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n.324 del 16.12.2015 periodico (Parte Seconda)

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Approvazione delle linee di indirizzo finalizzate a fornire indicazioni agli Enti Gestori dei Siti Natura 2000 per la predisposizione delle misure regolamentari e delle misure contrattuali inerenti le attività agricole presenti nei Siti della Rete Natura 2000

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Richiamati:

  • le Direttive n. 79/409/CEE “Uccelli - Conservazione degli uccelli selvatici”, sostituita dalla Direttiva n. 2009/147/CE, e n. 92/43/CEE “Habitat - Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche” con le quali si prevede che, al fine di tutelare le specie animali e vegetali, nonché gli habitat, indicati negli Allegati I e II, gli Stati membri classifichino in particolare come SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e come ZPS (Zone di Protezione Speciale) i territori più idonei al fine di costituire una rete ecologica europea, definita "Rete Natura 2000";
  • il Regolamento (UE) n. 1305/13 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il Regolamento (CE) n. 1698/05 del Consiglio;
  • il Regolamento (UE) n. 1306/13 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che stabilisce tra l’altro le regole applicabili al regime di condizionalità per i beneficiari che ricevono pagamenti diretti ai sensi del Regolamento (UE) n. 1307/13, ai sensi degli articoli 46 e 47 del Regolamento (UE) n. 1308/13 e per i premi annuali previsti da specifici articoli del Regolamento (UE) n. 1305/13;
  • il Regolamento (UE) n. 1307/13 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 che stabilisce norme sui pagamenti diretti agli agricoltori nell'ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune e che abroga il Regolamento (CE) n. 73/09 del Consiglio con decorrenza dal 1 gennaio 2015;
  • il Regolamento (UE) n. 1310/13 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 che stabilisce alcune disposizioni transitorie sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), modifica il Regolamento (UE) n. 1305/13, per quanto concerne le risorse e la loro distribuzione in relazione all'anno 2014 e modifica i Regolamenti (CE) n. 73/09, (UE) n. 1307/13, (UE) n. 1306/13 e (UE) n. 1308/13 ed in particolare l’articolo 8, che per quanto riguarda la condizionalità prevede, con la modifica dell’art. 121, paragrafo 2 del citato Regolamento n. 1306/13, l’applicazione delle disposizioni di cui al Titolo VI a decorrere dal 1 gennaio 2015;
  • il DPR 8 settembre 1997, n. 357 "Regolamento recante attuazione della Direttiva n. 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche", successivamente modificato dal DPR 12 marzo 2003, n. 120, con i quali, unitamente alla legge n. 157/92, si dà applicazione in Italia alle suddette direttive comunitarie;
  • il Decreto Ministeriale “Elenco delle Zone di Protezione Speciale (ZPS), classificate ai sensi della Direttiva 79/409/CEE”, emanato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio in data 19.6.09;
  • il Decreto Ministeriale del 3 settembre 2002 che approva le “Linee guida per la gestione dei siti Natura 2000” predisposte dal Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio;
  • il Decreto Ministeriale del 17 ottobre 2007 “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS)” pubblicato nella GU n. 258 del 6.11.07, demandava alle Regioni il suo recepimento, attraverso l’approvazione di idonee Misure di conservazione nelle predette aree;
  • il Decreto Ministeriale “Sesto elenco aggiornato dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) per la regione biogeografica continentale in Italia, ai sensi della Direttiva 92/43/CEE”, emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in data 31.1.13;
  • la Legge regionale n. 7 del 14.4.2004 “Disposizioni in materia ambientale” che agli artt. 1-9 del Capo I, definisce i ruoli dei diversi enti nell’ambito di applicazione della Direttiva comunitaria n. 92/43/CEE, nonché gli strumenti e le procedure per la gestione dei siti della rete Natura 2000 e, in particolare, prevede all’art. 2, co. 1, che la Regione, al fine di assicurare il mantenimento e il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e seminaturali possa emanare direttive ed indirizzi agli Enti competenti per l’esercizio coordinato delle funzioni amministrative conferite;
  • la Legge regionale n. 6 del 17.2.2005 "Disciplina della formazione e della gestione del sistema regionale delle Aree naturali protette e dei siti della Rete Natura 2000” e ss.mm.ii.;
  • la Legge regionale n. 24 del 23.12.2011 "Riorganizzazione del sistema regionale delle aree protette e dei siti della rete Natura 2000 e istituzione del Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano” e ss.mm.ii.;
  • la Legge regionale n. 7 del 27 giugno 2014 “Legge Comunitaria Regionale per il 2014”, che all’art. 79 prevede modifiche alla Legge regionale n. 7 del 2004;

