REGIONE EMILIA-ROMAGNA - GIUNTA REGIONALE

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 10 novembre 2003, n. 2248

Criteri organizzativi per la costituzione di Centri di Informazione e consulenza per l'adattamento dell'ambiente domestico per anziani e disabili

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMLIA-ROMAGNA                                           
Richiamati:                                                                     
- la L.R. 3 febbraio 1994, n. 5 "Tutela e valorizzazione delle                  
persone anziane - Interventi a favore di anziani non autosufficienti"           
e successive modificazioni ed integrazioni;                                     
- la L.R. 21 agosto 1997, n. 29 "Norme e provvedimenti per favorire             
le opportunita' di vita autonoma e l'integrazione sociale delle                 
persone disabili";                                                              
- la Legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge quadro per la realizzazione           
del sistema integrato di interventi e servizi sociali";                         
- la L.R. 12 marzo 2003, n. 2, "Norme per la promozione della                   
cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di            
interventi e servizi sociali";                                                  
- la deliberazione del Consiglio regionale n. 514 del 4 novembre 2003           
avente per oggetto "Programma annuale degli interventi e dei criteri            
di ripartizione delle risorse ai sensi dell'articolo 47, comma 3                
della L.R. 2/03. Stralcio Piano regionale degli interventi e dei                
servizi sociali ai sensi dell'articolo 27, L.R. 2/03" ed, in                    
particolare, le indicazioni in essa contenute in merito alla                    
promozione di progetti attuativi locali finalizzati alla costituzione           
di Centri provinciali di informazione e consulenza a favore di                  
anziani e disabili per l'adattamento dell'ambiente domestico;                   
atteso che la citata deliberazione del Consiglio regionale 514/03 ha            
previsto l'adozione di apposito atto deliberativo della Giunta                  
regionale per definire:                                                         
a) le caratteristiche, le attivita' dei centri provinciali di                   
informazione e consulenza per l'adattamento degli ambienti domestici            
e le professionalita' da assicurare nelle e'quipe                               
multiprofessionali;                                                             
b) le modalita' per l'individuazione del soggetto responsabile della            
realizzazione del progetto per ogni ambito provinciale;                         
c) le procedure per la presentazione dei progetti attuativi locali da           
parte dei soggetti individuati per ogni ambito provinciale;                     
ritenuto, pertanto, di dover:                                                   
- provvedere a quanto indicato nelle precedenti lettere a), b), c),             
individuando i Comuni capoluogo di Provincia quali Soggetti                     
responsabili dell'attuazione in ambito locale del "Programma                    
finalizzato all'autonomia nell'ambiente domestico di disabili e                 
anziani", ferma restando la possibilita' da parte dei Comuni medesimi           
di individuare quale Soggetto pubblico attuatore un altro Comune o un           
altro Soggetto pubblico, tra quelli previsti all'articolo 16 della              
L.R. 2/03;                                                                      
- ripartire tra i vari ambiti provinciali la somma destinata alla               
realizzazione del Programma finalizzato di cui trattasi, pari a Euro            
500.000,00 sulla base della popolazione residente in ogni provincia             
al 31/12/2002, dando atto che successivamente il Dirigente regionale            
competente provvedera' con propri atti formali all'assegnazione e               
liquidazione delle risorse e all'assunzione del relativo impegno di             
spesa a favore dei destinatari;                                                 
- prevedere in sede di liquidazione la possibilita' da parte del                
Dirigente regionale competente di apportare le necessarie modifiche             
all'elenco dei Comuni assegnatari, in conseguenza di quanto richiesto           
dai Comuni assegnatari medesimi in merito alla eventuale                        
individuazione di un altro Comune o di un altro Soggetto pubblico di            
cui all'articolo 16 della L.R. 2/03 in qualita' di Soggetto attuatore           
del Programma finalizzato in argomento;                                         
dato atto, altresi', che come determinato dalla citata deliberazione            
consiliare il concorso contributivo della Regione alle spese di                 
realizzazione del "Programma finalizzato all'autonomia nell'ambiente            
domestico di disabili ed anziani" non puo' in ogni caso superare il             
70% del costo totale del progetto attuativo locale;                             
richiamata la propria deliberazione n. 447 del 24 marzo 2003 avente             
per oggetto "Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e                 
funzionali tra le strutture e sull'esercizio delle funzioni                     
dirigenziali" esecutiva ai sensi di legge;                                      
richiamate altresi'                                                             
dato atto:                                                                      
- del parere di regolarita' amministrativa espresso dal Direttore               
generale della Sanita' e Politiche sociali dr. Franco Rossi ai sensi            
dell'art. 37, IV comma della L.R. 43/01 e della deliberazione della             
Giunta regionale 447/03;                                                        
su proposta dell'Assessore alle Politiche sociali. Immigrazione.                
