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n.156 del 16.08.2012 periodico (Parte Seconda)

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Screening piano coltivazione 2012 cava di Casaglia FE. Ditta Sei S.p.A. Delib. G.P. nn. 158/53321 del 4/7/2012. Rettifica mero errore materiale numerazione prescrizioni

Ai sensi del Titolo II della Legge regionale 18 maggio 1999, n. 9 e s.m.i., DLgs 152 e smi l’autorità competente: Provincia di Ferrara, con atto di DGP nn. 178/59334 del 25/7/2012, ha assunto la seguente decisione:

 delibera:

 1) di rettificare i meri errori materiali di trascrizione e numerazione delle prescrizioni di cui alla deliberazione di G.P. nn. 158/53321 del 4/7/2012, avente ad oggetto “D.Lgs. 152/06 e s.m.i., L.R. 9/99 e s.m.i. Decisione in merito alla procedura di screening per progetto di realizzazione dell’ampliamento della Cava di Casaglia – piano di coltivazione 2012 – in comune di Ferrara. Ditta SEI S.p.A” nel modo in premessa specificato;

 2) di approvare, in sostituzione della precedente, la presente stesura corretta delle prescrizioni contenute in atti del dispositivo nel deliberato della delib. G.P. nn. 158/53321 del 4-7-2012, che viene di seguito estensivamente riportata:

1 - garantire l’efficienza del sistema di raccolta delle acque meteoriche dilavanti l’area di cava attraverso manutenzione periodica dei fossi di guardia;

2 - dovrà essere garantita l’efficienza delle valvole a clapet installate nei fossi di guardia al fine di evitare l’ingresso di acqua contaminata derivante dallo scolo superficiale delle aree limitrofe all’interno del lago di cava, eseguendo su questi dispositivi verifiche di tenuta e manutenzioni ordinarie e straordinarie qualora necessarie;

3 - lo scavo deve avvenire con tecniche che non prevedano in alcun modo l’emungimento né l’allontanamento dell’acqua di falda dalla cava;

4 - al fine di evitare rischi di contaminazione delle acque superficiali e sotterranee dovute al dilavamento dei piazzali dalle acque meteoriche, dovranno essere sopraelevati opportunamente i bordi del lago di cava, lungo tutto il suo perimetro da realizzare alla fine di ogni stato di avanzamento dei lavori di espansione della cava, in quei tratti dove non possano subire eventi franosi derivanti dalla normale attività di estrazione;

5 - evitare i rischi di contaminazione da sostanze tossiche provenienti dal dilavamento dei terreni delle aree agricole circostanti o di superfici eventualmente contaminate da cause accidentali;

6 - dovrà essere realizzato un gradino a debolissima inclinazione che interrompa il pendio previsto dal progetto lungo tutto il perimetro del lago;

7 - adottare tutte le misure idonee atte ad evitare sversamenti accidentali di carburanti e/o oli;in particolare allo stoccaggio del gasolio, dovranno essere adottate le misure idonee per ridurre gli eventuali rischi di inquinamento ambientale per cause accidentali;

8 - durante l’attività di cava e per almeno tre anni seguenti il termine dell’estrazione dovrà essere mantenuto il monitoraggio almeno semestrale delle caratteristiche quali-quantitative delle acque di falda e del bacino di cava (in particolare piezometria, pH, temperatura, conducibilità, metalli, composti inorganici), in continuità con il monitoraggio esistente; nel caso in cui i punti 5 e 7 precedenti siano disattesi, prevedere il monitoraggio di inquinanti organici;

9 - relativamente alle acque di lago di cava, in presenza di più bacini non collegati tra loro, effettuare un prelievo per ognuno di essi;

10 - i risultati del monitoraggio per la matrice acqua dovranno essere trasmessi tempestivamente ad ogni campagna semestrale al Comune di Ferrara e alla Provincia di Ferrara e conservati presso la Ditta a disposizione degli Organi di controllo;

11 - si ritiene opportuno che il monitoraggio delle acque sotterranee e di lago prosegua secondo le specifiche tecniche operative e modulistiche riportate nei successivi punti 12, 13, 14, 15;

12 - i Rapporti di Prova devono contenere le seguenti informazioni:

- data prelievo;

- prelevatore/Ditta prelievo;

- tipologia campione/matrice e codice di identificazione del punto di prelievo;

- luogo prelievo;

- nome cliente;

