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n.387 del 27.11.2019 periodico (Parte Seconda)

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Approvazione del documento "Modalità organizzative per l'offerta delle misure di prevenzione, sorveglianza, diagnosi e terapia delle Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) nella Regione Emilia-Romagna"

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Premesso che:

- le Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) costituiscono un vasto gruppo di malattie infettive che interessano, a livello globale, milioni di individui ogni anno e la loro prevenzione rappresenta attualmente uno degli obiettivi di sanità pubblica ad alta priorità da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS);

- negli anni, in Italia, come si evince dai dati europei forniti dal European Centre for Disease Prevention and Control e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il numero delle persone con una diagnosi di IST in atto è andato aumentando considerevolmente: dal 2005 al 2016 si è verificato un incremento delle segnalazioni pari al 37,4% rispetto al periodo 1991-2004. L’andamento epidemiologico nell’intero periodo (1991-2016) ha evidenziato un aumento del 23,0% dei casi annui di IST nelle donne nel periodo 2011-2016 rispetto al periodo 1991-2010 e un incremento del 48,5% dei casi annui di IST negli uomini nel periodo 2005-2016 rispetto al periodo 1991-2004;

Richiamati:

- il Decreto Legislativo 29 aprile 1998, n. 124 “Ridefinizione del Sistema di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie e del Regime delle esenzioni, a norma dell'articolo 59, comma 50, della Legge 27 dicembre 1997, n. 449”, ed in particolare:

- l’art. 1, comma 4, che stabilisce “al fine di favorire la partecipazione a programmi di prevenzione di provata efficacia, di garantire l'accesso all'assistenza sanitaria di base, nonché di assicurare il ricorso all'assistenza ospedaliera ogniqualvolta il trattamento in regime di ricovero ordinario risulti appropriato rispetto alle specifiche condizioni di salute” che siano escluse dal Sistema di partecipazione al costo e, quindi, erogate senza oneri a carico dell'assistito al momento della fruizione “le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio e le altre prestazioni di assistenza specialistica incluse in programmi organizzati di diagnosi precoce e prevenzione collettiva realizzati in attuazione del Piano Sanitario Nazionale, dei Piani Sanitari Regionali o comunque promossi o autorizzati con atti formali della Regione”;

- il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017 “Definizione e aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza, di cui all'articolo 1, comma 7, del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502”, ed in particolare:

- l’art. 2, comma 1, che prevede che nell'ambito della Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica, il Servizio Sanitario Nazionale garantisca, tra l’altro, la sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive e parassitarie, inclusi i programmi vaccinali;

- l’art. 24, comma 1, che stabilisce che nell'ambito dell'assistenza distrettuale, domiciliare e territoriale ad accesso diretto, il Servizio Sanitario Nazionale garantisca alle donne, ai minori, alle coppie e alle famiglie, le prestazioni, anche domiciliari, mediche specialistiche, diagnostiche e terapeutiche, ostetriche, psicologiche e psicoterapeutiche, e riabilitative in diversi ambiti di attività, tra cui la prevenzione e la terapia delle malattie sessualmente trasmissibili;

- l'Intesa (Rep. n. 180/CSR) del 26 ottobre 2017, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della Legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, sancita in sede di Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sul documento recante “Piano Nazionale di interventi contro l’HIV e AIDS (PNAIDS)”;

- il punto 2.6 “Persone che afferiscono ai Centri IST” del succitato Piano Nazionale di interventi contro l’HIV e AIDS (PNAIDS) 2017-2019 che individua, tra l’altro, come prioritari i seguenti obiettivi:

- migliorare la formazione e l’aggiornamento del personale sanitario sulle IST e, pertanto, il Ministero, in collaborazione con le Regioni, deve promuovere iniziative di formazione e di aggiornamento degli operatori coinvolti nella cura e nell’assistenza nei luoghi di cura e nella assistenza sul territorio delle persone con infezione da virus HIV e con sindrome da AIDS;