Progetto giovani. Cooperazione internazionale - Gianluca Borghi;                
a voti unanimi e palesi, delibera:                                              
1) di approvare:                                                                
- l'Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente                   
deliberazione, concernente i requisiti professionali ed organizzativi           
dei Centri provinciali di cui trattasi;                                         
- l'Allegato 2, parte integrante e sostanziale della presente                   
deliberazione, concernente le modalita' per l'individuazione dei                
Soggetti responsabili della realizzazione del Programma in ogni                 
ambito provinciale, nonche' le procedure per la presentazione dei               
progetti attuativi locali e la determinazione dei termini di                    
realizzazione e delle modalita' di rendicontazione dei programmi                
attuativi locali;                                                               
- l'Allegato 3, parte integrante e sostanziale della presente                   
deliberazione, concernente la ripartizione delle risorse, pari a Euro           
500.000,00 destinate alla realizzazione del Programma finalizzato nei           
diversi ambiti provinciali;                                                     
2) di dare atto che il Dirigente regionale competente provvedera'               
all'assegnazione e liquidazione delle risorse e all'assunzione del              
relativo impegno di spesa a favore dei Comuni capoluogo di Provincia,           
ferma restando la possibilita' di apportare le necessarie modifiche             
all'elenco dei soggetti assegnatari, in conseguenza delle richieste             
formulate dai soggetti assegnatari medesimi in merito                           
all'individuazione di un altro Comune o di un altro Soggetto                    
pubblico, tra quelli previsti all'articolo 16 della L.R. 2/03, in               
qualita' di Soggetto attuatore del Programma finalizzato in                     
argomento;                                                                      
3) di precisare che le risorse saranno assegnate con variazioni                 
connesse ad arrotondamenti, in base alla popolazione residente in               
ogni provincia alla data del 31/12/2002;                                        
4) di pubblicare, per estratto, la presente deliberazione nel                   
Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.                              
ALLEGATO 1                                                                      
Criteri organizzativi per la costituzione di centri di informazione e           
consulenza per l'adattamento dell'ambiente domestico per anziani e              
disabili                                                                        
I Comuni al fine di favorire l'autonomia personale e la permanenza              
nella propria abitazione delle persone anziane e disabili                       
istituiscono "Centri di informazione e consulenza per l'adattamento             
dell'ambiente domestico", secondo i criteri, le modalita' e le                  
procedure di seguito indicate.                                                  
1. Perche' costituire Centri per l'adattamento dell'ambiente                    
domestico                                                                       
L'accessibilita' e la vivibilita' delle abitazioni sono temi che                
riguardano una parte molto consistente della popolazione.  Sulla base           
degli ultimi dati forniti dall'ISTAT e', infatti, possibile stimare             
che circa il 5% della popolazione con piu' di sei anni e'                       
rappresentata da persone che vivono in abitazioni private e che non             
sono autonome nello svolgere un'attivita' della vita quotidiana.                
