n.134 del 26.04.2019 (Parte Seconda)

Aggiornamento dell'elenco degli agglomerati esistenti di cui alla delibera di Giunta regionale n. 201/2016 e approvazione delle direttive per i procedimento di autorizzazione allo scarico degli impianti per il trattamento delle acque reflue urbane provenienti da agglomerati e delle reti fognarie ad essi afferenti

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Visti:

- la Direttiva 91/271/CEE, concernente il trattamento delle acque reflue urbane;

- la Direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque;

- il D.Lgs. 3 Aprile 2006, n. 152 e s.m.i., recante “Norme in materia ambientale”;

- il Decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59 “Regolamento recante la disciplina dell'autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, a norma dell'articolo 23 del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35.”;

- il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri 8 maggio 2015 “Adozione del modello semplificato e unificato per la richiesta di autorizzazione unica ambientale – AUA”;

- il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri 27 ottobre 2016 “Approvazione del secondo Piano di Gestione delle acque del Distretto Idrografico Padano”;

- il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri 27 ottobre 2016 “Approvazione del secondo Piano di Gestione delle acque del Distretto Idrografico dell’Appennino Settentrionale”;

- il Piano di Tutela delle Acque (di seguito PTA), approvato con Delibera n. 40 dell’Assemblea Legislativa in data 21 dicembre 2005;

- la Legge regionale 23 dicembre 2011 n. 23 concernente la delimitazione degli Ambiti Territoriali Ottimali e l'organizzazione del servizio idrico integrato;

- la Legge regionale 30 luglio 2015 n. 13 concernente la riforma del sistema di governo regionale e locale e le disposizioni su città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni e ss.mm.ii.;

- la propria deliberazione del 9 giugno 2003 n. 1053 "Direttiva concernente indirizzi per l'applicazione del D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152 come modificato dal D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 258 recante disposizioni in materia di tutela delle acque dall'inquinamento";

- la propria Deliberazione del 14 febbraio 2005 n. 286 concernente gli indirizzi per la gestione delle acque di prima pioggia e di lavaggio da aree esterne;

- la propria Deliberazione del 8/2/2010, n. 350 concernente l’“Approvazione delle attività della regione Emilia-Romagna riguardanti l'implementazione della Direttiva 2000/60/CE ai fini della redazione ed adozione dei piani di gestione dei distretti idrografici padano, appennino settentrionale e appennino centrale”;

- la propria Deliberazione del 12 novembre 2015 n. 1781 concernente l’“Aggiornamento del quadro conoscitivo di riferimento (carichi inquinanti, bilanci idrici e stato delle acque) ai fini del riesame dei piani di gestione distrettuali 2015-2021”;

- la propria Deliberazione del 14 dicembre 2015 n. 2067 concernente l’“Attuazione della Direttiva 2000/60/CE: contributo della regione Emilia-Romagna ai fini dell'aggiornamento/riesame dei piani di gestione distrettuali 2015-2021;

- la propria Deliberazione del 14 dicembre 2015 n. 2087 concernente l’approvazione della “Direttiva relativa al sistema informativo regionale del servizio idrico integrato”;

- la propria Deliberazione del 16 giugno 2017 n. 871 concernente l’”Aggiornamento della “Direttiva relativa al sistema informativo regionale del servizio idrico integrato” di cui alla D.G.R. n. 2087/2015”;

- la propria Deliberazione del 21 dicembre 2015 n. 2204 concernente l’approvazione del modello per la richiesta di autorizzazione unica ambientale per l’Emilia-Romagna;

- la propria Deliberazione del 22 febbraio 2016 n. 201 concernente “Indirizzi all’Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi idrici e rifiuti ed agli Enti competenti per la predisposizione dei programmi di adeguamento degli scarichi di acque reflue urbane”;

- la propria Deliberazione del 31 ottobre 2016 n. 1795 recante approvazione della direttiva per lo svolgimento delle funzioni in materia di VAS, VIA, AIA ed AUA in attuazione della L.R. n.13 del 2005;

Premesso che:

- ai sensi dell’art. 77 del D.Lgs. n. 152/06 la Regione definisce gli obiettivi di qualità per i corpi idrici regionali ed individua le misure utili al raggiungimento di tali obiettivi;

- gli obiettivi di qualità per i corpi idrici regionali già individuati dal Piano di Tutela delle acque sono stati aggiornati dai Piani di Gestione Distrettuali di cui alla Direttiva 2000/60/CE;

