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n.390 del 12.12.2018 periodico (Parte Seconda)

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Approvazione dell'elenco dei Comuni e loro forme associative da ammettere al finanziamento delle risorse del Fondo nazionale per il sistema integrato di educazione e istruzione. Programmazione regionale anno 2018

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Visti:

- la Legge 13 luglio 2015, n. 107 “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, art. 1, commi 180 e 181 e specificamente lettera e);

- il Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 “Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), della Legge 13 luglio 2015, n. 107” ed in particolare gli articoli 8 e 12; 

Visti altresì: 

- la delibera del Consiglio dei Ministri 11 dicembre 2017 recante “Piano di azione nazionale pluriennale per la promozione del sistema integrato di educazione e di istruzione, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, concernente l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni”, il quale prevede interventi riconducibili a specifiche tipologie, così come indicate all’art. 3; 

- il decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, prot. n. 1012 del 22/12/2017 di istituzione del fondo di cui all’art. 12 del D.Lgs. n. 65/2017, per la progressiva attuazione del Piano di azione nazionale pluriennale;

Richiamato altresì l’art. 5 della citata delibera del Consiglio dei Ministri 11/12/2017, la quale dispone, tra l’altro, come di seguito:

- che entro il 30 novembre di ciascun anno di vigenza del Piano le Regioni/Province autonome dovranno trasmettere al Ministero una relazione dettagliata avente ad oggetto il monitoraggio degli interventi con riferimento alle risorse utilizzate per il raggiungimento delle finalità di cui all’art. 3;

- che dovrà essere costituita, con decreto ministeriale, una Cabina di Regia con funzioni di supporto, monitoraggio e valutazione dell’attuazione e dell’efficacia degli interventi del Piano;

- che al fine di monitorare l’attuazione annuale del Piano, la Cabina di Regia avrà il compito di proporre le linee strategiche e di valutare il concorso degli interventi inseriti nelle programmazioni regionali per il raggiungimento degli obiettivi strategici;

Visto lo schema di decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sul quale la Conferenza Unificata del 18/10/2018 ha approvato la relativa intesa (Rep. n. 103/CU), il quale stabilisce:

- il riparto delle risorse del Fondo nazionale per l’anno 2018 sulla base dei criteri di riferimento per l’anno 2017 (Decreto 1012/2017) e con l’introduzione di una azione di riequilibrio dei servizi educativi nei territori in cui sussiste un maggior divario negativo rispetto alla media nazionale, pari al 26,13% di iscritti ai servizi educativi rispetto alla popolazione di età compresa tra zero e tre anni;

- la trasmissione da parte delle Regioni degli elenchi dei Comuni ammessi al finanziamento per l’anno finanziario 2018, entro il 9 novembre 2018;

Verificato che le risorse indicate per la programmazione regionale all’Emilia-Romagna sono quantificate in euro 20.308.143;

Vista la legge regionale 25/11/2016, n. 19 “Servizi educativi per la prima infanzia. Abrogazione della L.R. n.1 del 10//2000”;

Preso atto che con propria deliberazione n. 156 del 6 giugno 2018, recante “Indirizzi di programmazione degli interventi per il consolidamento e la qualificazione del sistema integrato dei servizi educativi per l’infanzia per i bambini in età 0-3 anni con un progressivo orientamento alla creazione di un sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita sino ai 6 anni. Triennio 2018-2019-2020. (Proposta della giunta regionale in data 2 maggio 2018, n. 614)”, l’Assemblea Legislativa ha approvato gli indirizzi regionali che orientano prioritariamente:

- al consolidamento ed alla qualificazione della rete dei servizi educativi per l’infanzia, valorizzando nel suo insieme il sistema integrato, tramite le promozioni del sistema delle convenzioni, nell’ambito di una visione che poggia sul valore del pluralismo nell’offerta dei servizi pubblici;

- alla progressiva creazione di un sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita sino ai 6 anni;

e che tali indirizzi regionali sono coerenti con la realizzazione degli interventi riconducibili alle tipologie prioritarie di cui al Piano di azione nazionale pluriennale per la promozione del sistema integrato di educazione e di istruzione (delibera del Consiglio dei Ministri 11 dicembre 2017, art. 3):

- lettera b) quota parte delle spese di gestione dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole dell’infanzia, in considerazione dei loro costi e della loro qualificazione;

- lettera c) la formazione continua in servizio del personale educativo e docente, in coerenza con quanto previsto dal Piano nazionale di formazione di cui alla legge n. 107 del 2015, e la promozione dei coordinamenti pedagogici territoriali;

