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n.283 del 05.11.2015 (Parte Seconda)

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Interventi urgenti relativi al programma di messa in sicurezza idraulica, connessi ai fiumi che hanno generato gli eventi alluvionali abbattutisi sulla provincia di Modena tra il 17 ed il 19 gennaio 2014, interessanti i Comuni già colpiti dal sisma del 2012 individuati nel decreto legge del 28 gennaio 2014, n. 4. Approvazione ulteriore stralcio

IL PRESIDENTE

IN QUALITA’ DI COMMISSARIO DELEGATO

ai sensi dell’art. 1 comma 2 del D.L. n. 74/2012 ed ai sensi dell’art.1 del d.l. n. 74/2014

VISTI:

- la delibera del Consiglio dei Ministri del 9 maggio 2013, pubblicata nella G.U. n. 113 del 15 maggio 2013, con la quale, in conseguenza delle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nei mesi di marzo e aprile 2013 e della tromba d’aria verificatasi il giorno 3 maggio 2013 nel territorio della Regione Emilia-Romagna, è stato dichiarato lo stato di emergenza fino al 7 agosto 2013, prorogato fino al 6 ottobre 2013, con deliberazione del Consiglio dei Ministri del 2 agosto 2013, pubblicata nella G.U. n. 189 del 13 agosto 2013 e, da ultimo, ulteriormente prorogato fino al 3 febbraio 2014 con deliberazione del Consiglio dei Ministri del 27 settembre 2013, pubblicata nella G.U. n. 235 del 7 ottobre 2013;

- la delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2014, pubblicata nella G.U. n. 34 del 11 febbraio 2014, con la quale è stato dichiarato lo stato di emergenza, per la durata di 180 giorni ovvero fino al 30 luglio 2014, in conseguenza degli eccezionali eventi alluvionali verificatisi nei giorni dal 17 al 19 gennaio 2014 nel territorio della provincia di Modena prorogato per 180 giorni ovvero fino al 26 gennaio 2015 con delibera del Consiglio dei Ministri del 23 luglio 2014, pubblicata nella G.U. n. 182 del 7 agosto 2014;

- il decreto-legge 12 maggio 2014, n. 74 “Misure urgenti in favore delle popolazioni dell’Emilia-Romagna colpite dal terremoto e dai successivi eventi alluvionali verificatisi tra il 17 ed il 19 gennaio 2014, nonché per assicurare l’operatività del Fondo per le emergenze nazionali” pubblicato nella G.U. n. 108 del 12 maggio 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 giugno 2014 n. 93, che all’articolo 1, comma 1, autorizza il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Commissario delegato per la ricostruzione connessa al sisma del maggio 2012 ai sensi dell’art. 1 del decreto-legge n. 74/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122/2012, ad operare per l’attuazione degli interventi per la ricostruzione, l’assistenza alle popolazioni e la ripresa economica nei territori dei comuni dell’Emilia-Romagna interessati dagli eventi alluvionali verificatisi tra il 17 e il 19 gennaio 2014, individuati dall’articolo 3 del decreto legge n. 4/2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 50/2014, limitatamente a quelli già colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, nonché dalla tromba d’aria del 3 maggio 2013, individuati a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei Ministri del 9 maggio 2013 ed in attuazione dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile del 27 maggio 2013 n. 83 ed a garantire il coordinamento delle attività e degli interventi derivanti dalle predette emergenze;

- l’ordinanza n. 1 del 5 giugno 2014 recante “Misure per il coordinamento istituzionale degli interventi destinati alla ricostruzione, all’assistenza alle popolazioni e la ripresa economica limitatamente ai Comuni del territorio dell’Emilia-Romagna già colpiti dal sisma del 2012, interessati dagli eventi alluvionali verificatisi tra il 17 e il 19 gennaio 2014 nonché dalla tromba d’aria verificatasi il 3 maggio 2013 , con la quale è stato istituito un comitato ristretto ed uno staff tecnico composto da i rappresentanti delle strutture tecniche della Regione Emilia-Romagna, delle Province di Modena e Bologna, l’AIPO e i Consorzi di bonifica interessati, con il compito di formulare al Comitato istituzionale, le proposte degli interventi necessari al superamento dello stato di emergenza nel territorio della provincia di Bologna e Modena;

