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n.297 del 07.10.2016 (Parte Seconda)

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Approvazione del programma annuale operativo di gestione del cervo 2016-2017 per il comprensorio A.C.A.T.E.R. occidentale e contestuale approvazione del piano di prelievo. Precisazioni in ordine al prelievo del cinghiale in forma collettiva di cui alla deliberazione n. 1546/2016 nei siti delle Aree Natura 2000

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Richiamate:

  • la Legge 11 febbraio 1992, n. 157 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio" e successive modifiche;
  • la Legge Regionale 15 febbraio 1994 n. 8 recante “Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio dell’attività venatoria” e successive modifiche e integrazioni;
  • la Legge Regionale 30 luglio 2015, n. 13 “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro unioni” che disciplina e ripartisce le funzioni amministrative tra Regione, Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro unioni nel quadro delle disposizioni della Legge 7 aprile 2014 n. 56 ed in particolare l'art. 40, che individua le funzioni della Regione, delle Province e della Città metropolitana di Bologna in materia di protezione della fauna selvatica ed esercizio dell'attività venatoria, stabilendo, fra l'altro, che la Regione esercita le funzioni di programmazione e pianificazione nonché tutte le funzioni amministrative in applicazione della normativa comunitaria, statale e regionale, con esclusione delle attività di vigilanza, di applicazione delle sanzioni amministrative e l'introito dei relativi proventi e le attività collegate all'attuazione dei piani di controllo della fauna selvatica, che restano confermati alle Province e alla Città metropolitana di Bologna;

Viste le seguenti deliberazioni di Giunta regionale:

  • n. 2185 del 21 dicembre 2015 con la quale si è provveduto, tra l'altro, ad istituire dal 1 gennaio 2016, presso la Direzione Generale Agricoltura, economia ittica, attività faunistico-venatorie, i Servizi Territoriali Agricoltura, caccia e pesca per ciascun ambito provinciale a fronte delle nuove funzioni di competenza regionale definite dagli artt. 36-43 della citata L.R. n. 13/2015;
  • n. 2230 del 28 dicembre 2015 con la quale, tra l'altro, è stata fissata al 1 gennaio 2016 la decorrenza delle funzioni amministrative oggetto di riordino ai sensi dell'art. 68 della predetta L.R. n. 13/2015 tra le quali quelle relative al settore “Agricoltura, protezione della fauna selvatica, esercizio dell'attività venatoria, tutela della fauna ittica ed esercizio della pesca nelle acque interne, pesca marittima e maricoltura”;

Considerato che la modifica dell'assetto dell'esercizio delle funzioni in materia di protezione della fauna selvatica ed attività faunistico-venatorie di cui alla citata Legge Regionale n. 13/2015 ha imposto una revisione dell'intero articolato della citata Legge Regionale n. 8/1994;

Vista la Legge Regionale n. 1 del 26 febbraio 2016, “Modifiche alla Legge Regionale 15 febbraio 1994, n. 8 'Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio dell'attività venatoria” in attuazione della Legge Regionale 30 luglio 2015, n. 13 “Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città Metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro unioni” e della Legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, con la quale si è proceduto ad una razionalizzazione della materia in relazione all’accentramento a livello regionale dell'esercizio di tali funzioni sopra esplicitato, ed in particolare l'art. 60 recante “Disposizioni finali in ordine al subentro delle funzioni da parte della Regione Emilia-Romagna” che prevede al comma 1 che i Piani faunistico-venatori provinciali hanno efficacia fino alla data di approvazione del Piano faunistico-venatorio regionale;

Richiamato in particolare l’art. 56 della sopracitata Legge Regionale n. 8/1994, come da ultimo modificato dalla predetta Legge Regionale n. 1/2016, relativo alla gestione venatoria degli ungulati, che demanda la disciplina della materia ad apposito regolamento;

Visto il Protocollo d'Intesa tra le Regioni Toscana ed Emilia-Romagna approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 1265 del 13 ottobre 1999 per la gestione condivisa della popolazione del cervo appenninico detta dell' “Acquerino” attraverso programmi e metodi che considerano in modo unitario le popolazioni a prescindere dalle suddivisioni amministrative del territorio dalle stesse occupato;

Dato atto che a tal fine l'areale appenninico è stato suddiviso in tre comprensori ACATER (Areale Cervo dell'Appennino Toscano, Emiliano-Romagnolo):

