n. 54 del 31.03.2010 periodico (Parte Seconda)

Recepimento del decreto ministeriale MIPAAF del 23/02/2010 di "Istituzione del Distretto di pesca Nord-Adriatico"

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Visti:

- il Decreto legislativo 4 giugno 1997, n.143: “Conferimento alle Regioni delle funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione dell’ Amministrazione centrale”;

- la Legge Regionale 21 Aprile 1999, n. 3: “Riforma del sistema regionale e locale” ed in particolare il Capo X che disciplina l’esercizio da parte della Regione e degli Enti locali delle funzioni concernenti la materia della pesca marittima, maricoltura e attività connesse, ivi comprese le funzioni amministrative statali conferite ai sensi del comma 2 dell’art. 1 del DLgs 4 giugno 1997, n. 143;

- il Decreto Ministeriale 23 febbraio 2010 del MIPAAF con il quale:

    • è stato istituito il Distretto di Pesca Nord Adriatico includente le aree marine e costiere delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna, comprese nella zona indicata dalla Fao come sub-area 17 (aree omogenee ai fini della tutela e della pesca), indicandone le finalità, gli obiettivi e l’ambito di operatività, definendo competente per la gestione un apposito Comitato che si avvallerà di un Gruppo di dieci esperti;
    • è stato individuato il Comitato di gestione del Distretto di Pesca Nord Adriatico che, nella sua prima fase di applicazione, ha come coordinatore Duccio Campagnoli, per la Regione Emilia-Romagna, ed è, inoltre, composto da Maria Luisa Coppola, per la Regione Veneto e Claudio Violino per la Regione Friuli-Venezia Giulia;

Visti:

- la Legge 14 luglio 1965, n. 963:”Disciplina della pesca marittima” e successive modifiche;

- il Decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639: “ Regolamento per l’esecuzione della Legge 14 luglio 1965, n. 963, concernente la disciplina della pesca marittima” e successive modifiche;

- il Decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153: “Attuazione della legge 7 marzo 2003, n. 38, in materia di pesca marittima” e successive modifiche;

- il Decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154: “Modernizzazione del settore pesca e dell’acquacoltura, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n. 38”e successive modifiche;

Richiamati:

- il Regolamento (CE) N. 2371/2002 del Consiglio del 20 dicembre 2002 relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell’ambito della politica comune della pesca;

- il Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio del 21 dicembre 2006 relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo, recante modifica del regolamento (CEE) n. 2847/93 e che abroga il regolamento (CE) n. 1626/94 che,in particolare, richiama i piani di gestione locali;

- il Regolamento (CE) del Consiglio n. 1198/2006 del 27 luglio 2006 relativo al Fondo Europeo per la pesca (F.E.P.) ed il Regolamento (CE) del Consiglio n. 498/2007 del 26 marzo 2007 recante modalità di applicazione del Regolamento (CE) del Consiglio n. 1198/2006 relativo al Fondo Europeo per la pesca (F.E.P.) 2007/20013 che indicano, in particolare, le iniziative per la tutela delle risorse alieutiche ed ambientali quali azioni nazionali e transnazionali per garantire condizioni socio-economiche sostenibili per il settore;

Richiamati, inoltre:

- il Decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 226: “Orientamento e modernizzazione del settore della pesca e dell’acquacoltura, a norma dell’articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57” e successive modifiche che, in particolare, all’art 4 prevede, al fine di assicurare la gestione razionale delle risorse biologiche ed in attuazione del principio di sostenibilità, l’istituzione di Distretti di pesca, stabilendo che “sono considerati Distretti di pesca le aree marine omogenee dal punto di vista ambientale, sociale ed economico”;

- il protocollo d’intesa delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna siglato a Rimini il 24 febbraio 2003, con il quale si stabilisce una collaborazione interregionale per sviluppare un programma di iniziative condivise in materia di pesca ed acquicoltura nell’Alto Adriatico in armonia con gli indirizzi del Governo italiano in materia di pesca e di acquicoltura;

