n.326 del 17.12.2015 (Parte Seconda)

Assegnazione, concessione e impegno di spesa dei contributi per lo sviluppo e la qualificazione dei Centri per le famiglie. Attuazione D.G.R. 921/2015

IL RESPONSABILE

Viste:

- La Legge 16 gennaio 2003, n. 3 “Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione” ed in particolare l’art. 11 (Codice unico di progetto degli investimenti pubblici);

- Il D.Lgs. 23 giugno 2011 n. 118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42”, e successive modifiche ed integrazioni;

- La Legge Regionale 26 novembre 2001, n. 43 “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e successive modificazioni;

-La Legge Regionale 30 aprile 2015, n. 2 “Disposizioni collegate alla legge finanziaria per il 2015” pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 94 del 30 aprile 2015;

- La Legge Regionale 30 aprile 2015, n. 3 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale di previsione 2015 e del bilancio pluriennale 2015-2017 (legge finanziaria 2015)”, pubblicata sul bollettino ufficiale n. 95 del 30 aprile 2015;

- La Legge Regionale 30 aprile 2015, n. 4 “Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2015 e bilancio pluriennale 2015-2017”, pubblicata sul bollettino ufficiale n. 96 del 30 aprile 2015

Richiamati:

- Il D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” e successive modifiche;

- La delibera di Giunta regionale n. 1621 dell’11/11/2013 ad oggetto “Indirizzi interpretativi per l’applicazione degli obblighi di pubblicazione previsti dal D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33”;

- La delibera di Giunta regionale n. 57 del 26/01/2015 ad oggetto “Programma per la trasparenza e l'integrità. approvazione aggiornamento per il triennio 2015-2017”;

- La Legge 13 agosto 2010, n. 136 avente ad oggetto “Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al governo in materia di normativa antimafia” e successive modifiche”;

- La determinazione dell’autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture n.4 del 7/7/2011 in materia di tracciabilità finanziaria ex art.3, legge 13 agosto 2010, n. 136 e successive modifiche;

  • Il D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136" e s.m.i.;

Viste altresì:

- la L.R. 2 marzo 2003, n.2 “Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e successive modifiche;

- la L.R. 28 luglio 2008, n. 14 “Norme in materia di politiche per le giovani generazioni” ed in particolare l’art. 15; - la Delibera di Giunta regionale n. 391 del 15/4/2015 “Approvazione Linee Guida regionali per i Centri per le famiglie”;

Richiamata la Delibera di Giunta regionale n. 921 del 13/7/2015 “Programma annuale 2015: ripartizione delle risorse del fondo sociale regionale ai sensi dell'art. 47 comma 3 della L.R. 2/2003 e individuazione degli obiettivi di cui alla deliberazione dell'Assemblea legislativa n. 117 del 18 giugno 2013.” ed in particolare l’Allegato A parte integrante del medesimo provvedimento;

Dato atto che al punto 3.3.3 del Programma allegato alla citata deliberazione della Giunta regionale n. 921/2015, sono state programmate le risorse destinate al “Consolidamento, sviluppo e qualificazione dei Centri per le famiglie” per complessivi € 754.000,00, riferite alle attività poste in essere dai Centri per le famiglie nell’anno 2015 e che trovano allocazione ai seguenti capitoli del bilancio di previsione regionale per l’esercizio finanziario 2015:

- quanto a Euro 400.000,00 al cap. 57233 "Fondo sociale regionale. Quota parte destinata all'istituzione ed al finanziamento delle attività dei Centri per le famiglie previste dagli artt. 11 e 12 della L.R. 14 agosto 1989, n.27 articoli abrogati; art. 15, L.R. 28 luglio 2008, n.14", afferente all'U.P.B. 1.5.2.2.20110;

