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n.185 del 29.07.2015 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 864 - Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere al Governo la revisione della normativa riguardante le modalità di trattamento ed i limiti di emissione del CSS-Combustibile, al fine di introdurre gli standard più restrittivi ai sensi della direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali. A firma dei Consiglieri: Molinari, Cardinali, Zoffoli, Bagnari, Rontini, Ravaioli, Soncini, Lori, Caliandro, Serri, Prodi, Rossi Nadia, Iotti, Sabattini, Marchetti Francesca, Pruccoli

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna 

Premesso che 

a seguito della richiesta avanzata dalla ditta Buzzi Unicem s.p.a. di Vernasca (PC) che, sulla scorta del D.M. n. 22 del 14 febbraio 2013 (Decreto Clini), chiede di potere utilizzare un combustibile solido secondario denominato Carbonext, è stata avviata dalla Provincia la procedura di verifica-screening e di VIA, al fine di accertare gli impatti sulla salute umana, sull’ambiente circostante e sulle produzioni agroalimentari; 

la richiesta ha destato preoccupazione fra i cittadini che chiedono di vedere tutelato il proprio diritto fondamentale alla salute ed alla difesa dell’ambiente in cui vivono attraverso procedure d’analisi che non lascino spazio a dubbi, improntate su criteri di massima trasparenza e partecipazione; 

a queste preoccupazioni si aggiungono quelle legate all’incremento del traffico veicolare che l’autorizzazione potrebbe comportare e delle conseguenze sulla produzione agroalimentare locale. 

Posto che 

la richiesta della ditta viene avanzata a norma di legge ed è dunque accettabile o meno solo in base ai dettami della norma medesima, come consapevolmente omettono di ricordare coloro che, più che dei cittadini e dell’ambiente, sono preoccupati di cavalcare campagne mediatiche alla ricerca di un consenso perduto da tempo; 

la corretta applicazione del principio di precauzione, ai sensi dell’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, indica la necessità di valutare tutti i dati scientifici disponibili anche promuovendo programmi di studio e di monitoraggio specifici che siano in grado di valutare gli effetti potenzialmente negativi. Una corretta azione di informazione e partecipazione pubblica serve ad evitare prese di posizione arbitrarie non giustificate da evidenze. 

Considerato che 

sebbene il D.M. Clini si ponga in un’ottica garantista, dettando specifici criteri che il CSS deve rispettare "affinché le fasi di produzione e utilizzo del CSS-Combustibile, ivi comprese le fasi propedeutiche alle stesse, avvengano senza pericolo per la salute dell'uomo e senza pregiudizio per l'ambiente", da più parti sta emergendo la necessità di una revisione dello stesso, quantomeno in relazione agli aspetti prescrittivi in relazione alle emissioni. 

Impegna la Giunta 

ad agire in sede di Conferenza dei Servizi affinché tutti i dati riguardanti le emissioni e le caratteristiche del prodotto siano oggetto di verifica da parte delle Istituzioni anche attraverso campagne di indagini suppletive, ad avviare uno studio sui flussi di traffico nei comuni interessati da un eventuale aumento del traffico veicolare, anche al fine di predisporre idonee soluzioni tese ad alleggerire tale problema; 

a predisporre un progetto integrato di indagine e analisi sulle componenti ambientali e sanitarie dei cementifici e del loro impatto relativo all’utilizzo di combustibili tradizionali e alternativi, attraverso una collaborazione specifica fra assessorato Ambiente e assessorato Sanità, utilizzando lo schema sperimentale già adottato con Moniter e Supersito con l’obiettivo di individuare eventuali differenze di ricaduta di inquinanti, esposizione ed effetti sulla salute nelle aree con la presenza di impianti. A coinvolgere nel progetto oncologi e istituti di ricerca regionali al fine di certificare con certezza lo stato di salute della Valdarda ed evitare il proliferare di notizie allarmistiche e incontrollate, riportando al centro il ruolo e l’autorevolezza del Sistema Sanitario Regionale e di Arpa; 

a prevedere, d’intesa con la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Piacenza, un percorso di partecipazione e di informazione pubblica all’interno del progetto, che coinvolga cittadini, comitati spontanei, eventuali esperti ambientali a titolo gratuito e rappresentanti degli Enti locali; 

a favorire protocolli aggiuntivi con l’azienda in grado di diminuire le attuali emissioni e contribuire alle attività di ricerca e studio sopraccitate. 

 Richiede al Governo 

di rivedere la normativa vigente (Decreto Ministeriale n. 22 del 14 febbraio 2013 - Decreto Clini), affinché le modalità di trattamento ed i limiti di emissione del CSS siano conformi agli standard più restrittivi individuati nei documenti di riferimento per le migliori tecniche disponibili elaborate ai sensi della direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali. 

Approvata all'unanimità dei votanti nella seduta antimeridiana del 15 luglio 2015

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