  • Orientale: province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze;
  • Centrale: Città metropolitane di Bologna e Firenze, province di Prato e Pistoia;
  • Occidentale: province di Modena, Parma, Reggio-Emilia e Lucca;

Atteso che il sopra richiamato Protocollo d'Intesa tra le Regioni Toscana ed Emilia-Romagna, al fine di consentire una corretta, organica ed unitaria forma di gestione della popolazione di cervo dell' “Acquerino”, prevede, tra l'altro, l'istituzione di una Commissione di Coordinamento assistita da una Commissione Tecnica per la predisposizione dei necessari strumenti di gestione, tra i quali, un apposito Regolamento per la gestione faunistico-venatoria della popolazione di Cervo dell'Appennino Tosco-Emiliano;

Dato atto che in attuazione del predetto Protocollo d'Intesa la Regione Emilia-Romagna ha approvato il Regolamento Regionale n. 36/2000 per la gestione faunistico-venatoria della popolazione di Cervo dell'Appennino Tosco-Emiliano;

Preso atto che l'espansione della specie “cervo” sul territorio regionale ha imposto l'estensione delle prescrizioni contenute nel citato Regolamento n. 36/2000, relative alla sola popolazione dell'Acquerino, a tutto il territorio regionale dove è presente la specie “cervo” attraverso la predisposizione di una regolamentazione che ricomprenda, in un unico testo, la gestione faunistico-venatoria degli ungulati;

Visto il Regolamento Regionale del 27 maggio 2008, n. 1 "Regolamento per la gestione degli ungulati in Emilia-Romagna" approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 751 del 26 maggio 2008;

Richiamato il Titolo III del citato R.R. n. 1/2008 “Gestione del cervo” (artt. 7-10) e in particolare:

  • l’art. 7 che prevede, per ciascuna popolazione di cervo presente sul territorio regionale, l’individuazione di un comprensorio, geografico e amministrativo, di gestione corrispondente all’areale distributivo complessivo della popolazione stessa, da aggiornare annualmente;
  • l’art. 8 che prevede, tra l’altro, che per ciascun Comprensorio vengano individuate:
  • una Commissione di Coordinamento, nominata dalla Regione e composta dai rappresentanti delle Regioni interessate, da tutti i soggetti a vario titolo deputati alla gestione della specie (ATC, Parchi, Aziende faunistiche) e da un rappresentante dell’ISPRA;
  • una Commissione Tecnica composta da un tecnico di comprovata esperienza nella gestione del cervo valutata dell’ISPRA, nominato da ciascuna delle Province (ora Regione) ricadenti nel Comprensorio di gestione e da un rappresentante dell’ISPRA;
  • l’art. 9 che individua, quali strumenti di gestione faunistico-venatoria della popolazione di cervo nell'ambito di ciascun comprensorio:
  • un Piano poliennale di gestione, parte integrante dei Piani faunistici provinciali, proposto dalle Commissioni tecniche alle Commissioni di Coordinamento e approvato dalle Province (ora Regione), che definisce:

a) gli obiettivi della gestione a breve, medio e lungo termine finalizzati alla conservazione della specie in un rapporto di compatibilità con le attività agro-silvo-pastorali;

b) gli interventi diretti ed indiretti da realizzarsi sulla popolazione in rapporto con il territorio ospite;

c) l'organizzazione della gestione faunistico-venatoria del cervo nel comprensorio;

  • un Programma annuale operativo proposto dalle Commissioni tecniche alle Commissioni di Coordinamento, che costituisce lo strumento di attuazione delle attività gestionali necessarie per il raggiungimento degli obiettivi previsti nel Piano Poliennale di gestione e che deve contenere:

a) l'individuazione cartografica e l'aggiornamento degli areali riproduttivo e annuale della popolazione;

b) l'individuazione dei distretti di gestione, delle zone e sub-zone di prelievo, suddivisi per singola Provincia (dimensione sub-provinciale);

c) le attività necessarie alla valutazione della consistenza e della struttura della popolazione;

d) il programma delle analisi previste per valutare le condizioni sanitarie e le caratteristiche biometriche della popolazione;

e) i tempi e i metodi di raccolta dei dati inerenti l'impatto della specie sulle attività antropiche;

f) l'organizzazione della gestione faunistico-venatoria dei distretti di gestione;

g) la definizione cartografica e progettuale degli interventi previsti di miglioramento ambientale e di prevenzione dei danni alle produzioni agricole;

h) l'eventuale piano di prelievo venatorio;

i) gli eventuali interventi di cattura.