- quanto a Euro 354.000,00, derivanti dal Fondo per le politiche della famiglia a seguito dell’Intesa approvata in sede di Conferenza Unificata del 5/8/2014, al cap. 57237 “Assegnazioni agli Enti Locali per l'istituzione e il finanziamento delle attività dei Centri per le famiglie (L. 8 novembre 2000, n.328; art. 1, commi 1250 e 1251 della Legge 7 dicembre pagina 16 di 32 2006, n.296; artt. 11 e 12, L.R. 14 agosto 1989, n.27, articoli abrogati; art. 15, L.R. 28 luglio 2008, n.14) -mezzi statali”, afferente all'U.P.B. 1.5.2.2.20111;

Considerato che nella citata D.G.R. n. 921/2015 alla voce 3.3.3 “Consolidamento, sviluppo e qualificazione dei Centri per le famiglie” del Programma allegato si dispone, tra l’altro:

- di destinare le risorse quantificate in complessivi € 754.000,00 per le azioni previste dalle Linee Guida approvate con la sopra citata DGR 391/2015 e in attuazione di quanto previsto dall’Intesa sancita in sede di Conferenza Unificata del 5/8/2014:

a) promozione del benessere delle famiglie, prioritariamente con figli di minore età, sia in relazione alle attività della vita quotidiana, sia con riferimento allo sviluppo ed al sostegno delle competenze genitoriali.

b) integrazione e potenziamento dell'attività dei servizi territoriali e specialistici finalizzati a sostenere le famiglie nei momenti critici o nelle fasi di cambiamento della vita familiare, allo scopo di prevenire o ridurre le esperienze di disagio familiare, infantile, adolescenziale;

c) promozione della cultura della partecipazione, dell'accoglienza, della solidarietà e del mutuo aiuto tra le famiglie, attraverso un’attenzione ravvicinata ai microcontesti della comunità, nei quali mobilitare e valorizzare le risorse presenti, promuovere lo sviluppo di aggregazioni e di reti famigliari, sostenere attivamente iniziative e progetti che valorizzino il protagonismo delle famiglie, anche in una logica multiculturale e intergenerazionale;

  • di individuare quali destinatari delle risorse i Comuni, singoli o associati, sede dei Centri per le famiglie già riconosciuti, e attualmente funzionanti, a cui spetterà una quota pari al 100% derivante dai criteri sotto riportati e i Comuni, singoli o associati sede di nuovi Centri per le famiglie a cui spetterà una quota pari al 50% derivante dai criteri sotto riportati:
  • quanto a € 752.000,00, finalizzati a sostenere le attività dei Centri per le Famiglie come previsto dalla DGR 391/2015, con riferimento alle aree dell'informazione, del sostegno alle competenze genitoriali, dello sviluppo delle risorse familiari e comunitarie:
    • una quota pari al 40% suddivisa in egual misura per ogni Centro per le Famiglie;
    • una quota pari al 55% suddivisa in base alla popolazione 0-17 anni, residente al 01/01/2014;
    • una quota pari al 5% ripartita tra i Centri per le Famiglie che garantiscono un'operatività sull'intero ambito distrettuale/ottimale. Sono esclusi quei Centri per le Famiglie appartenenti ad un ambito distrettuale /ottimale costituito da un unico Comune. Sono invece inclusi quei Centri per le Famiglie che, pur facendo riferimento ad un ambito ottimale costituito da un unico Comune, garantiscono la loro operatività sull'intero ambito distrettuale costituito da più Comuni;
  • quanto a € 2.000,00 al Comune di Piacenza, sede del Centro per le famiglie, per l'azione di coordinamento relativamente alla qualificazione delle attività di sportello informativo e alla formazione degli operatori; - che il contributo regionale è riferito alle attività poste in essere dai Centri per le famiglie nell’anno 2015;

- che il dirigente regionale competente provvederà, con propri atti formali, all'assegnazione e concessione dei contributi previsti a favore dei Destinatari sopra indicati, sulla base d ei criteri di ripartizione individuati, all'assunzione dei relativi impegni contabili sui pertinenti capitoli di spesa del Bilancio di previsione 2015 e alla successiva liquidazione, in ragione delle competenze amministrativo-contabili stabilite dalla L.R. n.40/2001 per quanto applicabile, dal D.lgs 118/2011 e ss.mm. e dalla delibera della Giunta regionale n.2416/2008 e ss.mm.ii.;