- la determinazione n. 61 del 4/7/2014 del Dirigente del Servizio Sicurezza del Territorio e Cave della Provincia di Modena di costituzione dello staff tecnico soprarichiamato, così come integrata con successiva determinazione n. 19 del 9/06/15;

EVIDENZIATO che il Commissario delegato:

- ai sensi dell’articolo 1, comma 5, del decreto legge n. 74/2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 93/2014, può destinare complessivamente 210 milioni di euro, di cui 160 milioni nel 2014 e 50 milioni nel 2015 alla copertura degli oneri per contributi ai soggetti privati danneggiati dagli eventi in parola e per i più urgenti interventi connessi al programma di messa in sicurezza idraulica dei territori connessi ai fiumi che hanno generato gli eventi alluvionali, nonché per il ripristino di opere pubbliche o di interesse pubblico, beni culturali, strutture pubbliche adibite ad attività sociali, socio-sanitarie e socio-educative, sanitarie; ricreative, sportive e religiose, edifici di interesse storico-artistico che abbiano subito danni a seguito di tali eventi;

- ai sensi dell'art. 1, comma 3, del citato D.L.12 maggio 2014 n. 74 può avvalersi, per la realizzazione degli interventi e delle attività emergenziali, dei Sindaci dei Comuni colpiti dagli eventi e dell’amministrazione della regione Emilia-Romagna, e del Presidente e dell’amministrazione della Provincia di Modena per quanto riguarda gli eventi alluvionali del 17 e 19 gennaio 2014, adottando idonee modalità di coordinamento e programmazione degli interventi stessi; 

CONSIDERATO che, per quanto riguarda i più urgenti interventi connessi al programma di messa in sicurezza idraulica: 

- con ordinanza n. 3 del 5 giugno 2014 è stato approvato l’Allegato 1 che, unitamente all’allegato 2 della medesima ordinanza, costituisce il primo stralcio degli interventi più urgenti relativi al programma di messa in sicurezza idraulica dei territori colpiti dagli eventi alluvionali, alcuni dei quali aventi carattere manutentivo nei tratti arginati dei fiumi Secchia e Panaro, funzionali al ripristino delle arginature in corrispondenza dei tratti danneggiati da tane animali e al mantenimento della sezione di deflusso attraverso l’asportazione del materiale flottante, altri destinati al superamento di criticità puntuali quali fenomeni di filtrazione, ripresa frane, risagomatura reticolo minore, ecc.; 

- con ordinanza n. 5 del 8 luglio 2014 è stato approvato il secondo stralcio degli interventi urgenti di messa in sicurezza idraulica per il superamento delle criticità originate dagli eventi alluvionali del 17 e 19 gennaio 2014, poi rimodulato per quanto riguarda gli importi di alcuni progetti con Ordinanza n. 11 del 2/9/2015, avendo a riferimento le misure di cui alla scheda ARS per i fiumi Secchia e Panaro contenuta nello schema di Progetto di Piano per la valutazione e la gestione del rischio alluvioni pubblicata dall’Autorità di Bacino; 

- con ordinanza n. 11 del 10 ottobre 2014 è stato approvato in Allegato 2 un elenco di interventi urgenti finalizzati al contenimento del rischio idraulico attraverso lo sfalcio straordinario delle arginature dei fiumi Secchia e Panaro, comprese le relative Casse di Espansione, e dei Canali Naviglio, Argine e Minutara; 

- con ordinanza n. 4 del 13 marzo 2015 è stato autorizzato un ulteriore stralcio di interventi sui principali affluenti di Secchia e Panaro immediatamente a sud della città di Modena con la finalità di adeguare strutturalmente e funzionalmente il sistema difensivo esistente e di adeguare nodi e tratti particolarmente critici al fine di ridurne la pericolosità in caso di eventi di piena (Allegato 3), e ancora su Secchia e Panaro per dare continuità agli interventi urgenti già programmaticon Ordinanza n. 3/14 finalizzati a fronteggiare le criticità arginali evidenziate anche durante le campagne periodiche di monitoraggio messe a punto dal sistema di protezione civile provinciale (allegato 4); 

