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n.114 del 02.05.2018 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto 6222 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad agire nelle sedi più opportune affinché venga eliminata sine die la tassa automobilistica alle auto ad alimentazione elettrica, nonché ad attivarsi prevedendo le risorse necessarie a garantirne la gratuità per i proprietari residenti sul territorio regionale. A firma della Consigliera: Gibertoni

L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna

Visti:

- la legge 7 agosto 2012, n. 134 recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese” con cui, tra l’altro, è stato definito il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (PNIRE) che ha previsto, nell’ambito degli aggiornamenti 2014 e 2015, finanziamenti alle Regioni attraverso specifici progetti per lo sviluppo dell’elettrico nei trasporti e che all’articolo 17-bis “Finalità e definizioni”, comma 1, prevede: “1. Il presente capo è finalizzato allo sviluppo della mobilità sostenibile, attraverso misure volte a favorire la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica e la sperimentazione e la diffusione di flotte pubbliche e private di veicoli a basse emissioni complessive, con particolare riguardo al contesto urbano, nonché l’acquisto di veicoli a trazione elettrica o ibrida.”; al comma 3: “3. Al fine di perseguire i livelli prestazionali in materia di emissioni delle autovetture fissati dal regolamento (CE) n. 443/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, e di contribuire alla strategia europea per i veicoli puliti ed efficienti sul piano energetico, di cui alla comunicazione COM(2010)186 della Commissione, del 28 aprile 2010, la realizzazione delle reti infrastrutturali di cui al comma 1 nel territorio nazionale costituisce obiettivo prioritario e urgente dei seguenti interventi: a) interventi statali e regionali a tutela della salute e dell'ambiente; b) interventi per la riduzione delle emissioni nocive nell'atmosfera, per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico e per il contrasto del riscaldamento globale prodotto dall'uso di combustibili fossili; c) interventi per l’ammodernamento del sistema stradale urbano ed extraurbano; d) interventi per la promozione della ricerca e dello sviluppo nel settore delle tecnologie avanzate; e) interventi per l’incentivazione dell’economia reale e per l’adeguamento tecnologico e prestazionale degli edifici pubblici e privati.”; ed al comma 4: “4. Lo Stato, le regioni e gli enti locali perseguono l’obiettivo di cui al comma 3, secondo le rispettive competenze costituzionali, anche mediante interventi di incentivazione, di semplificazione delle procedure, di tariffazione agevolata e di definizione delle specifiche tecniche dei prodotti e dell’attività edilizia.”;

- il bando, del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana del 22 luglio 2013, che prevedeva a favore delle Regioni/Province autonome il finanziamento di reti di ricarica dedicate ai veicoli elettrici, finalizzato, in attuazione della legge n. 134 del 2012, articolo 17 septies “Piano infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica” al finanziamento di interventi volti alla risoluzione delle più rilevanti esigenze nelle aree urbane ad alta congestione di traffico attraverso lo sviluppo di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli elettrici; e destinatari del finanziamento ministeriale erano le Regioni che potevano presentare progetti volti a sviluppare reti di ricarica diffuse per la ricarica dei veicoli elettrici nelle aree urbane e/o in contesti urbani integrati ad alta congestione di traffico; inoltre, gli interventi che le Regioni/Province autonome potevano proporre, entro la data assegnata nel bando del 16 settembre 2013, al vaglio del Ministero per accedere al finanziamento, dovevano essere corredati da un’accurata analisi che evidenziasse tutti gli aspetti quantitativi e qualitativi delle soluzioni proposte, delle infrastrutture oggetto degli interventi, ovvero delle aree presso i quali posizionare le infrastrutture stesse, delle scelte e dei criteri adottati per la determinazione delle soluzioni prospettate, nonché, ogni potenziale soggetto beneficiario poteva presentare fino a tre progetti diversi oppure un unico progetto suddiviso in tre moduli funzionali auto-consistenti con un massimo di finanziamento di 238.000 euro;

- la delibera della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna del 3 settembre 2013, n. 1234, recante “Partecipazione della Regione Emilia-Romagna al bando, del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, a favore delle Regioni per il finanziamento di reti di ricarica dedicate ai veicoli elettrici. (Pubblicato nella GURI del 22 luglio 2013)” con cui si delibera di partecipare al bando per il finanziamento di reti di ricarica dedicate ai veicoli elettrici mediante la presentazione di una domanda di finanziamento, di importo non superiore a 238.000,00 euro, per la realizzazione di un progetto finalizzato alla implementazione delle infrastrutture di ricarica nella zona costiera della Romagna;

- il bando del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana del 22 dicembre 2015, che prevedeva a favore delle Regioni/Province autonome il finanziamento di reti di ricarica dedicate ai veicoli elettrici, destinando alla Regione Emilia-Romagna risorse pari a 2.018.486,27 euro;

- la delibera di Giunta regionale del 22 marzo 2016, n. 400, recante “Partecipazione della Regione Emilia-Romagna al Piano nazionale infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (PNIRE) - legge 134/2012 decreto direttoriale n. 503/2015 del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, a favore delle Regioni”.

