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n. 139 del 14.09.2011 periodico (Parte Seconda)

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Parere in merito alla VAS del Piano di Sviluppo della Rete Elettrica di Trasmissione Nazionale 2011 e relativo Rapporto Ambientale (DLgs 152/06, art. 14)

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

(omissis)

delibera:

a) di esprimere, ai sensi dell’art.14, del DLgs 152/06, in merito alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica del Piano di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale 2011, attivata da Terna, le osservazioni di seguito riportate:

1) gli obiettivi e gli interventi previsti nel Piano di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale 2011, predisposto da Terna, risultano coerenti con gli obiettivi generali di politica energetica regionale previsti nella Legge Regionale 26/04 e nel Piano Energetico Regionale, ma si ritiene necessario che ogni anno sia verificato il perdurare delle motivazioni che hanno definito le esigenze di sviluppo approvate nei precedenti Piani di Sviluppo;

2) si chiede di valutare l’opportunità di inserire un quadro conoscitivo ed un quadro cartografico degli allacci di energia derivanti da fonti rinnovabili alla rete, che dia conto della capacità o della incapacità della rete di poter sopportare nuovi ingressi di potenza degli impianti di produzione elettrica da fonte rinnovabile e di conseguenza evidenziare le eventuali criticità, le evoluzioni e le ripercussioni di queste sulla gestione della rete;

3) si chiede di valutare l’opportunità di creare un portale cartografico della Rete Elettrica di Trasmissione Nazionale, disponibile alla consultazione anche da parte degli Enti locali, al fine di visualizzare le infrastrutture presenti e previste sul territorio, e di prevedere la possibilità di integrazione con la creazione di un sistema informativo territoriale (GIS) regionale di supporto alla pianificazione, contenente i dati delle linee elettriche ed impianti di Terna;

4) con riferimento al Rapporto Ambientale, e in particolare al Volume Regionale per l’Emilia-Romagna, si ritiene necessario integrare il Piano di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale 2011, con:

- analisi di coerenza con il sistema di pianificazione territoriale, paesaggistica e di settore di livello regionale/locale e con i piani di gestione delle aree Natura 2000, parchi regionali, etc.;

- descrizione degli aspetti pertinenti dello stato attuale dell’ambiente (tra cui esposizione campi elettromagnetici, etc.), delle caratteristiche ambientali, culturali e paesaggistiche delle aree che potrebbero essere significativamente interessate, dei problemi ambientali esistenti pertinenti al piano, al fine di completare un quadro conoscitivo sulla base del quale basare le scelte e gli interventi di piano;

- descrizione maggiormente approfondita dello “Stato della rete di trasmissione nazionale”, entrando nel merito delle singole linee e delle specifiche criticità, valutando le situazioni problematiche, sotto il profilo ambientale, che necessitano di interventi di riqualificazione, anche al fine di una valutazione degli effetti sinergici e cumulativi;

- analisi e valutazione dei potenziali effetti ambientali prodotti dal Piano sul territorio della Regione Emilia-Romagna, e le eventuali misure previste per impedire, ridurre, compensare gli impatti ambientali negativi significativi;

- analisi maggiormente approfondita degli indicatori individuati, con un collegamento ad un quadro ambientale di riferimento, al fine di controllare gli effetti ambientali significativi derivanti dall’attuazione degli interventi;

5) con riferimento ai contenuti delle schede di intervento, in particolare alle schede relative agli interventi previsti in Regione Emilia-Romagna, sia necessario:

- compilare adeguatamente le schede, argomentando maggiormente le sezioni previste (tra cui “finalità”, “percorso dell’esigenza”, inquadramento ambientale e territoriale etc.);

- predisporre una cartografia di riferimento, a scala adeguata, che consenta una chiara individuazione delle aree interessate dagli interventi (a diverso livello di dettaglio per gli interventi di tipo strategico, strutturale, attuativo) e che rappresenti gli elementi di principale interesse (tra cui impianti e linee di trasmissione elettrica esistente);

- fornire una sovrapposizione degli interventi previsti sia nuovi, sia inseriti nei precedenti piani di sviluppo della rete di trasmissione nazionale, sulla cartografia di pianificazione territoriale ed urbanistica della Regione Emilia-Romagna;

- integrare la scheda con l’individuazione, caratterizzazione, valutazione, scelta delle alternative (sezione G dell’Allegato B del Rapporto Ambientale);

- individuare sia le criticità degli elettrodotti esistenti, sia le fasce alternative di fattibilità dei nuovi elettrodotti all’interno dei corridoi preferenziali, sia le proposte di piano in merito alle alternative migliori, con analisi degli aspetti ambientali più rilevanti di ciascuna alternativa (suolo, acque, campi elettromagnetici, salute umana, siti contaminati, biodiversità, etc.);

- riportare, aggiornare o fornire le schede di intervento degli interventi già contenuti nei Piani di Sviluppo precedenti, al fine anche di monitorare lo stato di avanzamento ed effettuare una valutazione che tenga conto di potenziali effetti sinergici e cumulativi;