- con ordinanza n. 7 del 16/06/2015 e relativo allegato pubblicato con Ordinanza n. 8 del 23/06/2015, sono state stanziate risorse per la realizzazione degli ulteriori interventi urgenti funzionali al ripristino dell’officiosità idraulica del reticolo colpito dagli eventi alluvionali di cui trattasi, con particolare riferimento alla Cassa di Espansione del fiume Secchia e alle arginature del fiume Panaro, in coerenza ai contenuti del Progetto di Piano di Gestione del Rischio Alluvioni pubblicato a fine anno 2014; 

CONSIDERATO inoltre

- il D.L. 12 maggio 2014 n. 74, così come convertito dalla Legge 26 giugno 2014, n. 93, in particolare, il comma 6 bis dell’art. 1 che prevede che gli interventi di messa in sicurezza idraulica debbano integrare gli obiettivi della Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, e della direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007, relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi alluvione; 

- il D.Lgs. 152/06 e s.m.i. e il D.Lgs. 49/2010 di recepimento delle suddette Direttive comunitarie, ed in particolare l’attività per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvioni definita dal citato D.Lgs. 49/2010 (in piena conformità con gli indirizzi della Direttiva 2007/60/CE), strutturata in una sequenza di adempimenti successivi; 

- il decreto del Segretario Generale dell'Autorità di Bacino del Po n. 122 del 20 giugno 2014, col quale nell’ambito del suddetto percorso previsto dal D.Lgs. 49/2010 sono state pubblicate le Mappe di pericolosità e del rischio di alluvioni e lo Schema di Progetto di Piano del rischio alluvioni; 

- il Progetto di Piano di Gestione del Rischio alluvioni pubblicato il 22/12/2014 sul sito dell'Autorità di Bacino del Po, anche ai fini dell’avvio delle fasi di consultazione, ed in particolare le sezioni IVA e VA, nelle quali sono inserite le schede monografiche delle aree a rischio significativo di alluvione (ARS) di livello Distrettuale (tra cui Secchia e Panaro), Regionale (tra cui per la Regione Emilia-Romagna le ARS relative all'area omogenea collina-montagna; all'area pianura - corsi d'acqua naturali e di pianura; all'area pianura - reticolo secondario di bonifica) e Locale (aree oggetto di segnalazioni di tipo localizzato) che riportano le misure previste dal Piano per il raggiungimento degli obbiettivi di mitigazione del rischio e salvaguardia della vita umana; 

- le schede monografiche delle ARS distrettuali dei fiumi Secchia e Panaro (dalla Cassa di espansione alla confluenza in Po) che prevedono, nell’ambito misure di prevenzione e protezione (art.7, comma 3, lettera a del D.lgs 49/2010 di recepimento della Direttiva comunitaria 2007/60/CE), l’obiettivo specifico di “Garantire una adeguata manutenzione ordinaria e straordinaria degli alvei e dei sistemi difensivi”, cui corrispondono le misure:

  • “Predisporre, comunicare ed attuare il programma di gestione della vegetazione ripariale dell’alveo finalizzata a garantire una adeguata capacità di deflusso del tratto arginato, approfondendo le valutazioni svolte nello Studio di fattibilità dell'AdbPo” per il Secchia e analogamente “Predisporre, comunicare ed attuare il programma di gestione della vegetazione ripariale dell’alveo finalizzata a garantire una adeguata capacità di deflusso del tratto arginato” per il Panaro;
  • “Sviluppare il programma di sorveglianza e manutenzione dei rilevati arginali e delle opere complementari (chiaviche, manufatti sollevamento, ecc.) organizzato per criticità”; 

CONSIDERATO inoltre che: 

- la relazione tecnico-scientifica redatta sull’evento alluvionale del gennaio 2014 da una Commissione appositamente costituita dalla Regione Emilia-Romagna (pubblicata in data 9 luglio 2014) aveva evidenziato, tra l’altro, come la presenza di un sistema articolato di tane animali sia stata determinante ai fini del collasso arginale; 

