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n.36 del 21.02.2018 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 6061 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere azioni per migliorare le condizioni della vita carceraria dei detenuti e di coloro che garantiscono la sicurezza e l’esecuzione della pena, a proseguire l’impegno istituzionale in progetti volti al reinserimento sociale del detenuto, nonché a sollecitare nelle sedi opportune una riflessione sul sovraffollamento delle carceri. A firma dei Consiglieri: Foti, Molinari, Boschini

 L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

nella regione Emilia-Romagna sono presenti dieci strutture detentive che complessivamente dispongono di una capienza regolamentare sufficiente ad ospitare 2.824 detenuti;

dai dati resi pubblici mensilmente dal Ministero della Giustizia, aggiornati al 30 settembre 2017, la popolazione carceraria in Emilia-Romagna risulta essere di 3.514 detenuti;

ammonterebbe, quindi, a 690 unità il numero dei "detenuti in eccesso", cioè quello delle persone detenute in più rispetto alla capienza di ogni singolo carcere e 3.282 sarebbe invece il numero totale dei "detenuti coinvolti nel sovraffollamento", cioè la somma di tutte le persone detenute che sono rinchiuse in carceri sovraffollate;

soggetti a sovraffollamento, secondo i dati citati precedentemente, sono otto istituti dei dieci presenti nella nostra regione. Soltanto la Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia (MO) e la Casa Circondariale di Forlì risulterebbero, alla data del 30 settembre 2017, non interessate da sovraffollamento;

nella Casa Circondariale di Bologna si registra un sovraffollamento del 156%, quella Circondariale di Ferrara e la Casa di Reclusione di Parma presentano rispettivamente un indice di sovraffollamento del 154% e del 124%. La Casa Circondariale di Piacenza "San Lazzaro" registra un indice di sovraffollamento del 118%.

Considerato che

la pianta organica della Polizia Penitenziale prevedrebbe la presenza in Emilia-Romagna di 2.391 unità (38 commissari, 232 ispettori, 238 sovraintendenti e 1883 agenti/assistenti);

dai dati forniti dalle organizzazioni sindacali, aggiornati a maggio 2017, risultano presenti soltanto 1.736 unità (22 commissari, 88 ispettori, 67 sovraintendenti, 1.559 agenti/assistenti);

nei fatti, dunque, la pianta organica della polizia penitenziaria risulta quindi coperta soltanto al 75,53%;

in condizioni ottimali (popolazione carceraria ai limiti della capienza prevista e pianta organica di Polizia Penitenziaria completa), il rapporto detenuti/polizia penitenziaria sarebbe nella nostra regione di 1,18. A fine settembre 2017, nella realtà dei fatti, risulta essere di 1,93 detenuti ad agente;

emblematico su tutti il caso della Casa Circondariale "San Lazzaro" di Piacenza, dove a fronte di una struttura carceraria sovraffollata la Polizia Penitenziaria è sotto organico del 30%, portando il rapporto fra detenuti ed agenti di Polizia Penitenziaria dal valore ottimale di 1,5 (struttura carceraria ai limiti della capienza prevista a pianta organica completa) all'attuale rapporto di 2,65 detenuti ad agente, dato peggiore di tutta la regione;

la situazione è diventata a tal punto insostenibile da costringere numerosi agenti a disertare le manifestazioni indette per celebrare il bicentenario dalla costituzione del Corpo.

Considerato inoltre che

anche l'incremento dei flussi migratori ha ripercussioni sul numero dei fatti criminosi, rappresentando dunque una delle cause del sovraffollamento carcerario (la popolazione carceraria straniera in Emilia-Romagna risulta ammontare alla fine di settembre 2017 a 1.757 persone su 3.514 detenuti);

uno strumento efficace per arginare il sovraffollamento è dato dalla procedura del trasferimento volontario delle persone straniere definitivamente condannate, in base alla quale un condannato che sta già scontando la pena in un Paese viene trasferito nel Paese d'origine, con cui esiste un accordo, per ivi proseguire e terminare l'esecuzione della pena, favorendo così il reinserimento sociale delle persone condannate, avvicinandole al Paese d'origine;

lo Stato italiano sta progressivamente incrementando il numero degli accordi internazionali stipulati con Paesi stranieri per consentire ai loro cittadini, privati della libertà personale a seguito della commissione di un reato, di scontare la pena comminata nel paese di origine;

la Regione Emilia-Romagna ha sostenuto progetti e modelli secondo il principio per il quale i concetti di "sicurezza" e "trattamento" devono andare sempre di pari passo: è dimostrato, infatti, che l'incremento delle attività trattamentali contribuisce a stabilizzare l'ordine e la disciplina interna e a favorire il reinserimento sociale del detenuto;

in questo contesto la Giunta regionale ha rafforzato le attività previste nella programmazione sociale annuale delle risorse regi
onali per l'area penale (€ 550.000,00), con particolare riferimento all'azione denominata "Miglioramento delle condizioni di vita in carcere";

la materia attiene ad una competenza esclusiva dello Stato, ed in particolare della Amministrazione Penitenziaria e al momento non sono previsti luoghi formali di confronto Governo-Regioni in materia.

Esprime

in primo luogo la propria solidarietà e gratitudine nei confronti di tutti quegli agenti che quotidianamente mettono a rischio la propria incolumità nell'adempimento del proprio dovere, tenuto anche conto del progressivo aumento del numero di aggressioni, colluttazioni e ferimenti che si registra ogni giorno nelle strutture carcerarie.

Impegna la Giunta regionale

a continuare a sostenere azioni per migliorare la condizione della vita carceraria, dei detenuti e di coloro che garantiscono la sicurezza e l'esecuzione della pena;

a proseguire l'impegno istituzionale della Regione nei progetti sopracitati per favorire la sicurezza e il reinserimento sociale del detenuto;

a verificare nelle sedi opportune degli organi statali la possibilità di sollecitare una riflessione sui problemi di sovraffollamento e sulla carenza di organico che a livello regionale si attesta attorno al 25% del totale, la cui soluzione non può che passare per un piano di nuove assunzioni di agenti di Polizia Penitenziaria e per l'estensione degli accordi bilaterali che consentano il rimpatrio volontario dei detenuti stranieri nel pieno rispetto della Convenzione di Strasburgo.

Approvata all'unanimità dei presenti nella seduta antimeridiana del 31 gennaio 2018

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