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n.58 del 03.03.2016 (Parte Prima)

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Oggetto n. 2270 - Ordine del giorno n. 3 collegato all’oggetto 1887 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Memoria del Novecento – Promozione e sostegno alle attività di valorizzazione della storia del Novecento in Emilia-Romagna". A firma dei Consiglieri: Bertani, Caliandro, Mumolo, Gibertoni, Rancan, Foti, Marchetti Francesca, Ravaioli, Prodi, Bessi, Zappaterra, Calvano, Taruffi, Torri

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

 Premesso che

la memoria collettiva e condivisa di una fase o di un periodo storico non può avere aree oscure o segrete, perché queste impediscono l'esercizio della ricerca, dello studio, della ricostruzione e della comprensione di fatti, eventi e fenomeni;

la storia del '900 è stata contrassegnata da gravi e dolorose vicende, da stragi ed eventi sui quali a lungo è stato opposto il segreto di Stato, individuando vincoli giuridici tali da determinare l'esclusione delle possibilità di accedere a documenti e atti;

in particolare la regione Emilia-Romagna è stata teatro diretto o indiretto di gravissimi atti sui quali ha a lungo insistito il segreto di Stato, come nei casi, peraltro non unici, della strage della stazione centrale di Bologna e della strage di Ustica;

le Associazioni delle vittime, unitamente a molti altri soggetti, anche associativi, e alle Istituzioni hanno con forza e a lungo richiesto la desecretazione della documentazione relativa alle stragi e ai fatti degli anni '60, '70 e '80.

Considerato che

una direttiva del Governo ha stabilito, nel 2014, la declassificazione di tali documenti;

sussistono tuttavia consistenti criticità nell'accesso, nella fruibilità e nella completezza della documentazione resa disponibile: è questo l'allarme dei rappresentanti delle Associazioni delle vittime delle stragi (Ustica, Piazza della Loggia, stazione di Bologna etc), che lamentano una mancata applicazione della direttiva da parte di molte amministrazioni, se non un vero e proprio boicottaggio;

le difficoltà riguardano i temi di versamento delle documentazioni e le stesse modalità tecniche che ridurrebbero l'accessibilità, la completezza e la possibilità di interpretare correttamente la documentazione;

in altri termini il senso e la chiara intenzione della direttiva del Governo verrebbe ad essere smentita e negata nei fatti.

Impegna la Giunta e, per quanto di competenza, l'Assemblea stessa

a farsi promotrice presso il Governo ed il Parlamento di iniziative dirette ad ottenere la piena e sostanziale attuazione del processo di declassificazione dei documenti relativi alle stragi degli anni '60, '70 e '80, corrispondendo ad un'ineludibile esigenza di conoscenza e trasparenza, base fondante di ogni Memoria condivisa;

a richiedere l'utilizzo di modalità tecniche di versamento e di temi di desecretazioni tale da garantire un reale diritto alla conoscenza di tale documentazione;

a promuovere nelle competenti sedi interistituzionali ed interregionali un impegno comune delle Regioni e degli enti locali a supporto dell'effettiva desecretazione della documentazione e delle informazioni su cui è stato frapposto il segreto di Stato.

Approvato all’unanimità dei presenti nella seduta antimeridiana del 2 marzo 2016

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