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n.301 del 20.11.2015 (Parte Seconda)

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Approvazione delle Linee guida regionali per la riqualificazione integrata dei corsi d'acqua naturali dell'Emilia-Romagna

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Visti:

  • la “Direttiva 2007/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007 relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni” (Direttiva Quadro Alluvioni) che obbliga ciascun stato membro a dotarsi degli strumenti utili ad istituire un quadro di riferimento per la valutazione e la gestione del rischio di alluvioni;
  • la “Direttiva 2000/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000” (Direttiva Quadro per le Acque) che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque ponendo i principi generali ed i nuovi obiettivi in materia di protezione delle acque e degli ambienti acquatici, elaborati secondo un approccio integrato ed interdisciplinare;
  • il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 recante “Norme in materia ambientale”;
  • la Direttiva 92/43/CEE “Habitat” del Consiglio del 21 maggio 1992, relativa alla “Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche” attraverso misure volte ad assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat e delle specie di interesse comunitario elencati negli Allegati I e II;
  • la Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la “Conservazione degli uccelli selvatici”, attraverso la protezione degli habitat relativi alle specie elencate nell'Allegato I e degli uccelli migratori, mediante l’istituzione di Zone di Protezione Speciale (ZPS) e che sostituisce la Direttiva 79/409/CE “Uccelli”, del 2 aprile 1979;
  • la “Direttiva concernente i criteri progettuali per l’attuazione degli interventi in materia di difesa del suolo nel territorio della Regione Emilia-Romagna” approvata con propria deliberazione n. 3939/2004;

Considerato che:

  • la Regione Emilia-Romagna delinea la propria strategia di sviluppo territoriale attraverso il Piano territoriale regionale (PTR), assumendo tra gli altri l’obiettivo della qualificazione e della valorizzazione delle risorse ambientali, mediante un progetto innovativo e condiviso dei rapporti fra ambienti trasformati ed ecosistema, ecologicamente funzionale e rispettoso della capacità di rigenerazione delle risorse naturali;
  • la Regione Emilia-Romagna persegue il raggiungimento di adeguati livelli di sicurezza del territorio attraverso la pianificazione dell’uso e della gestione dei corsi d’acqua e la programmazione degli interventi grazie agli strumenti di pianificazione di bacino già efficacemente contenuta nei Piani per l’Assetto Idrogeologico. attuali e vigenti e sviluppata in adeguamento ai diversi contesti della pianificazione territoriale ed urbanistica;
  • la Regione Emilia-Romagna in attuazione degli obiettivi della Direttiva 2007/60/CE, con il coordinamento dell’Autorità di Bacino del fiume Po, dell’Autorità di Bacino del fiume Arno e dell'Autorità di Bacino del fiume Tevere, nell’ambito dei distretti idrografici di competenza, e con il coinvolgimento delle Istituzioni locali, delle Associazioni e in generale di tutti i portatori di interesse, fino ai singoli cittadini, sta procedendo alla redazione del Piano di gestione del rischio di alluvioni (PGRA), il cui obiettivo è quello di ridurre le conseguenze negative di tali fenomeni nei confronti della salute umana, del territorio, dei beni, dell’ambiente, del patrimonio culturale e delle attività economiche e sociali;
  • il PGRA riassume in sé tutti gli aspetti della gestione del rischio di alluvioni ed in particolare è incentrato sulla prevenzione, la protezione e la preparazione: a tal fine tiene conto in maniera coordinata e sinergica di tutte le misure che occorre adottare per la gestione in “tempo reale” dell’evento e di tutte le misure che occorre predisporre in “tempo differito” in termini di analisi dei processi fisici in atto, individuazione delle criticità, indicazione dei rimedi da declinarsi in interventi strutturali (opere di difesa intensive od estensive) e non strutturali, come le norme per governare la gestione del suolo e delle acque;
  • la Regione Emilia-Romagna ha approvato nel 2005 il Piano di Tutela delle Acque, strumento regionale volto a raggiungere gli obiettivi di qualità ambientale nelle acque interne e costiere della Regione e a garantire un approvvigionamento idrico sostenibile nel lungo periodo, conformemente ai principi generali e agli obiettivi dell’azione comunitaria in materia di protezione delle acque e degli ambienti acquatici dell’Unione Europea:
  • la Regione Emilia-Romagna ha collaborato, per il territorio di competenza, con l'Autorità di Bacino del fiume Po, l’Autorità di Bacino del fiume Arno e l'Autorità di Bacino del fiume Tevere alla redazione dei Piani di Gestione dei Distretti Idrografici, ai sensi dell’art. 117 del D.Lgs. 152/06 per i Distretti Idrografici Padano, Appennino Settentrionale e Appennino Centrale, approvati con DPCM rispettivamente l’8 febbraio 2013, il 21 novembre 2013 e il 5 luglio 2013, e che costituiscono strumento operativo previsto dalla Direttiva 2000/60/CE per attuare una politica coerente e sostenibile della tutela delle acque comunitarie, attraverso un approccio integrato dei diversi aspetti gestionali ed ecologici alla scala di distretto idrografico;
  • nel rispetto delle scadenze fissate dalla Direttiva 2000/60/CE è in corso il processo di riesame e aggiornamento dei Piani di gestione dei Distretti Idrografici, sulla base dei risultati delle attività per l’attuazione delle azioni contenute nel Programma di misure dei precedenti piani, delle linee guida europee sui principali temi di interesse per il nuovo ciclo di pianificazione, e delle azioni chiave ed indicazioni specifiche indicate allo Stato Italia dalla Commissione Europea;