Considerando le singole disabilita', il 2,1% della popolazione con              
piu' di sei anni e' in una situazione di confinamento individuale               
presso la propria abitazione, il 3% ha limitazioni nello svolgere le            
attivita' della vita quotidiana (ad es. difficolta' nel vestirsi, nel           
lavarsi, nel fare il bagno, nel mangiare...), il 2,2% ha limitazioni            
nel movimento (ad es. difficolta' nel camminare, nel salire le scale,           
nel chinarsi, nel coricarsi, nel sedersi), circa l'1% ha disabilita'            
sensoriali (ad es. difficolta' a sentire, vedere o parlare).                    
Il tema dell'adattamento dell'ambiente domestico non riguarda solo le           
persone con gravi limitazioni dell'autonomia personale. Infatti, ben            
il 13% della popolazione di eta' superiore a 6 anni ha almeno una               
difficolta' nello svolgere un'attivita' della vita quotidiana. Circa            
il 75% di queste persone ha un'eta' superiore o uguale a 65 anni.               
Affrontare il tema dell'adattamento dell'ambiente domestico significa           
pertanto tentare di risolvere bisogni diffusi, complessi ed                     
eterogenei, nella consapevolezza che si tratta di un argomento che              
non coinvolge solo le persone in situazione di totale non                       
autosufficienza o di handicap di particolare gravita', ma anche                 
persone con maggiori livelli di autonomia personale.                            
Le politiche regionali a favore di anziani e disabili, cosi' come               
recentemente ribadito al comma 4 dell'articolo 2 della L.R. 2/03, si            
sono sempre orientate alla promozione ed al sostegno dell'autonomia e           
della vita indipendente, con particolare riferimento al sostegno alle           
scelte di permanenza al proprio domicilio.                                      
Per poter continuare a vivere nelle proprie case, uno dei principali            
bisogni espressi dalle persone anziane e con disabilita' consiste nel           
dover adattare l'ambiente domestico alle proprie abilita' e nel dover           
individuare soluzioni per l'accessibilita', la fruibilita' e                    
vivibilita' della propria abitazione.                                           
Sono oggi disponibili sul mercato numerosi prodotti e soluzioni che             
permettono di modificare l'ambiente in modo funzionale alle abilita'            
residue della persona, consentendo di ridurre o superare le                     
situazioni di handicap e di aumentare l'autonomia personale.                    
Esistono, inoltre, leggi nazionali e regionali che prevedono                    
contributi ed agevolazioni per l'acquisto di ausili, strumentazioni,            
arredi e per interventi finalizzati al superamento delle barriere               
architettoniche negli edifici privati (Legge 13/89, DM 332/99, L.R.             
29/97, Legge 449/97, Legge 448/99 e Legge 388/00).                              
A fronte di una domanda sempre crescente di informazione e consulenza           
da parte dei cittadini anziani e disabili, non sempre i servizi                 
territoriali dispongono delle necessarie competenze tecnico                     
professionali in grado di supportare i cittadini nella scelta delle             
soluzioni piu' appropriate e nell'accesso ai canali di finanziamento            
disponibili.                                                                    
In attuazione dell'articolo 11 della L.R. 29/97 la Giunta regionale             
ha promosso la costituzione del Centro regionale Ausili con sede a              
Bologna e del Centro regionale di InFormazione su accessibilita' e              
barriere architettoniche con sede a Reggio Emilia, quali centri di              
riferimento regionale per l'offerta ad operatori e singoli cittadini            
di servizi di inFormazione, formazione e consulenza su ausili,                  
mobilita' ed accessibilita'.                                                    
Sono oltre 2.000 gli operatori ed i cittadini che nell'ultimo                   
triennio hanno usufruito dei servizi del Centro regionale Ausili e              
del Centro regionale di Informazione su accessibilita' e barriere               
architettoniche. Quasi il 30% delle richieste pervenute sono state              
formulate da singoli cittadini, che nella maggior parte dei casi                
chiedono informazioni e consigli per adattare la propria abitazione             
alla propria mancanza di abilita'.                                              
I Centri regionali svolgono un ruolo ausiliario e non sostitutivo               
rispetto a quello dei servizi territoriali e si connotano quali                 
servizi tecnici di secondo livello finalizzati a sostenere la rete              
territoriale dei servizi.                                                       
In considerazione della crescita della domanda espressa dai cittadini           
e delle finalita' dei due Centri che non prevedono di norma un                  
accesso diretto degli utenti finali, si rende opportuno prevedere               
un'ulteriore articolazione della rete dei servizi regionali di                  
informazione e consulenza sui temi dell'accessibilita' e degli ausili           
attraverso la costituzione di Centri specializzati nelle soluzioni              
per l'adattamento dell'ambiente domestico, capaci di offrire servizi            
di primo livello ai cittadini interessati, in collegamento funzionale           
ed adeguatamente supportate dai due Centri regionali.                           