- favorire la prevenzione delle IST attraverso vaccinazioni (HBV E HPV);

- accrescere nella popolazione generale la consapevolezza del ruolo delle IST nella trasmissione/acquisizione dell’infezione da HIV;

- ottimizzare il percorso diagnostico-assistenziale delle persone con sospetta IST;

- agevolare il pagamento del ticket per IST;

- aumentare i Centri di riferimento per le IST;

- la propria deliberazione n. 788 del 28 maggio 2018 con la quale è stata recepita l’Intesa sancita in sede di Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, in data 21 dicembre 2017, con repertorio n. 247/CSR, concernente la proroga del Piano Nazionale per la Prevenzione per gli anni 2014-2018 al 31 dicembre 2019 e la rimodulazione dei Piani Regionali della Prevenzione 2014-2018 ed è stato prorogato al 31 dicembre 2019 il Piano Regionale della Prevenzione 2015-2018, di cui alla propria deliberazione n. 771/2015, approvando conseguentemente la rimodulazione e la progettazione del Piano in parola per gli anni 2018-
2019;

- la nota del Ministero della Salute – Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Ufficio 5 Prevenzione delle Malattie Trasmissibili e Profilassi Internazionale - Prot. n. 0025674-29/08/2018- DGPRE-P del 29/08/2018, acquisita agli atti del Servizio Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare con Prot. n. PG/2018/0554206 del 29/08/2018, con la quale si invitano gli Assessorati alla Sanità delle Regioni e delle Province Autonome di Bolzano e Trento a costituire o ricostituire le Commissioni Regionali AIDS e a istituire un Gruppo di coordinamento tra le Commissioni Regionali AIDS che si interfacci con il Ministero della Salute e con le Sezioni L e M del Comitato Tecnico Sanitario (CTS) sul tema HIV e Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST);

Evidenziato che il Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2019 include nell’ambito del Macro-obiettivo 2.9 “Ridurre la frequenza di Infezioni/Malattie Infettive Prioritarie”, tra l’altro, le Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) che rappresentano un ambito di intervento ritenuto prioritario e sulle quali sono concentrate le attività preventive, nonché identifica all’interno del succitato Macro-obiettivo 2.9 tra i Fattori di Rischio/Determinanti i “Comportamenti e atteggiamenti individuali, nella popolazione generale, relativi alla trasmissione delle Infezioni” che, sostenuti da una errata percezione dei rischi, provocano una maggiore esposizione oppure una minore adesione ai trattamenti di cura, alle misure di profilassi, all’offerta delle vaccinazioni;

Rilevato che il Progetto 6.9 “Anticipare le diagnosi e ridurre la trasmissione di HIV e TB” contenuto nel Programma n. 6 “Setting Ambito Sanitario” del suddetto Piano Regionale della Prevenzione 2015-2019 prevede di predisporre/aggiornare il Protocollo riguardante i percorsi diagnostico-terapeutici per gli utenti con Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) tenendo conto di un approccio multidisciplinare e della Rete delle competenze aziendali e/o interaziendali;

Dato atto che il controllo delle Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) necessita di un sistema integrato di presa in carico degli utenti e dei loro contatti sessuali, nonché l’attuale organizzazione degli Ambulatori IST in Regione Emilia-Romagna, come emerso dalla mappatura effettuata nel 2016-2017, è disomogenea sul territorio per diversi aspetti (popolazioni target, accertamenti offerti, esenzioni ticket, livello di integrazione dei Servizi, ecc.);

 Considerato pertanto opportuno creare una Rete IST per ciascuno dei seguenti territori:

- Piacenza

- Parma

- Reggio Emilia

- Modena

- Bologna (comprensiva dell’Azienda USL di Imola)

- Ferrara

- Ravenna

- Forlì-Cesena e Rimini (una unica Rete sovra-provinciale);

