n.135 del 31.08.2011 periodico (Parte Seconda)

Piano della prevenzione 2010-2012 della Regione Emilia-Romagna "La prescrizione dell'attività fisica": Primi indirizzi per l'attuazione del progetto "Palestra Sicura. Prevenzione e benessere"

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Richiamata la propria deliberazione di Giunta regionale n. 2071 del 27 dicembre 2010 “Approvazione del Piano regionale della Prevenzione per il triennio 2010-2012” e, in particolare, il punto 2.4b “I programmi per la prevenzione delle malattie croniche” che prevede di attuare un progetto denominato “La prescrizione dell’attività fisica”;

Rilevato che con il progetto sopra richiamato si intende intervenire con programmi di prescrizione del’attività fisica rivolti a persone che presentano problemi di salute, per i quali l’attività fisica è di dimostrata efficacia, sperimentando, da un lato, l’attività fisica prescritta come farmaco all’interno del Servizio Sanitario regionale, dall’altro, cercando di evitare inutili medicalizzazioni di problemi per i quali i trattamenti sanitari non sono necessari;

Ritenuto quindi opportuno dare attuazione a quest’ultimo obiettivo, relativo alla sperimentazione di attività fisica per persone portatrici di fattori di rischio o con patologie a basso rischio, al di fuori dell’ambito sanitario, con un progetto attuativo denominato “Palestra Sicura” che si propone, tra l’altro:

  • di attivare una rete di palestre e centri sportivi riconosciuti dalle istituzioni pubbliche, in grado di svolgere programmi di attività fisica a favore di soggetti portatori di fattori di rischio e/o di patologie per le quali è dimostrata l’utilità di un esercizio fisico appropriato nel mantenimento e nel miglioramento dello stato di salute;
  • di selezionare tali palestre e centri sportivi sulla base del progetto “Palestra Sicura”, coordinato dal Servizio Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Salute nelle Carceri ed approvato con le proprie deliberazioni 792/09 e 1631/10;
  • di realizzare, in collaborazione con l’Università di Bologna, percorsi formativi per i laureati in Scienze Motorie che potranno svolgere le attività sopra descritte nelle palestre e centri sportivi certificati;

Ritenuto pertanto di approvare i primi indirizzi per l’attuazione del progetto “Palestra Sicura: prevenzione e benessere”, contenuti negli Allegati 1 e 2, parti integranti del presente provvedimento;

Dato atto del positivo confronto svoltosi in sede di “Cabina di regia regionale per le politiche sanitarie e sociali”, istituita con deliberazione di Giunta regionale n. 2187 del 19/12/2005, che ha approvato la proposta di deliberazione GPG/2011/874 in data 29/7/2011;

Vista la L.R. 26 novembre 2001, n. 43 e successive modificazioni;

Richiamate le deliberazioni della Giunta regionale n. 1057 del 24/7/2006, n.1663 del 27/11/2006 e n. 1173 del 27/7/2009 e n. 1377/2010;

Richiamata inoltre la deliberazione della Giunta regionale 2416/08: “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/08. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/07” e successive modificazioni;

Dato atto del parere allegato;

Su proposta dell’Assessore alle Politiche per la Salute

a voti unanimi e palesi

delibera:

  1. di approvare, per le motivazioni espresse in premessa e che qui si intendono integralmente richiamate, i primi indirizzi per l’attuazione del progetto “Palestra Sicura: prevenzione e benessere”, quale parte del progetto “La prescrizione dell’attività fisica” rientrante nel Piano regionale della Prevenzione 2010-2012, di cui agli allegati 1 e 2 al presente provvedimento, quali parti integranti e sostanziali del provvedimento stesso;
  2. di dare mandato, per la realizzazione del suddetto progetto, al Servizio Sanità Pubblica e al Servizio Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Salute nelle carceri della Direzione generale Sanità e Politiche sociali, tenuto conto che quest’ultimo Servizio già coordina l’attuazione del progetto “Palestra Sicura” di cui alle proprie deliberazioni 792/09 e 1631/10, con il quale il presente progetto si pone in continuità, estendendolo a tutto il territorio regionale;
  3. di demandare, per ogni altro aspetto inerente le procedure di attuazione, a quanto previsto dal Piano regionale della Prevenzione 2010-2012 più sopra citato;
  4. di pubblicare il presente provvedimento, comprensivo degli allegati, nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico (BURERT).