- il PTA individua nella disciplina degli standard di qualità degli scarichi delle acque reflue urbane una delle principali misure utili al raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici;

- gli standard di riferimento individuati dal PTA per gli scarichi delle acque reflue urbane rispondono alle esigenze di rispetto del disposto normativo di cui alla Direttiva 91/271/CEE e sono pertanto differenziati in base alla consistenza dell’agglomerato, espressa in abitanti equivalenti (AE), e alla tipologia di area ricevente in cui vengono convogliati gli scarichi (area normale, area sensibile, bacino drenante ad area sensibile);

- la Regione Emilia-Romagna con la L.R. n. 23/2011 ha provveduto ad individuare l’intero territorio regionale quale Ambito Territoriale Ottimale e l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti (ATERSIR) quale autorità di governo dello stesso;

- tra i compiti dell’Agenzia rientra la redazione del Piano d’Ambito per il servizio idrico integrato di cui all’art. 149 del D.Lgs. n. 152/06, tra i cui atti costituenti vi è la ricognizione delle infrastrutture del Servizio Idrico, che deve essere realizzata “anche sulla base di informazioni asseverate dagli enti locali ricadenti nell'ambito territoriale ottimale” (art. 149, comma 2);

- il PTA dispone che gli interventi connessi agli adeguamenti del sistema fognario-depurativo degli agglomerati previsti dal Piano d'Ambito debbano essere coerenti con il Programma di misure per il conseguimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici regionali;

- con la propria deliberazione n. 201/2016 si è provveduto a fornire all’Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi idrici e rifiuti ed agli Enti competenti l’aggiornamento degli indirizzi per l’adeguamento degli scarichi di acque reflue urbane al fine del raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici regionali, secondo le tempistiche così declinate:

  • Agglomerati con consistenza compresa tra 200 e 2.000 AE (grado di copertura del sistema fognario e del sistema depurativo, adeguamento del livello di trattamento degli impianti) - "Livello priorità 1A" - 31 dicembre 2021;
  • Abbattimento dell'azoto negli impianti a servizio degli agglomerati di consistenza superiore a 10.000 AE - "Livello priorità 1B" - 31 dicembre 2021;
  • Agglomerati con consistenza superiore ai 10.000 AE (interventi di adeguamento delle reti esistenti con particolare riferimento all’adeguamento alla normativa regionale vigente degli scaricatori di piena a più forte impatto, ritenuti di priorità più elevata nei Piani di Indirizzo o in altra attività conoscitiva) – “Livello di priorità 2A” - 31 dicembre 2024;
  • Agglomerati con consistenza superiore ai 10.000 AE (interventi di adeguamento alla normativa regionale vigente degli scaricatori di piena a più forte impatto, ritenuti prioritari ma con grado inferiore di priorità nei Piani di Indirizzo o in altra attività conoscitiva) – “Livello di priorità 2B” - 31 dicembre 2030;
  • Agglomerati con popolazione inferiore ai 200 AE (adeguamento ai trattamenti appropriati previsti dalla DGR 1053/2003)- "Livello priorità 3" - 31 dicembre 2030;

Considerato che:

- ai sensi dell’art. 75, comma 5, del D.Lgs. n. 152/2006 le Regioni devono trasmettere al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e a ISPRA le informazioni utili ad assolvere agli obblighi informativi derivanti dalle Direttive Europee ivi compresa la Direttiva 91/271/CE sulle acque reflue urbane che prevede che ogni due anni gli Stati membri aggiornino la Commissione sullo stato di implementazione della stessa nel loro territorio;

- con la propria deliberazione del 22 febbraio 2016 n. 201 si è provveduto, anche, ad individuare l’”Elenco degli Agglomerati esistenti” sul territorio regionale al fine di garantire gli adempimenti circa gli obblighi informativi verso la Commissione Europea sullo stato di attuazione della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane;

- la perimetrazione degli Agglomerati ha carattere dinamico in quanto legata sia allo sviluppo del sistema fognario di raccolta/convogliamento delle acque reflue urbane verso l’impianto di trattamento finale, sia al grado di interconnessione/collettamento degli scarichi di ridotta consistenza verso sistemi fognario depurativi di potenzialità più elevata, ragion per cui, al fine di assolvere agli obblighi informativi derivanti dalla Direttiva 91/271/CE, tale perimetrazione va tenuta costantemente aggiornata;