Considerato, inoltre, che ogni Rete si articola in più Nodi costituiti dai singoli Servizi/Ambulatori specialistici che si occupano di Infezioni Sessualmente Trasmesse, nell’ambito territoriale di competenza di ciascuna Azienda USL, e condividono funzionalmente protocolli organizzativi e modalità di presa in carico dei pazienti;

Rilevato necessario istituire un Gruppo di coordinamento regionale IST con funzioni di programmazione e coordinamento delle attività rivolte alla prevenzione e cura delle IST, definizione e verifica del raggiungimento degli obiettivi, aggiornamento delle indicazioni tecniche e operative, verifica dell’applicazione dei protocolli tecnici e operativi, valutazione dei bisogni formativi e dei dati di sorveglianza epidemiologica, composto da un rappresentante del Servizio Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare che coordini il Gruppo, un rappresentante del Servizio Assistenza Territoriale della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare, un rappresentante del Servizio Assistenza Ospedaliera della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare, un amministrativo, un referente per ciascuna Rete locale, in particolare 4 referenti per AVEN (1 per Piacenza, 1 per Parma, 1 per Reggio Emilia, 1 per Modena), 2 referenti per AVEC (1 per Bologna/Imola, 1 per Ferrara) e 2 referenti per Azienda USL Romagna (1 per Ravenna e 1 per Rimini/Forlì-Cesena), dando atto che non è previsto alcun compenso per i suoi componenti;

Dato atto che il succitato Gruppo di coordinamento regionale IST potrà avvalersi di ulteriori professionalità, qualora lo necessiti lo specifico argomento trattato;

Ritenuto inoltre opportuno che sia costituito un Gruppo di coordinamento (locale) per ogni Rete che avrà il compito di monitorare e rafforzare la Rete dei Servizi, favorire la multidisciplinarietà e la creazione di percorsi strutturati, organizzare e promuovere eventi di informazione/formazione e monitorare l’epidemiologia delle IST sul territorio, composto da almeno un referente per ciascuna branca specialistica o Servizio che si occupa di IST (Dermatologia ospedaliera e territoriale, Malattie Infettive, Microbiologia e Laboratorio, SerDP, Urologia, Ginecologia ospedaliera, Consultori territoriali, Spazio Giovani e Giovani Adulti, Igiene e Sanità Pubblica, Istituti Penitenziari, Servizi che si occupano di salute immigrati e altri Servizi che si occupano di IST), dando atto che non è previsto alcun compenso per i componenti del Gruppo di coordinamento (locale) per ogni Rete sopra citato. Il referente del Gruppo di coordinamento locale parteciperà ai lavori del Gruppo di coordinamento regionale IST e si confronterà con gli altri referenti di Area Vasta su temi comuni;

Evidenziato che le Aziende Sanitarie formalizzeranno con proprio atto la costituzione della Rete provinciale o sovra-provinciale e il relativo protocollo organizzativo entro sei mesi dalla data di pubblicazione del documento denominato “Modalità organizzative per l’offerta delle misure di prevenzione, sorveglianza, diagnosi e terapia delle Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) nella Regione Emilia-Romagna” di cui all’Allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

Rilevato che agli utenti che accedono alla Rete IST viene garantita in regime di gratuità (codice esenzione P96) la prescrizione e/o l’erogazione degli accertamenti diagnostici in caso di sintomatologia sospetta, riportati nella Tabella 1 contenuta nell’Allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, dei test di screening per pazienti asintomatici con rischio di IST, riportati nella Tabella 2, contenuta nell’Allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, dei trattamenti e delle profilassi in post-esposizione previsti dalle normative vigenti e, pertanto, solo i professionisti dei Servizi/Ambulatori specialistici inclusi nell’atto di costituzione della Rete IST potranno prescrivere gli esami diagnostici necessari o proporre visite di controllo in esenzione dal ticket;

Ritenuto pertanto necessario, a seguito di quanto sopra esposto, approvare il documento denominato “Modalità organizzative per l’offerta delle misure di prevenzione, sorveglianza, diagnosi e terapia delle Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) nella Regione Emilia-Romagna”, di cui all’Allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, che si prefigge i seguenti obiettivi:

- definire le caratteristiche e i criteri di inclusione nella Rete e nei nodi della Rete degli Ambulatori che si occupano di IST nel territorio regionale;

- potenziare la Rete dei Servizi che si occupano di IST;

- rendere omogenea l’offerta di prestazioni diagnostiche e terapeutiche sul territorio regionale;

- promuovere l’integrazione dei programmi per la sorveglianza e il controllo delle Infezioni da HIV e delle IST;

- definire l’offerta integrata e gratuita di test per IST e HIV in un’ottica di salute pubblica;

- coordinare l’attività di formazione rivolta agli operatori che si occupano di IST;

- definire il Sistema di Sorveglianza Regionale;

Visti:

- la L.R. 26 novembre 2001, n. 43 “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e successive modificazioni;

- la determinazione dirigenziale n. 9898 del 26 giugno 2018 avente ad oggetto “Rinnovo degli incarichi dirigenziali presso la Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare”;

- la determinazione dirigenziale n. 10846 del 18 giugno 2019 avente ad oggetto “Deleghe ai Dirigenti Professional assegnati funzionalmente al Servizio Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica e nomina Responsabili di Procedimento”;

- il D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni” e ss.mm.ii.;

- la propria deliberazione n. 122 del 28 gennaio 2019 avente per oggetto “Approvazione Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione 2019-2021”, ed in particolare l’Allegato D) “Direttiva di indirizzi interpretativi per l'applicazione degli obblighi di pubblicazione previsti dal D.Lgs. n. 33 del 2013. Attuazione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione 2019-2021”;

Richiamate infine:

- le proprie deliberazioni n. 516 dell’11 maggio 2015, n. 628 del 29 maggio 2015, n. 1026 del 27 luglio 2015, n. 2189 del 21 dicembre 2015, n. 56 del 25 gennaio 2016, n. 270 del 29 febbraio 2016, n. 622 del 28 aprile 2016, n. 1107 dell'11 luglio 2016, n. 2344 del 21 dicembre 2016, n. 3 dell’11 gennaio 2017, n. 578 del 5 maggio 2017, n. 52 del 22 gennaio 2018 e n. 1059 del 3 luglio 2018;

- la propria deliberazione n. 2416 del 29 dicembre 2008 avente per oggetto: “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull'esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007” e successive modificazioni, per quanto applicabile;

- la propria deliberazione n. 1123 del 16 luglio 2018 avente ad oggetto: “Attuazione Regolamento (UE) 2016/679: definizione di competenze e responsabilità in materia di protezione dei dati personali. Abrogazione Appendice 5 della delibera di Giunta regionale n. 2416/2008 e ss.mm.ii.”;

- la propria deliberazione n. 468 del 10 aprile 2017 avente ad oggetto: “Il sistema dei controlli interni nella Regione Emilia-Romagna”, ed in particolare gli artt. 21 e 22 dell’Allegato A), parte integrante e sostanziale della deliberazione medesima;

- le Circolari del Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta regionale PG/2017/0660476 del 13 ottobre 2017 e PG/2017/0779385 del 21 dicembre 2017 relative ad indicazioni procedurali per rendere operativo il sistema dei controlli interni, predisposte in attuazione della propria deliberazione n. 468/2017;

Dato atto che il Responsabile del Procedimento ha dichiarato di non trovarsi in situazione di conflitto, anche potenziale, di interessi;

Dato atto dei pareri allegati;

Su proposta dell’Assessore alle Politiche per la Salute;

A voti unanimi e palesi

delibera

1. di approvare, per le motivazioni espresse in premessa e che qui integralmente si richiamano, il documento denominato “Modalità organizzative per l’offerta delle misure di prevenzione, sorveglianza, diagnosi e terapia delle Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) nella Regione Emilia-Romagna”, di cui all’Allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, in coerenza con le linee di attività indicate nel Piano Nazionale di interventi contro l’HIV e AIDS (PNAIDS) 2017-2019, il Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2019 e il Piano Regionale della Prevenzione 2015-2019;