Tale scelta risulta indispensabile per garantire una adeguata                   
accessibilita' in tutto il territorio regionale dei servizi di cui              
trattasi. A tal fine, l'identificazione di almeno un Centro per ogni            
ambito provinciale rappresenta un primo livello di diffusione della             
rete dei servizi di consulenza, nella prospettiva di possibili                  
ulteriori articolazioni territoriali.                                           
2. Finalita' ed ambito di intervento dei Centri                                 
I Centri di cui alla presente direttiva sono finalizzati ad offrire             
informazione e consulenza tecnica a singoli cittadini, associazioni o           
enti di rappresentanza dei cittadini, organizzazioni                            
tecnico-professionali ed operatori della rete regionale dei servizi             
per anziani e disabili, al fine di individuare soluzioni per                    
l'autonomia personale in particolare nell'ambiente domestico.                   
I Centri sono chiamati a specializzarsi nel fornire consulenza sulle            
misure necessarie a rimuovere o ridurre barriere, nonche' a                     
facilitare le attivita' quotidiane all'interno delle abitazioni                 
private.                                                                        
Offrono, dunque, servizi di informazione e consulenza per adattare              
l'ambiente domestico ai bisogni delle persone anziane e disabili                
attraverso interventi finalizzati, ad esempio, alla riorganizzazione            
degli spazi interni, alla rimozione o al superamento di barriere (ad            
es. attraverso rampe, elevatori, ascensori ...), piccoli accorgimenti           
per rendere piu' facili le attivita' di ogni giorno (ad es.                     
facilitare l'uso della cucina, utilizzare arredi appropriati,                   
installare maniglioni o pavimenti speciali), utilizzare sistemi di              
tele assistenza o sistemi informatici per il controllo dell'ambiente            
domestico.                                                                      
A tal fine, i Centri si avvalgono di e'quipe di carattere                       
interdisciplinare e multiprofessionale.                                         
Tali e'quipe si configurano quali gruppi operativi, anche di                    
carattere inter istituzionale, finalizzati a favorire il                        
coordinamento, l'integrazione e la qualificazione delle competenze              
tecnico-professionali presenti in particolare nei Comuni e nelle                
Aziende USL in merito alle soluzioni per l'autonomia personale,                 
l'accessibilita' ed il superamento delle barriere architettoniche               
nelle abitazioni private.                                                       
Le e'quipe multiprofessionali:                                                  
- offrono informazioni e consulenza agli operatori preposti alla                
presa in carico delle persone anziane e con disabilita';                        
- svolgono una funzione di informazione e consulenza a favore di                
singoli cittadini e famiglie al fine di assisterli nella ricerca di             
soluzioni per l'adattamento dell'ambiente domestico;                            
- forniscono informazioni sull'accesso alla rete dei servizi e sui              
contributi e le agevolazioni disponibili;                                       
- offrono consulenza e partecipano alla organizzazione di iniziative            
formative rivolte ai tecnici ed ai funzionari di Comuni e Aziende USL           
con funzioni di progettazione, realizzazione, verifica e controllo              
nel settore dell'edilizia abitativa;                                            
- offrono consulenza ai Comuni per l'istruttoria delle richieste di             
contributi finalizzati all'abbattimento di barriere architettoniche e           
all'adattamento dell'ambiente domestico, con particolare riferimento            
alla Legge 13/89 e alla L.R. 29/97;                                             
- collaborano all'organizzazione di iniziative di informazione e                
formazione a favore di professionisti e artigiani, anche al fine di             
favorire la redazione di elenchi di fornitori specializzati in                  
collaborazione con le organizzazioni tecnico-professionali;                     
- organizzano attivita' di informazione e formazione rivolte a gruppi           
di utenti, in collaborazione con i Comuni, le Aziende USL e le                  
associazioni di anziani e disabili.                                             
3. Criteri organizzativi e funzionali                                           
I centri sono attivati dai Comuni ed operano su un bacino di utenza             
provinciale.                                                                    
Al fine di facilitare l'accesso da parte dei cittadini di tutto                 
l'ambito provinciale di riferimento l'attivita' dei Centri puo'                 
essere articolata attraverso piu' sportelli territoriali, che                   
prevedano ad esempio un'apertura di carattere settimanale o                     
bisettimanale.                                                                  
L'attivita' dei Centri deve svolgersi in edifici accessibili, privi             
di barriere architettoniche ed ubicati in luoghi facilmente                     
raggiungibili con l'uso dei mezzi pubblici.                                     
