REGIONE EMILIA-ROMAGNA - CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE 17 giugno 2003, n. 497

Linee guida per l'attivazione del programma 2003 relativo alle attivita' a favore degli immigrati stranieri previste dal DLgs 25 luglio 1998, n. 286 "Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero" e successive modificazioni (proposta della Giunta regionale in data 3 giugno 2003, n. 946)

IL CONSIGLIO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA                                       
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale progr. n. 946 del            
3 giugno 2003, recante in oggetto "Linee guida per l'attivazione del            
programma 2003 relativo alle attivita' a favore degli immigrati                 
stranieri previste dal DLgs 286/98";                                            
preso atto della correzione formale apportata sulla predetta proposta           
dalla Commissione consiliare "Sanita' e Politiche sociali", in sede             
preparatoria e referente al Consiglio regionale, giusta nota prot. n.           
6923 in data 12 giugno 2003;                                                    
visti:                                                                          
- il DLgs 25 luglio 1998, n. 286 "Testo Unico delle disposizioni                
concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione            
dello straniero" e successive modificazioni;                                    
- il DPR 31 agosto 1999, n. 394 "Regolamento recante norme di                   
attuazione del Testo Unico delle disposizioni concernenti la                    
disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello                     
straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6 del DLgs 25 luglio 1998,            
n. 286";                                                                        
- il DPR 30 marzo 2001 "Approvazione del documento programmatico per            
il triennio 2001-2003, relativo alla politica dell'immigrazione e               
degli stranieri nel territorio dello Stato, a norma dell'art. 3 della           
Legge 6 marzo 1998, n. 40";                                                     
- il Protocollo d'intesa in materia di immigrazione straniera                   
sottoscritto dalla Regione Emilia-Romagna con gli enti locali, le               
parti sociali ed il Forum del Terzo Settore, indirizzato ad                     
assicurare pari condizioni di accesso alla vita sociale e lavorativa            
in Emilia-Romagna agli immigrati stranieri regolarmente presenti e              
alle loro famiglie;                                                             
dato atto:                                                                      
- che per la realizzazione dell'obiettivo dell'integrazione sociale             
dei cittadini stranieri immigrati vengono individuati dal predetto              
decreto 286/98 quali strumenti i seguenti interventi:                           
a) interventi finalizzati all'istruzione degli stranieri e                      
all'educazione interculturale (art. 38);                                        
b) interventi finalizzati all'integrazione sociale (art. 42);                   
c) interventi finalizzati all'individuazione di soluzioni abitative             
tali da rispondere a bisogni derivanti sia da situazioni di emergenza           
che da situazioni gia' in via di normalizzazione (art. 40);                     
d) interventi finalizzati all'attivazione di misure straordinarie di            
accoglienza per eventi eccezionali (art. 20);                                   
e) interventi finalizzati all'attivazione dei programmi di assistenza           
e integrazione sociale (art. 25, DPR 394/99) previsti in attuazione             
dell'art. 18 del DLgs 286/98;                                                   
visto il DM in data 8 febbraio 2002 pubblicato nella Gazzetta                   
Ufficiale del 9 maggio 2002, n. 107 "Ripartizione per settori di                
intervento delle risorse finanziarie affluenti il Fondo nazionale per           
le Politiche sociali per l'anno 2002", con particolare riferimento              
alla Tabella 3 di riparto delle risorse finalizzate destinate alle              
Regioni, dalla quale si evince che le risorse destinate alla Regione            
Emilia-Romagna per le finalita' di cui al DLgs 286/98, art. 45 "Fondo           
nazionale per le Politiche migratorie", ammontano all'importo di Euro           
2.382.652,00;                                                                   
visti inoltre:                                                                  
- la Legge 28 agosto 1997, n. 285;                                              
- il DLgs 18 agosto 2000, n. 267;                                               
- la L.R. 12/3/2003, n. 2;                                                      
- la L.R. 21/2/1990, n. 14 e successive modificazioni;                          
- la L.R. 21/4/1999, n. 3;                                                      
- la L.R. 8/8/2001, n. 26;                                                      
dato atto che:                                                                  
- con deliberazione consiliare n. 1170 del 14 luglio 1999 sono state            
approvate le linee guida per l'attuazione del primo programma delle             
attivita' di accoglienza e di assistenza a favore degli immigrati               
previste dal DLgs 286/98;                                                       
- con deliberazione consiliare n. 1379 del 28 febbraio 2000 sono                
state approvate le linee guida per l'attuazione del secondo programma           
delle attivita' a favore degli immigrati previste dal DLgs 286/98;              
- con deliberazione consiliare n. 203 del 20 giugno 2001 sono state             
approvate le linee guida per l'attuazione del terzo programma delle             
attivita' a favore degli immigrati previste dal DLgs 286/98;                    
- con deliberazione consiliare n. 383 del 10 luglio 2002 sono state             
approvate le linee guida per l'attivazione del programma 2002                   
relativo alle attivita' a favore degli immigrati previste dal DLgs              
286/98;                                                                         
richiamate le deliberazioni del Consiglio regionale:                            
- n. 1235 assunta in data 22 settembre 1999 recante: "Piano sanitario           
regionale 1999-2001";                                                           
- n. 1285 assunta in data 4 novembre 1999 recante: "Approvazione                
delle linee di indirizzo relative agli interventi regionali nelle               
Politiche per la sicurezza";                                                    
- n. 300 assunta in data 18 dicembre 2001 recante: "Approvazione                
degli indirizzi triennali per il diritto allo studio per gli anni               
scolastici 2001/02, 2002/03, 2003/04 (L.R. 8 agosto 2001, n. 26, art.           
7)";                                                                            
- n. 156 assunta in data 28 febbraio 2001 recante: "Programma                   
regionale per il triennio 2000-2002 per l'attuazione della Legge 28             
agosto 1997, n. 285 (Disposizioni per la promozione di diritti e di             
opportunita' per l'infanzia e l'adolescenza). Obiettivi, criteri di             
assegnazione delle risorse finanziarie e linee di indirizzo per la              
predisposizione dei piani territoriali di intervento";                          
vista la deliberazione del Consiglio regionale n. 394 assunta in data           
30 luglio 2002 recante: "Programma degli interventi ed individuazione           
dei criteri di ripartizione del Fondo regionale socio-assistenziale e           
del Fondo nazionale per le Politiche sociali per l'anno 2002 - L.R.             