Piano della prevenzione 2010-2012 della Regione Emilia-Romagna “La prescrizione dell’attivita’ fisica”: primi indirizzi per l’attuazione del progetto “Palestra sicura. Prevenzione e benessere”

La ricerca medica negli ultimi decenni ha accumulato una grande quantità di dati in base ai quali si può affermare in modo definitivo che l’attività fisica regolare e di intensità adeguata è un fattore di cruciale importanza per il mantenimento di un buono stato di salute e per la prevenzione di numerose malattie croniche non trasmissibili, con particolare riguardo alla patologia cardiovascolare.

Si può quindi oggi sostenere che l’attività fisica così svolta riduce la morbilità e la mortalità per diverse malattie di grande rilevanza socio-sanitaria, tra cui la cardiopatia ischemica, l’ipertensione, il diabete, l’obesità, l’osteoporosi, la depressione ed alcuna forme tumorali.

In quasi tutto il mondo la mancanza di attività fisica è una delle maggiori cause di morte, malattie e disabilità. 

Lo svolgere un’attività fisica con regolarità ed intensità correlata alle proprie possibilità e condizioni di salute è quindi consigliabile a tutti, ma in particolare il consiglio e l’incoraggiamento devono essere rivolti soprattutto alle persone sedentarie, tenendo conto che la tendenza alla sedentarietà comincia a manifestarsi fin dall’adolescenza per raggiungere il suo massimo nella terza età. 

I benefici di una regolare attività fisica interessano sia direttamente le singole persone che indirettamente la collettività; la sedentarietà ha infatti una notevole importanza nella diminuzione dell’autonomia delle persone e nell’insorgenza e/o aggravamento di numerose patologie croniche con conseguente ricaduta sui costi per l’assistenza sia sociale che sanitaria.

Tra gli effetti positivi ricordiamo tra gli altri sostanziali e duraturi miglioramenti della funzione cardiaca, della pressione arteriosa, del metabolismo lipidico e glucidico, del rapporto tra massa muscolare e massa adiposa, del tono muscolare e della capacità di equilibrio, senza dimenticare gli importanti effetti benefici a livello psicologico, con miglioramento in particolare dell’umore e dell’auto-stima. A questo proposito, uno stile di vita sedentario, a qualunque età, porta a poco a poco all’isolamento dal contesto della vita sociale; questo allontanamento comporta, in particolare nella terza età, un grave rischio per il mantenimento della propria autonomia ed autosufficienza. L’attività fisica, soprattutto quando viene esercitata all’aperto e ancor più quando si svolge a gruppi, contribuisce in modo rilevante all’integrazione sociale e alla creazione di nuovi legami di amicizia e solidarietà.

Vi sono poi molte evidenze sull’efficacia dell’esercizio fisico anche nelle diverse condizioni patologiche, ed esistono esperienze riguardanti l’uso corretto di questo nuovo strumento nella pratica clinica.

La sua introduzione nella pratica clinica richiede tuttavia di approntare concrete modalità organizzative all’interno delle quali possano avvenire sia la prescrizione di attività fisica, personalizzata sulle caratteristiche del singolo, sia la sua somministrazione tutorata, attraverso percorsi che garantiscano il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di attività prescritta.

La Regione Emilia-Romagna è da tempo impegnata sul tema della lotta alla sedentarietà e promozione dell’attività fisica: già nel Piano sanitario regionale 1999-2001 si affermava l’importanza dell’attività fisica ai fini del miglioramento della salute dei cittadini. Nel 2004, la delibera n. 775 indicava, tra i compiti dei Servizi di Medicina dello sport presenti in ogni Azienda USL, la promozione dell’attività fisica nella popolazione generale e il recupero funzionale di soggetti affetti da patologie croniche non trasmissibili che possono beneficiare dell’esercizio fisico.