Le e'quipe adottano il metodo del lavoro per progetti personalizzati            
e della verifica dei risultati raggiunti, utilizzano un approccio               
globale ai bisogni della persona ed individuano soluzioni nel totale            
rispetto delle scelte personali ed esistenziali degli utenti.                   
Le e'quipe adottano una modalita' di lavoro di carattere                        
interdisciplinare e sono di norma composte da:                                  
- un Operatore sociale con qualifica di Assistente sociale, Educatore           
professionale o laurea in Scienze Sociali;                                      
- un Tecnico progettista esperto sui temi dell'accessibilita' e del             
superamento delle barriere architettoniche;                                     
- un Terapista della riabilitazione o altra figura professionale con            
particolare esperienza nel settore degli ausili per la mobilita' e la           
vita quotidiana;                                                                
- un operatore con funzioni amministrative e di segreteria                      
organizzativa.                                                                  
Per le situazioni di maggiore complessita' puo' essere prevista la              
presenza di altre figure professionali in relazione ai singoli                  
bisogni, nonche' il ricorso al Centro regionale Ausili ed al Centro             
regionale di InFormazione su accessibilita' e barriere                          
architettoniche.                                                                
da prevedere una collaborazione strutturata con uno psicologo con               
funzioni di consulenza all'e'quipe ed in alcuni casi di consulenza              
diretta a cittadini e famiglie.                                                 
Le e'quipe offrono servizi di consulenza a distanza (tramite                    
telefono, fax, e-mail, Internet ...) e garantiscono un'attivita' di             
consulenza diretta per almeno 5 ore settimanali.                                
4. Modalita' di coordinamento con i Centri regionali                            
Le e'quipe operano in continuita' e coordinamento con il Centro                 
regionale di InFormazione sull'accessibilita' di Reggio Emilia e con            
il Centro regionale Ausili di Bologna.                                          
In particolare i due Centri regionali promuovono lo sviluppo delle              
e'quipe territoriali attraverso l'offerta di servizi di formazione,             
la predisposizione di documentazione tecnica a supporto                         
dell'attivita' di consulenza e di informazione per l'utente finale ed           
infine offrono attivita' di consulenza sui casi di maggiore                     
complessita' e gravita'.                                                        
ALLEGATO 2                                                                      
Procedure per la presentazione dei programmi attuativi locali per la            
realizzazione del Programma finalizzato all'autonomia nell'ambiente             
domestico di disabili e anziani di cui alla DCR 514/03                          
I Comuni sono chiamati ad individuare in ogni ambito provinciale un             
Soggetto responsabile dell'attuazione del "Programma finalizzato                
all'autonomia nell'ambiente domestico di disabili e anziani"                    
approvato con la citata deliberazione del Consiglio regionale                   
514/03.                                                                         
Il Soggetto responsabile dell'attuazione del Programma finalizzato e'           
di norma il Comune capoluogo di Provincia, ovvero altro Comune                  
capofila individuato dai Comuni della provincia, ovvero altra forma             
associativa richiamata all'articolo 16 della L.R. 2/03.                         