2/85 e Legge 328/00";                                                           
dato atto che nell'ambito dell'applicazione del DLgs 286/98, al fine            
di garantire un'attuazione efficiente e condivisa con gli enti locali           
del presente provvedimento, il competente Assessorato regionale ha              
svolto una specifica consultazione con le Amministrazioni                       
provinciali;                                                                    
ritenuto pertanto che si possa procedere al riparto delle predette              
risorse assegnate dallo Stato per l'anno 2002, in modo da consentire            
la formulazione di un piano di intervento ed una articolazione delle            
iniziative ritenute prioritarie, finalizzate all'avvio ed al                    
consolidamento di azioni positive per favorire i processi di                    
integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati cosi' come               
descritte nel "Programma 2003 per l'attuazione del DLgs 286/98"                 
allegato parte integrante del presente atto;                                    
preso atto del parere favorevole espresso dalla Consulta regionale              
dell'emigrazione e dell'immigrazione a norma di quanto disposto dagli           
artt. 10 e 17, comma 5 della L.R. 14/90, nella seduta del 16 maggio             
2003 conservato agli atti d'ufficio del Servizio competente per                 
materia;                                                                        
richiamata la L.R. 23 dicembre 2002, n. 39 "Bilancio di previsione              
della Regione Emilia-Romagna per l'anno finanziario 2003 e Bilancio             
pluriennale 2003-2005";                                                         
sentito il Responsabile del Servizio Politiche europee e Relazioni              
internazionali relativamente alla finalizzazione delle risorse                  
riferite alla Iniziativa n. 2 "Interventi a sostegno delle iniziative           
di comunicazione interculturale";                                               
previa votazione palese, a maggioranza dei presenti,                            
delibera:                                                                       
a) l'approvazione del Programma 2003 per l'attuazione del DLgs 25               
luglio 1998, n. 286 "Testo Unico delle disposizioni concernenti la              
disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello                     
straniero", allegato alla presente deliberazione e della quale                  
costituisce parte integrante e sostanziale, concernente l'utilizzo              
delle risorse derivanti dallo stanziamento del Fondo nazionale per le           
politiche migratorie per l'anno 2002, nonche' dei mezzi regionali a             
titolo di partecipazione ai sensi dell'art. 58, comma 4, DPR 394/99,            
a valere sulla quota di cofinanziamento del suddetto Fondo                      
nazionale;                                                                      
b) di dare atto che il sopraindicato Programma risulta articolato               
come segue:                                                                     
- Iniziativa n. 1 "Piani territoriali provinciali per le azioni di              
integrazione sociale a favore degli immigrati" per un ammontare di              
Euro 2.824.652,00;                                                              
- Iniziativa n. 2 "Interventi a sostegno delle iniziative di                    
comunicazione interculturale" per un ammontare di Euro 207.000,00;              
- Iniziativa n. 3 "Interventi a sostegno dei programmi di assistenza            
ed integrazione sociale a favore delle vittime di sfruttamento                  
sessuale - art. 18, DLgs 286/98" per un ammontare di Euro                       
413.000,00;                                                                     
e che comporta un impiego complessivo di risorse finanziarie di Euro            
3.444.652,00;                                                                   
c) di dare atto inoltre:                                                        
- che le risorse finanziarie derivanti dallo stanziamento della quota           
del Fondo nazionale per le Politiche migratorie, annualita' 2002,               
ammontanti a Euro 2.382.652,00, assegnate alla Regione Emilia-Romagna           
con DM 8 febbraio 2002 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9                
maggio 2002, n. 107, risultano allocate al Capitolo 68317 "Contributi           
ai Comuni per le attivita' di accoglienza e di assistenza a favore              
degli immigrati (art. 5, commi 1, 2, lett. A) e B), 3 e 4, L.R. 21              
febbraio 1990, n. 14; art. 45; comma 2, DLgs 25 luglio 1998, n. 286;            
DPCM 28 settembre 1998 e DPCM 6 agosto 1999) - Mezzi statali",                  
nell'ambito dell'UPB 1.5.2.2. 20281 - Iniziative a favore                       
dell'emigrazione e dell'immigrazione - Risorse statali, del Bilancio            
di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio                      
finanziario 2003, e concorrono al finanziamento del programma con               
riferimento specifico all'iniziativa n. 1, nell'ambito del programma            
complessivo;                                                                    
- che, per quanto concerne la partecipazione finanziaria regionale              
richiesta dal DPR 31 agosto 1999, n. 394, essa e' prevista                      
limitatamente al suddetto stanziamento assegnato alla Regione                   
Emilia-Romagna con DM 8 febbraio 2002 pubblicato nella Gazzetta                 
Ufficiale del 9 maggio 2002, n. 107 e viene assicurata, sul totale              
del programma quantificato in Euro 3.266.652,00 per un importo                  
complessivo pari a Euro 884.000,00 dalle risorse allocate ai                    
sottoindicati capitoli del Bilancio di previsione regionale per                 
l'esercizio finanziario 2003, come segue:                                       
- Euro 667.000,00 al Capitolo 57150 "Fondo socio assistenziale                  
regionale-assegnazioni correnti ai Comuni singoli o associati per il            
finanziamento di progetti di intervento, anche sperimentali, a norma            
dell'art. 41, comma 1, lett. c) della L.R. 12 gennaio 1985, n. 2",              
afferente all'UPB 1.5.2.2. 20100 - Fondo socio-assistenziale aventi             
la seguente finalizzazione:                                                     
a) con riferimento all'Iniziativa n. 1 "Piani territoriali                      
provinciali per le azioni di integrazione sociale a favore degli                
immigrati" per un importo pari a Euro 442.000,00;                               
b) con riferimento all'Iniziativa n. 3 "Interventi a sostegno dei               
programmi di assistenza ed integrazione sociale a favore delle                  
vittime di sfruttamento sessuale - art. 18, DLgs 286/98" per un                 
importo pari a Euro 225.000,00;                                                 
- Euro 93.000,00 al Capitolo 57100 "Fondo socio assistenziale                   
regionale. Quota parte destinata al finanziamento di iniziative                 
promozionali e attivita' di rilievo regionale, nonche' delle                    
attivita' connesse alla predisposizione e aggiornamento del piano               
socio assistenziale regionale e dei piani territoriali, a norma                 
dell'art. 41, comma 1, lett. A) della L.R. 12 gennaio 1985, n. 2",              
nell'ambito dell'UPB 1.5.2.2. 20100 - Fondo socio-assistenziale                 
aventi la seguente finalizzazione:                                              
a) con riferimento all'Iniziativa n. 2 "Interventi a sostegno delle             
iniziative di comunicazione interculturale" per un importo pari a               
Euro 83.000,00;                                                                 
b) con riferimento all'Iniziativa n. 3 "Interventi a sostegno dei               
programmi di assistenza ed integrazione sociale a favore delle                  
vittime di sfruttamento sessuale - art. 18, DLgs 286/98" per un                 
importo pari a Euro 10.000,00;                                                  
- Euro 124.000,00 al Capitolo 68315 "Contributi ad associazioni,                
organizzazioni ed istituzioni private senza fini di lucro per                   
attivita' a carattere socio-assistenziale e culturale a favore degli            
emigrati ed immigrati (art. 17, L.R. 21 febbraio 1990, n. 14)",                 
nell'ambito dell'UPB 1.5.2.2.20280 - Iniziative a favore                        
dell'emigrazione e dell'immigrazione, con riferimento all'Iniziativa            
n. 2 "Interventi a sostegno delle iniziative di comunicazione                   
interculturale";                                                                
- che le ulteriori risorse previste per la realizzazione della                  
Iniziativa n. 3 "Interventi a sostegno dei programmi di assistenza ed           
integrazione sociale a favore delle vittime di sfruttamento sessuale            
- art. 18, DLgs 286/98", pari a Euro 178.000,00 risultano allocate ai           
seguenti capitoli Bilancio di previsione regionale per l'esercizio              
finanziario 2003, come segue:                                                   
- 162.000,00 al Capitolo 57150 "Fondo socio assistenziale                       
regionale-assegnazioni correnti ai Comuni singoli o associati per il            
finanziamento di progetti di intervento, anche sperimentali, a norma            
dell'art. 41, comma 1, lett. c) della L.R. 12 gennaio 1985, n. 2",              
afferente all'UPB 1.5.2.2. 20100 - Fondo socio-assistenziale;                   
- Euro 16.000,00 al Capitolo 57100 "Fondo socio-assistenziale                   
regionale. Quota parte destinata al finanziamento di iniziative                 
promozionali e attivita' di rilievo regionale, nonche' delle                    
attivita' connesse alla predisposizione e aggiornamento del piano               
socio assistenziale regionale e dei piani territoriali, a norma                 
dell'art. 41, comma 1, lett. A) della L.R. 12 gennaio 1985, n. 2",              
nell'ambito dell'UPB 1.5.2.2. 20100 - Fondo socio-assistenziale;                
d) di dare atto, altresi', che l'adempimento di cui all'art. 58,                
comma 4 del DPR 394/99, ovvero la partecipazione finanziaria                    
regionale non inferiore al 20% del totale di ciascun programma, qui             
assicurato sul programma complessivamente proposto cosi' come                   
specificato al punto c) che precede, sara' assolto in fase attuativa            
anche nel caso di parziale realizzazione delle singole iniziative,              
nel rispetto dei vincoli posti dalla normativa contabile vigente,               
eventualmente garantito dalla dimostrazione complessiva della quota             
della suddetta partecipazione finanziaria regionale, anche con le               
risorse regionali effettivamente destinate al progetto di mediazione            
culturale per gli immigrati in ambito penitenziario ricompreso nel              
programma per l'anno 2003, previsto dall'art. 47 della L.R. 2/03,               
degli interventi e della individuazione dei criteri di ripartizione             
del Fondo sociale regionale, programma di prossima adozione di cui il           
presente atto costituisce parte;                                                
e) di dare atto che il presente provvedimento non comporta impegni di           
spesa e che all'assegnazione e concessione dei finanziamenti nonche'            
all'indicazione delle modalita' di erogazione dei fondi, anche ad               
eventuale completamento di quanto gia' previsto nel presente atto,              
provvedera' la Giunta regionale con propria deliberazione sulla base            
degli indirizzi e dei criteri contenuti nel Programma di cui alla               
precedente lettera a) e tenuto conto degli adempimenti previsti dal             
DPR 394/99 per l'utilizzo delle risorse di derivazione statale;                 
f) di dare atto infine che qualora l'entrata in vigore della L.R. n.            