La Regione Emilia-Romagna, con il Piano della Prevenzione 2010-2012, intende attuare programmi di prescrizione dell’esercizio fisico, rivolti a persone che presentano problemi di salute per i quali questo trattamento è di dimostrata efficacia (patologie sensibili), costruendo a tal fine percorsi assistenziali integrati, finalizzati a sperimentare modalità innovative di presa in carico di problemi di salute largamente diffusi nella popolazione.

La sua realizzazione si ottiene con un modello così delineato:

- la presa in carico della persona e la “prescrizione” o l’avvio all’attività fisica è sempre considerato un intervento sanitario a carico del Servizio sanitario regionale e avviene nell’ambito di una integrazione professionale e organizzativa fra MMG/PLS e medico specialista (Medico dello sport, Cardiologo, Diabetologo, Fisiatra,..).

- la somministrazione, cioè il concreto svolgimento, dell’attività fisica avviene in ambito Servizio Sanitario regionale solo per le persone che presentano un quadro più complesso, e per il tempo necessario all’autonomia e alla sicurezza del paziente; al di fuori di queste situazioni, quindi nella maggior parte dei casi, la fase della “somministrazione” dell’esercizio fisico avverrà al di fuori dell’ambito di intervento del Servizio Sanitario regionale, ma con modalità e in strutture riconosciute e legate da patnership con lo stesso.

Condizioni preliminari per la concreta attuazione del Piano della Prevenzione 2010-2012 sono:

- lo sviluppo sul territorio di una rete di strutture per la “somministrazione” dell’attività fisica, che deve avvenire in realtà specificamente attrezzate (palestre e centri sportivi pubblici e privati), contraddistinte da una buona gestione complessiva e con modalità tali da assicurare una elevata compliance al percorso proposto;

- l’ accrescimento delle competenze anche dei laureati in scienze motorie che operano in fase di somministrazione, attraverso specifiche attività di formazione e aggiornamento.

Tutti, dal soggetto sano alle persone con uno o più fattori di rischio fino agli individui con problemi di salute più complessi, o che sono state eventualmente prese in carico da una struttura specialistica che ha prescritto un programma individualizzato, devono poter essere indirizzati presso specifiche strutture, quali palestre o centri sportivi, “riconosciute” dal Servizio sanitario regionale attraverso un processo di selezione tale da garantire la qualità e la sicurezza degli interventi per le persone: in queste strutture opera personale qualificato, laureato in Scienze Motorie e opportunamente formato sulla somministrazione di esercizio fisico in soggetti affetti da fattori di rischio e/o da patologie sensibili all’esercizio fisico.

La selezione sul territorio di strutture riconosciute e certificate dal Servizio sanitario regionale avverrà sulla base degli esiti e delle proposte del progetto Palestra sicura: prevenzione e benessere” inserito nel Piano della Prevenzione 2010-2012 della Regione Emilia-Romagna.

Il Progetto “Palestra Sicura”, coordinato dal Servizio Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Salute nelle carceri e svolto in collaborazione con il Servizio Sanità Pubblica, è nato inizialmente dall’esigenza di prevenire e contrastare, tra gli sportivi amatoriali e gli atleti frequentatori delle palestre, l’utilizzazione e la diffusione delle sostanze dopanti, promuovendo un modello di buona gestione complessiva mirato al miglioramento dello stato di salute e di benessere degli utenti. Più in generale, il progetto (tra i pochi che si è proposto direttamente ai gestori e responsabili tecnici delle palestre, per responsabilizzarli nelle attività di promozione della salute) voleva valorizzare il ruolo delle palestre nella promozione di uno stile di vita sano in sinergia con il Servizio Sanitario Regionale e creare una rete di collaborazioni tra Regione e Palestre pubbliche e private, finalizzata, tramite azioni di informazione dei clienti e di formazione dei gestori e dei tecnici delle palestre, alla tutela della salute, in particolare attraverso azioni di contrasto dell’uso improprio ed inutile di farmaci, integratori alimentari e sostanze psicoattive in ambito sportivo e di promozione di alimentazione e comportamenti salutari.