- data inizio e fine analisi;

- elenco dei parametri ricercati, per ognuno dei quali va indicato: il valore della concentrazione rilevata, l’unità di misura, il metodo analitico utilizzato dal laboratorio, il limite di quantificazione del metodo, i limiti normativi di riferimento;

13 - i richiede un verbale di campionamento per ogni campione, contenente almeno le seguenti informazioni:

- codice d’identificazione del punto di prelievo;

- data e ora di prelievo;

- profondità e posizione del prelievo rispetto alla riva per le acque di lago;

- piezometria per le acque sotterranee;

- eventuali osservazioni del tipo: situazioni anomale riscontrate nel punto di campionamento, e tutte quelle informazioni che gli operatori ritengono utili per interpretare al meglio i risultati analitici;

14 - per ogni piezometro utilizzato vanno riportate le caratteristiche costruttive, quali la tipologia, la profondità, il diametro, la finestratura, etc.; l’ubicazione dei piezometri va georeferenziata su idonea cartografia;

15 - le campagne di misura vanno accompagnate da una descrizione delle tecniche e condizioni operative di campionamento seguite (es. spurgo dei piezometri, bassa torbidità, etc.), e una descrizione della strumentazione utilizzata;

16 - per quanto riguarda la componente acustica, nella documentazione di progetto viene riportato che con l’ampliamento di progetto le sorgenti di rumore rimangono le stesse preso atto di quanto dichiarato nel SIA nel quale si riporta che “non vi sono sostanziali cambiamenti in termini di disturbo” rispetto alla relazione del 2005, si prescrive di aggiornare il documento di valutazione di impatto acustico qualora si verifichino delle modifiche nelle attività cantieristiche, cambiamenti nelle attrezzature e mezzi utilizzati, ulteriori esposizioni rispetto ai ricettori individuati;

17 - relativamente all’escavazione dei terreni superficiali di copertura (“cappellaccio”), nelle successive fasi autorizzative si dovrà ottemperare ai disposti del Decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 117 recante “Attuazione della direttiva 2006/21/CE relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE”;

18 - mantenere in efficienza gli attuali accorgimenti necessari per garantire la pulizia dei mezzi in uscita dalla cava. Tutti i mezzi in ingresso e in uscita dal sito dovranno essere muniti di teloni di copertura al fine di evitare la dispersione di polveri;

19 - l’opera non dovrà interferire con la rete idraulica, di scolo e irrigazione a servizio dei terreni agricoli circostanti la cava;

 20 - in tutti i casi in cui sia prevista la realizzazione di piezometri (non quindi pozzi ad uso derivativo di acqua), il R.R. 41/01 prevede, qualora le perforazioni siano finalizzate a sondaggi per il controllo del livello piezometrico della falda e della qualità dell’acqua o siano funzionali all’abbassamento della falda freatica per l’esecuzione di opere, con esclusione delle perforazioni finalizzate ad interventi di sistemazione idrogeologica, la Ditta invii al Servizio Tecnico di Bacino Po di Volano e della Costa una comunicazione corredata da:

 - Relazione tecnica generale;

- Progetto di massima delle perforazioni da realizzare;

- Cartografia idonea ad individuare la localizzazione della perforazione (corografia su carta tecnica regionale in scala 1:10000 e planimetria catastale).

 Inoltre, qualora la profondità delle opere superi i 30 m, comunicazione analoga dovrà essere effettuata all’ISPRA di Via Vitaliano Brancati n. 48 - 00144 Roma, su apposita modulistica reperibile all’indirizzo:

 http://www.isprambiente.it/site/it-IT/ISPRA/Adempimenti_di_legge/Trasmissione_informazioni_Legge_464-84

;

21 - gli interventi, eventualmente progettati, di chiusura di piezometri esistenti, sono stabiliti dall’art. 35 del R.R. 41/01 - recepito dalla L.R. 6/04 - per cui la perforazione, al cessare dell’utilizzo, deve essere dotata, Secondo le Prescrizioni del Servizio Tecnico, di dispositivi di sicurezza passivi, quali cementazione e tamponamenti della colonna in opera, che impediscano l’inquinamento della falda e che garantiscano il confinamento permanente dell’acqua nel sito originario;