- l’accordo siglato a Rovigno (Istria) il 4 agosto 2003 fra la Regioni Emilia Romagna, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la Regione Veneto, la Regione Istriana, la Contea Litoraneo-Montana del Quarnero, per promuovere progetti di sviluppo socio-economico nell’Alto Adriatico;

- la dichiarazione conclusiva della Conferenza Ministeriale per una pesca sostenibile e responsabile nel Mediterraneo tenutasi a Venezia il 25-26 novembre 2003 nella quale fu presentato il “Progetto Pilota Alto Adriatico - verso un Distretto di Pesca” da cui emerse la necessità di un impegno ad agire per lo sviluppo di una pesca sostenibile e responsabile nel Mediterraneo, nell’ambito degli strumenti giuridici internazionali pertinenti tra i Ministri dell’area mediterranea ed il Governo italiano;

- l’accordo istituzionale, siglato a Venezia il 23 settembre 2005, fra il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, rappresentato dal Sottosegretario di Stato con delega per la pesca e l’acquacoltura, le Regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, rappresentate dagli Assessori competenti in materia di pesca e di acquicoltura;

- il Decreto del MIPAAF del 28 dicembre 2007 con il quale è stato costituito un gruppo di lavoro con il compito di definire il Documento strategico per l’istituzione del Distretto di Pesca Nord Adriatico;

- il Documento strategico elaborato dal Gruppo di lavoro e trasmesso dall’Assessore Duccio Campagnoli, in qualità di coordinatore, al Ministro delle politiche agricole e forestali con nota prot. n° PG.2008.0259081 del 3 novembre 2008;

Considerato:

- che il D.M del 23 febbraio 2010 del MIPAAF stabilisce fra gli obiettivi anche la predisposizione degli indirizzi e dei piani di gestione locali secondo le priorità condivise dalle Regioni con l’Amministrazione Centrale nonché per il controllo dei risultati e per le azioni da sviluppare;

- che tali piani di gestione devono essere predisposti entro maggio 2010 secondo quanto da Reg. (CE) 1967/2006 ed applicati secondo il Piano Operativo del Fondo Europeo della Pesca FEP 2007-2013;

- che il D.M. 23 febbraio 2010 stabilisce, altresì, che il Comitato di gestione del Distretto nomini dieci componenti del gruppo di esperti di cui avvalersi;

- che quindi si deve provvedere con urgenza all’insediamento del Comitato di gestione e alla nomina del gruppo di esperti previsto;

Richiamate:

- la L.R. 26 novembre 2001, n. 43 recante “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e s.m.;

Richiamata altresì la propria deliberazione n. 2416 del 29 dicembre 2008 e ss.mm. avente per oggetto “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007” e ss.mm.;

Dato atto del parere allegato;

Su proposta dell’Assessore alle Attività Produttive, Sviluppo Economico e Piano Telematico,

A voti unanimi e palesi,

delibera: 

  1. di recepire, per le motivazioni indicate in premessa e che qui si intendono integralmente richiamate, quale atto dovuto, quanto previsto dal Decreto Ministeriale 23 febbraio 2010 del MIPAAF;
  2. di promuovere con urgenza l’avviamento del Comitato di gestione e la nomina dei componenti il gruppo di esperti stabilito dal sopracitato D.M 23 febbraio 2010, per l’avviamento dei piani di gestione locali e per l’applicazione del FEP 2007-2013;
  3. di promuovere, secondo il principio di leale collaborazione e semplificazione amministrativa, aperta alle altre Regioni adriatiche, il complesso degli interventi, le risorse finanziarie destinate all’attuazione degli interventi da parte di ciascuno dei partecipanti (secondo i programmi condivisi);
  4. di delegare la Direzione Generale Attività produttive, Commercio Turismo, tramite il Servizio Economia ittica regionale a compiere ogni atto per l’avviamento e gestione del Distretto secondo gli indirizzi richiamati nel D.M 23 febbraio 2010;
  5. di individuare con successivi atti le risorse finanziarie necessarie per il funzionamento del Distretto di pesca Nord Adriatico, istituendo i relativi capitoli di spesa a carico del Bilancio regionale;
  6. di dare atto che gli atti e documenti citati sono depositati presso il Servizio Economia Ittica regionale;
  7. di pubblicare il presente atto nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.

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