2. di dare atto che il suddetto documento è finalizzato a:

- definire le caratteristiche e i criteri di inclusione nella Rete e nei nodi della Rete degli Ambulatori che si occupano di IST nel territorio regionale;

- potenziare la Rete dei Servizi che si occupano di IST;

- rendere omogenea l’offerta di prestazioni diagnostiche e terapeutiche sul territorio regionale;

- promuovere l’integrazione dei programmi per la sorveglianza e il controllo delle infezioni da HIV e delle IST;

- definire l’offerta integrata e gratuita di test per IST e HIV in un’ottica di salute pubblica;

- coordinare l’attività di formazione rivolta agli operatori che si occupano di IST;

- definire il Sistema di Sorveglianza Regionale;

3. di stabilire che sia creata una Rete IST che effettui una presa in carico complessiva (prevenzione, screening, diagnosi, trattamento e follow-up attivo) dell’utente e dei suoi contatti sessuali, per ciascuno dei seguenti territori:

- Piacenza

- Parma

- Reggio Emilia

- Modena

- Bologna (comprensiva dell’Azienda USL di Imola)

- Ferrara

- Ravenna

- Forlì-Cesena e Rimini (una unica Rete sovra-provinciale);

4. di dare atto che ogni Rete si articoli in più Nodi costituiti dai singoli Servizi/Ambulatori specialistici che si occupano di Infezioni Sessualmente Trasmesse, nell’ambito territoriale di competenza di ciascuna Azienda USL, e condividono funzionalmente protocolli organizzativi e modalità di presa in carico dei pazienti;

5. di dare mandato al Direttore Generale Cura della Persona, Salute e Welfare di istituire con proprio atto un Gruppo di coordinamento regionale IST con funzioni di programmazione e coordinamento delle attività rivolte alla prevenzione e cura delle IST, definizione e verifica del raggiungimento degli obiettivi, aggiornamento delle indicazioni tecniche e operative, verifica dell’applicazione dei protocolli tecnici e operativi, valutazione dei bisogni formativi e dei dati di sorveglianza epidemiologica, composto da un rappresentante del Servizio Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare che coordini il Gruppo, un rappresentante del Servizio Assistenza Territoriale della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare, un rappresentante del Servizio Assistenza Ospedaliera della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare, un amministrativo, un referente per ciascuna Rete locale, in particolare 4 referenti per AVEN (1 per Piacenza, 1 per Parma, 1 per Reggio Emilia, 1 per Modena), 2 referenti per AVEC (1 per Bologna/Imola, 1 per Ferrara) e 2 referenti per Azienda USL Romagna (1 per Ravenna e 1 per Rimini/Forlì-Cesena), dando atto che non è previsto alcun compenso per i suoi componenti;

6. di stabilire che il suddetto Gruppo di coordinamento regionale IST potrà avvalersi di ulteriori professionalità, qualora lo necessiti lo specifico argomento trattato;

7. di stabilire che agli utenti che accedono alla Rete IST venga garantita in regime di gratuità (codice esenzione P96) la prescrizione e/o l’erogazione degli accertamenti diagnostici in caso di sintomatologia sospetta, riportati nella Tabella 1 contenuta nell’Allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, dei test di screening per pazienti asintomatici con rischio di IST, riportati nella Tabella 2, contenuta nell’Allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, dei trattamenti e delle profilassi in post-esposizione previsti dalle normative vigenti, nonché solo i professionisti dei Servizi/Ambulatori specialistici inclusi nell’atto di costituzione della Rete IST potranno prescrivere gli esami diagnostici necessari o proporre visite di controllo in esenzione dal ticket;

8. di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna (BURERT);

9. di dare atto infine che, per quanto previsto in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni, si provvederà ai sensi delle disposizioni normative ed amministrative richiamate in parte narrativa.

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