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n.164 del 17.06.2013 (Parte Seconda)

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Recepimento Accordo Stato-Regioni per la proroga del Piano nazionale della Prevenzione 2010-2012. Proroga al 31 dicembre 2013 del Piano regionale della Prevenzione 2010-2012 e conseguente riprogrammazione di obiettivi e azioni

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA 

Richiamata la propria deliberazione n. 2071/2010 di approvazione del Piano regionale della Prevenzione (PRP) 2010 - 2012, che inoltre demanda ad apposite determinazioni dirigenziali l’individuazione di specifici gruppi di lavoro e dei rispettivi coordinatori;

Richiamata la determinazione del Direttore Generale della Direzione generale Sanità e Politiche sociali n. 7601/2011, integrata dalla determinazione n. 8424/2011, con cui, in attuazione di quanto previsto dalla soprarichiamata deliberazione, è stato costituito il Gruppo regionale di lavoro di coordinamento e monitoraggio del PRP e sono stati individuati appositi gruppi di lavoro regionali per specifici programmi/progetti del Piano medesimo, nonché i rispettivi coordinatori;

Richiamata inoltre la propria deliberazione n. 1976/2012, con cui si è provveduto ad individuare il coordinatore del Piano suddetto nella Dottoressa Emanuela Bedeschi, Responsabile del Servizio Sanità pubblica della Direzione generale Sanità e Politiche sociali;

Atteso che in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano è stato sancito in data 7 febbraio 2013, con repertorio n. 53/CSR, apposito Accordo, ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. n. 281/1997, concernente la proroga del Piano nazionale per la prevenzione 2010 - 2012 al 31 dicembre 2013 stabilendo al contempo che le Regioni riprogrammino i propri piani di prevenzione per l’anno 2013, secondo le modalità ivi previste;

Ritenuto di dover procedere al recepimento del soprarichiamato Accordo per la proroga del Piano nazionale per la Prevenzione 2010 - 2012 (allegato 1 al presente provvedimento quale parte integrante dello stesso), sancito anche al fine di fornire indicazioni comuni per la ridefinizione degli obiettivi e delle azioni di prevenzione da assicurare nel territorio nazionale;

Evidenziato che il Piano regionale della prevenzione 2010 - 12 ha promosso e sviluppato l’integrazione tra tutti i soggetti delle comunità locali sulle tematiche sociali e sanitarie, e più in generale sulle scelte che comunque influenzano le condizioni di salute e di benessere, rafforzando così l’obiettivo strategico del Piano sanitario regionale 2008 - 2010 di promuovere la salute in tutte le politiche regionali;

Rammentato altresì che detto Piano ha contribuito allo sviluppo della rete professionale delle Aziende sanitarie, tra di esse e tra esse e i diversi soggetti operanti in ambito sanitario e socio-sanitario; 

Rilevato inoltre che nel triennio di vigenza del Piano si sono raggiunti obiettivi importanti, quali:

  • la costruzione, nel 2010, di un profilo aggiornato delle condizioni di salute della popolazione regionale capace di evidenziare i problemi prioritari e definire conseguenti strategie di azione, concrete e realistiche, nonché di metter a regime sistemi di sorveglianza sugli stili di vita;
  • la sistematicità degli interventi di prevenzione, sia quelli rivolti all’intera popolazione, sia quelli destinati a gruppi selezionati di popolazione a rischio, sia infine quelli di prevenzione delle complicanze;
  • il consolidamento dei buoni risultati raggiunti relativamente alle linee di intervento riguardanti i programmi di vaccinazione, gli screening oncologici, la tutela della salute e sicurezza sul lavoro, la sicurezza alimentare, tanto che tali programmi continuano a far parte dell’attività ordinaria delle Aziende sanitarie regionali;
  • la sistematicità in tutto l’ambito regionale di attività riconosciute efficaci, prima limitate in ambiti territoriali ristretti, come ad esempio gli screening neonatali e pediatrici per la diagnosi precoce di malattie invalidanti;
  • lo sviluppo ulteriore dei programmi, come quelli riguardanti la sorveglianza delle malattie infettive, la promozione della salute, la prevenzione degli incidenti domestici, la prevenzione delle malattie cardiovascolari e delle complicanze del diabete;
  • la sperimentazione e la valutazione maggiormente sistematica di interventi efficaci, ma limitati ad ambiti territoriali ristretti quali la sorveglianza e la prevenzione della fragilità nell’anziano, la prescrizione dell’attività fisica, la promozione del benessere e la prevenzione del disagio negli adolescenti e nei giovani;

Valutato opportuno, proprio nell’ottica di consolidare i risultati del Piano regionale 2010-2012, riformulare alcuni Progetti del medesimo ridefinendone gli obiettivi, in ragione della esigenza di portare a conclusione, in taluni ambiti, le azioni ivi previste;

Considerata altresì la necessità di tener conto dei seguenti principi emersi dalla valutazione complessiva dell’esperienza del PRP 2010 - 2012:

