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n.151 del 31.05.2017 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 4606 - Risoluzione per impegnare la Giunta a farsi portavoce presso Governo e Parlamento affinché vengano istituiti organismi di vigilanza sui bilanci delle cooperative che emettono prestiti sociali, a istituire un fondo di garanzia nazionale a tutela dei sottoscrittori di tali prestiti, nonché a tutelare i sottoscrittori delle cooperative che sono state coinvolte in procedure fallimentari. A firma dei Consiglieri: Torri, Prodi, Calvano, Taruffi, Mori

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

le cooperative sono nate con l'obiettivo principale di difendere il reddito e il lavoro, permettendo alle fasce più deboli della società di trasformarsi in lavoratori "imprenditori di se stessi". Con il passare degli anni la cooperazione, anche grazie all'impianto legislativo, è diventata una parte fondamentale del settore produttivo italiano;

negli ultimi cinque anni, a fronte di una crisi complessiva del settore edilizio, si è assistito ad importanti crisi anche nel settore cooperativo edile, con il fallimento di coop storiche che nella sola provincia di Reggio Emilia hanno mandato in fumo 70 milioni di prestiti sociali, 1480 posti di lavoro diretti e causato la crisi di più di 300 piccole imprese dell'indotto.

Considerato che

il prestito sociale di cui agli articoli 12 della legge n. 127 del 1971 e 13 del DPR n. 601 del 1973, è un importante canale di autofinanziamento del sistema cooperativo italiano la cui equa remunerazione dovrebbe incentivare lo spirito di previdenza e di risparmio dei soci;

il prestito sociale, pur valendo per l'universo delle cooperative italiane oltre 12 miliardi di euro, non è tutelato da adeguati fondi di garanzia, non essendo le cooperative riconosciute come enti dediti alla raccolta ed alla gestione del risparmio, attività riconosciuta ad enti come banche e SGR (società di gestione del risparmio), e non potendo quindi aderire al Fondo di garanzia interbancario a tutela del deposito;

Legacoop in passato si è impegnata in interventi di risarcimento almeno parziale verso i soci, con un rimborso medio ottenuto attraverso solidarietà cooperativa superiore al 40 per cento per un importo di 67 milioni su 141 milioni di prestito intaccato, e che tale impegno va messo in campo anche per le crisi di settore in essere e che va proseguito il percorso di autoregolamentazione che Legacoop ha già messo in atto, utile a rafforzare il modello cooperativo;

la Regione Emilia-Romagna ha adottato nel 2006 una legge la 6/2006 finalizzata alla promozione e tutela della cooperazione e che la Giunta, appena insediata, ha dato piena attuazione alla legge suddetta rendendo immediatamente operativa la Consulta della cooperazione.

Sottolineato che

il modello cooperativo è stato a lungo fiore all'occhiello di questa Regione, contribuendo in larga misura a costruire benessere economico e condizioni di lavoro dignitose;

negli anni del boom del settore edile le cooperative emiliano-romagnole si sono espanse fino a diventare colossi in grado di competere a livello nazionale ed internazionale, per poi finire travolte dalla crisi degli anni duemila;

è sempre più evidente come sia necessario, non soltanto dare continuità agli interventi per la salvaguardia dell'occupazione e per affrontare l'impatto sociale di questa crisi, ma anche una riflessione più profonda da parte del mondo politico, economico ed istituzionale sul futuro del modello cooperativo.

Tutto ciò premesso e considerato

impegna la Giunta a

farsi portavoce presso Governo e Parlamento affinché vengano istituiti organismi che svolgano funzione di vigilanza sui bilanci delle cooperative che emettono prestiti sociali, sulle condizioni di emissione degli stessi e sulla contrattualistica, a cui i soci risparmiatori possano in ogni momento rivolgersi per inoltrare reclami e segnalazioni;

sollecitare Governo e Parlamento con lo scopo di istituire un fondo di garanzia nazionale a tutela dei sottoscrittori, dotato di criteri di rimborso che tengano conto delle diverse dotazioni patrimoniali delle cooperative, da finanziare con versamento pro quota obbligatorio a carico di tutte le cooperative che utilizzino il prestito sociale;

sollecitare Governo e Parlamento e tutti i soggetti coinvolti allo scopo di tutelare i sottoscrittori di prestito sociale delle cooperative che recentemente sono state coinvolte in procedure fallimentari per garantire il ristoro dei prestiti;

avviare una riflessione, a partire dalla Consulta della cooperazione, sulle possibilità di innovazione e sviluppo di nuovi modelli cooperativi, con lo scopo di salvare e far crescere quello che è a tutti gli effetti un grande patrimonio di questa Regione;

mettere in campo tutti gli strumenti utili per la ricollocazione dei lavoratori delle imprese cooperative coinvolte nella crisi.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 9 maggio 2017

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