- evidenziare l’evoluzione annuale dei processi di concertazione di livello regionale/locale per gli elettrodotti già ricompresi nei precedenti piani di sviluppo, documentando adeguatamente con schede e cartografie che evidenzino le scelte localizzative proposte e le alternative studiate al fine anche di rendere trasparente con una descrizione adeguata le motivazioni che le hanno determinate;

- fornire una sovrapposizione degli interventi già previsti e dei nuovi, sulla base anche di una rappresentazione cartografica dei criteri ERA/ERPA concordati/da concordare con Terna;

- integrare le schede di intervento secondo quanto contenuto nel modello riportato in Allegato B al Rapporto Ambientale, e in particolare implementare l’analisi degli indicatori calcolati e, qualora tali indicatori presentino valori critici, indicare eventuali misure di mitigazione/ compensazione, e/o indirizzi/direttive per le successive fasi di progettazione (ad. es. relativamente alle criticità evidenziate dagli indicatori “aree ad elevata pericolosità idrogeologica”, “interferenze con infrastrutture”, “pressione relativa dell’intervento”, etc.);

6) con riferimento al set di indicatori individuato nel Rapporto Ambientale, e in particolare nel volume regionale:

- si chiede un’analisi delle risultanze degli indicatori, accompagnata da una definizione di indirizzi/criteri da implementare in fase di progettazione;

- considerato che i corridoi e le fasce di fattibilità individuano un’ampia area dove si collocherà il tracciato, attraverso ulteriori approfondimenti, si ritiene opportuno che la loro localizzazione e l’avanzamento dello stato di progettazione tenga conto delle criticità evidenziate e dalle risultanze del calcolo degli indicatori;

7) considerando i criteri localizzativi ERA quale livello minimo indispensabile alla valutazione degli interventi programmati, primo passo del percorso di analisi e di valutazione degli stessi (e in particolare di quelli ad un livello di avanzamento strategico - macroaree) e utile strumento per la definizione delle componenti ambientali e territoriali da considerare, si richiede di applicare detta metodologia analitico - valutativa agli interventi programmati dal Piano di Sviluppo, anche nelle fasi successive di pianificazione/progettazione;

8) si ritiene necessario che la valutazione degli effetti ambientali contenuti nel Rapporto Ambientale del Piano di Sviluppo produca i propri effetti anche nelle successive fasi di concertazione finalizzate alla condivisione della scelta del progetto di intervento;

9) con riferimento alla definizione, individuazione, valutazione e scelta delle alternative:

- si ritiene necessario analizzare diverse alternative relativamente a diverse modalità di raggiungimento degli obiettivi individuati all’interno delle analisi del fabbisogno stimato dal Piano di Sviluppo stesso;

- in tal senso, la generazione di alternative potrà essere prevista ancorché gli interventi siano previsti solo in fase strategica e non strutturale e attuativa, ed anche per altre opere (quali le stazioni) e di altre tipologie di intervento (razionalizzazioni, etc.);

10) con riferimento al monitoraggio del Piano:

- si ritiene necessario relazionare gli indicatori e in generale i contenuti del Piano di monitoraggio con la verifica sia dell’attuazione sia dell’efficacia degli interventi nuovi proposti e di quelli già approvati, individuando anche indicatori in grado di quantificare nel tempo quali/quantitativamente il raggiungimento degli obiettivi di Piano formulati, anche al fine di fornire utili orientamenti per successivo Piano annuale di Sviluppo della RTN;

- il monitoraggio dovrà prevedere strumenti, ruoli, risorse, tempistiche, modalità di aggiornamento;

- tale monitoraggio dovrà essere integrato con il monitoraggio previsto in tema di interferenze con la Rete Natura 2000 (sottrazione/frammentazione habitat, consumo di suolo, interferenze, etc.)

- ogni singolo intervento, qualora previsto dalle vigenti norme, dovrà essere assoggettato a screening o VIA;

11) con riferimento alle potenziali interferenze degli interventi previsti dal Piano di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale 2011 con i siti della Rete Natura 2000:

- in ambito della pianificazione e della progettazione degli interventi ricadenti all’interno o situati in vicinanza delle Zone di Protezione Speciale (ZPS), sono da osservare le misure di conservazione adottate dalla Regione Emilia-Romagna con DGR n. 1435 del 17/10/2006 “Misure di conservazione per la gestione delle Zone di Protezione Speciale (ZPS), ai sensi delle Direttive 79/409/CEE, 92/43/CEE e DPR 357/97 e successive modificazioni”;

- ogni singolo progetto/intervento ricadente, anche solo parzialmente o situati in vicinanza, all’interno dei siti della Rete Natura 2000 dovrà essere accompagnato da un appropriato ed approfondito Studio di incidenza e sottoposto ad apposita Valutazione di incidenza;

b) di riservarsi di esprimere le proprie valutazioni in merito ai progetti quando saranno presentati gli elaborati necessari per la loro realizzazione;

c) di trasmettere, ai sensi dell’art. 14, del DLgs 152/06 come modificato dal DLgs 4/08, copia della presente deliberazione a Terna, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nonché alla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale - Sottocommissione VAS del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

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