- che se nel corso dell’anno si dovesse riscontrare una cessazione dell'attività del Centro per le Famiglie o una riduzione dell'ambito territoriale di attività rispetto a quanto dichiarato, il contributo sarà revocato in tutto o in parte e in tal misura dovrà essere restituito;

Vista la documentazione, conservata agli atti di questo Servizio, presentata dagli Enti Locali sede di Centri per le famiglie di cui all'allegata Tabella A) parte integrante e sostanziale del presente atto;

Ritenuto di procedere:

  • con il presente atto, a seguito dell'istruttoria condotta da questo Servizio, ad assegnare e concedere, in attuazione delle disposizioni previste nel provvedimento sopraindicato, l’importo complessivo di € 754.000,00 agli Enti di cui all'allegata Tabella A) parte integrante e sostanziale del prese nte atto e per le singole quote ivi riportate, per le funzioni ad essi attribuiti ai sensi della Legge 328/2000 e succ. mod., della L.R. 2/2013 e dell'art. 15 della L.R. 14/2008;
  • con proprio successivo atto, alla liquidazione in un'unica soluzione, agli Enti di cui all'allegata Tabella A) parte integrante e sostanziale del presente atto e per le singole quote ivi riportate;

Ritenuto che ricorrano gli elementi di cui al D.Lgs. 118/2011 e ss.mm. e i. in relazione alla tipologia di spesa prevista, che pertanto gli impegni di spesa per complessivi € 754.000,00 possano essere assunti con il presente atto, sui pertinenti capitoli di spesa come indicato portato nell'allegata Tabella A) parte integrante del presente provvedimento;

Preso atto che la procedura dei conseguenti pagamenti disposti in attuazione del presente provvedimento è compatibile con le prescrizioni previste dall'art. 56, comma 6, del citato D.Lgs. n. 118/2011;

Considerato che, sulla base delle valutazioni effettuate dalla competente struttura di questo Servizio, le attività oggetto del finanziamento di cui al presente atto non rientrano nell’ambito di quanto previsto dall’art. 11 della Legge 16 gennaio 2003, n. 3 recante “Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione”;

Richiamate le deliberazioni della Giunta Regionale n. 1057 del 24/7/2006, n.1663 del 27/11/2006, n. 113 del 9/2/2015, n.193 del 27/2/2015, n. 335 del 31/3/2015, n. 516 del 11/5/2015;

Dato atto dei pareri allegati;

determina: 

1) di assegnare e concedere, sulla base di quanto specificato in premessa e degli obiettivi, dei criteri e delle procedure stabilite nella citata delibera di Giunta regionale n. 921/2015, agli Enti indicati nella Tabella A) parte integrante e sostanziale del presente atto e per le singole quote specificate nello stesso, la somma complessiva di € 754.000,00 per lo sviluppo e la qualificazione dei Centri per le famiglie, così suddivisa:

  • € 752.000,00 per le attività dei Centri per le Famiglie, con riferimento alle tre aree previste dalla DGR 391/2015: a) Area dell'informazione; b) Area del sostegno alle competenze genitoriali; c) Area dello sviluppo delle risorse familiari e comunitarie;
  • € 2.000,00 al Comune di Piacenza, sede del Centro per le famiglie p er l'azione di coordinamento relativamente alla qualificazione delle attività di sportello informativo e alla formazione degli operatori;

2) di impegnare sul bilancio per l'esercizio finanziario 2015, che presenta la necessaria disponibilità, la somma complessiva di € 754.000,00 come segue:

- quanto a Euro 400.000,00 registrata al n. 3862 di impegno sul Capitolo 57233 "Fondo sociale regionale. Quota parte destinata all'istituzione ed al finanziamento delle attività dei Centri per le famiglie previste dagli artt. 11 e 12 della L.R. 14 agosto 1989, n.27 articoli abrogati; art. 15, L.R. 28 luglio 2008, n.14", afferente all'U.P.B. 1.5.2.2.20110;