Nei due anni di sperimentazione (2009-2011), accompagnati da un gruppo di monitoraggio composto da Regione, 5 Comuni, AUSL e da un valutatore esterno, sono stati organizzati tre seminari di formazione per le palestre aderenti al progetto, cui hanno partecipato 94 gestori e tecnici di 58 palestre dell’Emilia-Romagna. I partecipanti alla sperimentazione hanno condiviso l’opportunità di creare un circuito di palestre che promuovano il benessere, inteso come garanzia di sicurezza sotto il profilo professionale (presenza di personale qualificato) e impegno allo svolgimento di iniziative di prevenzione dei rischi legati al consumo di sostanze psicoattive (alcol e droghe) e di sostanze dopanti oltreché di promozione di una corretta alimentazione e di limitazione dell’uso di integratori alimentari. Nei Comuni sede delle palestre, sono state organizzate, insieme alle AUSL, iniziative di sensibilizzazione e di informazione sui temi sopra elencati. Le palestre già sensibilizzate attraverso il percorso formativo svolto, possono diventare il primo nucleo del circuito di palestre che somministra attività fisica.

Il modello sperimentato, dati gli esiti positivi, viene quindi esteso a tutto il territorio regionale.

Si propone infatti di attivare un circuito regionale di palestre e strutture sportive, certificato ed istituzionalmente riconosciuto, con azioni formative, condivisione di valori etici e un sistema di valutazione della qualità degli interventi. Tali palestre e strutture sportive, fidelizzate ai valori del Servizio Sanitario regionale e con esso cooperanti, saranno strutturalmente idonee ad accogliere e trattare, con personale specializzato ed opportunamente formato, soggetti che possono ridurre i fattori di rischio o trarre beneficio per la propria condizione patologica attraverso un’attività fisica opportunamente prescritta e somministrata.

Il percorso di certificazione delle palestre e delle strutture sportive

1. Codice etico

Il primo strumento di riconoscimento pubblico delle palestre che promuovono il benessere è rappresentato dall’adesione volontaria ad un “Codice Etico” (Allegato 2) che contiene alcuni principi generali ed alcuni impegni specifici che caratterizzano la missione dei soggetti che realizzano attività sportive e motorie, in collaborazione con gli Enti locali e le Aziende Sanitarie. L’adesione al Codice Etico è libera e può essere sottoscritta dai Responsabili e gestori delle palestre pubbliche e private dell’Emilia-Romagna, che siano in possesso dei requisiti strutturali, di personale ed igienico-sanitari previsti dalle normative nazionali, regionali e dai regolamenti locali vigenti. L’accertamento dei requisiti è di competenza dei Comuni e delle AUSL in cui è ubicata la struttura. L’adesione comporta l’accettazione di ispezioni e controlli senza preavviso da parte di Enti Locali e Aziende Sanitarie per verificare il rispetto dei requisiti e degli impegni sottoscritti; l’obbligo di partecipazione alle attività di formazione ed aggiornamento organizzate a livello regionale e locale nell’ambito del progetto “Palestra Sicura”; l’obbligo di esporre al pubblico il “Codice Etico” ed il materiale informativo condiviso. L’adesione al “Codice Etico” dà diritto alla collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, gli Enti locali e le Aziende Sanitarie nell’attuazione di interventi di informazione e prevenzione e nel supporto ai professionisti che operano nella palestra (responsabili, allenatori ecc).