2 del 12/3/2003 comportasse per la sua attuazione modifiche alla                
numerazione e/o alla denominazione dei capitoli di spesa indicati nel           
presente provvedimento, si provvedera' ad effettuare le necessarie              
modifiche allo stesso;                                                          
g) di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale             
della Regione Emilia-Romagna, garantendone la piu' ampia diffusione.            
Programma 2003 per l'attuazione del DLgs 25 luglio 1998, n. 286                 
"Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina                       
dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero"                     
Premessa                                                                        
II presente atto fa seguito a cinque precedenti atti di                         
programmazione in attuazione del DLgs 286/98, posti in essere dalla             
Regione Emilia-Romagna utilizzando le somme assegnate dallo Stato               
nell'ambito del Fondo nazionale per le politiche migratone per gli              
esercizi 1998, 1999, 2000 e 2001 nonche' risorse proprie, e che qui             
di seguito si riassumono:                                                       
1) deliberazione n. 1170 del 14 luglio 1999 del Consiglio regionale             
recante: "Linee guida per l'attuazione del primo programma delle                
attivita' di accoglienza e di assistenza a favore degli immigrati               
previste dal DLgs 286/98". Importo per le suddette attivita'                    
corrispondente a Euro 407.005,74;                                               
2) deliberazione n. 2377 del 19 dicembre 2000 della Giunta regionale            
recante "Assegnazione e concessione ai Comuni capofila dei contributi           
per l'espletamento delle iniziative connesse al II programma delle              
attivita' previste dal DLgs 286/98 in attuazione della deliberazione            
1379/00 del Consiglio regionale", che ha impegnato somme per un                 
importo complessivo corrispondente a Euro 2.003.015,85 derivanti                
dalla quota di Euro 2.024.389,68 del Fondo nazionale assegnata alla             
Regione Emilia-Romagna per il 1999;                                             
3) deliberazione n. 130 del 20 dicembre 2000 del Consiglio regionale            
recante "Piano di riparto e assegnazione di contributi in conto                 
capitale per la realizzazione di strutture di accoglienza per                   
immigrati, ai sensi dell'art. 40 del DLgs 286/98, della L.R. 14/90 e            
della L.R. 2/85", con la quale e' stata destinata al finanziamento              
degli interventi previsti la somma corrispondente a Euro 6.329.199,44           
di cui Euro 1.547.830,62 derivanti dalla quota del Fondo relativa al            
1998;                                                                           
4) deliberazione n. 203 del 20 giugno 2001 del Consiglio regionale              
recante "Linee guida per l'attuazione del terzo programma delle                 
attivita' a favore degli immigrati previste dal DLgs 286/98", che ha            
disposto un impiego complessivo di risorse corrispondente a Euro                
2.737.025,11 di cui Euro 2.070.080,16 derivanti dalla quota del Fondo           
nazionale assegnata alla Regione Emilia-Romagna per il 2000;                    
5) deliberazione n. 383 del 10 luglio 2002 del Consiglio regionale              
recante "Linee guida per l'attivazione del programma 2002 relativo              
alle attivita' a favore degli immigrati previste dal DLgs 286/98",              
che ha disposto un impiego complessivo di risorse corrispondente a              
Euro 4.706.677,85 di cui Euro 2.382.651,52 derivanti dalla quota del            
Fondo nazionale assegnata alla Regione Emilia-Romagna per il 2001.              
Il presente provvedimento si pone l'obiettivo di consolidare, in                
armonia con gli obiettivi a valenza triennale indicati dal DPR 30               
marzo 2001 "Approvazione del documento programmatico per il triennio            
2001-2003, relativo alla Politica dell'immigrazione e degli stranieri           
nel territorio dello Stato, a norma dell'art. 3 della Legge 6 marzo             
1998" e in un'ottica di acquisita sistematicita', il complesso degli            
interventi che le risorse finanziarie rese disponibili                          
complessivamente dal DLgs 286/98 per l'anno 2002 permettono di                  
attivare sul territorio regionale.                                              
La formulazione del presente programma si inquadra nell'ambito di un            
processo di riforma nel comparto delle politiche sociali:                       
- con deliberazione del Consiglio regionale n. 246 del 25 settembre             
2001, la Regione ha dato avvio alla elaborazione ed approvazione dei            
Piani di Zona sperimentali 2002-2003, finalizzato alla costruzione              
del sistema locale integrato di interventi e servizi sociali. La                
predetta deliberazione 246/01 ha individuato nell'ambito degli                  
obiettivi regionali di priorita' sociale, anche la realizzazione di             
un programma specifico di azioni per l'integrazione sociale degli               
immigrati;                                                                      
- con la recente approvazione della L.R. 2/03 "Norme per la                     
promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del                
sistema integrato di interventi e Servizi sociali", la Regione ha               
assunto e declinato in ambito regionale i principi della Legge 328/00           
"Legge Quadro per la realizzazione del sistema integrato di                     
interventi e Servizi sociali", avviando un processo riformatore                 
regionale che avra' quale primo atto significativo la adozione, nei             
prossimi mesi, del piano regionale degli interventi e dei Servizi               
sociali (art. 27, L.R. 2/03).                                                   
Il terzo rapporto sull'immigrazione straniera nella nostra regione              
(dati all'1/1/2002), curato dall'Osservatorio regionale                         
sull'immigrazione, evidenzia che il fenomeno dell'immigrazione                  
straniera e' in crescita costante: nel corso del 2002 gli immigrati             
stranieri in regione hanno oltrepassato le 150.000 unita' e si                  
avvicinano al 4% della popolazione residente.                                   
Un fenomeno importante, destinato a crescere nel prossimo decennio,             
richiamato in particolare dalle opportunita' del mercato del lavoro             
regionale.                                                                      
Anche la recente procedura di regolarizzazione prevista dalla Legge             
189/02 che ha interessato oltre 700.000 persone straniere a livello             
nazionale e circa 56.000 in Emilia-Romagna conferma la forte                    
capacita' attrattiva del mercato del lavoro regionale.                          
Un fenomeno che a partire dalla seconda meta' degli anni novanta si             
caratterizza per una propensione dei lavoratori stranieri alla                  
stabilizzazione nella nostra regione: crescono i ricongiungimenti               
familiari, aumenta la presenza dei minori nelle scuole di ogni ordine           
e grado.In questo contesto, appare fondamentale assicurare                      
tempestivamente la continuita' e lo sviluppo degli interventi volti a           
facilitare effettivi percorsi di integrazione sociale per i cittadini           
stranieri immigrati, assicurando al contempo che tale programmazione            
si incardini in un quadro di programmazione unitaria ed integrata a             
livello territoriale (Piani di Zona).                                           
Per favorire tale processo, la Regione intende procedere alla                   
formulazione di un programma di interventi, articolato in tre                   
distinte iniziative, che si avvalga delle risorse attualmente                   
programmabili derivanti dal Fondo nazionale per le Politiche sociali,           
assegnate alla Regione Emilia-Romagna con destinazione specifica per            
gli interventi finalizzati all'immigrazione per l'esercizio 2002,               
nonche' risorse proprie a titolo di partecipazione ai sensi dell'art.           
