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n.113 del 20.05.2015 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 545 – Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere la campagna “Un’altra difesa è possibile” per la difesa e il servizio civile e la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sull’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e non violenta. A firma dei Consiglieri: Torri, Alleva, Taruffi

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

l’art. 11 della Costituzione italiana recita “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”;

l’art. 52 della Costituzione italiana recita “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici. L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.”;

a partire dalla sentenza 184/85 della Corte Costituzionale, ripresa poi dalla sentenza 228/2004, la giurisprudenza stabilisce che la difesa della Patria prevista dall’articolo 52 della Costituzione è concretizzabile in varie modalità; quella prettamente armata e militare è solo una delle possibili, accanto a varie forme di difesa civile. Anche sul piano legislativo (dapprima con la legge 230/98 “Nuove norme in materia di obiezione di coscienza” e poi con la legge 64/2001 “Istituzione del Servizio Civile Nazionale”) si è ormai consolidato stabilmente nel nostro ordinamento, da oltre venti anni, un concetto più ampio di difesa della Patria.

Visto che

nel corso degli anni l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha consolidato una propria legislazione in merito alla promozione della pace e della gestione nonviolenta dei conflitti, in particolare attraverso:

- la legge regionale 12/2002 “Interventi regionali per la cooperazione con i paesi in via di sviluppo e i paesi in via di transizione, la solidarietà internazionale e la promozione di una cultura di pace”, nella quale all'art. 8 si afferma che “la Regione Emilia-Romagna opera per rendere effettivi i principi costituzionali che sanciscono il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”;

- la legge regionale 20/2003 “Nuove norme per la valorizzazione del servizio civile. Istituzione del Servizio civile regionale”, in cui tra i principi e le finalità vengono ribaditi, tra gli altri:

- “sostenere e sviluppare il servizio civile, quale occasione di crescita e valorizzazione della persona in tutto l'arco della vita, con particolare riferimento al mondo giovanile, sul piano culturale, della solidarietà e della cittadinanza attiva, come temi coessenziali all'educazione, all'istruzione ed alla formazione, per concorrere alla prevenzione dell'esclusione sociale”;

- “valorizzare, nel rispetto della normativa statale in materia di obiezione di coscienza e anche in vigenza della sospensione dell'obbligo costituzionale di leva, il diritto soggettivo dell'obiezione di coscienza all’arruolamento negli eserciti e promuovere la cultura della pace, della nonviolenza e della solidarietà, la cooperazione decentrata, gli scambi ed i gemellaggi, il confronto interculturale, i diritti umani, quali efficaci fattori di prevenzione della guerra e di ogni forma di degenerazione armata dei conflitti”.

Considerato che

la Campagna “Un'altra difesa è possibile” (promossa dalle reti nazionali del movimento per la pace, la nonviolenza, il disarmo, il servizio civile) ha come obiettivo quello di compiere un “passo in avanti” per il disarmo e la difesa civile, promuovendo la costruzione di un Dipartimento che indirizzi il contributo alla difesa civile con le autonomie delle varie componenti oggi esistenti, tra cui il Servizio Civile Nazionale, i Corpi Civili di Pace, la Protezione civile oltre all’Istituto di ricerca per la Pace e il Disarmo;

nel 2015 il Governo destinerà 115 milioni di euro al Servizio Civile Nazionale, unica forma ad oggi pienamente strutturata di difesa civile e sta valutando la possibilità di istituire il Servizio Civile Universale (ipotesi sulla quale il 79,5% dei giovani italiani si dice favorevole).

Tenuto conto che

la difesa della Patria è in primo luogo difesa dei diritti fondamentali come la vita, il lavoro, l'ambiente, i diritti civili e sociali, la dignità e la pace;

il finanziamento della nuova difesa civile dovrà avvenire anche grazie all'introduzione dell'opzione fiscale per i cittadini, in sede di dichiarazione dei redditi, di destinare una quota pari al sei per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche all'incremento della copertura delle spese per il funzionamento ed i progetti del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta ed al funzionamento dei Corpi Civili di Pace e dell'Istituto di ricerca per la Pace.

Impegna la Giunta

ad aderire alla Campagna “Un’altra difesa è possibile”, promossa dalle reti nazionali del movimento per la pace, la nonviolenza, il disarmo, il servizio civile;

a sostenere la campagna per la raccolta delle firme alla proposta di legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”, annunciata nella G.U. n. 153 del 4/7/2014, promossa da Tavolo ICP, CNESC, Forum Nazionale Servizio Civile, Sbilanciamoci, Rete della Pace, Rete italiana per il disarmo, attraverso tutti gli strumenti di comunicazione della Regione Emilia-Romagna;

a sollecitare anche in ambito europeo una discussione comunitaria sul tema al fine di giungere a politiche e strategie condivise entro i Paesi UE.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 5 maggio 2015

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