- l’”Elenco degli Agglomerati esistenti” di cui alla propria deliberazione del 22 febbraio 2016 n. 201 non contiene la perimetrazione degli agglomerati di consistenza inferiore ai 200 Abitanti Equivalenti (AE);

Tenuto conto che:

- per garantire l’esercizio di quanto previsto dall’art. 12 della L.R. n. 23 del 2011 ed anche al fine di consentire ad ATERSIR di poter svolgere le sue funzioni relativamente al Servizio Idrico Integrato, la Regione ha provveduto a costituire un unico Sistema Informativo a livello regionale delle reti e degli impianti del Servizio Idrico Integrato (propria deliberazione n. 2087/2015 e s.m.i.);

- il Sistema Informativo del Servizio Idrico Integrato, attualmente in fase di implementazione da parte dei Gestori del Servizio, costituisce uno strumento innovativo la cui disponibilità è oggi possibile grazie all’avvento di strumenti tecnico/informatici innovativi quali GIS e Geoscanner;

- il Sistema Informativo del Servizio Idrico Integrato, contenente la descrizione esatta del sistema delle reti fognarie regionali, rappresenta lo strumento cardine per l’aggiornamento della perimetrazione degli Agglomerati che rappresentano, di conseguenza, l’individuazione delle aree della Regione servite da pubblica fognatura;

- ai fini dell’aggiornamento delle informazioni disponibili relative agli Agglomerati presenti in Regione e della valutazione delle condizioni di conformità degli stessi alle disposizioni di cui alla Direttiva 91/271/CEE così come riprese dal PTA, con Determina del Direttore Generale Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa n. 6782 del 1 giugno 2015, è stato istituito un Gruppo di Lavoro Tecnico costituito da tecnici di Regione, Province, Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi Idrici e i Rifiuti (ATERSIR), Gestori del Servizio Idrico Integrato (SII) e ARPAE;

- il Gruppo di Lavoro Tecnico di cui al punto precedente, grazie anche all’insieme delle informazioni raccolte nel Sistema Informativo Regionale dei Servizi Idrici, ha provveduto - nelle more dell’adozione della Determina del Direttore Generale di cui al punto 2 del deliberato della citata propria deliberazione n. 201/2016, secondo la metodologia già utilizzata per la redazione dell’Elenco di cui alla medesima Deliberazione - ad aggiornare il Quadro Conoscitivo degli Agglomerati presenti in Regione di consistenza uguale e superiore a 200 AE, e degli impianti di trattamento ad essi associati, nonché a condurre una prima perimetrazione degli Agglomerati di consistenza inferiore ai 200 AE e degli impianti di trattamento ad essi associati, al fine del conseguente aggiornamento dell’”Elenco degli Agglomerati esistenti” e degli obiettivi di adeguamento;

- per tutti gli Agglomerati di cui al punto precedente sono stati aggiornati/individuati gli obiettivi di adeguamento declinati secondo quanto disposto dalla propria deliberazione n. 201/2016;

Preso atto che dalle informazioni raccolte ed elaborate dal Gruppo di Lavoro Tecnico citato risulta che in diversi agglomerati sono presenti interferenze tra i sistemi di scolo naturali o artificiali esistenti sul territorio e le infrastrutture fognarie che possono richiedere interventi infrastrutturali per l’ottimizzazione del funzionamento dei sistemi di raccolta delle acque reflue urbane prodotte negli agglomerati e che pertanto, al fine di proseguire nell’opera di miglioramento dei sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane, si rende necessario procedere alla predisposizione di una Proposta di Programma d’Interventi;

Ritenuto che:

- risulta necessario procedere all’aggiornamento dell’Elenco degli Agglomerati presenti in Regione, ivi compresi gli Agglomerati con consistenza inferiore ai 200 AE, e all’individuazione delle relative necessità di adeguamento ai fini del raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale previsti per i corpi idrici regionali;

- con l’aggiornamento dell’Elenco degli Agglomerati, compresi quelli con consistenza inferiore ai 200 AE, condotto anche sulla base delle informazioni provenienti dal Sistema Informativo Regionale dei Servizi Idrici, verranno nei fatti definiti i perimetri di tutte le aree della Regione servite da pubblica fognatura e che pertanto questo dato potrà essere utilizzato dai Gestori del Servizio Idrico ai fini dell’individuazione puntuale degli utenti tenuti al pagamento della tariffa di cui all’art. 155 del D.Lgs. n. 152/2006;