Le Province come previsto all'articolo 18 della L.R. 2/03 attivano le           
opportune forme di coordinamento ai fini della individuazione del               
Soggetto responsabile della attuazione del programma di cui                     
trattasi.                                                                       
Approvazione dei progetti attuativi territoriali                                
I Soggetti responsabili individuati dai Comuni predispongono un                 
programma per attuare sul proprio territorio di riferimento  il                 
"Programma finalizzato alla promozione dei Centri documentazione per            
l'integrazione delle persone con disabilita'" approvato con                     
deliberazione del Consiglio regionale n. 514 del 4 novembre 2003.               
Il contributo regionale e' finalizzato a tutta la popolazione                   
residente nell'ambito provinciale di riferimento. I Soggetti                    
responsabili dell'attuazione del Programma in ambito locale sono                
pertanto tenuti ad attivare apposite modalita' di coordinamento con             
tutti i Comuni del proprio ambito provinciale, con le Aziende USL,              
con il Centro regionale Ausili di Bologna e con il Centro regionale             
di InFormazione su accessibilita' e barriere architettoniche.                   
Procedure                                                                       
I Soggetti responsabili dell'attuazione del Programma approvano un              
progetto attuativo locale e lo inviano all'Assessorato regionale alle           
Politiche sociali. Immigrazione. Progetto giovani. Cooperazione                 
internazionale. entro il termine che sara' successivamente comunicato           
dal Dirigente regionale competente con specifica comunicazione.                 
In caso di mancata trasmissione della documentazione richiesta,                 
l'assegnazione del contributo regionale di cui alla presente                    
deliberazione si intende revocata.                                              
Requisiti del Progetto attuativo locale                                         
Il Progetto attuativo locale, dovra' indicare la spesa totale ammessa           
a contributo relativa all'intero ammontare del programma attuativo,             
specificando l'onere a carico del/i Comune/i che dovra' essere almeno           
pari al 30% del totale della spesa ammessa.                                     
Il contributo regionale ha un carattere promozionale ed e'                      
finalizzato al sostegno della fase di avvio e consolidamento del                
Centro.                                                                         
Le spese per strumentazioni e per l'eventuale allestimento dei locali           
nei quali si esplica l'attivita' del Centro non potranno essere                 
superiori al 10% del costo complessivo del progetto.                            
Le spese non potranno essere finalizzate alla costituzione di mostre            
permanenti ausili, ne' alla costituzione di banche dati, ne' alla               
raccolta di documentazione in quanto tali elementi sono gia' presenti           
ed utilizzabili presso i due Centri regionali.                                  
Non sono ammissibili spese relative a prestazioni professionali da              
parte di personale medico o della riabilitazione gia' previste dal DM           
332/99 "Regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza              
protesica erogabili nell'ambito del Servizio sanitario nazionale:               
modalita' di erogazione e tariffe".                                             
Sono ammissibili spese per l'acquisizione di competenze tecniche non            
disponibili da parte del personale dei Comuni e delle Aziende USL.              
Il progetto di attuazione del Programma finalizzato dovra'                      
necessariamente prevedere in fase di avvio:                                     
- la partecipazione delle e'quipe alle attivita' formative promosse             
dalla Regione;                                                                  
- le modalita' per costruire contatti e collaborazioni con i                    
principali Servizi operanti nel territorio, con particolare                     
riferimento a:                                                                  
- Unita' Operative di Riabilitazione, Geriatria, Neurologia,                    
Medicina, Ortopedia;                                                            
- Distretti sanitari;                                                           
- Servizi assistenza anziani;                                                   
- Servizi handicap adulto;                                                      
- Servizi di Neuropsichiatria e Psicologia dell'infanzia e dell'eta'            
evolutiva (NPPIEE);                                                             
- Servizi sociali dei Comuni;                                                   
- la definizione di strumenti e procedure per la verifica ex post               
dell'efficacia degli interventi di adattamento realizzati.                      