Nel Programma annuale devono inoltre essere definiti i soggetti responsabili delle attività di cui sopra nonché le modalità e i tempi per la realizzazione delle stesse;

  • l'art. 10 dispone che il prelievo venatorio del cervo e le operazioni ad esso collegate sono organizzate in modo unitario nell'ambito di ciascun comprensorio. Il prelievo viene ripartito nei distretti e nelle zone di caccia in funzione delle esigenze gestionali;

Viste la deliberazioni della Giunta regionale:

  • n. 1068 del 27 luglio 2009 con cui sono stati nominati i componenti della Commissione di Coordinamento per il Comprensorio ACATER Orientale;
  • n. 2118 del 21 dicembre 2009 con cui sono stati nominati i componenti della Commissione di Coordinamento per il Comprensorio ACATER Occidentale;
  • n. 388 del 1 marzo 2000 con cui sono stati nominati i componenti della Commissione di Coordinamento per il Comprensorio ACATER Centrale;

Preso atto che le Commissioni Tecniche dei tre ACATER (Areale del Cervo dell’Appennino Tosco-Emiliano-Romagnolo) Orientale, Centrale ed Occidentale, sono state nominate dalle Province per l’intera durata del Piano Poliennale di Gestione del cervo;

Richiamata la propria deliberazione n. 1209 del 29 luglio 2016 recante “Approvazione dei programmi annuali operativi di gestione del cervo 2016-2017 per i comprensori A.C.A.T.E.R. centrale e orientale e contestuale approvazione del piano di prelievo”;

Dato atto che con la predetta deliberazione n. 1209/2016 si è provveduto all'approvazione dei Programmi annuali operativi di gestione del cervo 2016-2017 per i comprensori A.C.A.T.E.R. Centrale e Orientale, con contestuale approvazione del Piano di prelievo per il territorio di Forlì-Cesena e Bologna, demandando ad un successivo atto l'approvazione del Programma annuale operativo della popolazione di cervo dell’ ACATER (Areale del Cervo dell’Appennino Tosco-Emiliano-Romagnolo) Occidentale unitamente al relativo Piano di prelievo;

Visti i Piani faunistico-venatori della Provincia di Modena, Reggio Emilia e Parma, territori interessati dalla popolazione dell’A.C.A.T.E.R. Occidentale nonché il vigente Piano poliennale di Gestione, che ai sensi dell’art. 9 del citato R.R. n. 1/2008, è parte integrante dei medesimi Piani;

Atteso che il Programma annuale operativo di gestione 2016-2017 relativo alla popolazione di cervo dell’ACATER Occidentale predisposto dalla Commissione tecnica del predetto comprensorio, ai sensi di quanto previsto dal sopra richiamato art. 9 del R.R. n. 1/2008 è stato inviato alla Commissione di Coordinamento competente per Comprensorio in data 19 settembre 2016;

Viste:

  • la nota prot. PG/2016/0618921 del 20 settembre 2016 con la quale è stato richiesto il previsto parere all’ISPRA;
  • la nota prot. n. 56004 del 21 settembre 2016 con la quale ISPRA, pur ritenendo il Piano di prelievo proposto nel suddetto Programma annuale operativo di gestione 2016-2017 coerente con le indicazioni gestionali inserite nel Piano Poliennale e con i principi di prelievo sostenibile, ha indicato alcune modifiche al Piano di prelievo del cervo per la porzione di territorio di Modena;

Ritenuto di conformarsi alle indicazioni di modifica al Piano di prelievo del cervo per la porzione di territorio di Modena proposto nel suddetto Programma annuale operativo di gestione 2016-2017, pervenute da ISPRA nel parere sopra richiamato;

Ritenuto, pertanto, anche alla luce della L.R. n. 13/2015 e dei provvedimenti di riordino sopra richiamati, di provvedere, ai sensi di quanto previsto dagli artt. 9, comma 4, e 10 del citato R.R. n. 1/2008, all'approvazione:

  • del Programma annuale operativo relativo alla gestione del cervo dell’ACATER Occidentale nella formulazione di cui all’Allegato 1 del presente atto quale parte integrante e sostanziale del medesimo;
  • del Piano di prelievo della medesima popolazione di cervo per la porzione di territorio di Modena, Reggio Emilia e Parma di cui all’Allegato 2 del presente atto quale parte integrante e sostanziale del medesimo, dando atto che relativamente ai tempi di prelievo si rimanda a quanto previsto nel calendario venatorio regionale per la stagione venatoria 2016-2017 approvato con deliberazione di Giunta regionale n. 497 dell'11 aprile 2016 successivamente modificata con deliberazione di Giunta regionale n. 1263 del 1 agosto 2016;

