' degli elementi vegetali presenti               
tramite la piantumazione di una compagine prevalentemente arborea               
(con diametro del tronco non inferiore a 20-22 cm.) sulla sommita'              
del rilevato e nella scarpata sul lato interno dell'area;                       
19. con riferimento alla porzione nord ovest dell'area, posto che la            
finalita' e' quella di adottare una soluzione progettuale che                   
contribuisca a ridurre gli impatti di tipo paesaggistico e quelli               
relativi alla eventuale produzione di odori e aerosol della vasca di            
sedimentazione finale di progetto a carico del ricettore posto su Via           
Pisignano maggiormente prossimo alla vasca suddetta, si prescrive che           
il proponente realizzi una delle seguenti alternative progettuali: a.           
realizzare, in prossimita' della recinzione antistante il ricettore             
suddetto e per una lunghezza almeno pari alla larghezza dell'attuale            
spazio compreso tra i due rilevati esistenti, una siepe alberata con            
caratteristiche analoghe a quella situata nei pressi dell'edificio              
interno al perimetro dell'impianto antistante l'accesso su Via                  
Pisignano, e provvedere alla messa a dimora di essenze arboree e                
arbustive nella zona pianeggiante alla base del dosso in continuita'            
con quelle gia' presenti; b. mettere in collegamento il dosso posto             
sul lato ovest con quello situato a nord creando di fatto un unico              
rilevato di pari altezza, provvedendo, da un lato, a riportare                  
materiale idoneo all'attecchimento della vegetazione, e dall'altro a            
mettere a dimora essenze arboree e arbustive in coerenza con quelle             
individuate nel progetto;                                                       
20. si ritiene inoltre necessario risistemare le aree di cantiere               
all'interno del perimetro dell'impianto tramite il rinverdimento                
delle stesse;                                                                   
21. al fine di ottenere un piu' efficace miglioramento ambientale               
dell'area, la sistemazione a verde dovra' essere avviata                        
contestualmente alla fase di cantiere nelle parti non interessate               
dall'ampliamento, e a realizzazione delle opere avvenuta per le                 
restanti aree; si ritiene inoltre necessario, per ottenere un                   
inserimento maggiormente armonico delle essenze arboree e arbustive             
di progetto, che gli impianti previsti non siano disposti a filare ma           
abbiano una distribuzione di tipo irregolare;                                   
22. sui nuovi impianti vegetazionali dovranno essere previste                   
operazioni di manutenzione, quali irrigazione di soccorso e                     
sarchiatura, nei primi cinque anni successivi all'impianto e, per il            
medesimo periodo, il risarcimento delle fallanze preferibilmente con            
piante che abbiano lo stesso sviluppo di quelle gia' messe a dimora;            
23. nella realizzazione delle opere previste dal progetto dovranno              
essere applicate tutte le migliori tecniche disponibili per                     
conseguire un elevato grado di sicurezza e protezione da possibili              
contaminazioni del suolo derivanti sia dai reflui trattati che dalle            
sostanze chimiche utilizzate nel processo di depurazione. In funzione           
della tipologia costruttiva prescelta (in opera, prefabbricata o                
mista) dovra' essere previsto un adeguato sistema di                            
impermeabilizzazione delle porzioni interrate della struttura capace            
di conservare la sua efficacia anche a seguito di assestamenti, sotto           
l'azione del sovraccarico del manufatto e/o da variazioni                       
volumetriche dei terreni indotti da oscillazioni del livello di                 
falda;                                                                          
24. dovra' essere effettuata una caratterizzazione della falda                  
freatica superficiale ed una volta individuata la direzione delle               
linee flusso dovra' essere prevista l'installazione di almeno due               
piezometri ubicati rispettivamente a monte e a valle dell'impianto              
lungo la direzione di deflusso sotterraneo e prevedendo,                        
successivamente in fase di esercizio dell'impianto, il prelievo e               
l'analisi chimico-fisica delle acque presenti all'interno degli                 
stessi. La frequenza del campionamento dovra' essere almeno annuale             
con profilo analitico similare a quello previsto e gia' svolto sulle            
acque effluenti dall'impianto di depurazione al rio Granarolo. I                
risultati della caratterizzazione idrogeologica della falda freatica            
superficiale ed i risultati periodici del monitoraggio dovranno                 
essere trasmessi alla Amministrazione provinciale di Forli'-Cesena -            
Servizio Pianificazione territoriale;                                           
b) di assumere inoltre la seguente decisione riferita all'ipotesi che           
il proponente intenda conseguire una valutazione del progetto                   
presentato espressamente orientata alla verifica dell'idoneita'                 
dell'impianto di progetto medesimo a conseguire per i reflui in                 
uscita caratteristiche tali da consentirne un riutilizzo a fini                 
irrigui: di assoggettare e rinviare il progetto in esame a ulteriore            
procedura di valutazione di impatto ambientale, ai sensi dell'art.              