Richiamato, altresì, il Programma di Sviluppo Rurale della Regione Emilia-Romagna per il periodo 2014-2020 (di seguito per brevità indicato come PSR 2014-2020) attuativo del citato Regolamento (UE) n. 1305/13, nella formulazione approvata dalla Commissione Europea con Decisione di esecuzione C (2015) 3530 finale del 26 maggio 2015, di cui si è preso atto con propria deliberazione n. 636 del 8 giugno 2015;

Viste, inoltre, le proprie deliberazioni:

  • n. 1191 del 30.7.2007 “Approvazione direttiva contenente i criteri di indirizzo per l'individuazione, la conservazione, la gestione ed il monitoraggio dei SIC e delle ZPS, nonché le linee guida per l'effettuazione della valutazione di incidenza ai sensi dell'art. 2, comma 2, della L.R. 7/04” con la quale si definiscono le procedure amministrative per la proposta di aggiornamento dei siti esistenti e per l’individuazione di nuovi siti e, contestualmente, si definiscono i due livelli delle misure di conservazione: quello generale, di competenza regionale, e quello specifico, di competenza degli Enti gestori dei siti Natura 2000;
  • n. 893 del 2.7.2012, con la quale è stato aggiornato l’elenco complessivo dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) presenti nella Regione Emilia-Romagna, ai sensi delle Direttive CEE “Uccelli” e “Habitat”;
  • n. 1419 del 7.10.2013, “Misure Generali di Conservazione dei siti Natura 2000 (SIC e ZPS) - Recepimento DM n. 184/07 “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS)”, la quale prevede che la Regione promuova le misure di tipo contrattuale e, in alternativa, quelle di tipo regolamentare ed amministrativo;
  • n. 537 del 11.05.2015 "Disposizioni regionali per l'attuazione della Condizionalità di cui al Reg. (UE) n. 1306/13 in Regione Emilia-Romagna per l'anno 2015".

Atteso che il Regolamento delegato (UE) n. 640/14 prevede, in particolare, che:

  • in relazione agli obblighi di condizionalità dei beneficiari delle misure attuate a norma del Regolamento (CE) n. 1698/05, si applicano le norme relative al sistema di controllo e alle sanzioni amministrative stabilite dal nuovo Regolamento delegato e dagli atti di esecuzione adottati dalla Commissione in base al Regolamento (UE) n. 1306/13;
  • i Regolamenti (CE) n. 1122/09 e (UE) n. 65/11, pur essendo abrogati a partire dal 1 gennaio 2015, continuano ad applicarsi al sistema di controllo e alle sanzioni amministrative inerenti agli obblighi di condizionalità degli agricoltori ai sensi degli artt. 85 unvicies e 103 septvicies del Regolamento (CE) n. 1234/07 del Consiglio;

Considerato che:

  • la Regione Emilia-Romagna, con il Regolamento (CEE) n. 2078/92 e con i Programmi di Sviluppo Rurale che si sono succeduti, ha promosso in modo particolare le diverse azioni delle Misure agro-ambientali al fine di favorire il mantenimento e, nel limite del possibile, l’incremento della biodiversità nel proprio territorio;
  • le politiche agricole attuate negli ultimi decenni hanno permesso l’incremento delle superfici agricole funzionali alla conservazione e all’incremento di habitat e specie di interesse comunitario;
  • in un numero considerevole delle aree oggetto di sostegno attraverso le misure agro-ambientali, si sono ricreati nel tempo habitat naturali e seminaturali e/o habitat di specie, nonché ambienti essenziali per l’insediamento, la riproduzione, lo svernamento e la sosta di specie animali di interesse comunitario che hanno permesso alla Regione, successivamente alla realizzazione di tali interventi, di designarle come siti della Rete Natura 2000;
  • nella gran parte dei siti Natura 2000 designati in Regione sono ancora operative delle azioni legate alle misure agro-ambientali previste dai precedenti Programmi di Sviluppo Rurale, e che tali impegni pluriennali si possono configurare come delle vere e proprie Misure contrattuali tra la Regione ed i singoli operatori agricoli, così come previsto dall’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”;
  • tali impegni agro-ambientali spesso risultano idonei a garantire il mantenimento in buono stato di conservazione degli habitat e delle specie animali e vegetali presenti, ed al raggiungimento degli obiettivi di conservazione dei siti meglio specificati dalle Misure Specifiche di Conservazione e/o dai Piani di gestione previsti per molti dei siti Natura 2000 interessati;

Viste le problematiche connesse all’applicabilità delle norme regolamentari definite nelle Misure Specifiche di Conservazione e nei Piani di Gestione dei Siti Natura 2000 per quanto concerne il settore agricolo e, nello specifico, di alcune criticità che riguardano sia l’applicazione delle norme previste dalla condizionalità e dai relativi pagamenti della PAC, sia i pagamenti degli aiuti relativi agli impegni volontari di cui alle misure agro-ambientali del Programma di Sviluppo Rurale;

Tutto ciò considerato, si ritiene anche opportuno:

  • considerare le buone pratiche agricole in corso, e, in particolare, quelle riconducibili alle misure agro-ambientali, come strumento privilegiato per l’attuazione degli obiettivi di conservazione dei singoli siti;
  • indicare agli Enti gestori dei siti Natura 2000 di equiparare, fino alla loro scadenza, gli impegni agro-ambientali di cui all’Allegato B del presente atto, qualora ancora in corso di attuazione alle Misure contrattuali e, pertanto, di non interessare le stesse aree con le Misure regolamentari, nell’ottica di favorire un approccio di tipo concertativo tra Enti gestori e operatori agricoli;

Preso atto del fatto che, per consentire l’applicabilità della Misura 12 “Indennità Natura 2000” del nuovo PSR 2014-2020 e agevolarne l’attività di controllo da parte degli Enti competenti, è necessario:

  • tenere conto degli esiti derivanti dalle valutazioni dell'Autorità di Gestione del Programma di Sviluppo Rurale e dell'Organismo pagatore regionale (AGREA), effettuate sulla base di quanto disposto dall'art. 62 “Verificabilità e controllabilità delle misure” del Regolamento (UE) n. 1305/13;
  • provvedere ad una più puntuale individuazione delle aree soggette alle Misure regolamentari previste dalle Misure Specifiche di Conservazione e/o dai Piani di Gestione, approvati dai singoli Enti gestori dei siti Natura 2000, al fine di evitare sovrapposizioni tra le Misure regolamentari riportate nelle Misure Specifiche di Conservazione e/o nei Piani di gestione e gli impegni assunti in modo volontario nell’ambito delle misure agro-ambientali;

Ritenuto opportuno stabilire anche alcuni indirizzi per l’omogeneizzazione a scala regionale delle Misure regolamentari previste dalle Misure Specifiche di Conservazione e/o dai Piani di Gestione per le attività agricole, correlati di apposita legenda per la loro georeferenziazione, secondo la formulazione di cui all'Allegato C della presente deliberazione;

Viste:

  • la L.R. 26 novembre 2001, n. 43 “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e successive modifiche e, in particolare, l'art. 37, comma 4;
  • la propria deliberazione n. 2416 del 29 dicembre 2008 recante “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull'esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/08. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/07” e successive modifiche;
  • la determinazione n. 9119 del 21 luglio 2015 avente ad oggetto “Proroga incarichi dirigenziali presso la Direzione Generale all’Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa”;