- nell’ambito dei lavori dello Staff Tecnico, cui compete la definizione delle misure di mitigazione da adottare con particolare attenzione a quegli aspetti che richiedono la messa in atto di differenti competenze e l’individuazione di misure opportunamente calibrate tra aspetti idraulici, vegetazionali, faunistici e di tutela del territorio, è emersa la necessità di affrontare anche strutturalmente il tema della “manutenzione” dei corsi d’acqua con riferimento a quegli aspetti che maggiormente incidono sulla messa in sicurezza idraulica: gestione della vegetazione ripariale e gestione della fauna responsabile della realizzazione delle tane nelle arginature; 

- sono quindi state avviate già dall’estate 2014 le attività propedeutiche alla definizione delle modalità di gestione della vegetazione ripariale in alveo e quelle funzionali al superamento delle criticità dovuta alla presenza di tane suddivise in interventi di chiusura delle tane presenti e di gestione della fauna responsabile; 

- rapidamente è stato possibile definire il “Programma di gestione della vegetazione ripariale nei fiumi Secchia e Panaro”, condiviso a settembre 2014, e dar seguito ad interventi di chiusura tane per le prime annualità opportunamente finanziati con ordinanza 3/14 e successivamente integrati con Ordinanza 4/15; 

- per quanto riguarda la gestione della fauna selvatica dai dati disponibili (anche riportati nella soprarichiamata relazione tecnico-scientifica) risultava evidente la presenza di mammiferi selvatici con differenti status giuridici: volpi, tassi ed istrici con livelli di protezione assai differenti (l’istrice ad esempio è elencato tra le specie di cui all’Allegato IV della Direttiva 92/43/CEE del Consiglio per cui si applica il regime di protezione rigorosa); 

- la possibilità di interventi in grado di limitare l'impatto delle diverse specie con abitudini fossorie va dunque inquadrata all'interno delle specifiche normative di riferimento. In particolare il comma 2 dell'art. 19 della L. 157/92 individua nella Regione l'Ente responsabile ad attuare piani di limitazione numerica, anche nei territori vietati alla caccia,....per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, alla condizione che il competente Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS), ora ISPRA, abbia verificato l’inefficacia di metodi ecologici, esprimendo quindi un parere sulla proposta di controllo avanzata; 

- in Regione Emilia-Romagna tale competenza è delegata alle Province, in base all'art. 16 della L.R. 8/94. 

Dato atto che:

- la Direttiva 92/43/CEE (Habitat) prevede all’art. 16 che qualora non esista altra soluzione soddisfacente e non si pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle popolazioni della specie interessata, gli Stati membri possano derogare ai vincoli imposti dalla direttiva “nell’interesse della sanità e della sicurezza pubblica e per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico.” 

- in base a quanto stabilito dall’art. 16 di cui sopra, il D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357 ha previsto all’art. 11 che il Ministero dell’Ambiente, sentiti per quanto di competenza il Ministero delle Politiche Agricole e l’ex Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (ora ISPRA), può autorizzare le deroghe alle disposizioni previste agli articoli 8, 9 e 10, comma 3, lettere a) e b).

Pertanto: 

- sono state da subito avviate da parte dello Staff Tecnico attività di confronto con ISPRA, soggetto deputato ai sensi della L. 157/92, finalizzate alla definizione delle possibili modalità di intervento nei confronti della fauna selvatica ad abitudini fossorie che ha rilevato la necessità di procedere ad un puntuale censimento delle effettive criticità lungo tutti i tratti arginati; 

- con il supporto del sistema di protezione civile provinciale e la supervisione dello staff tecnico è stata quindi impostata un’attività di monitoraggio ordinario delle arginature, con apposita schedatura, per supportare AIPO nel censimento delle tane e altre criticità già presenti negli argini;

- tale attività ha previsto la rilevazione in campo delle tane, la compilazione di apposite schede di censimento, la georefenziazione dei dati raccolti e la condivisione in sede di Staff tecnico per l’analisi congiunta e la messa in atto delle azioni necessarie;

Preso atto che: 