Premesso che:

- nel Rapporto annuale di monitoraggio della mobilità e del trasporto in Emilia-Romagna – luglio 2016, al capitolo 12 “La sostenibilità ambientale ed energetica dei trasporti”, nel paragrafo 12.3.1 “La mobilità elettrica in Emilia-Romagna - Promozione del rinnovo del parco veicolare” si può leggere: “Ad oggi le auto elettriche e le ibride hanno ancora un costo elevato, ma già in calo rispetto agli anni precedenti e questo fa presupporre che la tendenza si rafforzi con l’avvicinamento delle produzioni alle economie di scala. Altri fattori che concorrono allo sviluppo di queste motorizzazioni alternative sono il costo estremamente ridotto del pieno di energia elettrica, la riduzione del costo dell’assicurazione, l’esenzione del bollo per 5 anni (3 anni per le ibride-benzina) e l’accesso alle ZTL e il parcheggio gratuito nelle strisce blu da promuovere nelle aree urbane” affermazione questa non più vera, ad oggi, poiché la legge regionale 29 dicembre 2015, n. 23 “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2016-2018 (Legge di stabilità regionale 2016)”all’articolo 1 “Agevolazioni fiscali per i veicoli elettrici e con alimentazione ibrida”, comma 1, prevedeva: “Per l’anno 2016 i proprietari di autoveicoli con alimentazione ibrida benzina-elettrica, inclusiva di alimentazione termica, o con alimentazione benzina-idrogeno, immatricolati per la prima volta sono esentati dal pagamento della tassa automobilistica regionale dovuta per il primo periodo fisso e per le due annualità successive.”;

- la Regione Emilia-Romagna nel corso degli ultimi anni avrebbe attuato lo sviluppo della mobilità elettrica attraverso il piano regionale denominato Mi Muovo elettrico e nell’ambito di tale piano sarebbero stati sottoscritti specifici Protocolli d’intesa con i gestori di energia ed i maggiori Comuni, che hanno previsto anche l’installazione, a carico dei gestori, di strutture per la ricarica dei veicoli elettrici per persone e merci e localizzate in sede pubblica e punti polari di interscambio modale, così risulterebbero installate, a luglio 2016, oltre 120 colonnine di ricarica pubbliche, che avrebbero dovuto ulteriormente essere aumentate con i finanziamenti per l’attuazione dei progetti finanziati con i fondi ministeriali del PNIRE - Piano nazionale di infrastrutture per la ricarica elettrica.

Premesso inoltre che:

- la strategia di promozione e utilizzo sempre più esteso di veicoli a basso impatto ambientale e a ridotto consumo energetico è stata fortemente riaffermata nella recente Comunicazione della Commissione europea COM (2011) 144 sul: “Libro Bianco 2050. Tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei trasporti. Per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile”.

Considerato che:

- in Germania il Bundesrat (organo legislativo in cui sono rappresentati gli Stati, o Länder, della Repubblica federale tedesca) ha votato una risoluzione dei Verdi per bandire i motori a combustione interna entro il 2030. Inoltre il Bundesrat si è appellato alla Commissione europea, chiedendo che sia valutata l’efficacia delle attuali politiche di tassazione degli stati membri nel promuovere la mobilità a emissioni zero;

- la Germania in particolare prevede di sviluppare un sistema di tassazione che incentivi i produttori di automobili ad accelerare l’immissione di auto elettriche nel mercato;

- il Governo Merkel ha dato vita a un piano d’incentivi per promuovere la mobilità sostenibile del valore di 1,2 miliardi di euro, i cui obiettivi sono quelli di portare il numero delle vetture elettriche circolanti sulle strade tedesche a mezzo milione entro il 2020, partendo dalle circa 50 mila attuali;

- gli incentivi messi in campo dal Governo tedesco prevedono misure importanti quali ad esempio uno sconto di 4.000 euro e un’esenzione del bollo auto per 10 anni per chi acquisterà una nuova vettura elettrica oppure di un bonus di tremila euro per chi acquisterà un modello ibrido plug-in, vale a dire dotato di un motore termico tradizionale abbinato a un propulsore alimentato da batterie ricaricabili mediante una comune presa domestica;

- nel programma statale tedesco è stato previsto anche uno stanziamento di 300 milioni di euro per il potenziamento delle stazioni di ricarica;

- la Provincia autonoma di Bolzano ha da pochissimo approvato una serie di incentivi a favore di chi acquista un’auto elettrica consistenti in una riduzione di 4.000 euro sul prezzo d’acquisto e 5 anni di esenzione del pagamento della tassa automobilistica;

- la Regione Piemonte e la Regione Lombardia non fanno pagare alcuna tassa automobilistica ai proprietari di veicoli elettrici o veicoli alimentati esclusivamente a gas.

Evidenziato che:

- il Piano energetico regionale (PER 2030) prevede che nel 2020 si arrivi ad una immatricolazione di auto elettriche pari al 20% del totale e pari al 40% nel 2030;

- il Piano triennale di attuazione (PTA 2017-2019) del PER 2030 indica tra le azioni indicative dell’asse 5 Sviluppo della mobilità sostenibile l’azione Sostegno alle misure finalizzate alla diffusione di veicoli a ridotte emissioni senza specificare quali siano le azioni puntuali che si intendono adottare sia nell’immediato che al 2030;

- il Piano triennale di attuazione (PTA 2017-2019) del PER 2030 non indica quante risorse finanziarie si prevede di mettere in campo nel triennio 2017-2019 le immatricolazioni elettriche pure, indicando solamente le risorse relative alle immatricolazioni ibride benzina-elettrico (1,5 milioni di euro).

Impegna la Giunta regionale

a richiedere al Governo di valutare l’eliminazione sine die della tassa automobilistica alle auto ad alimentazione elettrica, misura che consentirebbe di incentivare l’acquisto di questi veicoli ancora poco diffusi, soprattutto a causa del maggiore costo di acquisto rispetto a quelli ad alimentazione tradizionale.

Approvata all’unanimità dalla Commissione I Bilancio, Affari generali ed istituzionali nella seduta del 16 aprile 2018.

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