Dato atto del parere allegato;

Su proposta dell'Assessore alla Difesa del suolo e della costa, Protezione civile e Politiche ambientali e della montagna, Paola Gazzolo

A voti unanimi e palesi

delibera:

  1. di richiamare le considerazioni formulate in premessa, che costituiscono parte integrante e sostanziale del presente atto;
  2. di approvare le Linee di indirizzo finalizzate a fornire indicazioni agli Enti gestori dei siti Natura 2000 per l’approvazione delle Misure Specifiche di Conservazione e/o dei Piani di Gestione relativamente alle aree dei siti interessate dalle attività agricole di cui all’Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente atto;
  3. di stabilire che gli Enti gestori dei siti Natura 2000, nell’ambito delle Misure Specifiche di Conservazione e/o dei Piani di Gestione, riconoscano, come Misure contrattuali, ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE, gli impegni contrattuali volontari in essere all’interno dei siti Natura 2000 di cui alle misure ed alle azioni indicate nell’Allegato B, parte integrante e sostanziale del presente atto, fino alla scadenza degli impegni stessi;
  4. di approvare le tipologie delle Misure regolamentari in ambito agricolo di cui all'Allegato C, parte integrante e sostanziale del presente atto, che dovranno essere utilizzate dagli Enti gestori dei siti per l’adeguamento delle Misure Specifiche di Conservazione e/o dei Piani di Gestione a suo tempo predisposte e riferite alle aree agricole comprese all’interno dei singoli siti;
  5. di stabilire che gli Enti gestori dei siti Natura 2000, nell’ambito delle Misure Specifiche di Conservazione e/o dai Piani di Gestione, provvedano, entro e non oltre il 31 dicembre 2015, all’approvazione delle Misure regolamentari in ambito agricolo riconosciute come necessarie tenendo conto delle definizioni delle tipologie di cui al punto precedente;
  6. di stabilire che gli Enti gestori, contestualmente all’approvazione delle Misure regolamentari, approvino la cartografia che individua le aree su cui tali Misure regolamentari dispiegano i loro effetti per permettere ai portatori di interesse più direttamente coinvolti di poterne prenderne visione e di rispettare le norme specifiche contenute nelle Misure Specifiche di Conservazione e/o nei Piani di Gestione;
  7. di stabilire che, per le superfici interessate dagli impegni di cui al precedente punto 3), gli Enti gestori dei siti Natura 2000 non prevedano il ricorso alle Misure regolamentari, in quanto tali impegni contrattuali volontari consentono di raggiungere, comunque, gli obiettivi di conservazione della biodiversità previsti per ciascun sito e più precisamente indicati nelle Misure Specifiche di Conservazione e/o nei Piani di Gestione;
  8. di stabilire che le aree sulle quali si applicano le Misure contrattuali sopra indicate sono individuate sulla base di uno specifico elenco, fornito dall’Organismo pagatore Agrea e approvato dalla Regione Emilia-Romagna, contenente i riferimenti cartografici o catastali, i relativi beneficiari e la durata dell’impegno contrattuale;
  9. di stabilire che le aree sulle quali si applicano le Misure contrattuali sopra indicate comprenderanno, altresì, le aree oggetto di impegno contrattuale definito dalle graduatorie regionali dei bandi delle misure del nuovo PSR 2014-2020 indicate nell’allegato B al presente atto, qualora tali graduatorie siano state approvate entro il 30 aprile 2016;
  10. di stabilire che, di conseguenza, gli Enti gestori dei siti Natura 2000 nell’atto di approvazione delle Misure regolamentari indichino come data di inizio dell’applicazione delle medesime il 1 maggio 2016;
  11. di disporre, infine, la pubblicazione in forma integrale della presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna, dando atto che il Servizio Parchi e Risorse forestali provvederà a darne la più ampia pubblicizzazione anche sulla pagina web http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/parchi-natura2000/rete-natura-2000/siti.

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