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n.82 del 04.04.2018 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 5588 - Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte ad attivare le misure umanitarie necessarie ad assistere il popolo curdo, coinvolgendo le organizzazioni non governative presenti in loco, a spingere il governo iracheno a fermare la repressione contro i curdi e a garantire la libertà di informazione, cercando inoltre una soluzione capace di coniugare l'autonomia del popolo curdo e la stabilità geopolitica della regione. A firma dei Consiglieri: Mumolo, Caliandro, Sabattini, Rontini, Lori, Campedelli

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

il Kurdistan è un’area, vasta 450 mila kmq, abitata dalla popolazione di etnia curda, suddivisa tra Turchia, Siria, Iran ed Iraq. Comunità curde si trovano anche in alcune repubbliche ex sovietiche, come l’Armenia e l’Azerbaigian. Il popolo curdo è composto da oltre 40 milioni di persone, che da decenni rivendicano una propria autonomia e indipendenza.

I curdi hanno avuto e continuano ad avere un ruolo cruciale nella lotta contro gli integralisti di Daesh e nel contrastare l'avanzata jihadista-salafita. Con la conquista di Mosul il 9 giugno del 2014 da parte delle milizie del Daesh e la rotta dell'esercito di Baghdad che abbandonò la città in mano ai terroristi, i peshmerga curdi sono stati l'unica forza sul terreno in grado di opporsi all'avanzata del Califfato islamico, in grado di controllare nel 2014 buona parte delle province di Ninive e di Anbar.

Proprio in questi giorni il mondo ha celebrato la caduta di Raqqa, prima controllata dall’Isis, avvenuta anche grazie all’azione dei combattenti curdi.

Considerato che

il 25 settembre 2017 è stato indetto un referendum consultivo sull'indipendenza del Kurdistan iracheno, per poi avviare un processo negoziale con il governo di Baghdad e il 92,7% degli elettori ha votato per il sì all’indipendenza.

Nonostante la richiesta delle autorità curde di iniziare un’interlocuzione a fronte dei risultati del referendum, si è creato un clima di tensione sia con il governo iracheno (con la chiusura dello spazio aereo curdo e delle frontiere), sia con i paesi limitrofi come Turchia e Iran (che hanno prontamente applicato sanzioni).

Dietro al rifiuto di un Kurdistan indipendente sono soprattutto ragioni economiche e commerciali essendo la zona ricca di idrocarburi.

Tenuto conto che

è in corso dal 20 gennaio l’operazione “Ramo d’ulivo” lanciata dalla Turchia contro i guerriglieri curdi dello Ypg (“Unità di protezione popolare”), alleati degli americani, in Siria. In particolare a Efrin, oltre che a Kobane e al-Qamishli, (parte della regione autonoma curda Rojava), territori che i curdi e loro alleati hanno liberato dall’Isis, sono in corso attacchi da parte di forze di terra e aeree turche che stanno provocando numerose vittime tra i civili.

Anche nella zona del Kurdistan iracheno è in corso una repressione contro il popolo curdo: a Tuz 150 case appartenenti a famiglie curde sono state incendiate, due stazione televisive curde (Rudaw Tv e Kurdistan 24) sono state chiuse dal Governo iracheno e le minacce e le intimidazioni a giornalisti sono denunciate da diverse fonti.

Le dimissioni del presidente Barzani rischiano di aumentare l’instabilità di una regione impoverita dalla crisi economica, affollata di rifugiati e ora lacerata e divisa tra le fazioni che si contendono il potere.

Impegna la Giunta regionale

ad intervenire presso il Governo perché si attivi, anche in sede di Unione Europea e di organismi internazionali:

- per attivare le misure umanitarie necessarie ad assistere il popolo curdo, coinvolgendo le organizzazioni non governative presenti in loco;

- per spingere il governo iracheno a fermare la repressione contro i curdi e a garantire la libertà di informazione;

- per spingere il Governo turco a fermare gli attacchi contro i curdi;

- per cercare una soluzione capace di coniugare l’autonomia del popolo curdo, l’integrità delle frontiere e la stabilità geopolitica della regione.

Approvata all'unanimità dei presenti nella seduta antimeridiana del 14 marzo 2018

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