10, comma 1 della Legge regionale 18 maggio 1999, n. 9 e successive             
modificazioni ed integrazioni, al fine di valutare le eventuali                 
ulteriori modifiche progettuali atte a conseguire il pieno rispetto             
di quanto disposto dal DM 185/03 e ferme restando le prescrizioni               
elencate al punto a) precedente. Tale decisione e' motivata dalle               
considerazioni e valutazioni di seguito elencate:                               
- I. per quanto concerne le caratteristiche chimico-fisiche e                   
microbiologiche previste da progetto delle acque reflue allo scarico,           
nella documentazione presentata il proponente non relaziona sul                 
rispetto di tutti i parametri elencati dal DM 185/03, come peraltro             
specificatamente richiesto, e quindi non consente una esaustiva                 
valutazione in tal senso;                                                       
- II. nella documentazione presentata il proponente non dichiara e              
non garantisce il rispetto del valore limite stabilito dal DM 185/03            
per il parametro "tensioattivi" evidenziando pertanto, per le acque             
reflue in uscita dall'impianto di progetto oggetto della presente               
procedura, la non conformita' alla normativa vigente relativa al                
riutilizzo delle acque reflue a scopi irrigui.                                  
Si evidenzia inoltre l'impossibilita' di valutare compiutamente,                
sulla base della documentazione presentata, gli impatti ambientali              
conseguenti alla realizzazione delle eventuali ulteriori componenti             
impiantistiche e/o gestionali atte a garantire il rispetto del sopra            
citato DM.                                                                      
c) di decidere sulla osservazione pervenuta conformemente a quanto              
specificato al punto "III. Controdeduzioni nel merito della                     
osservazione", lettera a. della premessa narrativa, che e' qui                  
richiamata come parte integrante e sostanziale;                                 
d) di quantificare in Euro 536,00, pari allo 0,02 % del valore                  
dell'intervento, come determinato in parte narrativa, le spese                  
istruttorie che, ai sensi dell'art. 28 della L.R. 9/99 e successive             
modificazioni ed integrazioni, sono a carico del proponente;                    
e) di trasmettere la presente delibera ad Hera Forli' - Cesena Srl,             
ad Arpa e al Comune di Cesena;                                                  
f) di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile stante              
l'urgenza di provvedere in merito ai sensi dell'art. 134, comma 4 del           
DLgs 18 agosto 2000, n. 267;                                                    
g)  di trasmettere il presente atto al Servizio Pianificazione                  
territoriale per il seguito di competenza e al Servizio Risorse                 
idriche, atmosferiche e Smaltimento rifiuti;                                    
h) di pubblicare per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione,           
ai sensi dell'art. 10, comma 3, della Legge regionale 18 maggio 1999,           
n. 9 e successive modificazioni ed integrazioni, il presente partito            
di deliberazione.                                                               

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