La Regione Emilia-Romagna si impegna ad organizzare ed attuare attività di aggiornamento per le palestre che hanno partecipato alla fase sperimentale del progetto “Palestra Sicura” e di formazione per altre palestre che intendono partecipare allo sviluppo del progetto, a proseguire le attività di valutazione già in corso da estendere ai nuovi partecipanti, a svolgere azioni di informazione e diffusione delle conoscenze e degli esiti del progetto, anche con la manutenzione e l’aggiornamento del sito web dedicato.

Il progetto rappresenta quindi l’impegno concreto delle Pubbliche Istituzioni e del Servizio Sanitario regionale nella tutela del diritto dei cittadini a svolgere una pratica sportiva e motoria priva di rischi ed utile per promuovere un corretto stile di vita e costituisce un esempio di alleanza di reciproco vantaggio tra Pubbliche Istituzioni, Sistema Sanitario, Università e mondo imprenditoriale/associativo sportivo. Il vantaggio per la Comunità Locale e le sue istituzioni sta nella promozione di stili di vita favorevoli alla salute (corrette abitudini alimentari, corretto uso dei farmaci, riduzione dei rischi legati al consumo di alcol ed altre sostanze psicoattive) e nella qualità e sicurezza dell’attività fisica proposta agli utenti, in particolare se portatori di patologie croniche non trasmissibili e/o di fattori di rischio. Il vantaggio per i gestori delle palestre sarà dato dalla visibilità tra i cittadini, possibili utenti dei centri sportivi, e dal sostegno degli Enti locali e delle AUSL.

Le palestre che aderiscono al “Codice Etico” acquisiscono il riconoscimento di “Palestra Etica”.

2. Formazione dei laureati in Scienze Motorie per lo svolgimento dell’attività fisica prescritta

Lo svolgimento dell’attività fisica prescritta dal Servizio Sanitario Regionale potrà avvenire soltanto nelle palestre e nelle strutture sportive già in possesso del riconoscimento di “Palestra Etica” ed in cui operi personale specializzato ed appositamente formato.

A tal fine, a partire dall’autunno 2011, verrà attivato, in collaborazione con la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Bologna, un primo corso di formazione speciale per laureati in Scienze motorie e diplomati ISEF con l’obiettivo di aggiornare personale qualificato che somministri un’attività fisica personalizzata e tutorata come un vero e proprio farmaco, sia nella popolazione generale che in soggetti con patologia e/o fattori di rischio, indirizzata sia alla prevenzione primaria che a quella secondaria. Esso intende pertanto preparare personale qualificato che possa operare in rete con il Servizio Sanitario Regionale.

Negli anni successivi, previa valutazione dei risultati conseguiti e delle necessità espresse dal territorio, potranno essere organizzati ulteriori edizioni del corso.

Il Corso sarà articolato su due livelli strutturati in due parti distinte, un Corso base ed un Corso avanzato.

Al Corso base possono partecipare i laureati delle Facoltà e dei Corsi di Scienze Motorie di I° e II° livello, i diplomati ISEF e i laureati in Scienze Motorie (con laurea quadriennale). Il percorso formativo è dedicato alla gestione dei soggetti a basso rischio cardiovascolare, dismetabolici, con disordini minori dell’apparato locomotore, agli anziani ed ai disabili.

Al Corso avanzato possono partecipare i laureati quinquennali in Scienze e tecniche dell’attività motoria preventiva e adattata (Stampa) che abbiano già frequentato il Corso base e conseguito il relativo titolo.

Il Corso avanzato integrerà il corso base con una parte dedicata alla gestione dei pazienti trapiantati di fegato, cuore e rene, dei soggetti a rischio cardiovascolare alto e/o medio-alto [ pz. con cardiopatia ischemica e/o valvolare (IMA, angioplastica, BPAC/sostituzione valvolare), portatori di device, aritmici, scompensati, ecc.], ai diabetici insulino-dipendenti ed ai grandi obesi. 

Il titolo conseguito con il Corso base è: “Referente per la salute nella prevenzione e nel benessere”.