Rilevato che, la programmazione pluriennale orienta e sostiene l’azione degli Enti locali in un quadro organico di riferimento delle norme nazionali e regionali promuovendo la continuità del percorso educativo e scolastico in un processo unitario che, allo stato attuale, mantiene proprie peculiarità normative e finanziarie, attivando progressivamente forme di collaborazione tra le diverse articolazioni del sistema (0-3 e 3-6) attraverso attività di progettazione, di coordinamento e di formazione comuni;

Dato atto che le risorse necessarie all’attuazione degli Obiettivi 1 e 2, di cui all’allegato parte integrante e sostanziale della deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 156/2018, sono state previste con le seguenti modalità: 

- quanto all’Obiettivo 1 “Consolidare e qualificare il sistema integrato dei servizi educativi per la prima infanzia – L.R. 19/2016”. Tali risorse regionali, pari ad euro 7.250.000,00, sono state erogate dalla Regione ai Comuni e loro forme associative con determina dirigenziale n. 13423 del 21/08/2018 in applicazione della propria deliberazione n. 1051/2018;

- quanto all’Obiettivo 2 “Sostenere il progressivo rafforzamento del sistema integrato di educazione e istruzione, anche valorizzando il sistema delle convenzioni. D.Lgs. n. 65/2017 e Delibera del Consiglio dei Ministri 11/12/2017.”. Tali risorse statali, oggetto della programmazione regionale di cui al presente provvedimento, non determinano rilevanza sul bilancio regionale in attuazione di quanto disposto dall’art. 12, comma 4, del D.Lgs. 65/2017 ovvero “le risorse sono erogate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca direttamente ai Comuni”;

Dato atto altresì che le risorse regionali, di cui alle norme di riferimento per le scuole dell’infanzia, L.R. n. 26/2001 e L.R. 12/2003 e ss.mm.ii., sono state trasferite alle Province/Città metropolitana di Bologna, con i seguenti provvedimenti:

- propria deliberazione n. 984 del 25/6/2018 “Riparto annuale dei fondi a favore delle Province e della Città Metropolitana di Bologna e indicazioni per gli interventi di qualificazione e miglioramento delle scuole dell’infanzia, in attuazione della delibera dell’Assemblea legislativa n. 65/2018 – Anno 2018” che assegna l’importo complessivo di € 4.100.000,00;

- propria deliberazione n. 1674 del 15/10/2018 “Riparto annuale dei fondi e indicazioni per gli interventi di qualificazione delle scuole dell’infanzia del sistema nazionale di istruzione e degli Enti locali (secondo provvedimento) in attuazione della deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 65/2016 e della delibera di Giunta regionale n. 984/2018”; che assegna l’importo complessivo di € 600.000,00;

Preso atto che l’Ufficio Scolastico dell’Emilia-Romagna con i seguenti provvedimenti:

- decreto direttoriale n. 843 del 26 luglio 2018 ha approvato il piano di riparto dei contributi spettanti alle scuole dell’infanzia paritarie dell’Emilia-Romagna per complessivi € 24.651.500,00;

- decreto direttoriale n. 847 del 26 luglio 2018 ha approvato il totale dei contributi spettanti alle scuole paritarie dell’Emilia-Romagna, di ogni ordine e grado, per l’inclusione degli alunni con disabilità, per complessivi € 3.319.572,91;

Sentita ANCI dell’Emilia-Romagna nelle riunioni appositamente convocate nelle date del 8/3/2018, 10/4/2018 e 24/9/2018;

Valutato che, sulla base delle risorse statali disponibili (€ 20.308.143) del Fondo Nazionale per il Sistema integrato di educazione e istruzione - D.Lgs. n. 65/2017 - come da schema di decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sul quale la Conferenza Unificata del 18/10/2018 ha approvato la relativa intesa -, si può procedere con l’attuazione dell’Obiettivo 2 secondo le indicazioni prioritarie ed i criteri della programmazione regionale, di cui alla delibera di Assemblea legislativa n. 156/2018;

Valutato altresì di realizzare il sostegno alle diverse azioni che orientano alla progressiva creazione del sistema integrato di educazione e istruzione, definendo il budget complessivo per il “consolidamento” dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia paritarie, comunali e private, secondo un peso percentuale del 90% (pari ad € 18.277.328,70) e del 10% (pari ad € 2.030.814,30) per la “qualificazione”; così come articolato per i singoli interventi sottospecificati:

A) Sostegno al consolidamento dei servizi educativi pubblici e privati in concessione, appalto e convenzione e delle scuole dell’infanzia paritarie, pubbliche (comunali) e private.