In fase di avvio dovra', inoltre, essere garantita una adeguata                 
attivita' di informazione sulle attivita' del Centro rivolta in                 
particolare a singoli cittadini, associazioni di utenti, medici di              
medicina generale, Centri documentazione handicap, Distretti e                  
Presidi Ospedalieri delle AUSL, Servizi sociali dei Comuni,                     
Associazioni di categoria ed ordini professionali, sindacati e URP.             
Dopo la realizzazione della campagna informativa, in prima fase                 
dovra' essere prevista un'apertura del Centro per almeno 8/9 ore                
settimanali, da svolgersi anche in piu' punti territoriali e di cui             
almeno 5 ore settimanali da dedicare alla consulenza diretta a                  
singoli casi.                                                                   
Individuazione di un soggetto attutore pubblico diverso dal Comune              
capoluogo di Provincia                                                          
Qualora un Comune capoluogo individui un Soggetto pubblico attuatore            
del progetto in altro Comune o tra i soggetti indicati all'articolo             
16 della L.R. 2/03, il Soggetto attuatore medesimo nell'inviare la              
documentazione richiesta, dovra' allegare apposita richiesta del                
Comune capoluogo di Provincia con attestazione dell'accordo espresso            
dai Comuni dell'ambito di riferimento, affinche' i contributi di cui            
trattasi siano assegnati ed erogati al Soggetto attuatore individuato           
nell'ambito provinciale.                                                        
Erogazione dei contributi                                                       
Sulla base della documentazione inviata dai Comuni capoluogo di                 
Provincia o da altro Soggetto attuatore pubblico, il Dirigente                  
regionale competente procedera', ricorrendo gli elementi previsti               
dalla normativa regionale vigente, alla liquidazione dei contributi             
in misura pari al 70% del totale delle spese ammesse a contributo               
trasmessa dagli Enti assegnatari sulla base anche di quanto sopra               
indicato e comunque nel limite massimo del contributo regionale                 
assegnato e concesso con la presente determinazione.                            
Qualora il costo complessivo del progetto attuativo territoriale                
risulti inferiore a 10/7 del contributo regionale assegnato e                   
concesso, quest'ultimo in sede di liquidazione sara' oggetto di una             
corrispondente riduzione proporzionale.                                         
Rendicontazione                                                                 
Entro il termine di 15 mesi dall'avvenuta erogazione dei contributi             
le Amministrazioni assegnatarie dovranno far pervenire un atto                  
attestante l'avvenuta attuazione dell'iniziativa finanziata                     
unitamente alla rendicontazione delle spese sostenute.                          
L'Amministrazione regionale potra' richiedere la documentazione delle           
spese sostenute per un periodo non superiore a tre anni                         
dall'erogazione dei contributi.                                                 
Qualora l'ammontare della spesa complessiva effettivamente sostenuta            
dalle Amministrazioni assegnatarie dei contributi risultasse                    
inferiore a 10/7 del contributo regionale erogato, l'Amministrazione            
regionale procedera' al reintroito delle somme erogate in eccedenza.            
ALLEGATO 3                                                                      
Ripartizione ai Comuni capoluogo di Provincia della somma di Euro               
500.000,00 per la realizzazione del Programma finalizzato                       
all'autonomia nell'ambiente domestico di disabili e anziani di cui              
alla DCR 03 sulla base della popolazione residente al 31/12/2002                
Ambito provinciale  Pop. residente  Assegnazione       al 31/12/2002            
regionale      70%                                                           
Piacenza    268.312   33.048                                                    
Parma    404.722   49.850                                                       
Reggio Emilia    468.552   57.712                                               
Modena    644.289   79.357                                                      
Bologna    927.820  114.280                                                     
Ferrara    346.826   42.719                                                     
Ravenna    356.903   43.960                                                     
Forli'-Cesena    362.218   44.615                                               
Rimini    279.774   34.460                                                      
TOTALE REGIONE  4.059.416  500.000                                              

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