22 - nel caso di destinazione finale dell’area quale invaso permanente in comunicazione con la falda, dovrà essere chiesta apposita autorizzazione al Servizio Tecnico di Bacino Po di Volano e della Costa ai sensi della DCR 3109/90 per i bacini di accumulo di competenza della Regione Emilia-Romagna, tenendo conto altresì che l’opera è soggetta a deposito sismico ai sensi della DGR 687/11;

23 - non dovranno essere eseguite operazioni nell’attività di cava che comportino l’abbattimento della falda;

24 - dovrà essere adottata la massima cura nel mantenimento dei fossi di guardia nei tratti di adiacenza alla viabilità interna, onde evitare smottamenti che ne comportino la chiusura totale e/o parziale a seguito del passaggio dei mezzi d’opera;

25 - dato il potenziale rischio di rinvenimento di reperti archeologici in corrispondenza dello strato estrattivo più superficiale, la Ditta dovrà mantenere gli accordi con il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara per un controllo del cantiere in corso d’opera;

26 - dovranno essere mantenute in essere le indicazioni e le disposizioni sul traffico pesante che escludono l’utilizzazione della Via Canal Bianco a favore della Via Finardi e della viabilità interna alla Zona Piccola e Media Industria;

27 - dovrà essere inviata annualmente, presso la Circoscrizione 3 e presso il Servizio Ambiente del Comune di Ferrara, una relazione relativa allo stato di avanzamento dei lavori contenente sia l’evoluzione dell’attività estrattiva sia il processo di rinaturazione dell’area;

28 - nell’ambito dei lavori di recupero finale dell’area, si richiede di valutare, assieme alla Circoscrizione 3 e ai servizi comunali coinvolti, la realizzazione di una pista ciclabile, di collegamento con la cicloturistica del Burana, di caratteristiche adeguate sia rispetto al contesto paesaggistico in cui si colloca sia rispetto alla rete iclo viaria in cui si inserisce;

29 - al completamento della fase estrattiva, si richiede di valutare, congiuntamente alla Circoscrizione 3 la possibilità di sviluppare nel sito attività sportive nautiche;

30 - al completamento dei lavori di rimozione del cappellaccio, si richiede di valutare la realizzazione di una pista per ciclocross sfruttando i dislivelli creati; il progetto definitivo dell’opera, corredato dei dettagli del caso, dovrà essere presentato e discusso con la Circoscrizione 3 e con il Comune di Ferrara prima dell’esecuzione dei lavori relativi;

31 - al completamento della fase estrattiva, si richiede di incontrare la Circoscrizione 3 e il Comune di Ferrara ai fini della congiunta valutazione della possibilità di realizzare una sala polivalente nell’immobile ristrutturato ed ora adibito ad uffici della Ditta SEI, nella quale svolgere attività didattiche e/o culturali; 

3) di dare atto che tutti i restanti contenuti della deliberazione suddetta G.P. nn. 158/53321 del 4/7/2012, alla quale andrà unita la presente, rimangono completamente invariati;

4) di trasmettere ai sensi dell’art. 16, comma 3, della L.R. 9/99 e successive modifiche ed integrazioni, la presente deliberazione al Comune di Ferrara - SUAP, Servizio Ambiente e Servizio Pianificazione, al Comune di Vigarano Mainarda, all’Arpa Sezione Provinciale di Ferrara, all’AUSL Dipartimento di Sanità Pubblica di Ferrara, al Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, al Servizio Tecnico di Bacino Po di Volano e Costa, oltre che all’Ufficio Attività estrattive, PO Geologico e Servizio Protezione Flora, Fauna e Produzioni Agricole della Provincia;

5) di pubblicare, per estratto, ai sensi dell’art. 10, comma 3 della L.R. 18 maggio 1999 n. 9 e successive modificazioni ed integrazioni, il presente partito di deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna ed in forma completa sul sito web dell’Ente;

6) di comunicare che, ai sensi dell’articolo 3-comma 4 della Legge n. 241 del 1990, avverso il provvedimento conclusivo testé indicato potrà essere esperito ricorso in sede giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia-Romagna, entro 60 (sessanta) giorni dalla data di ricevimento del provvedimento stesso; ovvero potrà essere proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, entro 120 (centoventi) giorni dalla data di ricevimento del provvedimento stesso;

Stante l’urgenza di provvedere per consentire alla ditta proponente la rapida acquisizione della autorizzazione alla coltivazione;

Con votazione unanime e separata resa in forma palese:

delibera:

Di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, IV comma del DLgs 267/00.

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

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