58, comma 4, DPR 394/99, a valere sulla quota di cofinanziamento del            
Fondo nazionale per le politiche migratorie.                                    
INIZIATIVA N. 1                                                                 
Piani territoriali provinciali per le azioni di integrazione sociale            
a favore degli immigrati                                                        
Obiettivi, definizione degli ambiti territoriali e relativa                     
ripartizione delle risorse finanziarie, linee di indirizzo per                  
l'elaborazione dei piani territoriali di intervento e procedure per             
l'erogazione dei finanziamenti.                                                 
1.1) Premesse                                                                   
In armonia con i precedenti programmi adottati dalla Regione e in               
accordo con gli obiettivi programmatici indicati dal DPR 30 marzo               
2001 nel campo degli interventi rivolti all'integrazione sociale dei            
cittadini stranieri immigrati, si conferma con il presente                      
provvedimento la metodologia di azione che vede la partecipazione               
diretta degli enti locali all'elaborazione e alla realizzazione di              
progetti che vadano ad integrare e a sviluppare le attuali reti dei             
servizi, in un'ottica di qualificazione, di continuita' e di                    
progressivo consolidamento territoriale delle politiche rivolte agli            
immigrati, da realizzare nell'ambito dell'integrazione tra competenze           
e soggetti diversi, pubblici e privati.                                         
1.2) Obiettivi-linee di indirizzo per l'elaborazione dei progetti di            
intervento                                                                      
Si confermano tre obiettivi prioritari verso i quali tendere le                 
politiche di integrazione:                                                      
A) costruire relazioni positive;                                                
B) garantire pari opportunita' di accesso e tutelare le differenze;             
C) assicurare i diritti della presenza legale.                                  
A) Costruire relazioni positive                                                 
Per il raggiungimento del primo obiettivo si ritiene importante                 
assicurare le condizioni per la diffusione di una informazione                  
esauriente sulle cause e sui diversi aspetti del fenomeno migratorio,           
per l'accesso alle informazioni da parte dei cittadini stranieri                
immigrati e per la valorizzazione e la conoscenza dei fondamenti                
culturali connessi ai luoghi di origine.                                        
Nel senso sopra descritto appare pertanto opportuno privilegiare                
prioritariamente, nell'ambito della presente iniziativa, le seguenti            
azioni:                                                                         
- interventi finalizzati a conseguire un consolidamento delle                   
relazioni tra associazioni e istituzioni nonche' a incrementare nei             
cittadini stranieri immigrati il livello di consapevolezza e di                 
sensibilizzazione al funzionamento della pubblica Amministrazione               
italiana, regionale e locale. Risultano pertanto prioritari gli                 
interventi destinati a promuovere l'avvio o il consolidamento delle             
associazioni e quelli configurabili in un ambito complessivo di                 
sperimentazione di percorsi di rappresentanza. In quest'ottica,                 
appare opportuno che ciascuna dimensione provinciale possa disporre             
di un organismo partecipativo al fine di valorizzare l'apporto ed il            
protagonismo sociale dei cittadini stranieri;                                   
- avvio o implementazione di centri interculturali intesi come luoghi           
di mediazione e di confronto tra culture, finalizzati a favorire                
l'incontro e lo scambio tra soggetti di diversa provenienza nonche'             
all'elaborazione ed alla attuazione di iniziative per promuovere                
l'integrazione sociale. In quest'ottica, appare opportuno che                   
ciascuna dimensione provinciale annoveri almeno un centro                       
interculturale al fine di realizzare una rete omogenea di esperienze            
sull'insieme del territorio regionale;                                          
- consolidamento e implementazione degli osservatori a dimensione               
provinciale sull'immigrazione, aventi funzioni di monitoraggio del              
fenomeno a livello locale in collegamento con analoga funzione a                
livello regionale;                                                              
- svolgimento di iniziative pubbliche di informazione e orientamento            
sui temi connessi all'immigrazione che mettano in risalto gli aspetti           
positivi connessi al fenomeno migratorio;                                       
- allestimento di iniziative di tipo artistico, culturale e sportivo            
finalizzate a valorizzare le culture dei paesi di origine;                      
- avvio o sostegno di iniziative connesse all'uso di mezzi di                   
comunicazione finalizzati alla diffusione di una formazione e                   
informazione multiculturale e multilingue capace di favorire il                 
confronto tra punti di vista e culture presenti nella societa'                  
regionale.                                                                      
B) Garantire pari opportunita' di accesso e tutelare le differenze              
Per il raggiungimento dell'obiettivo indicato si ritiene importante             
mettere in atto interventi che possano garantire un accesso paritario           
all'istruzione, ai servizi e al mercato del lavoro, curando in                  
particolare i percorsi di apprendimento della lingua italiana, e che            
gli interventi siano destinati prioritariamente ai soggetti                     
socialmente piu' deboli quali i minori e le donne.                              
In particolare risultano da attivare prioritariamente i seguenti                
interventi:                                                                     
- interventi di sostegno all'apprendimento della lingua italiana da             
parte degli stranieri adulti, comprensivi di riferimenti alle leggi             
dell'ordinamento italiano e di educazione civica;                               
- interventi di sostegno all'apprendimento della lingua italiana da             
parte dei minori stranieri immigrati, comprensivi di riferimenti alle           
leggi dell'ordinamento italiano e di educazione civica;                         
- interventi volti a fornire strumenti interculturali tali da                   
garantire la partecipazione degli alunni e delle famiglie al percorso           
scolastico, nonche' attivita' di socializzazione nel tempo libero in            
raccordo con le istituzioni scolastiche;                                        
- interventi volti a mantenere e valorizzare la conoscenza delle                
culture e delle lingue di origine, anche attraverso la                          
predisposizione di appositi corsi di lingua;                                    
- interventi nell'ambito di percorsi di accoglienza e integrazione              
rivolti ai minori stranieri non accompagnati, a partire dal                     
consolidamento dei progetti attuati dai Comuni capoluogo;                       
- avvio o implementazione di centri specializzati per stranieri per             
lo svolgimento di funzioni di informazione, consulenza ed assistenza            
finalizzate, in particolare, al sostegno all'associazionismo, al                
reperimento di soluzioni abitative adeguate, all'inserimento                    
professionale nonche' all'attivita' di tutela prevista dal comma 12             
dell'art. 44 del DLgs 286/98 nei confronti della discriminazione.               
Presso i centri, soprattutto quelli ubicati presso i comuni capoluogo           
di provincia, potranno essere svolte anche le funzioni sopra indicate           
relative agli osservatori locali sull'immigrazione;                             
- interventi finalizzati ad assicurare gli elementi conoscitivi                 
idonei per permettere un adeguato accesso ai servizi;                           
- interventi di formazione e/o utilizzo di mediatori culturali che              
individuino e consolidino una specifica professionalita' tale da                
garantire sia la ricognizione dei bisogni degli utenti sia                      
l'ottenimento di adeguate prestazioni da parte dei servizi;                     
- interventi nell'ambito dell'integrazione in favore dei richiedenti            
asilo e dei rifugiati riconosciuti, a partire dal consolidamento dei            
progetti comunali approvati nell'ambito del Piano nazionale asilo;              
- interventi volti a costruire percorsi integrati tra formazione                
linguistica e informazione, orientamento e formazione professionale,            
finalizzati ad agevolare l'ingresso nel mercato del lavoro e la                 
ricerca di migliori opportunita' rivolti in particolare verso le                
donne immigrate nel campo del lavoro domestico di assistenza                    
familiare;                                                                      
- interventi di sostegno in materia di politiche abitative a favore             
degli immigrati, anche attraverso la costituzione di agenzie per la             
casa con finalita' sociali in grado di svolgere un'azione di                    
orientamento-accompagnamento e soluzione del bisogno abitativo;                 
- avvio di progetti territoriali, in raccordo all'attivita' della               
rete del progetto regionale "Oltre la strada" per la realizzazione di           
interventi di assistenza e integrazione sociale previsti a favore dei           
soggetti, indicati dall'art. 18, DLgs 286/98, vittime di situazioni             
di violenza o grave sfruttamento, con esclusione dello sfruttamento             
sessuale;                                                                       
- interventi volti a costruire e sviluppare percorsi di sostegno e              
assistenza rivolti ai cittadini stranieri ospitati nei Centri di                
permanenza temporanea presenti nel territorio regionale.                        
