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n.79 del 23.03.2016 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 1357 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad istituire un tavolo di confronto tra FER, Tper e APT al fine di valutare la fattibilità di un progetto di promozione turistica sul modello del trenino della Val di Non che attraversi tutta la zona dal Po alle terre Matildiche. A firma dei Consiglieri: Prodi, Bagnari, Ravaioli, Montalti, Mori, Rossi Nadia, Soncini, Marchetti Francesca, Rontini, Caliandro, Iotti, Zappaterra, Calvano, Molinari, Tarasconi, Mumolo, Cardinali, Pruccoli

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

in Europa il turismo con i treni d’epoca è molto sviluppato e muove un giro d’affari di oltre 500 milioni di euro (dati forniti da Federcrail); in Gran Bretagna, Francia, Germania Austria, Svizzera (oltre a tutti i paesi dell’Est europeo) sono in funzione decine di linee ferroviarie turistiche esercitate con treni storici e, giusto per citare un paese affine al nostro, in Francia i viaggiatori delle ferrovie storiche e turistiche sono circa 3,5 milioni all’anno;

se all’estero, grazie ad una diversa legislazione, la gestione di questi treni è in capo ad associazioni di volontari che si dedicano anche al recupero dei rotabili storici, della loro manutenzione e del loro esercizio, non di meno in Italia vi sono circa 25 associazioni di volontariato convenzionate con Imprese ferroviarie (di cui 3 in Emilia-Romagna) per collaborare nella gestione del materiale ferroviario storico e diminuire i relativi costi di esercizio;

anche a livello istituzionale, in Italia c’è un aumento di sensibilità in materia, confermato dalla costituzione, da parte della Holding FS, di una specifica fondazione dedicata alla valorizzazione del patrimonio storico aziendale (treni compresi) che è stata resa operativa nel 2013.

Considerato che

sono diverse in Italia le realtà consolidate che dimostrano l’importanza di questi treni per i piccoli centri che attraversano, di cui si citano solo le più importanti: Trenino verde in Sardegna, Trenonatura, operante sulla linea Asciano-Monte Antico nel senese, treno Palazzolo-Paratico in Lombardia, Salento express a Lecce, Treno Turistico della Sila, Transiberiana d’Italia (linea Sulmona Carpinone) e il recente trenino dei castelli della Valle di Non che, inaugurato all’inizio della recente stagione estiva, ha totalizzato il tutto esaurito;

nel 1992 a seguito di un progetto turistico e culturale realizzato congiuntamente da SAFRE, ACT e Provincia di Reggio Emilia è stato restaurato un treno storico con carrozze d’epoca e locomotiva a vapore, che ha compiuto decine di viaggi sulla rete provinciale fino alla fine del 2010;

il convoglio storico è, a tutti gli effetti, un bene culturale (vedi D.Lgs. n. 42 del 22/01/2004) di archeologia industriale che merita di essere valorizzato e reso fruibile dalla cittadinanza, come lo è stato nel periodo 1992 – 2010 ed è recuperabile con oneri limitati, grazie ad un ricovero in locali chiusi che ne hanno garantito il buono stato di conservazione;

dal punto di vista ferroviario, la provincia di Reggio Emilia gode di una positiva singolarità, che non ha eguali nella nostra Regione, consistente in una rete di ben quattro linee minori che coprono il territorio, dalla pianura alle zone collinari a est e ovest del capoluogo toccando alcuni dei luoghi più significativi della nostra terra.

Preso atto che

l’inattività del treno si è avuta dopo circa un anno dall’incorporazione del ramo ferroviario di ACT in FER, a cui è stato ceduto tutto il materiale rotabile, compreso quello storico, restaurato con i fondi degli Enti Locali e mantenuto in efficienza anche col contributo dei volontari del Safre;

il convoglio storico proprietà dell’azienda regionale FER (Ferrovie Emilia-Romagna) può circolare solo a cura di un’impresa di trasporto che lo prenda in carico;

attualmente sono in corso tavoli tecnici presso l’Agenzia nazionale per la Sicurezza Ferroviari (ANSF) e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti con lo scopo di creare norme apposite che permettano una gestione mirata dei veicoli ferroviari storici, col fine di renderli meno onerosi per quanto riguarda la manutenzione e l’esercizio;

alcuni Comuni di importante richiamo storico-culturale, tra cui Canossa, che negli anni hanno personalmente sostenuto le spese per potersi avvalere di tale mezzo, quest’anno, anniversario del Novecentenario della Morte di Matilde di Canossa, hanno avuto seria difficoltà ad avere risposte certe su come potersi avvalere di tale servizio.

Tutto ciò premesso e considerato

impegna la Giunta regionale

ad istituire un tavolo di confronto tra FER, Tper e APT al fine di valutare la fattibilità di un progetto di promozione turistica sul modello del trenino della Valle di Non che attraversi tutta la zona dal Po alle terre Matildiche;

a promuovere inoltre, congiuntamente a FER, Tper e APT, un progetto di valorizzazione complessiva dei percorsi dei treni storici presenti nella nostra regione, come azione concreta per lo sviluppo di un modello innovativo di turismo sostenibile in Emilia-Romagna;

a inviare formale richiesta scritta a Fer e Tper affinché si facciano parte in causa per espletare le formalità di tipo tecnico, normativo ed amministrativo necessarie per ottenere la circolabilità del convoglio, così come era fino al 2010, per rendere fin da ora operativo il convoglio.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 2 marzo 2016

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