Il titolo conseguito con il Corso avanzato è: “Referente per la salute nell’esercizio fisico adattato”; quest’ultimo sarà titolo necessario per operare anche nelle strutture sanitarie pubbliche o private nelle quali si somministri attività fisica in forma tutorata, secondo quanto previsto nel Piano della Prevenzione 2010-2012.

Il mantenimento delle qualifiche di cui sopra è subordinato ad un aggiornamento biennale.

Le palestre e i centri sportivi pubblici o privati che, oltre ad avere i requisiti di legge ed aver sottoscritto l’adesione al “Codice etico”, impiegano un laureato in Scienze Motorie con la qualifica di “Referente per la salute”conseguito sia con il Corso base che con il Corso avanzato, hanno diritto all’ attestato di “Palestra Sicura: prevenzione e benessere”, che consentirà loro di operare in rete con il Servizio Sanitario regionale.

Infatti la sicurezza dell’utente deve essere totale, legata cioè non solo all’assenza di doping ma anche alla sicurezza dei programmi svolti.

Il rapporto di lavoro tra la struttura sportiva ed il suddetto laureato deve essere regolato nel rispetto della legislazione vigente in materia.

Il laureato deve essere sempre presente durante lo svolgimento delle attività previste dal presente progetto. Il controllo del rispetto di tale prescrizione verrà esercitato tramite i Servizi di Medicina dello Sport delle AUSL.

In caso di cessazione del rapporto di lavoro o comunque di assenza del laureato in Scienze Motorie con la qualifica di“Referente per la salute”, le attività di cui al paragrafo precedente non potranno svolgersi.

La Palestra/Struttura sportiva perde il riconoscimento se non sostituisce entro 60 giorni il soggetto con altro avente medesima qualifica.

La Palestra/Struttura sportiva deve comunicare entro 15 giorni al Comune/AUSL di appartenenza sia la cessazione del rapporto di lavoro che la successiva nuova assunzione, specificandone in entrambi i casi le generalità.

3. Istituzione degli elenchi delle Palestre e dei professionisti

Affinché i cittadini nonché tutti gli operatori che a vario titolo sono impegnati nella promozione di stili di vita sani e di contrasto alla sedentarietà, possano sapere dove rivolgersi in sicurezza, saranno predisposti tre elenchi:

  • Elenco delle Palestre e strutture sportive riconosciute come “Palestra Etica”. Tale elenco sarà regionale e composto dalle palestre che aderiscono al Codice Etico ed in possesso dei requisiti previsti dalle normative nazionali, regionale e locali. La richiesta di adesione al Codice Etico dovrà essere inviata al Comune territorialmente competente, che, compiuti i necessari accertamenti, comunicherà alla Regione il nulla osta all’iscrizione nell’elenco. La Regione Emilia-Romagna provvederà alla tenuta ed all’aggiornamento dell’elenco con cadenza almeno annuale. La prima edizione dell’elenco riguarderà le palestre/strutture sportive per le quali sia pervenuto alla Regione Emilia-Romagna il nulla osta da parte del Comune entro il 31 ottobre 2011.
  • Elenco delle Palestre e strutture sportive riconosciute come “Palestra Sicura: prevenzione ebenessere” , le quali, oltre ad aver aderito al Codice Etico, dovranno dotarsi di defibrillatore cardiaco ed avere tra i loro operatori almeno un laureato in Scienze Motorie con la qualifica di “Referente per la salute” specificando se si tratta di qualifica rilasciata dal Corso base o dal Corso avanzato. Ciò consentirà agli operatori del Servizio Sanitario regionale di indirizzare i propri pazienti verso la struttura più idonea sulla base delle condizioni di salute.

L’AUSL di riferimento, tramite il Servizio di Medicina dello Sport, provvederà alla tenuta ed all’aggiornamento dell’elenco sulla base delle verifiche e dei controlli eseguiti. La Regione Emilia-Romagna provvederà a raccogliere gli elenchi delle AUSL ed a rendere disponibile e diffondere un elenco regionale.