Preso atto che:

  • la pianificazione sulle acque individua in particolare azioni tese ad assicurare un buono stato ecologico dei corpi idrici e degli habitat fluviali prevedendo misure di rinaturalizzazione dei corsi d’acqua per ripristinare processi di autodepurazione e apporto alle falde;
  • l’Unione Europea richiede esplicitamente di realizzare una implementazione integrata delle Direttive comunitarie “Alluvioni” e “Acque” per gestire in modo efficace il rischio idrogeologico raggiungendo al contempo obiettivi di qualità ecologica dei corpi idrici;

Preso inoltre atto che:

  • le nuove norme del Decreto Legge n. 133/2014 (cosidetto “Sblocca Italia”), convertito dalla Legge n. 164/2014, recante “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive” stabilisce all’art. 7 che, a partire dalla programmazione 2015, le risorse destinate agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico sono “destinate prioritariamente agli interventi integrati finalizzati sia alla mitigazione del rischio sia alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità, ovvero che integrino gli obiettivi della Direttiva Acque e della Direttiva Alluvioni”;
  • a questo tipo di interventi integrati, in grado di “garantire contestualmente la riduzione del rischio idrogeologico e il miglioramento dello stato ecologico dei corsi d’acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità, in ciascun Accordo di programma deve essere destinata una percentuale minima del 20% delle risorse”;
  • il DPCM 28 maggio 2015, recante “Individuazione dei criteri e delle modalità per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico”, ha definito una specifica categoria relativa ad “Interventi integrati di mitigazione del rischio idrogeologico e di tutela e recupero degli ecosistemi e della biodiversità”;
  • tale tipologia di interventi, riconosciuta come facente parte del più ampio insieme delle cosiddette “infrastrutture verdi”, come definite nella comunicazione della Commissione Europea n. 249/2013, in conseguenza della sua specifica indicazione normativa, segue una procedura di valutazione parzialmente differenziata;

Ritenuto quindi opportuno e necessario emanare linee guida regionali concernenti specificamente gli interventi innovativi volti a migliorare le condizioni di rischio idraulico e idromorfologico che permettano di raggiungere in maniera integrata gli obiettivi della Direttiva Alluvioni in materia di gestione del rischio di alluvioni e gli obiettivi della Direttiva Acque di miglioramento dello stato ecologico dei corsi d’acqua; a tal fine ci si è avvalsi della consulenza tecnica del Centro Italiano di Riqualificazione fluviale (CIRF);

Dato atto che:

  • le attività di lavoro sono state assistite dal Servizio Difesa del Suolo e della Costa e Bonifica, con funzioni di coordinamento e di verifica dei risultati, ed hanno visto la collaborazione degli altri Servizi regionali a vario titolo competenti, quali il Servizio Tutela e Risanamento della Risorsa Acqua, il Servizio Parchi e Risorse forestali e i Servizi Tecnici di Bacino;
  • sono state svolte periodiche consultazioni con i citati Servizi nonché con l’Agenzia interregionale per il Fiume Po e con l’Unione Regionale delle Bonifiche, che hanno messo in luce come le linee guida in oggetto rappresentano uno strumento di attuazione delle rispettive attività di governo dei corsi d’acqua;

Viste pertanto le ”Linee guida regionali per la riqualificazione integrata dei corsi d’acqua naturali dell’Emilia-Romagna” (di seguito Linee guida), in allegato alla presente quale parte integrante e sostanziale;

Riscontrato che le Linee guida in questione:

  • forniscono un insieme di indirizzi che permettono di coniugare buoni livelli di sicurezza territoriale, di qualità ambientale, ecologica e paesaggistica, nonché di qualità delle acque nell’esecuzione delle pratiche di gestione dei corsi d’acqua naturali e delle loro pertinenze, attraverso la descrizione di esempi concreti che tengono conto del contesto dell’attuale stato dei luoghi e che possono costituire un riferimento operativo nella gestione dei corsi d’acqua di competenza regionale;
  • permetteranno quindi alle diverse strutture tecniche che operano sui corsi d’acqua regionali, di dare risposte progettuali adeguate ai nuovi obiettivi di progettazione integrata fissati dal quadro normativo conseguente alla emanazione delle Direttive comunitarie, delle azioni promosse dallo Stato italiano e alle finalità del sistema della pianificazione di bacino e regionale in materia di gestione dei corsi d’acqua;
  • hanno anche lo scopo di offrire agli amministratori, ai tecnici ed agli operatori di settore e del territorio in generale indirizzi e modelli da applicare e da tenere a guida nell’esercizio delle diverse funzioni ed attività inerenti la gestione del reticolo idrografico;