C) Assicurare i diritti della presenza legale                                   
Finalizzati al raggiungimento del terzo obiettivo si possono                    
ascrivere gli interventi di tutela dei diritti nonche' gli interventi           
che prefigurino un percorso assistito di tutela secondo quanto                  
indicato dall'art. 44 del DLgs 286/98 in materia di azione civile               
contro la discriminazione.                                                      
In quest'ottica appare opportuno procedere all'avvio e                          
consolidamento, in particolare nei Comuni capoluogo, di centri di               
osservazione, di informazione e di consulenza legale per gli                    
stranieri vittime delle discriminazioni per motivi razziali, etnici,            
nazionali e religiosi.                                                          
Al fine di evitare sovrapposizioni e duplicazioni,                              
nell'individuazione dei progetti da ammettere a contributo risultera'           
opportuno tenere conto della programmazione degli interventi                    
riconducibili all'attuazione dei provvedimenti indicati in premessa             
del presente deliberato, con particolare attenzione alle iniziative             
ricomprese nella programmazione di interventi e Servizi sociali                 
attuata con deliberazione del Consiglio regionale n. 394 del 30                 
luglio 2002.                                                                    
1.3) I soggetti                                                                 
Vengono individuati le Province, i Comuni singoli o associati e le              
Comunita' Montane quali referenti della progettazione e della                   
attuazione degli interventi, attraverso obiettivi condivisi e azioni            
concertate con altri attori pubblici e privati, quali aziende                   
sanitarie locali, istituzioni scolastiche, organizzazioni non                   
lucrative di utilita' sociale, cooperative sociali, volontariato,               
IPAB, rappresentanze delle forze economiche e sociali e delle                   
associazioni di promozione sociale.                                             
1.4) Ambiti territoriali di intervento, procedure di concertazione,             
Piani territoriali e progetti esecutivi                                         
Per quanto concerne gli ambiti territoriali per la predisposizione              
dei piani si ritiene opportuno individuare nella provincia la                   
dimensione di riferimento.                                                      
All'Amministrazione provinciale e' pertanto demandata                           
l'individuazione, da realizzare tramite la concertazione con gli Enti           
locali interessati, delle priorita' di intervento e conseguentemente            
la ripartizione delle risorse in relazione ai progetti che dovranno             
essere realizzati nel territorio di competenza sulla base di                    
specifici accordi.                                                              
Sulla base della positiva esperienza avviata nell'ambito del                    
programma 2002, si ravvisa l'opportunita' di procedere anche alla               
definizione di specifiche politiche in ambiti territoriali limitati             
(ad esempio alcune zone montane) caratterizzati da una presenza di              
cittadini stranieri sensibilmente superiore alla percentuale media              
della Regione Emilia-Romagna.                                                   
Alla Provincia spetta il compito, quale ente intermedio di promozione           
e coordinamento delle attivita' locali, di favorire la partecipazione           
alla concertazione, oltre che degli enti locali individuati quali               
soggetti attuatori, dei soggetti indicati al precedente punto 1.3).             
Si segnala inoltre l'opportunita' di adottare specifiche procedure di           
consultazione con i Consigli territoriali istituiti ai sensi                    
dell'art. 3, comma 6 del DLgs 286/98.                                           
Le eventuali collaborazioni per l'attuazione dei progetti tra gli               
Enti pubblici partecipanti agli accordi e i soggetti privati in essi            
coinvolti potranno essere definite attraverso apposite convenzioni,             
delle quali sara' dato atto in ciascun accordo.                                 
Risultera' opportuno accordare titolo preferenziale ai progetti che             
prevederanno la partecipazione di piu' soggetti in una logica di rete           
territoriale, riconoscendo nel contempo uno specifico valore aggiunto           
ai progetti che vedranno il coinvolgimento delle associazioni                   
promosse dai cittadini stranieri.                                               
Gli accordi derivanti dalla concertazione confluiranno in specifici             
piani territoriali di intervento, che dovranno essere adottati dalle            
rispettive Amministrazioni provinciali e saranno articolati in                  
progetti immediatamente esecutivi, comprensivi del relativo piano               
economico e della prevista copertura finanziaria con cui ogni singolo           
ente concorre alla realizzazione dei programmi nonche' dei tempi e              
delle modalita' di realizzazione degli interventi.                              
I progetti esecutivi dovranno garantire l'attuazione di interventi              
connessi al conseguimento degli obiettivi previsti dal presente                 
documento, ferma restando la liberta' di scelta circa il peso da                
attribuire ad ogni singola azione.                                              
I progetti potranno avere uno sviluppo operativo annuale o biennale.            
In ciascun progetto esecutivo dovranno essere indicate le risorse               
aggiuntive messe a disposizione dai soggetti attuatori, che non                 
potranno essere inferiori al 35% della spesa totale.                            
Una volta perfezionati e approvati dalle Province, i piani                      
territoriali di intervento dovranno essere trasmessi entro il 15                
ottobre 2003 alla Regione per l'adozione, da parte della Giunta,                
della successiva delibera di approvazione dei piani medesimi e di               
assegnazione dei relativi finanziamenti.                                        
Unitamente alla trasmissione dei piani territoriali le                          
Amministrazioni provinciali, in raccordo con i Comuni assegnatari dei           
contributi, sono tenute all'inoltro di una specifica relazione sullo            
stato di realizzazione dei piani territoriali di cui alla citata                
deliberazione n. 383 del 10 luglio 2002 del Consiglio regionale,                
approvati con deliberazione n. 2610 del 23 dicembre 2002 della Giunta           
regionale.                                                                      
1.5) Le risorse finanziarie                                                     
Con DM dell'8 febbraio 2002 pubblicato nella Gazzetata Ufficiale del            
9 maggio 2002, n. 107, e' stata destinata in favore della Regione               
Emilia-Romagna la quota derivante dalla suddivisione dello                      
stanziamento del Fondo nazionale per le politiche sociali - riparto             
risorse finalizzate: Fondo politiche migratorie - per l'anno 2002,              
corrispondente a Euro 2.382.652,00.                                             
Alle predette risorse, in attuazione del disposto dell'art. 58 del              
DPR 31 agosto 1999, n. 394, quale quota parte dell'intero                       
cofinanziamento regionale al programma complessivo, e' prevista una             
integrazione, a titolo di compartecipazione della Regione di Euro               
442.000,00 a carico della dotazione del Capitolo 57150 (L.R. 2/85 -             
Fondo socio-assistenziale regionale - art. 41, primo comma, lettera             
c) del bilancio di previsione regionale per il corrente esercizio.              
L'entita' del finanziamento complessivo previsto per l'iniziativa, da           
ripartire tra gli ambiti territoriali provinciali, ammonta pertanto a           
Euro 2.824.652,00.                                                              
Per la ripartizione agli ambiti territoriali provinciali della                  
predetta somma si e' fatto ricorso ai seguenti criteri che meglio               
appaiono rispondere alle esigenze del fenomeno oramai consolidato               
dell'immigrazione sul territorio della regione Emilia-Romagna:                  
- la popolazione immigrata residente nei singoli territori calcolata            
sulla base dei permessi di soggiorno - Fonte Ministero dell'Interno             
(50%);                                                                          
- la popolazione immigrata residente nei singoli territori calcolata            
sulla base delle residenze anagrafiche - Fonte ISTAT (50%).                     
Si rimanda alla tabella prevista all'Allegato A) del presente                   
Programma per la ripartizione dettagliata delle risorse finanziarie e           
delle quote attribuite ad ogni ambito territoriale.                             