Ritenuto altresì necessario, al fine di agevolare un comportamento omogeneo su tutto il territorio regionale, adottare specifiche direttive ai sensi dell’art. 15, commi 1 e 11 della L.R. n. 13/2015 e ss.mm.ii. con riferimento ai procedimenti di autorizzazione allo scarico degli impianti per il trattamento delle acque reflue urbane provenienti da agglomerati e delle reti fognarie ad essi afferenti, nonché chiarimenti sugli adempimenti necessari per non inficiare l’efficacia degli interventi di separazione delle reti;

Dato atto che il Consiglio delle Autonomie Locali in data 8 arile 2019 ha reso il proprio parere favorevole, trasmesso con nota PG/2019/0350047 del 8/4/2019;

Visti altresì:

- la Legge regionale 26 novembre 2001, n. 43 "Testo Unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna" e ss.mm.ii.;

- il D.Lgs. 14/3/2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” e ss.mm.ii.;

- la propria deliberazione n. 122 del 28 gennaio 2019 “Approvazione piano triennale di prevenzione della corruzione 2019 -2021”, ed in particolare l’ allegato D “Direttiva di indirizzi interpretativi per l'applicazione degli obblighi di pubblicazione previsti dal D.lgs. n. 33 del 2013. Attuazione del piano triennale di prevenzione della corruzione 2019-2021; 

Richiamate inoltre le proprie deliberazioni:

- n. 2416 del 29 dicembre 2008 "Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull'esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera n. 450/2007" e ss.mm.ii., per quanto applicabile;

- n. 56 del 25 gennaio 2016 “Affidamento degli incarichi di Direttore Generale della Giunta regionale, ai sensi della L.R. n. 43/2001”;

- n. 270 del 29 febbraio 2016 “Attuazione prima fase di riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015”;

- n. 622 del 28 aprile 2016 “Attuazione seconda fase della riorganizzazione avviata con Delibera 2189/2015”;

- n. 702 del 16 maggio 2016 “Approvazione incarichi dirigenziali conferiti nell'ambito delle Direzioni Generali – Agenzie – Istituto, e nomina dei responsabili della prevenzione della corruzione della trasparenza e accesso civico, della sicurezza del trattamento dei dati personali, e dell'anagrafe per la stazione appaltante”;

- n. 1107 dell’11 luglio 2016 “Integrazione delle declaratorie delle strutture organizzative della Giunta Regionale a seguito dell'implementazione della seconda fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015”;

- n. 468 del 10/4/2017 “Il sistema dei controlli interni nella Regione Emilia-Romagna”;

Dato atto che il responsabile del procedimento ha dichiarato di non trovarsi in situazioni di conflitto, anche potenziale, di interessi;

Dato atto dei pareri allegati;

Su proposta dell’Assessore Difesa del suolo e della Costa, Protezione Civile, Politiche ambientali e della montagna,

A voti unanimi e palesi

delibera:

Per le regioni espresse in premessa che qui si intendono integralmente richiamate:

1) di aggiornare l’Allegato di cui alla propria deliberazione 22 febbraio 2016 n. 201, nella parte relativa all’“Elenco degli agglomerati esistenti” che si intende pertanto superato e sostituito con l’Allegato 1 al presente dispositivo;

2) di stabilire che l’“Elenco degli agglomerati esistenti” di cui al punto 1 costituisce l’insieme dei dati e delle informazioni necessarie ad assolvere agli obblighi informativi verso la Commissione Europea sullo stato di attuazione della Direttiva 91/271/CEE nonché la previsione delle esigenze infrastrutturali da inserire nella programmazione d’ambito del Servizio Idrico Integrato riguardanti nuovi agglomerati o modifiche degli esistenti conformemente a quanto indicato dalla propria deliberazione 22 febbraio 2016 n. 201 e nei relativi indirizzi all’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti ed agli Enti competenti. Gli obiettivi e le tempistiche di adeguamento degli scarichi di acque reflue urbane, individuati nell’allegato Elenco ai sensi dei criteri già definiti nella propria deliberazione 22 febbraio 2016 n. 201, che si intendono qui completamente richiamati, essendo stati definiti quali misure utili ai fini del raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici regionali di cui ai Piani di Gestione Distrettuali, sono da considerarsi prioritari nell’ambito degli obiettivi assunti dalla Regione con gli strumenti di pianificazione alla stessa stregua di quelli rispondenti ad esigenze di conformità al diritto comunitario;