Il budget di spesa per supportare le spese di gestione, valutando i trasferimenti nazionali e regionali in essere e delle specifiche normative di riferimento, viene determinato con un peso percentuale pari al 95% per i servizi educativi, quantificati in € 17.363.462,27 ed al 5% quantificati in € 913.866,43 per la quota parte per le scuole dell’infanzia paritarie, comunali e private.

Criteri di ripartizione delle risorse agli Enti locali e loro forme associative.

Le quote determinate per il consolidamento dei servizi educativi pubblici e privati in concessione, appalto e convenzione e delle scuole dell’infanzia paritarie, comunali e private, vengono ripartite:

- con riferimento ai servizi educativi: in base al numero dei bambini iscritti ai servizi educativi e, limitatamente ai centri per bambini e famiglie, ai bambini frequentanti. I dati utilizzati per il riparto sono assunti attraverso la rilevazione annuale dei servizi educativi per la prima infanzia, A.E. 2016/2017 (L.R. n. 19/2016). Per quanto già specificamente oggetto della delibera A.L. n. 156/2018 si precisa che le “sezioni primavera sperimentali”, rientranti nella tipologia di servizio denominato “Nido d’Infanzia”, dall’anno finanziario 2018, già assegnatarie di finanziamento nazionale ad esse dedicato, sono conteggiate anche per il riparto oggetto del presente provvedimento;

- con riferimento alle scuole dell’infanzia paritarie, comunali e private: in base al numero dei bambini iscritti alle scuole dell’infanzia paritarie, comunali e private. I dati utilizzati per il riparto sono assunti attraverso la rilevazione annuale delle scuole dell’infanzia non statali, A.S. 2016/2017 (L.R. n. 26/01, L.R. n. 12/03 e s.m.i, e già trasmessi alle Province/Città Metropolitana di Bologna per la validazione.

Ai fini della determinazione dei finanziamenti, destinati ai Comuni e loro forme associative, vengono altresì riconosciute, per i servizi educativi e per le scuole dell’infanzia paritarie, comunali e private, le quote di incremento di seguito specificate:

-il 2,8% del budget per le spese di gestione, in base al numero dei bambini iscritti/frequentanti i servizi educativi e le scuole dell’infanzia paritarie, appartenenti a Comuni montani (secondo le indicazioni delle proprie deliberazioni n. 1734/2004 e n. 1813/2009);

-il 2,1% del budget per le spese di gestione, in base al numero dei bambini con disabilità certificata, iscritti/frequentanti i servizi educativi e le scuole dell’infanzia paritarie;

B) Sostegno alla qualificazione dei servizi educativi pubblici e privati in concessione, appalto e convenzione e delle scuole dell’infanzia paritarie, pubbliche (comunali) e private, anche in relazione al percorso di valutazione della qualità.

Il bugdet di spesa per la qualificazione del sistema, quantificato in € 2.030.814,30 corrispondente al 10% del fondo nazionale, si orienta ad un rafforzamento del sistema integrato dei servizi per la prima infanzia, così come regolamentato dalla normativa regionale (L.R. n. 19/2016 e propria deliberazione n. 1564/2017) con un progressivo rafforzamento delle collaborazioni attraverso attività di progettazione, di coordinamento e di formazione comuni, in una prospettiva 0-6.

La formazione continua di tutto il personale in servizio e il coordinamento pedagogico territoriale sono aspetti qualificanti dell’offerta educativa e centrali nelle politiche regionali di sviluppo, consolidamento e qualificazione del sistema educativo ed in convergenza con gli obiettivi strategici previsti dalla normativa statale. Si richiama quindi l’attenzione ad una necessaria integrazione tra gli Enti ed organismi di riferimento interessati: i Comuni Capofila di Distretto, destinatari dei finanziamenti per la formazione degli operatori dei servizi educativi, i Coordinamenti pedagogici territoriali, destinatari dei finanziamenti per le funzioni conferite con L.R. n. 19/2016, art. 33).