Richiamata infine la propria deliberazione n. 1546 del 26 settembre 2016 recante “Approvazione del Piano di prelievo del cinghiale in forma collettiva e del muflone in selezione nei territori di Bologna e Reggio Emilia per la stagione venatoria 2016-2017. Disposizioni in merito al numero minimo dei partecipanti alle azioni di braccata nel territorio di Reggio Emilia.” ed in particolare l’allegato 1 per la parte riferita al prelievo del cinghiale nel territorio di Bologna;

Atteso che per mero errore materiale è stato riportato che nei Siti ricompresi nelle Aree Natura 2000 il prelievo del cinghiale va dal 2/10/2016 al 1/01/2017;

Ritenuto di apportare le necessarie modifiche alla parte riferita al territorio di Bologna, in linea con quanto previsto dall’allegato F del calendario regionale di cui alla deliberazione n. 497 dell’11 aprile 2016, prevedendo che nei Siti indicati nel medesimo allegato F il prelievo al cinghiale avvenga nel periodo ottobre-dicembre 2016;

Ritenuto al contempo di precisare che per la provincia di Forlì-Cesena nei Siti delle Aree Natura 2000 il prelievo dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2016, come peraltro già previsto nell’allegato F del calendario regionale;

Visto il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” e successive modifiche;

Richiamata la propria deliberazione n. 66 del 25 gennaio 2016 “Approvazione del piano triennale di prevenzione della corruzione e del programma per la trasparenza e l'integrità. Aggiornamenti 2016-2018”;

Vista la L.R. 26 novembre 2001, n. 43 “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e successive modifiche;

Richiamate le deliberazioni di Giunta regionale:

  • n. 2416 del 29 dicembre 2008 recante “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007" e successive modifiche ed integrazioni;
  • n. 2189 del 21 dicembre 2015 ad oggetto “Linee di indirizzo per la riorganizzazione della macchina amministrativa regionale”;
  • n. 270 del 29 febbraio 2016 recante “Attuazione prima fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015”;
  • n. 622 del 28 aprile 2016 recante “Attuazione seconda fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015” e successive modifiche;

Dato atto del parere allegato;

Su proposta dell'Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Simona Caselli;

A voti unanimi e palesi,

delibera

  1. di richiamare integralmente le considerazioni formulate in premessa, le quali costituiscono parte integrante e sostanziale del presente atto;
  2. di provvedere, all'approvazione del Programma annuale operativo della popolazione di cervo dell’ACATER (Areale del Cervo dell’Appennino Tosco-Emiliano-Romagnolo) Occidentale nella formulazione di cui all’Allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente atto per la stagione venatoria 2016-2017;
  3. di provvedere, altresì, all'approvazione, ai sensi di quanto previsto dagli artt. 9, comma 4, e 10 del citato R.R. n. 1/2008, del Piano di prelievo del cervo per la porzione di territorio di Modena, Reggio Emilia e Parma di cui all’Allegato 2 anch'esso parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, dando atto che relativamente ai tempi di prelievo si rimanda a quanto previsto nel calendario venatorio regionale per la stagione venatoria 2016-2017, approvato con deliberazione di Giunta regionale n. 497 dell'11 aprile 2016 successivamente modificata con deliberazione di Giunta regionale n. 1263 del 1 agosto 2016;
  4. di modificare l’Allegato 1 della deliberazione di Giunta regionale n. 1546 del 26 settembre 2016 nella parte riferita al prelievo del cinghiale per il territorio di Bologna, in linea con quanto previsto dall’allegato F del calendario venatorio regionale 2016-2017, prevedendo che nei Siti delle Aree Natura 2000 indicati nel calendario per il territorio di Bologna il prelievo al cinghiale avvenga nel periodo ottobre-dicembre 2016;
  5. di precisare, sempre con riferimento alla deliberazione n. 1546/2016, che per la provincia di Forlì-Cesena nei Siti delle Aree Natura 2000 il prelievo al cinghiale debba avvenire entro il 31 dicembre 2016, come peraltro già previsto nell’allegato F del calendario venatorio regionale;
  6. di disporre infine la pubblicazione in forma integrale della presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna, dando atto che il Servizio Attività faunistico-venatorie e pesca provvederà a darne la più ampia diffusione anche sul sito internet E-R Agricoltura e Pesca. 

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