  • Elenco unico dei laureati in Scienze Motorie che abbiano conseguito la qualifica di “Referente per la salute”

La Regione Emilia-Romagna provvederà alla tenuta ed all’aggiornamento dell’elenco unico dei Laureati in Scienze Motorie che abbiano frequentato il corso di formazione speciale ed abbiano conseguito la qualifica prevista, suddivisa nelle due tipologie, e cioè: “Referente per la salute nella prevenzione e nel benessere” e “Referente per la salute nell’esercizio fisico adattato”.

Qualifiche ed obblighi delle Palestre certificate

Le palestre/strutture sportive potranno pertanto ottenere due livelli di riconoscimento:

  • un primo livello di “Palestra Etica” riservato a quelle che aderiscono al solo Codice Etico;
  • un secondo livello di “Palestra Sicura: prevenzione e benessere”, riservato a quelle che, oltre ad aver aderito al Codice Etico, avranno tra i loro operatori anche un Laureato in Scienze Motorie con la qualifica di “Referente per la salute”.

L’iscrizione ai registri costituisce autorizzazione ad utilizzare i riconoscimenti nella promozione della propria attività e, per il secondo livello, a promuovere e svolgere attività tutorata e attività fisica prescritta dal Servizio Sanitario regionale.

La cancellazione dal Registro, per rinuncia, per il venir meno dei requisiti previsti dal presente progetto o per accertate violazioni degli impegni sottoscritti, comporta il divieto di utilizzo, in qualsiasi forma, dei riconoscimenti.

I costi per lo svolgimento, nelle palestre e strutture sportive, dell’attività fisica tutorata o prescritta sono a carico dei singoli cittadini e non comportano oneri aggiuntivi a carico del Servizio Sanitario regionale.

La Regione Emilia-Romagna, riconoscendo il valore dell’attività fisica ai fini del mantenimento e del miglioramento della salute pubblica, adotterà le opportune iniziative finalizzate a facilitare l’accesso all’attività fisica da parte delle persone interessate, anche attraverso accordi/progetti che permettano costi contenuti.

Codice etico finalizzato alla promozione del benessere nell’attività motoria

La Regione Emilia-Romagna riconosce allo sport e alla pratica dell’ attività fisica, in particolare nei confronti dei giovani, funzioni formative ed educative, di mantenimento e miglioramento della salute, di sviluppo delle relazioni sociali e di integrazione interculturale.

Il Codice Etico contiene alcuni principi generali ed alcuni impegni specifici che caratterizzano la missione dei soggetti che realizzano attività sportive e motorie, in collaborazione con gli Enti locali e le Aziende Sanitarie, nell’ambito del Sottoprogetto “Palestra Sicura. Prevenzione e Benessere” del Piano della Prevenzione 2010-2012 della Regione Emilia-Romagna.

Il progetto “Palestra Sicura” è finalizzato alla creazione di un circuito di palestre che promuovano il benessere, inteso come garanzia di sicurezza sotto il profilo professionale (personale qualificato) e come iniziative di prevenzione dei rischi legati al consumo di sostanze psicoattive (alcol e droghe) e di sostanze dopanti oltreché di promozione di una corretta alimentazione e di limitazione dell’uso di integratori alimentari.

Il Codice etico

E’ il primo strumento di riconoscimento pubblico delle palestre che promuovono il benessere.

L’adesione al Codice Etico è libera.

Il Codice Etico può essere sottoscritto dai Responsabili e gestori delle palestre e delle strutture sportive pubbliche e private dell’Emilia-Romagna, che siano in possesso dei requisiti strutturali, di personale ed igienico-sanitari previsti dalle normative nazionali, regionali e dai regolamenti locali vigenti.

La richiesta di adesione al Codice deve essere inviata al Comune di appartenenza. Il Comune, in collaborazione con i servizi competenti dell’Azienda Sanitaria, verifica il possesso dei requisiti della struttura ed, in caso di esito positivo, ne dà comunicazione alla Regione Emilia-Romagna, che iscrive la palestra nel Registro delle Palestre che aderiscono al Codice Etico.

