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n.372 del 12.12.2013 (Parte Seconda)

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Organizzazione dell'assistenza integrata al paziente con cefalea: Percorso Cefalea - Approvazione linee guida per le Aziende Sanitarie della regione Emilia-Romagna

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Richiamato l'art. 2 del DLgs 502/92, così come successivamente integrato e modificato, che prevede, al comma 2, che spettano alle Regioni la determinazione dei principi sull'organizzazione dei servizi e sull'attività destinata alla tutela della salute delle unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere, nonché le attività di indirizzo tecnico, promozione e supporto nei confronti delle medesime;

Vista la L.R. 19/94;

Premesso che la Regione Emilia-Romagna, attraverso la propria L.R. 29 del 2004 e successive modifiche “Norme generali sull’organizzazione ed il funzionamento del Servizio Sanitario Regionale”, nell’esercizio dell’autonomia conferitale dalla riforma del Titolo V della Costituzione, definisce i principi ed i criteri generali di organizzazione e di funzionamento del Servizio sanitario regionale;

Visti e richiamati:

- il Piano Sanitario Regionale 1999-2001 ed il Piano Sociale e Sanitario Regionale 2008-2010, i quali individuano fra i propri obiettivi prioritari gli interventi di innovazione e modernizzazione del sistema relativamente ai servizi offerti, alle forme della produzione dei servizi ed alle modalità della loro offerta ai cittadini, assegnando alla funzione di Governo Clinico il compito di assicurare l’appropriatezza e l’efficacia della prestazione rispetto alle necessità cliniche e assistenziali del malato, la sicurezza degli ambienti e delle prestazioni per gli utenti e i lavoratori, la tempestività e la continuità della cura rispetto all’evoluzione della malattia e alle possibilità di intervento, la comunicazione con i malati e tra gli operatori;

- il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008, approvato con DPR 7 aprile 2006, e lo schema di Piano Sanitario nazionale 2011-2013, che pongono tra le strategie di sistema prioritarie per lo sviluppo l'attenzione alla promozione del Governo Clinico e della qualità nel Servizio Sanitario Nazionale, individuando questi concetti come il "cuore" delle organizzazioni sanitarie nell'ospedale, dichiarando come il controllo dei costi e degli aspetti finanziari debba essere, quantomeno in larga parte, conseguenza del loro esercizio, giacchè non è sensato porsi un obiettivo di efficienza se non vi è innanzitutto garanzia di qualità;

Preso atto che:

  • il “mal di testa” è uno dei disturbi più comuni nella popolazione in generale; si calcola, infatti, che tra il 60 e il 90% degli individui abbia almeno un attacco di cefalea all’anno;
  • in alcuni casi il disturbo si manifesta occasionalmente, ma, spesso, è così frequente e severo da compromettere le capacità lavorative e la vita familiare e sociale di chi ne soffre;
  • la cefalea colpisce prevalentemente le età adulte ed economica-mente più produttive della vita (tra i 20 e i 50 anni), ma non rispar-mia neppure bambini, adolescenti, anziani;
  • i disturbi cefalalgici comprendono varie condizioni che possono essere di intensità, frequenza e durata differenti e, pertanto, risulta difficile stabilire una prevalenza generale;
  • - l’emicrania e la cefalea di tipo tensivo rappresentano la fetta più rilevante e sono le forme potenzialmente più disabilitanti e con maggiore impatto sulla salute pubblica.
  • secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’emicrania rientra tra le prime 12 malattie più disabilitanti del genere umano. Ne soffre il 12% degli adulti nel mondo. In Italia si stima siano circa 6 milioni di persone a combattere contro il mal di testa, di cui per i tre quarti donne;
  • la gravità degli attacchi di emicrania può variare notevolmente ma non è mai lieve; i sintomi tipici comprendono sensibilità a luce, rumore e movimento e nausea e vomito in aggiunta al mal di testa;
  • i costi generati dalla patologia di cui si tratta non sono irrilevanti, sia quelli di tipo diretto, cioè legati all’impiego di risorse per la prevenzione, la diagnosi e la cura, sia quelli di tipo indiretto, che riguardano cioè la ridotta capacità lavorativa ed i giorni di lavoro persi a causa della malattia;
  • negli ultimi vent’anni vi è stato un crescente interesse per il problema cefalea; dal punto di vista scientifico si è arrivati ad una migliore conoscenza dei meccanismi patogenetici ed allo sviluppo di nuovi approcci di studio (ad esempio, le indagini genetiche) e di nuovi trattamenti;
  • l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si è adoperata per definire campagne di promozione e formazione nel campo delle ce-falee al fine di garantire una corretta gestione della patologia, della disabilità e delle malattie correlate e comorbide;
  • - la complessità e varietà di quadri clinici rendono necessaria un’attenta e corretta gestione del paziente con cefalea a causa delle implicazioni mediche, diagnostiche, terapeutiche e di follow-up che tale patologia comporta;
  • la diagnosi di cefalea primaria è, nella maggior parte dei casi, basata sulla storia anamnestica e sui sintomi clinici, e pertanto, la conoscenza dei criteri diagnostici per ogni forma di cefalea risulta il punto iniziale di fondamentale importanza;
  • importante è anche il riconoscimento di forme rare, genetiche, com-plicate, sintomatiche al fine di instaurare, il più precocemente pos-sibile, indagini e cure appropriate per ogni caso;

Valutata, sulla base delle considerazioni sopra esposte, la necessità di stabilire un percorso assistenziale che comporti un’organizzazione delle competenze e dei servizi in base ai livelli di necessità di cura, al fine di addivenire sia al miglioramento della qualità dell’assistenza del paziente con cefalea, sia alla maggiore appropriatezza dell’accesso alle strutture sanitarie;

Considerato che all’interno della Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali è stato elaborato un documento recante indirizzi alle Aziende Sanitarie per l’organizzazione dell’assistenza integrata al paziente con cefalea, e reputato opportuno e necessario procedere all’emanazione di tali linee di indirizzo;

Richiamata la L.R. 26 novembre 2001, n. 43, “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna”;

Richiamate le proprie deliberazioni;

- 1057/06, 1663/06, 1222/11 e 725/12;

- n. 2416 del 29 dicembre 2008 recante “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali fra le strutture e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/07” e successive modifiche;

Dato atto del parere allegato:

Su proposta dell’Assessore alle Politiche per la Salute;

A voti unanimi e palesi

delibera:

  1. di approvare il documento recante indirizzi alle Aziende Sanitarie per l’organizzazione dell’assistenza integrata al paziente con cefalea, allegato, quale parte integrante e sostanziale al presente provvedimento, costituito da:
    1. Documento di Indirizzo dell’organizzazione dell’assistenza integrata al paziente con cefalea in Emilia-Romagna-“Percorso Cefalea” (Allegato 1);
    2. La profilassi dell’emicrania cronica con la tossina botulinica di tipo A (Onabotulinumtoxin A)– Estratto dal Documento PTR n. 187 relativo a Tossina Botulinica (tipo A e B)– Settembre 2013 (Allegato 2);
    3. Documento PTR n. 188 relativo alla Scheda Regionale per la prescrizione di Onabotulinumtoxin A nella profilassi della emicrania cronica – Settembre 2013(Allegato 3);
  2. che i Documenti PTR 187 e 188 citati ai punti b) e c) precedenti sono suscettibili di possibili successivi aggiornamenti e si possono consultare, nella versione eventualmente aggiornata, al seguente link:http://www.saluter.it/documentazione/ptr;
  3. di impegnare le Aziende Sanitarie della Regione a dare attuazione a quanto stabilito dalle linee guida di cui al precedente punto 1.;
  4. di pubblicare il presente provvedimento, comprensivo degli allegati, nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.

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