n.280 del 25.09.2013 periodico (Parte Seconda)

RISOLUZIONE - Oggetto n. 4448 - Risoluzione proposta dai consiglieri Sconciaforni, Luciano Vecchi, Barbati, Grillini, Bazzoni, Lombardi, Filippi, Naldi, Monari, Noè, Riva, Defranceschi, Favia, Manfredini e Pagani per chiedere alla Giunta, nel rispetto dei valori di pace, di ripudio della guerra, del diritto alla sovranità nazionale e dei popoli, di intervenire presso il Governo italiano affinché si pronunci contro la guerra in modo chiaro e si faccia promotore di un'azione internazionale politico-diplomatica volta a favorire una soluzione negoziata del conflitto siriano

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

l’art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: "L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni, promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.";

dal marzo 2011 in Siria è in atto un sanguinoso conflitto;

dopo più di due anni di scontri il conflitto non accenna a placarsi, anzi cresce per violenza ed atrocità, secondo fonti ONU sarebbe superiore a centomila il numero di vittime complessivo, 5 milioni gli sfollati e circa 2 milioni sono i rifugiati nei paesi vicini e confinanti.

Valutato che

la comunità internazionale si è mostrata, nel corso del tempo ed anche nelle recenti settimane, divisa sulle azioni da intraprendere nei confronti della crisi siriana, così come sul da farsi rispetto all’utilizzo delle armi chimiche;

tutto il Medio Oriente ed i confinanti Paesi affacciati sul Mediterraneo vivono una stagione di grandi sommovimenti, dove, accanto ad una forte spinta per la democrazia e le libertà, si manifestano lotte di potere, sia di carattere interno che regionale;

il minacciato attacco unilaterale rischia di innescare una spirale di violenza capace di destabilizzare il Medio Oriente e l’intero pianeta.

Considerato che

il Governo italiano si è espresso per una soluzione politica, mediata, negoziale e conforme al diritto internazionale del conflitto in Siria, esprimendo contrarietà per un'azione di guerra nei confronti della Siria;

il Papa ha proclamato una giornata di digiuno e preghiera per la soluzione del conflitto in atto, ha scritto una lettera ai G20 esprimendo contrarietà a qualunque intervento militare e chiedendo di evitare nuove sofferenze per una popolazione già provata dal massacro;

l’opinione pubblica dell’intero pianeta, condannando i crimini perpetrati in Siria, si sta esprimendo, in vario modo, contro le minacce di guerra unilaterale.

Tutto ciò premesso e considerato

esprime

il proprio orrore per le violenze, le stragi e le violazioni dei diritti umani che si stanno producendo in Siria da oltre due anni;

la propria condanna per l’utilizzo, contro civili inermi, di armi chimiche e di distruzione di massa;

la convinzione che solo una convinta iniziativa internazionale per una composizione politica della crisi siriana possa garantire la pace nel Paese e nella regione;

l’assoluta contrarietà all’intervento militare in Siria e chiede il rispetto da parte del Governo italiano dell’art. 11 della Costituzione, sollecitando l’adozione di misure che evitino il coinvolgimento sul piano militare e logistico del nostro territorio, compreso il divieto di sorvolo e di movimentazione di merci, soldati, armamenti, nonché il divieto di utilizzo delle basi militari Nato e Usa presenti nel nostro territorio per azioni militari e di supporto ad una eventuale guerra in Siria;

la richiesta alla comunità internazionale affinché le organizzazioni umanitarie siano messe in condizione di garantire assistenza umanitaria a chi è colpito dal conflitto.

Chiede alla Giunta

nel rispetto dei valori di pace, di ripudio della guerra, del diritto alla sovranità nazionale e dei popoli, di intervenire presso il Governo italiano affinché si pronunci contro la guerra in modo chiaro e si faccia promotore di un'azione internazionale politico-diplomatica per favorire una soluzione negoziata del conflitto.

Approvata all'unanimità dei presenti nella seduta pomeridiana del 10 settembre 2013

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