Stabilito che, a ragione della loro efficacia per la riduzione del rischio idraulico, congiuntamente al miglioramento delle acque e della regione fluviale, nella esecuzione di opere sui corsi d’acqua naturali le Linee guida in oggetto vanno preventivamente prese a riferimento e le tipologie di interventi di riqualificazione ivi descritti vanno comunque considerati nel confronto con le diverse alternative praticabili e la scelta della tipologia di intervento messa in atto motivando la scelta progettuale in relazione al contesto territoriale ed ai benefici attesi;

Riscontrato altresì che, insieme con le “Linee guida per la riqualificazione ambientale dei canali di bonifica in Emilia-Romagna”, approvate con propria deliberazione n. 246/2012, le presenti Linee guida vanno a completare il quadro di indirizzi regionali per il reticolo idrografico;

Dato atto altresì che tali linee guida costituiscono anche la base concettuale, metodologica e tecnica per il necessario aggiornamento della Direttiva regionale approvata con propria deliberazione n. 3939/1994, che comunque mantiene inalterata la vigenza del suo contenuto dispositivo;

Richiamate infine le seguenti proprie deliberazioni:

  • n.1057 del 24 luglio 2006 “Prima fase di riordino delle strutture organizzative della Giunta Regionale. Indirizzi in merito alle modalità di integrazione Interdirezionale e di gestione delle funzioni trasversali”;
  • n. 1663 del 27 novembre 2006 “Modifiche all'assetto delle Direzioni Generali della Giunta e del Gabinetto del Presidente”;
  • n. 2416 del 29 dicembre 2008 “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull'esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007.” e s.m.;
  • n. 1377 del 20 settembre 2010 “Revisione dell'assetto organizzativo di alcune Direzioni Generali;
  • n. 2060 del 20 dicembre 2010 "Rinnovo incarichi a Direttori Generali della Giunta Regionale in scadenza al 31/12/2010";

Dato atto del parere allegato;

Su proposta dell’Assessore alla Difesa del Suolo e della Costa, Protezione Civile, Politiche Ambientali e della Montagna;

a voti unanimi e palesi;

delibera:

1) di richiamare le considerazioni formulate in premessa che costituiscono parte integrante e sostanziale del presente atto;

2) di approvare le “Linee guida regionali per la riqualificazione integrata dei corsi d’acqua naturali dell’Emilia-Romagna” così come riportate nell’Allegato alla presente deliberazione quale sua parte integrante e sostanziale;

3) di stabilire che le” Linee guida per la riqualificazione integrata dei corsi d’acqua naturali dell’Emilia-Romagna” costituiscono strumento di riferimento e supporto, nonché di orientamento omogeneo, da applicare nella gestione dei corsi d’acqua naturali del reticolo idrografico regionale, quando ne ricorrano le condizioni idrauliche, morfologiche ed ambientali;

4) di stabilire in particolare che le “Linee guida per la riqualificazione integrata dei corsi d’acqua naturali dell’Emilia-Romagna” costituiscono strumento di attuazione degli obiettivi e delle disposizioni della Direttiva 2007/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007 relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni;

5) di stabilire oltre a ciò che le “Linee guida per la riqualificazione integrata dei corsi d’acqua naturali dell’Emilia-Romagna” costituiscono strumento di attuazione dei Piani di gestione dei Distretti idrografici, con particolare riferimento ai corpi idrici in stato ecologico non buono;

6) di stabilire altresì che le “Linee guida per la riqualificazione integrata dei corsi d’acqua naturali dell’Emilia-Romagna” costituiscono strumento di riferimento per l’attuazione del D.L. n. 133/2014 (cosidetto “Sblocca Italia”), convertito dalla Legge n. 164/2014, recante “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive” che nella gestione dei corsi d’acqua assegna un ruolo prioritario alla mitigazione del rischio idrogeologico attraverso interventi integrati finalizzati sia alla mitigazione del rischio sia alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità;

7) di stabilire inoltre che nella esecuzione di opere sui corsi d’acqua naturali le Linee guida in oggetto vanno preventivamente prese a riferimento come prioritarie e le tipologie degli interventi di riqualificazione ivi descritti comunque considerate nel confronto con le diverse alternative praticabili e la scelta della tipologia di intervento messa in atto va motivata in relazione al contesto territoriale ed ai benefici attesi;

8) di stabilire infine che le “Linee guida per la riqualificazione integrata dei corsi d’acqua naturali dell’ Emilia-Romagna” costituiscono la base concettuale, metodologica e tecnica di aggiornamento della Direttiva concernente criteri progettuali per l’attuazione degli interventi in materia di difesa del suolo nel territorio della Regione Emilia-Romagna di cui alla propria deliberazione n. 3939/1994, che mantiene comunque invariata la sua cogenza;

9) di disporre la pubblicazione integrale del presente atto nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna;

10) di pubblicare integralmente la presente delibera sul sito web della Regione Emilia-Romagna;

11) di procedere alla stampa delle “Linee guida per la riqualificazione integrata dei corsi d’acqua naturali dell’ Emilia-Romagna”, secondo una veste grafica adeguata alla divulgazione, nel pieno rispetto dei contenuti approvati con il presente atto.

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