Criteri di ripartizione delle risorse agli Enti locali e loro forme associative, per i singoli interventi sotto specificati:

B. 1 per il coordinamento pedagogico territoriale (CPT), istituito dai Comuni capoluogo di provincia, la quota parte di € 500.000,00 viene ripartita in base al numero dei bambini iscritti/frequentanti i servizi educativi pubblici, e privati in concessione, appalto, convenzione, nel territorio provinciale di riferimento dei Comuni capoluogo di provincia;

B. 2 per la formazione permanente degli operatori dei servizi educativi la quota parte di € 315.000,00 viene ripartita in base al numero dei bambini iscritti/frequentanti i servizi educativi pubblici e privati in concessione, appalto, convenzione, nei territori di riferimento dei distretti;

B. 3 per i coordinamenti pedagogici, nei Comuni - sedi di servizi educativi per la prima infanzia - con popolazione inferiore/pari ai 30.000 abitanti, la quota parte di € 350.000,00 viene ripartita in base al numero dei bambini iscritti/frequentanti i servizi educativi pubblici e privati in concessione, appalto, convenzione;

B. 4 per le azioni di carattere innovativo rivolte ai servizi educativi pubblici e privati in concessione, appalto e convenzione e scuole dell’infanzia, la quota parte di € 865.814,30, di spesa corrente, viene ripartita in parti uguali tra i 38 Enti capofila di distretto socio-sanitario della regione Emilia-Romagna (€ 22.784,59 ciascuno). 

La normativa di riferimento dei servizi educativi definisce le varie tipologie di servizi nonché le relative finalità e caratteristiche. Nelle azioni che si sviluppano a livello territoriale, si tiene conto anche delle specifiche necessità del contesto (famiglie, servizi, comunità).

I finanziamenti dovranno tendere alla valorizzazione delle azioni di carattere innovativo, quali ad esempio azioni di incremento della flessibilità organizzativa; del coinvolgimento delle famiglie nei servizi educativi; di sostegno organizzativo alla progettazione educativa rivolte ai poli per l’infanzia ovvero nei luoghi/nelle strutture in cui sono presenti servizi educativi 0-3 e scuole dell’infanzia; interventi organizzativi per rispondere ad incrementi imprevisti delle liste d’attesa; interventi organizzativi per far fronte a bisogni emergenti anche diversificando la rete dei servizi territoriali.

Le risorse per sostenere le azioni di carattere innovativo saranno quindi assegnate dall’Ente capofila di distretto, il quale in raccordo con gli Enti territoriali afferenti al proprio distretto ed in coerenza con le caratteristiche territoriali, definirà i criteri per poter selezionare, preferibilmente, almeno 2 progetti.

Ogni Ente capofila di distretto potrà completare la procedura di riferimento per la selezione e assegnazione dei finanziamenti entro un anno dalla data di approvazione del presente provvedimento;

Entro e non oltre il 31-12-2019, ogni Ente capofila di distretto dovrà trasmettere al servizio regionale di competenza l’esito della istruttoria indicando: i soggetti/enti beneficiari del finanziamento, l’importo assegnato e, sinteticamente, le azioni oggetto del presente finanziamento unitamente ad una breve indicazione/analisi sui fabbisogni emergenti nel distretto di riferimento.

L’analisi dei fabbisogni territoriali sarà posta in essere, dal competente servizio regionale, per una valutazione sugli esiti e sull’impatto dell’intervento per la successiva programmazione.

Preso atto che, i Comuni e loro forme associative, possono assegnare le risorse nazionali di spesa corrente, di cui agli interventi indicati ai punti A), B), B1), B2), B3), B4), nel seguente modo:

- per i servizi educativi, in attuazione delle loro funzioni indicate all’art. 11 della legge regionale del 25 novembre 2016, n. 19, ai soggetti gestori di cui all’art. 5, comma 1, di seguito specificati:

lettera a) - ai Comuni, anche in forma associata;

lettera b) - ad altri soggetti pubblici;

lettera c)- a soggetti privati, accreditati ai sensi dell’art. 17, convenzionati con i Comuni;

lettera d) – a soggetti privati scelti dai Comuni mediante procedura ad evidenza pubblica;

-per le scuole dell’infanzia paritarie comunali e private ai soggetti gestori di scuole dell’infanzia comunali e private, facenti parte del sistema nazionale di istruzione che hanno conseguito la “parità” ai sensi della Legge 62/2000;

Preso atto inoltre che i Comuni sono interessati da processi associativi in evoluzione e che gli stessi possono anche non comprendere le scuole dell’infanzia tra le funzioni amministrative associate e dunque si rileva la necessità, stante il carattere di urgenza del presente riparto, di indicare in qualità di beneficiari delle risorse, in quota parte per la gestione delle scuole dell’infanzia paritarie, i singoli Comuni compresi quelli risultanti da fusioni già disciplinate, sedi di scuole dell’infanzia paritarie;

