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n.153 del 12.10.2011 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE: Oggetto n. 1268 - Risoluzione proposta dal consigliere Favia per esprimere contrarietà nei confronti dell'energia nucleare e per impegnare la Giunta a modificare la propria deliberazione n. 119/2011, limitandone l'applicazione esclusivamente al campo medico ed al decommissioning

Visti

- la risoluzione approvata, il 16 dicembre 2008, dall’Assemblea legislativa in cui si dichiarava il disaccordo e la contrarietà alla installazione di centrali nucleari e alla riattivazione della centrale nucleare di Caorso, si impegnava la Giunta regionale ad attivarsi presso la Conferenza Stato-Regioni ed in ogni altra sede opportuna, per affermare la indisponibilità dell’Emilia-Romagna ad ospitare una centrale nucleare all’interno del territorio, nonché, alla definizione del reale fabbisogno energetico e alla quantificazione della reale possibilità di risparmio energetico, allo sviluppo delle fonti rinnovabili e naturali ed in particolare di quella solare;

- la risoluzione approvata, il 26 ottobre 2010, dall’Assemblea legislativa che riprende i contenuti di quella sopra citata e in cui, grazie a due emendamenti proposti dal Gruppo “Movimento Cinque Stelle” ed approvati a maggioranza, il riferimento al nucleare di quarta generazione e al finanziamento della ricerca sul nucleare di quarta generazione, presenti nel testo originario, sono stati espunti dal testo approvato;

- il Piano Energetico Regionale, approvato con deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 141, del 14 novembre 2007, in cui è assente, nell’ambito delle politiche regionali, qualunque riferimento all’energia nucleare;

- il risultato dei tre referendum abrogativi nazionali del 1987, che ha bocciato, sull’intero territorio nazionale, l’opzione nucleare.

Rilevato che

- nella delibera di Giunta regionale n. 119, del 31 gennaio 2011 e recante: “Approvazione della composizione della commissione tecnica di supporto all’attuazione degli indirizzi della Regione in materia di uso civile dell’energia nucleare” nelle premesse si afferma:

  • “una adeguata politica per la gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi deve dare risposta non solo alle esigenze connesse alla disattivazione della Centrale Nucleare di Caorso, ma anche al materiale radioattivo attualmente proveniente dalle applicazioni nucleari nella ricerca, nel settore industriale e in quello medico”;
  • sussiste un’esperienza in ordine alla gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi consolidatasi a seguito di ricerche e sperimentazioni a livello internazionale che ha trovato applicazione in numerosi impianti a carattere industriale ed è stata recepita in specifiche raccomandazioni e linee guida emanate da autorevoli istituti scientifici e riconosciuti enti di radioprotezione;
  • la Regione Emilia-Romagna intende seguire l’evoluzione della normativa e delle proposte in materia di impieghi civili dell’energia nucleare sulla base degli indirizzi dell’Assemblea legislativa in materia;

ed in cui, infine, si stabilisce di “istituire la Commissione tecnica di supporto all’attuazione degli indirizzi della Regione in materia di uso civile dell’energia nucleare”.

Considerato che

- il nucleare di quarta generazione è una chimera inesistente e che non risultano pubblicazioni scientifiche, anche di quelle più ottimiste, che possano affermare che prima di trent’anni una centrale nucleare di quarta generazione sia pronta, mentre sono necessarie al nostro paese risposte per l’oggi;

- le risorse per la ricerca in campo energetico, già ridotte all’osso, non possono essere dissipate, in maniera improduttiva, nella ricerca sul nucleare, dato che l’energia nucleare non rappresenta un’opzione energetica sostenibile, in primo luogo, dal punto di vista della sostenibilità economica;

- esistono tecnologie concrete e già sperimentate per ridurre i consumi e gli sprechi di energia migliorando, ancora di più, l’utilizzo delle fonti rinnovabili che non derivino da combustibili fossili;

- di fronte alla mancanza di risposte su come risolvere il problema dello smaltimento e stoccaggio delle scorie nucleari, l’unica soluzione ragionevole è quella di non aggiungerne altre, nemmeno per attività sperimentali e di ricerca.

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

invita

- una volta di più, il Governo e il Parlamento nazionali al rispetto della volontà popolare già espressasi contro l’energia nucleare.

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

impegna la Giunta regionale

- a modificare la delibera di Giunta regionale n. 119, del 31 gennaio 2011, delimitando il suo campo di applicazione alle sole attività legate al nucleare in campo medico e alle attività di decommissioning;

- a non distrarre finanziamenti, provenienti dal bilancio regionale e, quindi, dalle tasse di tutti i cittadini, in ricerche di alcun tipo e in associazione con soggetti, sia pubblici che privati, sull’energia nucleare;

- a porre in essere tutte le azioni possibili affinché le uniche attività riconducibili al nucleare, presenti sul territorio regionale, siano quelle strettamente necessarie legate al nucleare in campo medico e alle attività di decommissioning della centrale nucleare di Caorso (PC) e del reattore di Montecuccolino (BO);

- ad attenersi rigidamente agli indirizzi in materia, già più volte emanati dalla stessa Assemblea legislativa, avendo cura di riferire periodicamente, in proposito, alla competente commissione assembleare.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 21 settembre 2011

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