1.6) La corresponsabilita' finanziaria degli enti locali                        
Al fine di promuovere la necessaria corresponsabilita' finanziaria da           
parte degli enti locali, si ritiene opportuno stabilire una quota               
minima a carico degli stessi, attraverso risorse proprie o di altri             
soggetti pubblici o privati, stabilita in una percentuale minima pari           
al 35% della spesa totale prevista per l'attuazione dei singoli                 
progetti esecutivi.                                                             
1.7) Spese ammissibili                                                          
Agli effetti della ripartizione della quota regionale del Fondo                 
nazionale sono considerate ammissibili le spese per interventi                  
relativi ad attivita' migliorative o aggiuntive rispetto a quelle               
ordinarie. Non sono pertanto ammissibili le spese imputabili                    
all'ordinaria attivita' istituzionale prevista dalle leggi vigenti,             
nonche' le voci poste a carico del Fondo sanitario. Non sono infine             
ammissibili le voci di spesa per la costruzione, la ristrutturazione            
e l'acquisto di immobili.                                                       
In particolare sono considerate ammissibili le seguenti voci di                 
spesa:                                                                          
a) spese generali di progettazione, avvio e promozione delle                    
iniziative fino ad un massimo del 5% del costo totale del progetto;             
b) spese generali di documentazione, laddove esse assumano                      
particolare rilievo rispetto alla costruzione e alla qualita' del               
progetto, fino ad un massimo del 5% del costo totale dello stesso;              
c) costo del personale espressamente adibito alla realizzazione dei             
progetti;                                                                       
d) arredi, attrezzature e materiali per l'avvio di nuovi servizi;               
e) affitto nuovi locali, utenze relative e materiale di consumo in              
generale, fino a un massimo del 30% del costo totale del progetto;              
f) spese di trasporto e di residenzialita', se previste dalla                   
specificita' del progetto;                                                      
g) spese per la formazione degli operatori;                                     
h) forme di sostegno economico diretto o indiretto a favore di                  
famiglie immigrate, donne sole con minori, adulti, in condizioni di             
particolare difficolta'.                                                        
1.8) Erogazione dei finanziamenti                                               
I finanziamenti saranno erogati ai Comuni, in forma singola o                   
associata ai sensi della L.R. 11/01, indicati come capofila dei                 
singoli progetti esecutivi ricompresi nei piani territoriali                    
provinciali secondo le modalita' indicate dalla Giunta nell'atto di             
assegnazione dei relativi finanziamenti.                                        
1.9) Procedure e tempi di attuazione                                            
Al fine di facilitare l'espletamento delle procedure connesse                   
all'attuazione del procedimento previsto dal presente provvedimento,            
se ne fornisce di seguito un modello di riferimento:                            
- la Regione: fissa gli obiettivi, i criteri di assegnazione delle              
risorse finanziarie e le linee di indirizzo dei piani territoriali di           
intervento;                                                                     
- la Provincia: adotta le procedure per la concertazione dei Comuni,            
delle Comunita' Montane e degli altri soggetti pubblici e privati               
finalizzata all'individuazione dei progetti e del Comune individuato            
quale capofila;                                                                 
- gli enti locali: stipulano tra loro e con altri soggetti pubblici e           
privati specifici accordi che individuano i progetti esecutivi                  
comprendenti le singole azioni e contenenti le indicazioni relative             
alle convenzioni da sottoscrivere con i soggetti privati;                       
- la Provincia: invia alla Regione entro il termine del 15 ottobre              
2003 il piano territoriale di intervento adottato sulla base degli              
accordi stipulati dagli enti locali;                                            
- la Regione: approva e finanzia i piani territoriali entro 60 giorni           
dalla ricezione degli stessi.                                                   
- la Provincia: avvia la fase di monitoraggio sull'attuazione del               
piano territoriale di intervento.                                               
- la Regione: cura il monitoraggio a livello regionale dei piani                
territoriali e ne effettua la valutazione complessiva.                          
Con successiva comunicazione verra' fornito, alle Amministrazioni               
provinciali, un modulo di presentazione dei progetti che dovra'                 
essere utilizzato per poter accedere ai finanziamenti oggetto del               
presente programma.                                                             
INIZIATIVA N. 2                                                                 
Interventi a sostegno delle iniziative di comunicazione                         
interculturale                                                                  
2.1) Premesse                                                                   
La Regione Emilia-Romagna, consapevole di come il costante incremento           
della presenza di immigrati stranieri in Emilia-Romagna induca a                
porre particolare attenzione alla necessita' di favorire i processi             
di integrazione sociale anche nel settore strategico della                      
comunicazione, intende proporre, in continuita' a quanto gia' avviato           
nel corso del 2001 e 2002, un apposito programma di interventi in               
materia di sostegno alle iniziative di comunicazione interculturale.            
Accanto ad un insieme di interventi e servizi materiali, appare                 
opportuno sviluppare interventi che si prefiggono di operare sul                
piano dei vissuti simbolici, secondo una logica preventiva e                    
promozionale, finalizzati a conseguire l'obiettivo di favorire lo               
sviluppo di una societa' multiculturale, basata sulla pacifica                  
convivenza delle diversita', sulla capacita' di sintetizzare                    
positivamente i conflitti derivanti dalle difficolta' di dialogo e              
fondata sulla piena e accettata condizione di cittadinanza dei                  
migranti.                                                                       
In uno scenario mediatico nel quale spesso la rappresentazione del              
fenomeno migratorio viene prevalentemente correlata alle sole                   
problematiche di ordine pubblico, marginalita' e disagio sociale, si            
conferma la necessita' di consolidare una specifica iniziativa nel              
settore della comunicazione. Tale iniziativa si pone l'obiettivo di             
promuovere una maggiore consapevolezza delle opportunita' e                     
dell'arricchimento complessivo che il fenomeno migratorio conferisce            
alla societa' e di evitare nel contempo che nel tessuto sociale                 
possano innescarsi processi di isolamento e chiusura comunicativa tra           
i cittadini stranieri ed i soggetti autoctoni individuali e                     
collettivi della nostra regione.                                                
L'avvio del primo e secondo programma di comunicazione                          
interculturale, a valere per gli anni 2001 e 2002, ha consentito di             
promuovere una serie di interventi di carattere regionale o                     
interprovinciale, contraddistinti da spiccati elementi di                       
professionalita', innovazione, esportabilita' e collaborazione tra              
piu' istituzioni, enti e soggetti, pubblici e privati.                          
La riproposizione di una specifica iniziativa in questo ambito nasce            
da una duplice considerazione: da un lato la consapevolezza che la              
tematica in oggetto mantiene una forte centralita' ed attualita'                
nell'ottica di una politica integrata di integrazione sociale a                 
favore dei cittadini stranieri, dall'altro la percezione che le                 
progettualita' nate e finanziate negli anni precedenti, necessitano             
di un fisiologico periodo di consolidamento finalizzato a consentire            
loro di perseguire l'obiettivo di un graduale percorso di completa              
autonomia e di raccordo con la attivita' di programmazione in ambito            
locale delle politiche sociali.                                                 
2.2) Obiettivi e linee di indirizzo                                             
Si intendono qui specificatamente connessi ad una attivita' di                  
comunicazione interculturale gli interventi che perseguono i seguenti           
obiettivi:                                                                      
a) favorire una corretta conoscenza delle cause e degli aspetti reali           
del fenomeno migratorio;                                                        
b) valorizzare e diffondere le espressioni culturali, ricreative,               
sociali e religiose delle varie comunita' straniere;                            
c) garantire ai cittadini immigrati pari opportunita' di accesso                
all'informazione;                                                               
d) prevenire fenomeni e comportamenti improntati all'intolleranza e             
alla discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali e                   
religiosi.                                                                      
Nel senso sopra descritto, appare opportuno privilegiare, nell'ambito           
del presente programma, le seguenti azioni:                                     
1) accrescere la partecipazione ed il protagonismo dei cittadini                
stranieri, facilitandone l'inserimento anche nel circuito informativo           
generale;                                                                       
2) superare la fase delle iniziative parziali ed episodiche,                    
costruendo esperienze e processi di comunicazione caratterizzati da             
continuita';                                                                    
3) costruire ed incentivare un approccio sinergico alle reti                    
informative esistenti;                                                          
4) promuovere e sperimentare strumenti innovativi volti alla                    
diffusione di una informazione multiculturale e multilingue,                    
favorendo il confronto tra punti di vista e culture presenti nella              
societa' regionale;                                                             
5) promuovere la qualificazione dell'offerta informativa rivolta ai             
cittadini stranieri;                                                            
6) favorire la formazione specifica e l'inserimento in campo                    
giornalistico di operatori dell'informazione (stranieri e italiani);            
7) favorire la conoscenza, il confronto ed il collegamento con                  
analoghe iniziative in Italia ed Europa e con mezzi di informazione             
dei paesi d'origine.                                                            
Per la realizzazione delle azioni sopraindicate si ritiene opportuno            
prevedere quale modalita' operativa l'erogazione di finanziamenti a             
sostegno delle iniziative significative gia' operanti o da                      
intraprendere sul territorio regionale ad opera di soggetti pubblici            
e privati a norma dell'art. 47 della L.R. 2/03.                                 