3) di stabilire che la perimetrazione degli agglomerati di cui all’allegato “Elenco degli agglomerati esistenti” individua le aree della Regione servite da rete fognaria pubblica. I Gestori del Servizio Idrico Integrato devono provvedere alla verifica puntuale delle perimetrazioni suddette e sulla base dei risultati di tale verifica aggiornare l’elenco degli immobili serviti da rete fognaria pubblica e di conseguenza l’elenco delle utenze domestiche che sono tenute al pagamento della tariffa di fognatura ed eventualmente di depurazione. A seguito di tale aggiornamento il Gestore del Servizio Idrico provvederà ad informare gli utenti circa la loro situazione e, in caso di incongruenze rilevate, ad includerli o ad escluderli dal pagamento dei servizi. Nel caso di esclusione, il Gestore del Servizio Idrico provvederà, entro un anno dall’approvazione del presente atto, nei modi stabiliti dalla legge, a restituire le quote percepite mentre, nel caso di inclusione, a richiedere all’utenza le quote tariffarie dovute entro il medesimo termine. Conseguentemente, gli utenti che a seguito dei controlli di cui sopra risulteranno non allacciati ad una rete fognaria pubblica, dovranno provvedere a regolarizzare la propria situazione amministrativa presentando domanda di autorizzazione allo scarico al Comune territorialmente competente ai sensi della normativa regionale vigente in materia di scarichi qualora non vi siano le condizioni per l’allacciamento alla rete fognaria. In quest’ultimo caso, qualora gli immobili da cui si originano gli scarichi per i quali si richiede l’autorizzazione siano stati realizzati antecedentemente alla pubblicazione della propria deliberazione n. 1053/2003, trova applicazione quanto disposto al paragrafo 4.7, numero II, della predetta deliberazione per gli scarichi esistenti. Nel caso in cui gli immobili da cui si originano gli scarichi per i quali si richiede l’autorizzazione siano stati realizzati successivamente all’entrata in vigore della propria deliberazione n. 1053/2003, trova applicazione quanto disposto al paragrafo 4.7, numero I della medesima Deliberazione per i nuovi scarichi. In quest’ultimo caso, qualora ce ne fosse la necessità, il Comune, in fase istruttoria, potrà riconoscere al richiedente l’autorizzazione un tempo congruo per adeguare il sistema di trattamento dello scarico. Al termine della fase istruttoria il Comune, verificato il rispetto del disposto di cui alla propria deliberazione n. 1053/2003, rilascerà l’autorizzazione allo scarico senza nessun aggravio a carico del richiedente qualora non si possa configurare inadempienza da parte del medesimo. Laddove necessario, i Comuni, in fase istruttoria, potranno richiedere ai servizi territoriali di ARPAE e ai competenti Servizi regionali un supporto tecnico alle decisioni;

4) di dare mandato al Gruppo di Lavoro istituito con Determina del Direttore Generale Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa, del 1 giugno 2015, n. 6782, opportunamente integrato con i tecnici delle Autorità Idrauliche competenti, ed in particolare con i tecnici dei Consorzi di Bonifica, di procedere ad una ricognizione di tutte le interferenze tra canali di bonifica o reticolo idrografico superficiale e le reti fognarie esistenti sul territorio regionale e di redigere, entro tre anni dall’adozione del presente atto, una Proposta di Programma d’Interventi che, in relazione agli scolmatori di piena, avrà anche il valore di Piano di Indirizzo ai sensi della propria deliberazione n. 286/2005. Nel corso della ricognizione delle interferenze di cui sopra, il Gruppo di Lavoro dovrà redigere apposito Elenco dei manufatti rinvenuti di cui provvederà a fornire copia ai diversi uffici SAC di ARPAE che provvederanno agli adempimenti di competenza per l’inserimento degli stessi nell’elenco dei manufatti utili al funzionamento delle reti fognarie afferenti ai diversi Agglomerati. Nella fase transitoria, propedeutica alla redazione e alla realizzazione della Proposta di Programma d’Interventi di cui sopra, i Gestori del Servizio Idrico e le Autorità Idrauliche competenti, ed in particolare i Consorzi di Bonifica, potranno concludere appositi accordi per la gestione tecnico/amministrativa delle interferenze individuate;

5) di approvare gli indirizzi di cui all’Allegato 2 al presente atto, quale parte integrante e sostanziale del medesimo, quali direttive, adottate ai sensi dell’art. 15, commi 1 e 11 della L.R. 13/2015 e ss.mm.ii., per agevolare un comportamento omogeneo su tutto il territorio regionale;

6) di notificare il presente provvedimento ai soggetti interessati;

7) di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico.

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