Considerato che, sulla base delle valutazioni effettuate dal Servizio Politiche sociali e socio educative, per la fattispecie qui in esame non sussiste in capo alla Regione l’obbligo di cui al citato art. 11 della Legge n. 3/2003 e che il Codice Unico di Progetto dovrà eventualmente essere acquisito, ove necessario, da parte di ciascun Ente locale in sede di concessione ai soggetti beneficiari delle somme qui assegnate;

Richiamati:

- il D.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” e ss.mm.ii.;

- la propria deliberazione n. 93 del 29/1/2018 recante “Approvazione piano triennale di prevenzione della corruzione 2018-2020. Aggiornamento 2018-2020”, ed in particolare l’allegato B) “Direttiva di indirizzi interpretativi per l’applicazione degli obblighi di pubblicazione previsti dal D.lgs. n. 33 del 2013. Attuazione del piano triennale di prevenzione della corruzione 2018-2020”;

Vista la L.R. 26 novembre 2001, n. 43 “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e successive modifiche;

Richiamate altresì le proprie deliberazioni:

- n. 2416 del 29/12/2008 recante "Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull'esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007" e ss.mm. per quanto applicabile;

- n. 270 del 29 febbraio 2016 “Attuazione prima fase della riorganizzazione avviate con Delibera 2189/2015”;

- n. 622 del 28 aprile 2016 "Attuazione seconda fase della riorganizzazione avviata con Delibera 2189/2015";

- n. 702 del 16/2/2016 “Approvazione incarichi dirigenziali conferiti nell'ambito delle Direzioni Generali – Agenzie – Istituto, e nomina dei responsabili della prevenzione della corruzione, della trasparenza e accesso civico, della sicurezza del trattamento dei dati personali, e dell'anagrafe della stazione appaltante”;

- n. 56 del 25 gennaio 2016 “Affidamento degli incarichi di Direttore Generale della Giunta regionale, ai sensi dell’art.43 della L.R. 43/2001”;

- n. 1107 del 11 luglio 2016 "Integrazione delle declaratorie delle strutture organizzative della Giunta regionale a seguito dell'implementazione della seconda fase della riorganizzazione avviata con Delibera 2189/2015";

- n. 468 del 10 aprile 2017 “Il sistema dei controlli interni nella Regione Emilia-Romagna”;

- n. 2344 del 21/12/2016 “Completamento della riorganizzazione della direzione generale cura della persona, salute e welfare”;

- n. 1059 del 3/7/2018 “Approvazione degli incarichi dirigenziali rinnovati e conferiti nell’ambito delle Direzioni Generali, Agenzie e Istituti e nomina del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT), del Responsabile dell’anagrafe per la stazione appaltante (RASA) e del Responsabile della protezione dei dati (DPO);

- n. 1123 del 16/7/2018 avente ad oggetto: “Attuazione Regolamento (UE) 2016/679: definizione di competenze e responsabilità in materia di protezione dei dati personali. Abrogazione Appendice 5 della delibera di Giunta regionale 2416/2008 e ss.mm.ii.”;

Vista inoltre la determinazione n. 10067 del 27/6/2018 “Deleghe al Dirigente Professional “Infanzia, adolescenza, servizio civile” del Servizio politiche sociali e socio educative;

Viste le circolari del Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta regionale PG/2017/0660476 del 13/10/2017 e PG/2017/0779385 del 21/12/2017 relative ad indicazioni procedurali per rendere operativo il sistema dei controlli interni, predisposte in attuazione della deliberazione n. 468/2017;

Dato atto che il responsabile del procedimento ha dichiarato di non trovarsi in situazioni di conflitto, anche potenziale, di interessi;

Dato atto dei pareri allegati;

Su proposta del Vicepresidente Assessore alle Politiche di welfare e Politiche abitative, Elisabetta Gualmini

A voti unanimi e palesi

delibera 

per le ragioni espresse in premessa, che qui si intendono integralmente richiamate

1.di approvare la programmazione regionale 2018 degli interventi e dei budget di riferimento per l’attuazione di quanto previsto all’ Obiettivo 2 - Sostenere il progressivo rafforzamento del sistema integrato di educazione e istruzione, anche valorizzando il sistema delle convenzioni. - Legge 107/2015 e D.Lgs. 65/2017, secondo i criteri stabiliti dall’Assemblea legislativa con deliberazione n. 156/2018, così come dettagliato negli Allegati da 1) a 6) e riepilogati nell’Allegato 7), con gli importi opportunamente arrotondati, parti integranti e sostanziali del presente atto;