2.3) Soggetti ammessi a presentare domanda di finanziamento                     
Sono ammessi a presentare domanda di finanziamento i seguenti                   
soggetti aventi sede nel territorio della regione:                              
a) i Comuni singoli o associati ai sensi della L.R. 11/01;                      
b) le Amministrazioni provinciali;                                              
c) le Aziende unita' sanitarie locali ed Ospedaliere;                           
d) i soggetti iscritti all'Albo regionale delle cooperative sociali             
di cui alla L.R. 7/94 e successive modificazioni;                               
e) le Associazioni sociali, operanti nel settore socio-assistenziale            
e culturale, di cui alla L.R. 34/02 e successive modificazioni;                 
f) le organizzazioni di volontariato di cui alla L.R. 37/96 e                   
successive modificazioni, ambito socio-assistenziale e culturale.               
2.4) Le risorse finanziarie                                                     
Le risorse finanziarie alle quali fare ricorso per l'attuazione della           
presente iniziativa ammontano a complessivi Euro 207.000,00 di cui:             
- Euro 83.000 a carico della dotazione del Capitolo 57100 "Fondo                
socio assistenziale regionale. Quota parte destinata al finanziamento           
di iniziative promozionali e attivita' di rilievo regionale, nonche'            
delle attivita' connesse alla predisposizione e aggiornamento del               
Piano socio assistenziale regionale e dei Piani territoriali, a norma           
dell'art. 41, comma 1, lett. A) della L.R. 12 gennaio 1985, n. 2";              
- Euro 124.000 a carico della dotazione del Capitolo 68315                      
"Contributi ad associazioni, organizzazioni ed istituzioni private              
senza fini di lucro per attivita' a carattere socio-assistenziale e             
culturale a favore degli emigrati ed immigrati (art. 17, L.R. 21                
febbraio 1990, n. 14)" del bilancio di previsione regionale per                 
l'esercizio in corso.                                                           
2.5) Requisiti per la presentazione dei progetti                                
Costituira' criterio essenziale per l'approvazione dei progetti una             
dimensione finanziaria non inferiore a Euro 8.000 e non superiore a             
Euro 52.000. Sono ammissibili a finanziamento sia progetti gia'                 
avviati (purche' nell'anno in corso), sia progetti ancora da avviare;           
questi ultimi debbono comunque avere inizio entro il termine                    
perentorio del 31 dicembre 2003.                                                
2.6) Criteri e procedure di selezione dei progetti                              
Costituira' carattere di priorita' in sede di valutazione dei                   
progetti il rispetto dei seguenti criteri:                                      
a) dimensione regionale o interprovinciale dell'area territoriale di            
riferimento, e numero dei potenziali destinatari diretti ed indiretti           
dei progetti;                                                                   
b) caratteristiche dei progetti tali da prevedere la collaborazione             
tra piu' istituzioni, enti e soggetti, pubblici e privati;                      
c) dimensione temporale dei progetti non superiore ai 12 mesi;                  
d) coinvolgimento di soggetti con comprovata professionalita' ed                
esperienza nel settore della comunicazione;                                     
e) caratteristiche di sostanziale innovazione;                                  
f) configurazione dei progetti tale da renderne possibile la                    
strutturazione in ambiti operativi e gestionali con carattere di                
continuita' ed eventuale implementazione;                                       
g) promozione della partecipazione e del protagonismo dei cittadini             
stranieri mediante la valorizzazione di specifiche competenze                   
professionali e di apporti culturali;                                           
h) capacita' del progetto di valorizzare nella sua modalita'                    
operativa e nei contenuti affrontati il tema della identita' di                 
genere e delle pari opportunita' tra sessi.                                     
2.7) Criteri di esclusione delle domande                                        
Non saranno ammessi a finanziamento i progetti:                                 
a) non pertinenti agli obiettivi indicati al precedente punto 2.2);             
b) che non rientrano nei limiti di budget, inferiori e superiori,               
indicati al precedente punto 2.5).                                              
2.8) Spese ammissibili                                                          
Sono considerate ammissibili le seguenti voci di spesa:                         
a) spese generali di progettazione, avvio e promozione delle                    
iniziative fino ad un massimo del 5% del costo totale del progetto;             
b) spese generali di documentazione, laddove esse assumano                      
particolare rilievo rispetto alla costruzione e alla qualita' del               
progetto, fino ad un massimo del 5% del costo totale dello stesso;              
c) personale espressamente adibito per la realizzazione dei                     
progetti;                                                                       
d) arredi, attrezzature e materiali per l'avvio di nuovi servizi;               
e) affitto nuovi locali, utenze relative e materiale di consumo in              
generale, fino a un massimo del 30% del costo totale del progetto;              
f) spese di trasporto e di residenzialita', se previste dalla                   
specificita' del progetto;                                                      
g) spese per la formazione degli operatori.                                     
Non sono ammissibili le voci di spesa per la costruzione, la                    
ristrutturazione e l'acquisto di immobili.                                      
2.9) Entita' del finanziamento                                                  
L'entita' del finanziamento e' determinata nella misura massima del             
65% della spesa ammessa, con variazioni connesse ad arrotondamenti. A           
tal fine i progetti, oltre all'indicazione della spesa totale del               
progetto, dovranno contenere anche l'indicazione analitica delle voci           
di spesa previste per l'attivazione degli stessi. I soggetti                    
richiedenti dovranno altresi' indicare la percentuale minima di                 
finanziamento regionale al di sotto della quale rinunciano                      
all'attuazione del progetto.                                                    
3) Procedure                                                                    
Le domande di ammissione al finanziamento, redatte esclusivamente               
utilizzando il modulo di presentazione previsto all'Allegato B del              
presente programma e scaricabile dal sito                                       
www.emiliaromagnasociale.it, dovranno pervenire alla Regione                    
Emilia-Romagna, Assessorato alle Politiche sociali. Immigrazione.               
Progetto giovani. Cooperazione e aiuti internazionali, entro le ore             
12 del 15 settembre 2003. Le domande inoltrate per posta saranno                
considerate valide qualora la data del timbro postale non sia                   
successiva alla predetta data.                                                  
La Giunta regionale provvedera' con proprio atto, in seguito ad                 
apposita istruttoria in attuazione del precedente punto 2.2),                   
all'individuazione delle iniziative ammesse, alla quantificazione,              
all'assegnazione dei finanziamenti a favore dei beneficiari, per un             
ammontare massimo complessivo di Euro 207.000,00. Con detta                     
successiva deliberazione si provvedera' altresi' alla definizione               
delle modalita' di erogazione della spesa.                                      
