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n.197 del 17.07.2013 periodico (Parte Seconda)

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Risoluzione - Oggetto n. 3839 - Risoluzione proposta dai consiglieri Naldi, Sconciaforni, Monari, Meo, Mandini, Grillini, Favia e Riva per impegnare la Giunta regionale ad approfondire il tema dello stato dell'informazione territoriale anche in relazione alle condizioni di lavoro nel settore giornalistico ed editoriale

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

la crisi economica e finanziaria che ha duramente colpito l’Italia ha contribuito pesantemente ad aggravare le difficoltà in cui da anni versa il settore dell’informazione, sia a livello nazionale che locale;

negli ultimi anni in Emilia-Romagna molte testate locali sono state costrette alla chiusura, come “la Cronaca” di Piacenza, “La Sera” di Parma, “Parma Qui”, il quotidiano “Informazione - Il Domani” con le redazioni locali di Bologna, Modena e Reggio-Emilia. Grande preoccupazione ha destato la crisi che ha investito nel 2011 l’Unità con la paventata chiusura dell’edizione regionale. La crisi del settore ha colpito duramente anche le radio e le tv locali, costrette spesso a cessare alcune trasmissioni, o a contrarre la forza lavoro, come accaduto a Teleducato di Parma;

ad aggravare la crisi del panorama informativo hanno influito anche la riduzione dei contributi statali, la contrazione del mercato delle pubblicità (-2,5 miliardi dal 2008 al 2012) e il passaggio alla piattaforma digitale che ha imposto pesanti oneri per l’adeguamento tecnologico;

la crisi del settore editoriale e dell’informazione ha pesanti ricadute anche sul piano occupazionale. Secondo i dati Inpgi riportati dal sito della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, nel 2012 58 aziende hanno fatto ricorso a prepensionamenti, cassa integrazione e contratti di solidarietà che hanno coinvolto 1.139 giornalisti. L’ultimo studio della Federazione Italiana Editori Giornali indica una forte flessione dell’occupazione sia giornalistica che poligrafica: nel 2010 e 2011 i poligrafici sono diminuiti dell’8,2% e del 3,7%, i giornalisti del 4,4% e del 6,1%;

il 30 dicembre 2011, l’assessore regionale Muzzarelli, intervenendo sulle difficoltà del settore dei media sul territorio, ha dichiarato: “Secondo i dati forniti dal sindacato dei giornalisti Aser, nel 2012 sono purtroppo oltre un centinaio in Emilia-Romagna i posti di lavoro a rischio tra i professionisti contrattualizzati, cui si sommano i destini precari di decine di collaboratori, spesso giovani, quotidianamente impegnati nel realizzare prodotti informativi retribuiti con compensi irrisori e spesso pagati con ritardi di molti mesi”;

per completare questo quadro già di per sé allarmante non si possono tralasciare le ricadute della crisi dell’informazione sull’indotto: cartiere, distributori, rivenditori.

Ritenendo

l’informazione libera e pluralista un pilastro fondamentale per la vita democratica e pertanto deve essere garantita, promossa e tutelata. In particolar modo è attraverso la diffusione dell’informazione locale (sia attraverso i new media che i media tradizionali) che si concretizza il diritto per i cittadini di conoscere l’azione di governo del territorio condotta dalle Istituzioni e si incoraggia la loro partecipazione attiva e consapevole alla vita pubblica;

il massiccio utilizzo da parte delle principali testate di personale e collaboratori precari e sottopagati non solo mortificante sul piano professionale, ma anche un serio ostacolo all’indipendenza dei giornalisti.

Condividendo

l'appello che un gruppo di editori del mondo dell’informazione locale ha rivolto alla Regione Emilia-Romagna e all’Assemblea legislativa per l’apertura di un tavolo di confronto volto alla stesura di una legge regionale che tuteli e promuova il tessuto informativo locale.

Impegna la Giunta regionale

ad approfondire, avvalendosi per le parti di sua competenza del CORECOM, il tema dello stato dell’informazione territoriale attraverso un’analisi ed un monitoraggio puntuale condotto sia sui media tradizionali (editoria cartacea, radio e tv) che sui new media. Tale analisi dovrà tenere in considerazione anche le condizioni di lavoro degli operatori del settore giornalistico ed editoriale;

a raccogliere l’appello “Per un vero pluralismo dell’informazione sul territorio” rivolto a Giunta e Assemblea da alcuni editori locali, provvedendo in tempi brevi all’apertura di un tavolo consultivo con i rappresentanti del settore finalizzato alla definizione delle misure regionali più appropriate per sostenere lo sviluppo e la crescita del settore dell’informazione;

a sollecitare il Governo, in tutte le sedi e le forme opportune, per una piena applicazione della legge 233/13 che istituisce l’equo compenso giornalistico.

Approvata all'unanimità dei presenti nella seduta antimeridiana del 19 giugno 2013

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