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n.153 del 12.10.2011 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE: Oggetto n. 1663 - Risoluzione proposta dai consiglieri Meo, Defranceschi, Naldi, Mazzotti, Ferrari, Montanari, Pariani, Barbati, Donini, Sconciaforni e Carini per avviare un processo di riordino dei parchi e di modifica della L.R. 6/2005

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

- la Legge 6 dicembre 1991, n. 394 “Legge quadro sulle aree protette”, relativamente alle aree protette regionali, agli artt. 22 e 23 stabilisce che “costituiscono principi fondamentali di riforma economico-sociale la partecipazione degli enti locali alla istituzione e alla gestione delle aree protette” e che, in sede di gestione del parco naturale regionale, “possono essere istituiti appositi enti di diritto pubblico o consorzi obbligatori tra enti locali od organismi associativi ai sensi della legge 8 giugno 1990, n. 142”;

- la Regione Emilia-Romagna ha avviato la propria politica dei parchi attraverso la L.R. n. 11/88, poi sostituita dalla L.R. n. 6/2005 che ha innovato profondamente alcune scelte precedentemente operate ed, in particolare, ha allargato il numero delle tipologie delle aree protette (prevedendo, unica Regione in Italia, la tipologia dei Paesaggi naturali e seminaturali protetti), ha rafforzato le forme della partecipazione e soprattutto ha avviato la rete ecologica, coordinando l’azione delle aree protette con quella dei siti di rete Natura 2000 (SIC e ZPS) e definendo la localizzazione dei corridoi ecologici di livello regionale;

- la legislazione regionale in materia di aree protette si fonda sostanzialmente sui seguenti capisaldi:

  • il pieno coinvolgimento degli enti locali nella gestione delle aree protette;
  • la pianificazione dei territori compresi nelle aree protette come parte della pianificazione territoriale provinciale;
  • l’impegno congiunto di Regione ed enti locali per il finanziamento della gestione dei parchi;
  • un programma triennale regionale che detta gli indirizzi per la gestione del sistema, finanzia gli investimenti strategici, localizza le eventuali nuove aree protette, ecc.;
  • l’individuazione di precisi strumenti atti a garantire la partecipazione dei portatori di interesse;

- la percentuale di territorio destinato a parchi e riserve in Emilia-Romagna è modesta, circa il 6,08% a fronte di una media nazionale del 10.40% e la superficie media dei nostri parchi, se si esclude il Delta del Po che da solo copre circa più di un terzo dell’intera superficie a parco della nostra regione, è di 4mila ettari a fronte di una superficie media nazionale di 10mila ettari.

Considerato che

- l’art. 2, comma 186 bis, della Legge 23 dicembre 2009, n. 191 ha previsto la soppressione dei “consorzi di funzione fra gli enti locali”, soppressione prorogata al 31 dicembre 2011 dall’art. 2, comma 44, della Legge di conversione 26 febbraio 2011, n. 10 (milleproroghe) limitatamente ai consorzi di funzioni costituiti per la gestione degli enti parco istituiti con legge regionale;

- in Emilia-Romagna i parchi regionali sono istituiti per legge e sono gestiti tramite Consorzi obbligatori tra gli enti locali territorialmente interessati (Comuni, Province e Comunità montane) e solo la nostra Regione e la Lombardia hanno scelto la forma organizzativa del Consorzio, mentre tutte le altre Regioni italiane hanno scelto invece la forma dell’Ente regionale di diritto pubblico;

- mentre nelle altre regioni il finanziamento della gestione dei parchi, compreso il personale addetto, è in gran parte a carico delle Regioni, in Emilia-Romagna le spese di gestione sono garantite per circa il 60% dalla Regione e per la restante parte dagli enti soci (Comuni, Comunità montane e Province).

Preso atto che

- l’Assessore regionale all’Ambiente ha elaborato nel novembre 2010 un documento di prime proposte per il riordino dei parchi e la modifica della legge regionale n. 6/2005 con cui sono state avanzate diverse ipotesi di riorganizzazione ed accorpamento delle aree protette regionali;

- il dibattito che si è sviluppato attorno al documento sopra citato ha evidenziato prese di posizione molto articolate da parte degli enti parco, dell’ANCI, dell’UPI, dell’UNCEM, delle associazioni ambientaliste e del mondo agricolo.

Impegna la Giunta regionale

- ad avviare al più presto un processo aperto e partecipato che coinvolga i consorzi di gestione delle aree protette, gli enti locali e i portatori di interessi e che abbia l’obiettivo di arrivare, entro la fine del 2011, al riordino dei parchi e alla modifica della legge regionale n. 6/2005, allo scopo di aumentare l’efficacia delle aree protette nel quadro delle politiche di tutela della biodiversità e per garantire alle stesse un governo certo, trasparente, semplificato e partecipato.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 21 settembre 2011

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