INIZIATIVA N. 3                                                                 
Interventi a sostegno dei programmi di assistenza ed integrazione               
sociale a favore delle vittime di sfruttamento sessuale - art. 18,              
DLgs 286/98                                                                     
3.1) Premessa                                                                   
Nell'ottobre 1996, con deliberazione n. 2567, la Giunta regionale               
dell'Emilia-Romagna ha avviato formalmente il "Progetto regionale               
prostituzione", finalizzato alla tutela dei minori, alla prevenzione,           
alla riduzione del danno e al sostegno ai percorsi orientati alla               
ricerca di un diverso contesto di vita. In questi anni il fenomeno              
prostitutivo ha subito rapide e profonde modificazioni, segnate tra             
l'altro dall'incremento della tratta e dello sfruttamento a fini                
sessuali attuato da organizzazioni criminali ai danni delle persone             
straniere, donne e minori.                                                      
Dal 1999 inoltre, con l'entrata in vigore dell'art. 18 del TU                   
sull'immigrazione approvato con DLgs 286/98 che disciplina i                    
programmi di assistenza e protezione sociale e istituisce un Fondo              
specifico per la lotta alla tratta gestito dal Dipartimento per le              
pari opportunita' - Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione           
Emilia-Romagna ha potuto attivare azioni specifiche a favore di donne           
e minori straniere vittime della tratta e dello sfruttamento a fini             
sessuali.                                                                       
E' nato cosi', quale evoluzione del "Progetto regionale                         
prostituzione" il "Progetto regionale ôOltre la strada'" che vede               
oggi coinvolti complessivamente 12 enti (Comuni di Piacenza, Fidenza,           
Parma, Reggio Emilia, Modena, Zola Predosa, Bologna, Ferrara, Aziende           
Unita' sanitarie locali di Cesena e Rimini e Consorzi socio-sanitari            
di Imola e Ravenna) e una sessantina di altri soggetti pubblici e               
privati tra cui tra organizzazioni del terzo settore, laiche e                  
cattoliche, sindacati, centri di formazione, enti e uffici pubblici,            
strutture sanitarie (ospedali, consultori familiari, centri analisi             
mediche, Sert), Magistratura, Prefetture, Questure, Forze                       
dell'ordine.                                                                    
Attualmente il progetto regionale Oltre la strada si articola in tre            
aree di intervento: la prevenzione sanitaria realizzata attraverso le           
unita' di strada, la gestione della postazione regionale del Numero             
Verde nazionale contro la tratta e la realizzazione dei programmi di            
assistenza e integrazione sociale.                                              
La presente iniziativa nasce dalla consapevolezza della necessita' di           
consolidare e sviluppare in ambito regionale una rete di programmi di           
assistenza e integrazione sociale a favore delle persone straniere              
vittime di sfruttamento sessuale, in quanto rappresentano sempre di             
piu', nell'ambito dell'articolazione del "Progetto regionale Oltre la           
strada", un elemento centrale per proseguire nell'azione di contrasto           
della tratta e di intervento nell'ambito piu' generale della                    
prostituzione.                                                                  
3.2) Obiettivi                                                                  
Prosecuzione dei programmi di assistenza e integrazione sociale                 
avviati in attuazione dell'art. 18 del TU sull'immigrazione approvato           
con DLgs 286/98.                                                                
Da realizzarsi mediante le seguenti azioni:                                     
A) interventi di protezione, assistenza ed integrazione sociale                 
nell'ambito delle iniziative contro la tratta (accoglienza,                     
accompagnamento ai servizi e sostegno medico e psicologico,                     
formazione scolastica, professionale e linguistica, azioni di                   
orientamento, counselling e laboratori motivazionali, assistenza                
legale, ricongiungimenti familiari e rimpatri assistiti, ecc);                  
B) realizzazione punto-rete territoriale del Numero Verde contro la             
tratta;                                                                         
C) azioni di accompagnamento e trasversali a favore della rete                  
regionale di Oltre la strada.                                                   
3.3) Le risorse finanziarie                                                     
Le risorse finanziarie regionali alle quali fare ricorso per                    
l'attuazione della presente iniziativa ammontano a complessivi Euro             
413.000,00 di cui:                                                              
- Euro 387.000 a carico della dotazione del Capitolo 57150 "Fondo               
socio assistenziale regionale-assegnazioni correnti ai Comuni singoli           
o associati per il finanziamento di progetti di intervento, anche               
sperimentali, a norma dell'art. 41, comma 1, lett. c) della L.R. 12             
gennaio 1985, n. 2";                                                            
- Euro 26.000 a carico della dotazione del Capitolo 57100 "Fondo                
socio assistenziale regionale. Quota parte destinata al finanziamento           
di iniziative promozionali e attivita' di rilievo regionale, nonche'            
delle attivita' connesse alla predisposizione e aggiornamento del               
piano socio assistenziale regionale e dei piani territoriali, a norma           
dell'art. 41, comma 1, lett. A) della L.R. 12 gennaio 1985, n. 2";              
del Bilancio di previsione regionale per l'esercizio in corso.                  
3.4) Destinatari delle risorse                                                  
Le risorse sono destinate, per quanto concerne le azioni indicate ai            
punti A), B) e C) del paragrafo 3.2), ai progetti locali gia' avviati           
e ai nuovi soggetti pubblici che hanno chiesto di aderirvi; per                 
quanto riguarda le azioni ai punti B) e C) le risorse possono essere            
destinate anche ai soggetti del terzo settore iscritti alla Terza               
sezione del registro nazionale previsto dall'art. 42 del DLgs 286/98.           
Destinatari sono pertanto i seguenti enti pubblici, referenti                   
territoriali della rete operativa di Oltre la strada/Interventi di              
protezione e integrazione sociale:                                              
- Comuni di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna,                    
Ferrara;                                                                        
- Aziende Unita' sanitarie locali di Rimini, Cesena, titolari di                
delega da parte dei Comuni ex art. 22, comma 1, L.R. 19 maggio 1994,            
n. 19;                                                                          
- Consorzi per i Servizi sociali di Imola e Ravenna, Cervia, Russi e            
Az. USL.                                                                        
3.5) Corresponsabilita' finanziaria                                             
Al fine di promuovere la necessaria corresponsabilita' finanziaria da           
parte dei soggetti destinatari indicati al paragrafo 3.4) si ritiene            
opportuno stabilire, relativamente agli interventi previsti                     
nell'ambito della azione A) di cui al paragrafo 3.2), una quota                 
minima a carico degli stessi, attraverso risorse proprie o di altri             
soggetti pubblici o privati, stabilita in una percentuale minima pari           
al 50% della spesa totale prevista per l'attuazione dei singoli                 
progetti esecutivi.                                                             
3.6) Criteri di ripartizione delle risorse                                      
L'ammontare delle risorse regionali complessive per la realizzazione            
della presente iniziativa e' fissato complessivamente in Euro                   
413.000,00 e risulta cosi' articolato per ciascuna azione prevista al           
paragrafo 3.2):                                                                 
- Azione A) e B) sono destinate risorse complessive pari a Euro                 
387.000,00, delle quali una quota non superiore a Euro 162.000,00               
finalizzata a titolo di compartecipazione su progetti finanziati dal            
Fondo nazionale Lotta alla tratta;                                              
- Azione C) sono destinate risorse complessive pari a Euro 26.000,00            
delle quali una quota non superiore a Euro 16.000,00 finalizzata a              
titolo di compartecipazione su progetti finanziati dal Fondo                    
nazionale Lotta alla tratta.                                                    
Le assegnazioni agli enti sopraddetti saranno effettuate tramite una            
ripartizione che terra' conto della rilevanza dei fenomeni, accertata           
sulla base dei dati annuali e delle indicazioni pervenute in sede di            
attuazione del progetto.                                                        
La Giunta regionale provvedera' con propri atti all'assegnazione dei            
contributi in base ai criteri sopra determinati per ogni singola                
azione e alla definizione delle modalita' di concessione ed                     
erogazione degli stessi, nonche' di rendicontazione.                            
(segue allegato fotografato)                                                    

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ultima modifica 2023-05-19T22:22:53+02:00

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