2.di approvare altresì l’elenco dei Comuni e loro forme associative da ammettere al finanziamento statale relativo al Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e istruzione, che assegna al territorio dell’Emilia-Romagna, per l’anno finanziario 2018 l’importo complessivo di euro 20.308.143, per spesa corrente, così come dettagliato nell’Allegato 8), con gli importi opportunamente arrotondati, parte integrante e sostanziale del presente atto, nel quale la programmazione regionale si riconduce alle tipologie prioritarie di intervento di cui al Piano di azione nazionale pluriennale per la promozione del sistema integrato di educazione e di istruzione (delibera del Consiglio dei Ministri 11 dicembre 2017, art. 3, lettere b), c);

3.di trasmettere la presente deliberazione al Ministero dell’Istruzione, università e della ricerca – “Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione” entro la data del 9 novembre 2018;

4.di dare atto che le risorse statali di cui sopra non determinano rilevanza sul bilancio regionale in quanto, ai sensi dell’art. 12, comma 4, del D.Lgs. n. 65/2017, le risorse sono erogate dal Ministero dell’Istruzione, università e ricerca direttamente ai Comuni;

5.di dare atto che i Comuni e loro forme associative, destinatari diretti dei finanziamenti, possono assegnare le risorse nazionali di spesa corrente, nel seguente modo:

- per i servizi educativi, in attuazione delle loro funzioni indicate all’art. 11 della legge regionale del 25 novembre 2016, n. 19, ai soggetti gestori di cui all’art. 5, comma 1, di seguito specificati:

lettera a) - ai Comuni, anche in forma associata;

lettera b) - ad altri soggetti pubblici;

lettera c) - a soggetti privati, accreditati ai sensi dell’art. 17, convenzionati con i Comuni;

lettera d) – a soggetti privati scelti dai Comuni mediante procedura ad evidenza pubblica; 

- per le scuole dell’infanzia paritarie comunali e private ai soggetti gestori di scuole dell’infanzia comunali e private, facenti parte del sistema nazionale di istruzione che hanno conseguito la “parità” ai sensi della Legge n. 62/2000;

6.di dare atto, per le motivazioni esposte in premessa, che il codice unico di progetto dovrà eventualmente essere acquisito, ove necessario, da parte di ciascun Ente locale in sede di concessione ai soggetti beneficiari delle somme qui trasferite;

7.di dare atto inoltre che le risorse regionali, già trasferite con determina dirigenziale n. 13423 del 21/8/2018 per complessivi 7.250.000 euro, rappresentano la compartecipazione regionale al finanziamento del sistema integrato nazionale di educazione e di istruzione per l’anno finanziario 2018;

8.di stabilire altresì che i beneficiari dei finanziamenti regionali e nazionali dovranno trasmettere al servizio regionale competente una relazione sull’utilizzo dei fondi, nei termini che saranno indicati dal Ministero dell’istruzione, università e ricerca e comunque inerenti le priorità indicate nella sopracitata deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 156/2018, che si riportano di seguito:

  • Sostenere adeguate politiche tariffarie in ordine al contenimento delle rette;
  • Sostenere azioni volte alla progressiva riduzione delle liste d’attesa;
  • Sostenere il progressivo rafforzamento del sistema integrato di educazione e istruzione anche valorizzando il sistema delle convenzioni;
  • Promuovere interventi innovativi volti a sostenere azioni di incremento di flessibilità organizzativa, di coinvolgimento delle famiglie, nonché azioni di progettazione educativa e sostegno organizzativo rivolte ai poli per l’infanzia (art. 3, D.lgs. 65/2017)”;

9.di richiamare quanto disposto nel decreto/conferenza unificata ovvero che la rendicontazione degli interventi relativi alle risorse del Fondo per il 2017, di cui alla deliberazione della Giunta regionale 1829/2017, sarà posta a base della determinazione del riparto delle risorse del Fondo per l’anno 2019;

10.di stabilire che per quanto non espressamente previsto nel presente provvedimento si rinvia alle disposizioni indicate nella più volte richiamata delibera di Assemblea legislativa n. 156/2018;

11.di dare atto che, per quanto previsto in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni, si provvederà ai sensi delle disposizioni normative ed amministrative richiamate in parte narrativa;

12.di pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico per garantirne la più ampia diffusione.

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