- dall’analisi dei dati si è rilevata strategica la definizione di un piano di limitazione numerica di carattere "ordinario" sui rilievi arginati dei due fiumi principali ove il proliferare di tane animali in numero sempre maggiore ne compromette la stabilità e rischia di vanificare i numerosi investimenti messi in atto per gli adeguamenti strutturali delle opere di difesa idraulica del territorio modenese; 

- lo staff tecnico, sentito l'ISPRA, ha provveduto ad elaborare un documento programmatico di tipo ordinario finalizzato alla prevenzione dei danni causati da mammiferi con abitudini fossorie denominato "Relazione di inquadramento per proposta di attuazione di piani di limitazione numerica (controllo) di mammiferi selvatici ad abitudini fossorie” e che tale documento è stato inoltrato ad ISPRA ed al Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare per il previsto parere di competenza in data 21/07/2015 con nota della Provincia di Modena (Ente competente per l’attuazione dei piani di limitazione numerica) prot. n° 70630 e in data 31/08/2015 e 28/09/2015; 

- ISPRA e il Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, rispettivamente con note acquisite agli atti della Provincia con prot. n° 79532 e n° 86295, hanno espresso parere favorevole alla proposta suddetta che prevede interventi su volpi (Vulpes vulpes), tassi (Meles meles) ed istrici (Hystrix cristata) rendendo ordinari gli interventi lungo le aste fluviali principali. 

- tali interventi prevedono l’abbattimento o la traslocazione degli animali a seconda del rispettivo livello di protezione attraverso l’attuazione di specifici piani di limitazione con un arco temporale triennale e conseguente chiusura delle tane liberate; 

CONSIDERATO inoltre che:

- la Provincia di Modena ha già provveduto ad approvare i suddetti Piani di limitazione numerica con atti del Presidente rispettivamente n. 204 del 14/10/2015 per la specie tasso, n. 205 del 14/10/2015 per l’istrice e n.208 del 15/10/2015 per la volpe, identificando per ciascuno metodi, mezzi e strumenti, tempistiche di riferimento nonchè il personale che può essere autorizzato a seguito di formazione sulla base di quanto disposto nella "Relazione di inquadramento per proposta di attuazione di piani di limitazione numerica (controllo) di mammiferi selvatici ad abitudini fossorie” soprarichiamata e sulla base della quale gli Enti preposti (ISPRA e Ministero dell’Ambiente) hanno espresso parere favorevole; 

- l’attuazione dei piani prevede lo stanziamento di risorse al fine di acquistare la strumentazione necessaria (gabbie di cattura e relativi materiali di consumo per la gestione) nonché le prestazioni di servizio e convenzioni per il coinvolgimento del personale necessario; 

RAVVISATA l’importanza di procedere con urgenza ad approvare le risorse finalizzate ad integrare gli interventi di “manutenzione strutturale” straordinaria impostati a seguito degli eventi alluvionali al fine di garantirne una rapida messa in esecuzione con continuità nel tempo ed in particolare:

- attuazione dei piani di limitazione numerica degli animali ad abitudine fossorie con Ente attuatore Provincia di Modena, competente ai sensi della L.R. 8/94 e s.m.i. che attribuisce alle Province le deleghe delle funzioni di cui alla L. 157/92;

- continuità agli interventi finalizzati al superamento delle criticità puntuali, quali ripristino delle arginature in corrispondenza di tratti danneggiati da tane animali e rimozione dei depositi di materiale flottante con Ente attuatore AIPO. 

RAVVISATA la necessità ed urgenza di approvare dunque un ulteriore stralcio di interventi di messa in sicurezza idraulica dei territori connessi ai fiumi che hanno generato gli eventi alluvionali, riportato nell’allegato 1 al presente atto, come specificati nelle rispettive schede di dettaglio, oggetto di valutazione positiva ad esito dell’istruttoria condotta da parte della Provincia di Modena e dal servizio Difesa del Suolo, della Costa e bonifica d’intesa con l’Agenzia Regionale di Protezione civile; 

PRESO ATTO, altresì, che:

- le finalità e le tipologie di interventi ritenuti prioritari sono stati condivisi con i Comuni interessati e gli Enti attuatori medesimi anche in incontri svoltisi presso la Provincia di Modena il 30 settembre 2015 e 7 ottobre 2015 (seduta dello staff tecnico verbalizzato con nota 92927 del 21/10/2015);

- gli interventi di cui all’allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente ordinanza rispondono alle finalità e criteri indicati in precedenza e che è necessario provvedere alla loro esecuzione;

- il fabbisogno complessivo risultante dalle previsioni di spesa per gli interventi elencati nell’allegato 1 ammonta ad € 800.000,00;

DATO ATTO CHE ai sensi del suddetto comma 5 dell’art. 1 del D.L. 74/14, così come convertito dalla Legge 26 giugno 2014, n. 93, gli enti attuatori possono applicare le disposizioni di cui all’art. 10 del D. L. 83/2012, convertito in L. 134/2012, con particolare riguardo a: localizzazione degli interventi, dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza degli interventi, disposizioni in materia di occupazione d’urgenza ed espropriazione delle aree e affidamento degli interventi; e che possono verificare l’applicabilità, laddove possibile, delle disposizioni di cui al D.L. 91 del 24 giugno 2014 così come convertito con L. 116/14 e al D.L. 133 del 12 settembre 2014 cosi come convertito con L. 164/2014 che recano disposizioni per la realizzazione degli interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico nel territorio nazionale;

RITENUTO di autorizzare la spesa complessiva di 800.000,00 degli Enti attuatori specificati nell’allegato 1, parte integrante del presente atto, per la realizzazione degli ulteriori interventi urgenti funzionali alla manutenzione strutturale ordinaria del reticolo colpito dagli eventi alluvionali di cui trattasi, secondo il riparto e nei limiti di importo ivi specificati in corrispondenza di ciascun intervento;

RITENUTO inoltre opportuno disporre che le procedure per la realizzazione degli interventi di cui all’allegato 1 della presente ordinanza siano quelle definite nell’Allegato 3 dell’ordinanza n. 3 del 5/6/2014, così come già integrato dall’ordinanza n. 4 dell’8 luglio 2014, con le seguenti ulteriori specificazioni:

- per quanto riguarda il punto 3 “termine per l’affidamento e l’ultimazione degli interventi” il testo è sostituito dal seguente:

  • l’intervento codice 12015 deve essere affidato entro il 31/12/2015 e garantire la realizzazione delle attività previste dai Piani di limitazione numerica di cui in premessa per l’intera validità degli stessi;
  • gli interventi codice 12016, 12017, 12018, 12019 devono essere affidati ciascuno per dare continuità all’analogo intervento già approvato con l’allegato 4 dell’ ordinanza n. 4/15 (rispettivamente aventi codice identificativo 11417, 11418, 11419, 11420) e conclusi indicativamente nell’ambito di validità dei Piani di limitazione numerica di cui alle premesse;

- per quanto riguarda la predisposizione della scheda di monitoraggio di cui punto 7 si stabiliscono le seguenti date prefissate: 31 gennaio e 31 luglio di ogni anno.

- per quanto riguarda il punto 8: “Modalità di erogazione agli enti attuatori delle somme spettanti” il terzo alinea del secondo capoverso rimane sostituito dal seguente (come già introdotto dall’ordinanza n. 7/15):

  • fino a due stati di avanzamento lavori (SAL), il cui importo complessivo previo recupero proporzionale dell’eventuale acconto, non può superare il 90% della somma spettante.

CONSIDERATO infine che con Ordinanza n. 10 del 27 agosto 2015 è stata rimodulata in € 35.000.000,00 la provvista finanziaria di € 50.000.000,00 destinata alla copertura dei contributi ai soggetti privati per i danni agli immobili ad uso abitativo, ai beni mobili ivi ubicati e ai beni mobili registrati danneggiati a seguito della tromba d’aria del 3 maggio 2013 verificatasi in alcuni comuni delle province di Bologna e Modena, degli alluvionali del 17-19 gennaio 2014 e della tromba d’aria del 30 aprile 2014 verificatisi in alcuni comuni della provincia di Modena, svincolando contestualmente la restante somma di € 15.000.000,00 al fine di programmare con successivi provvedimenti commissariali la spesa necessaria a far fronte agli ulteriori interventi di messa in sicurezza idraulica dei territori connessi ai fiumi che hanno generato gli eventi alluvionali del 17-19 gennaio 2014. 