L’iscrizione nel registro costituisce autorizzazione alle palestre ad utilizzare il riconoscimento di “Palestra Etica” nella promozione della propria attività.

I soggetti che aderiscono volontariamente al Codice Etico:

1. svolgono la loro attività in base ai seguenti principi etici generali di comportamento: 

  • professionalità;
  • non discriminazione degli utenti;
  • rispetto e tutela delle persone e del loro stato di salute;
  • tutela dell’ambiente.

2. Impiegano personale in possesso dei requisiti professionali previsti dalla Legge regionale 13/00 “Norme in materia di sport”.

3. Non commercializzano nei distributori automatici posti all’interno della struttura sportiva o in altri locali, adiacenti o separati o comunque riconducibili alla stessa proprietà o gestione, alcolici e bevande a basso contenuto alcolico, integratori proteici e bevande ad alto contenuto di sostanze stimolanti (energy drink). Qualora all’interno della struttura esistano già attività commerciali di bar e ristorazione, i gestori/proprietari di tali spazi si impegnano a:

- non somministrare o vendere alcolici ai minori di anni 16;

- non esporre materiale pubblicitario (manifesti, locandine, depliant) che richiamino alcolici e bevande a basso contenuto alcolico, integratori proteici o bevande ad alto contenuto di sostanze stimolanti (energy drink);

- raccomandare l’assunzione di alimenti in caso di consumo di bevande alcoliche (disincentivando il consumo di alcolici a digiuno).

4. Si astengono dal promuovere o incoraggiare tra gli utenti l’utilizzo in ambito sportivo di farmaci o sostanze con possibile valenza dopante, di psicostimolanti e anoressizzanti, di antinfiammatori e analgesici.

5. Espongono in modo ben visibile agli utenti materiale informativo elaborato dalla Regione Emilia-Romagna, dai Comuni e dalle AUSL sui benefici dell’attività motoria nelle diverse età con riferimenti ad evidenze scientifiche.

6. Svolgono, in proprio o tramite i servizi socio-sanitari territoriali, attività di educazione alimentare e di informazione sui rischi legati al consumo/abuso di alcune sostanze legali ed illegali (alcol, tabacco, droghe, farmaci) evidenziando irischi connessi a dette assunzioni.

Obblighi e vantaggi

Chi aderisce al “Codice Etico”:

  • accetta di ricevere ispezioni e controlli senza preavviso da parte di Enti locali e Aziende Sanitarie per verificare il rispetto dei requisiti e degli impegni sottoscritti;
  • deve partecipare alle attività di formazione ed aggiornamento organizzate a livello regionale e locale nell’ambito del progetto “Palestra Sicura”;
  • deve esporre e diffondere materiale informativo prodotto a livello regionale o locale nell’ambito del progetto;
  • deve esporre al pubblico, in modo ben visibile, il “Codice Etico”;
  • ha diritto alla collaborazione di Regione Emilia-Romagna, Enti locali e Aziende Sanitarie nell’organizzazione di interventi di informazione e prevenzione e di supporto e consulenza ai professionisti che operano nella palestra (responsabili, allenatori ecc) riguardo a problemi relazionali, episodi di violenza e aggressività, utilizzo di sostanze legali ed illegali, problemi nutrizionali ed abuso di farmaci;
  • ha diritto all’utilizzo del riconoscimento di “Palestra Etica” ed al sostegno degli Enti locali e delle AUSL per promuovere le proprie attività tra i cittadini possibili utenti.

Violazioni e sanzioni

Le eventuali violazioni al Codice Etico sono accertate direttamente dal Comune e dall’Azienda Sanitaria territorialmente competente.

L’accertamento di violazioni al Codice Etico va comunicato alla Regione Emilia-Romagna che provvederà alla cancellazione della palestra dal Registro regionale delle Palestre che aderiscono al Codice Etico.

La cancellazione dal Registro comporta il divieto di utilizzo, in qualsiasi forma, del riconoscimento di “Palestra Etica”.

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