  • centralità del tema delle disuguaglianze come chiave di lettura delle modifiche di contesto e conseguente assunzione del contrasto alle stesse come cardine per la scelta delle azioni da compiere in sanità, anche con l’utilizzo di tecniche di Equity Audit in ambiti selezionati di intervento;
  • conferma della promozione della salute promossa nelle/con le comunità locali come strumento efficace per il miglioramento del benessere della popolazione o di suoi gruppi;
  • ulteriore sviluppo dell’integrazione tra i Servizi (sanitari, sociosanitari e sociali), soprattutto negli interventi verso il malato cronico e le fasce deboli della popolazione; in questo ambito particolare rilievo assume l’integrazione delle attività di prevenzione nelle cure primarie utilizzando il modello organizzativo delle case per la salute come occasione per realizzare interventi proattivi di prevenzione su gruppi di popolazione omogenei per fattori di rischio legati all’età, a stili di vita o a condizioni patologiche;
  • rafforzamento dei progetti di tutela delle “sicurezze” (sul lavoro, sociale, alimentare, ecc.), attraverso interventi che:
    • non si configurino come mera attività ordinaria dei Servizi;
    • siano mirati a settori deboli della popolazione;
    • si configurino come interventi complessivi ed integrati di sanità pubblica;

Ritenuto opportuno che tali principi ispirino la programmazione regionale futura delle attività di prevenzione, nonché la collaborazione da parte di questa Regione al redigendo Piano nazionale della Prevenzione 2014 - 2018, come previsto dall’Accordo sopracitato;

Valutato pertanto di dover prorogare al 31 dicembre 2013 il Piano regionale della prevenzione 2010 - 2012, tenendo conto, da un lato della necessità di completare il raggiungimento di alcuni obiettivi di detto Piano non ultimati al 31 dicembre 2012 e dall’altro delle indicazioni formulate nell’Accordo Stato-Regioni soprarichiamato, con particolare riferimento a:

  • rimodulazione di alcuni obiettivi in taluni Progetti del PRP 2010 - 2012;
  • eliminazione di alcuni obiettivi già pienamente conseguiti o di altri dimostratisi palesemente non raggiungibili;
  • mantenimento di progetti del PRP 2010 - 2012 con indicazione del valore atteso al 31 dicembre 2013;
  • estensione in ambiti territoriali più ampi di progetti a carattere sperimentale o comunque condotti su aree territoriali limitate;

Atteso che sulla base dei risultati conseguiti al 31 dicembre 2012 e di quanto sopra evidenziato, è stato elaborato il documento allegato, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, "Riprogrammazione obiettivi e azioni del Piano regionale della prevenzione per l’anno 2013" che, in particolare, specifica gli indicatori per il 2013 relativamente ai diversi Programmi/Progetti;

Ritenuto di dover confermare quale coordinatore a livello regionale la dottoressa Emanuela Bedeschi, già individuata con la propria deliberazione n. 1796/2012 sopra richiamata e di confermare il Gruppo regionale di coordinamento e monitoraggio costituito con le determinazioni dirigenziali n. 7601/2011 e n. 8424/2011 soprarichiamate in ragione della utilità del lavoro finora svolto, prorogandone la durata al 31 dicembre 2013 nonchè per il tempo necessario a valutarne i risultati, così come indicato dal più volte richiamato Accordo Stato-Regioni;

Ritenuto opportuno assicurare, con apposito atto del Direttore Generale della Direzione generale Sanità e Politiche sociali, la continuità, per il periodo sopraindicato, di specifici gruppi di lavoro e dei loro relativi coordinatori per i principali programmi contenuti nel Piano medesimo;

Acquisito, inoltre, il parere favorevole della Commissione assembleare “Politiche per la salute e politiche sociali”, espresso nella seduta del 28 maggio 2013, agli atti del Servizio Sanità pubblica della Direzione generale Sanità e Politiche sociali;

Richiamata la propria deliberazione n. 2416/2008, "Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull'esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007" e succ. mod.;

Dato atto del parere allegato;

Su proposta dell'Assessore alle Politiche per la Salute;

A voti unanimi e palesi

delibera

per le motivazioni espresse in premesse, che qui si intendono integralmente riportate:

1) di recepire l’Accordo sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano in data 7 febbraio 2013, per la proroga del Piano nazionale della Prevenzione 2010 - 2012, allegato 1, parte integrante del presente provvedimento; 

2) di stabilire la proroga al 31 dicembre 2013 del Piano regionale della Prevenzione 2010 - 2012, di cui alla propria deliberazione n. 2071/2010, approvando conseguentemente il documento “Riprogrammazione obiettivi e azioni del piano regionale della prevenzione per l’anno 2013”, allegato 2, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

3) di confermare la Dottoressa Emanuela Bedeschi, Responsabile del Servizio Sanità pubblica della Direzione generale Sanità e Politiche sociali, quale coordinatore per la realizzazione dei contenuti di quanto previsto nell’allegato documento del Piano regionale della prevenzione (allegato 2), per il periodo di proroga del Piano stesso nonché per il tempo necessario a valutarne i risultati secondo quanto indicato nell’Accordo Stato-Regioni sancito in data 7 febbraio 2013;

4) di confermare altresì il Gruppo regionale di coordinamento e monitoraggio istituito con la determinazione dirigenziale n. 7601/2011, integrata dalla determinazione dirigenziale n. 8424/2011, per il periodo di proroga del Piano nonché per il tempo necessario a valutarne i risultati secondo quanto indicato nell’Accordo Stato-Regioni sancito in data 7 febbraio 2013;

5) di demandare ad apposito atto del Direttore Generale della Direzione generale Sanità e Politiche sociali la definizione di specifici gruppi di lavoro e dei relativi coordinatori per i principali programmi contenuti nel Piano medesimo;

6) di trasmettere il presente atto alla Direzione operativa del Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie;

7) di pubblicare il presente provvedimento e i relativi allegati 1 e 2 nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna (BURERT).

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