VISTI:

- la legge 24 febbraio 1992, n. 225 “Istituzione del Servizio nazionale di protezione civile”;

- il decreto legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401 “Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di protezione civile e per migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa civile”;

- il decreto legge 15 maggio 2012, n. 59 “Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile”, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2012, n. 100;

- la legge regionale 7 febbraio 2005, n. 1 "Norme in materia di protezione civile e volontariato. Istituzione dell'Agenzia regionale di protezione civile"; 

DISPONE

Per le ragioni espresse nella parte narrativa del presente atto e che qui si intendono integralmente richiamate:

- di autorizzare un ulteriore stralcio di interventi urgenti di messa in sicurezza idraulica per il superamento delle criticità originate dagli eventi alluvionali del 17 e 19 gennaio 2014 e la conseguente spesa per ciascuno prevista, descritti nell’elenco di cui all’allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente ordinanza e di incaricare quale ente attuatore per la loro realizzazione il soggetto indicato a fianco di ciascun intervento;

- di finanziare i conseguenti oneri stimati in complessivi 800.000,00. a carico del fondo di totali € 210.000.000,00, che presenta la necessaria disponibilità, autorizzato dal comma 5 dell’articolo 1 del D.L. n. 74/2014, convertito nella legge n. 93/2014, a valere sulle risorse individuate dal comma 9 dello stesso articolo 1, versate e rese disponibili sulla contabilità speciale n. 5699 intestata al Commissario Presidente della Regione Emilia – Romagna aperta presso la Banca D’Italia, Tesoreria provinciale dello Stato, Sezione di Bologna, ai sensi dell’articolo 2 - comma 6, del decreto legge n. 74/2012, convertito con modificazioni dalla legge 1 agosto 2012, n. 122;

- di dare atto dell’applicabilità delle procedure definite dal comma 5 dell’art. 1 del D.L. 74/14;

- di stabilire che le procedure per la realizzazione degli interventi di cui all’allegato 1 della presente ordinanza sono quelle definite nell’Allegato 3 dell’ordinanza n. 3 del 5/6/2014, così come già integrato in merito alle disposizioni sui compensi incentivanti di cui all’art. 96 del D.Lgs. 163/2006 dall’ordinanza n. 4 dell’8 luglio 2014, con le seguenti specificazioni:

  • per quanto riguarda il punto 3 “termine per l’affidamento e l’ultimazione degli interventi” il testo è sostituito dal seguente:
    • l’intervento codice 12015 deve essere affidato entro il 31/12/2015 e garantire la realizzazione delle attività previste dai Piani di limitazione numerica di cui in premessa per l’intera validità degli stessi;
    • gli interventi codice 12016, 12017, 12018, 12019 devono essere affidati ciascuno per dare continuità all’analogo intervento già approvato con l’allegato 4 dell’ ordinanza n. 4/15 (rispettivamente aventi codice identificativo 11417, 11418, 11419, 11420) e conclusi indicativamente nell’ambito di validità dei Piani di limitazione numerica di cui alle premesse;
  • per quanto riguarda la predisposizione della scheda di monitoraggio di cui punto 7 si stabiliscono le seguenti date prefissate: 31 gennaio e 31 luglio di ogni anno.
  • per quanto riguarda il punto 8: “Modalità di erogazione agli enti attuatori delle somme spettanti” il terzo alinea del secondo capoverso rimane sostituito dal seguente (come già introdotto dall’ordinanza n. 7/15):
  • fino a due stati di avanzamento lavori (SAL), il cui importo complessivo previo recupero proporzionale dell’eventuale acconto, non può superare il 90% della somma spettante.

- di pubblicare la presente ordinanza nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna (BURERT).

Bologna, 4 novembre 2015 

Il Commissario Delegato

Stefano Bonaccini

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