- quanto a Euro 354.000,00, derivanti dal fondo per le politiche della famiglia a seguito dell’Intesa approvata in sede di Conferenza Unificata del 5/8/2014, sul capitolo 57237 “Assegnazioni agli Enti Locali per l'istituzione e il finanziamento delle attività dei Centri per le famiglie (L. 8 novembre 2000, n.328; art. 1, commi 1250 e 1251 della Legge 7 dicembre pagina 16 di 32 2006, n.296; artt. 11 e 12, L.R. 14 agosto 1989, n.27, articoli abrogati; art. 15, L.R. 28 luglio 2008, n.14) - mezzi statali”, afferente all'U.P.B. 1.5.2.2.20111, registrati:

  • per euro 352.000,00 al n. 3863 di impegno,
  • per euro 2.000,00 al n. 3864 di impegno;

3) di dare atto che in attuazione del D.Lgs n. 118/2011 e s.mm.ii, le stringhe concernenti la codificazione della transazione elementare, come definita dal citato decreto sono le seguenti:

  • Beneficiario Comuni - Capitolo 57233 57237 - Missione 12 - Programma 05 - Codice Economico U.1.04.01.02.003 - COFOG 10.4 - Transazioni UE 8 - SIOPE 1535 - C.I. Spesa 3 - Gestione ordinaria 3
  • Beneficiario Unioni di Comuni - Capitolo 57233 57237 - Missione 12 - Programma 05 - Codice Economico U.1.04.01.02.0053 - COFOG 10.4 - Transazioni UE 8 - SIOPE 1536 - C.I. Spesa 3 - Gestione ordinaria 3

4) di stabilire che gli Enti beneficiari dovranno:

  • realizzare le attività entro il 31/12/2015;
  • garantire flussi informativi per l'attività di monitoraggio, laddove richiesto dal Dipartimento per le Politiche della famiglia;

5) di dare atto che alla liquidazione, in un'unica soluzione, e alla relativa richiesta di emissione dei titoli di pagamento provvederà il Dirigente regionale competente ai sensi della D.G.R. n. 2416/2008 e ss.mm. e del D.Lgs. n. 118/2011 e ss.mm. e i. con propri atti formali, con le seguenti modalità:

  • quanto alla somma di cui al precedente punto 1) primo alinea, ad esecutività del presente atto;
  • quanto alla somma di cui al precedente punto 1) secondo alinea, a presentazione del programma di attività e di una relazione conclusiva a carattere qualitativo e quantitativo dell’attività svolta, con relativa elencazione delle spese sostenute;

6) di dare altresì atto che:

  • sulla base delle valutazioni effettuate da questo Servizio, le norme di cui all’art. 11 della Legge 16 gennaio 2003, n. 3 non sono applicabili alle attività oggetto del finanziamento di cui al presente provvedimento, relativo allo consolidamento, sviluppo e qualificazione dei Centri per le famiglie;
  • secondo quanto previsto dall'art. 26 comma 2 del D.Lgs. n. 33/2013, nonché sulla base degli indirizzi interpretativi ed adempimenti contenuti nelle deliberazioni della Giunta Regionale n. 1621/2013 e n. 57/2015 il presente provvedimento è soggetto agli obblighi di pubblicazione ivi contemplati;
  • se nel corso dell’anno si dovesse riscontrare una cessazione dell'attività del Centro per le Famiglie o una riduzione dell'ambito territoriale di attività rispetto a quanto dichiarato, il contributo sarà revocato in tutto o in parte e in tal misura dovrà essere restituito;
  • per quanto non espressamente previsto con il presente provvedimento si rinvia alla delibera di Giunta regionale n. 921/2015 sopracitata;

7) di dare comunicazione del presente provvedimento ai Soggetti Beneficiari interessati, ad avvenuta esecutività dello stesso, ai sensi di quanto previsto dall’art. 56, c. 7, del D. Lgs. 118/2011.

La Responsabile del Servizio

Maura Forni

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