n.21 del 01.02.2012 periodico (Parte Seconda)

Valutazione di impatto ambientale (VIA) relativa ai progetti per la realizzazione di un impianto idroelettrico sul fiume Secchia (Comuni di Modena e di Rubiera) presentati da Albatros Energia srl e da Experts PLUS AG - presa d'atto delle determinazioni della Conferenza di Servizi Unificata a seguito di dichiarazione di concorrenza (ai sensi del D.L.gs. 387/2003, del Titolo III L.R. 9/99 e del R.R. 41/01)

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

(omissis)

delibera:

a) la Valutazione di Impatto Ambientale positiva, ai sensi dell’art. 16 della Legge regionale 18 maggio 1999, n. 9 e successive modificazioni ed integrazioni “progetto relativo a “Costruzione di una centrale idroelettrica ad acqua fluente sul fiume Secchia” in località Marzaglia (Comune di Modena) presentato da Albatros Energia Srl, poiché l’intervento previsto è, secondo gli esiti dell’apposita Conferenza di Servizi conclusasi il giorno 7 settembre 2011, nel complesso ambientalmente compatibile;

b) di ritenere quindi possibile la realizzazione del progetto di cui al punto a) a condizione che siano rispettate le prescrizioni indicate ai punti 1.C, 2.C e 3.C del Rapporto conclusivo della Conferenza di Servizi, che costituisce l’Allegato 1 parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, unitamente alle ulteriori prescrizioni riportate al punto 3.13 della presente delibera, che vengono di seguito trascritte:

1. Per assicurare la piena congruenza con le disposizioni del PTCP della Provincia di Modena è necessario il rispetto delle seguenti prescrizioni:

  • nella centrale non potranno essere realizzati vani adibiti a funzioni ed ad usi diversi da quello prettamente tecnologico (ad esempio mostra itinerante ad uso scolastico ecc.);
  • la costruzione del nuovo fabbricato, adatto ad ospitare la centrale di produzione di energia idroelettrica, dovrà essere realizzata nel rispetto delle tecniche costruttive del luogo e con l’utilizzo di materiali naturali locali al fine di rendere evidente e dare maggior rilievo alla funzione ospitata e di un corretto inserimento ambientale e paesaggistico;
  • prima dell’inizio lavori dovranno essere concordati con la Provincia di Modena gli interventi compensativi dei valori compromessi, richiesti con riferimento al sistema forestale e boschivo ed all’area SIC-ZPS;
  • per una corretta gestione del ciclo idrico e prevenzione del rischio idraulico dovrà essere garantita la sostenibilità dell’opera sul sistema idrico esistente con particolare riferimento alla realizzazione del manufatto edilizio della centrale idrolettrica e relative pertinenze.

2. Dovranno essere effettuati monitoraggi degli habitat vegetali, da concordare preventivamente con il Consorzio di gestione del parco fluviale del Secchia, a valle del rilascio dell’acqua dall’impianto idroelettrico, al fine di verificare le mutazioni eventualmente riscontrabili a seguito di un afflusso idrico modificato dalla direzione che avrà lo scarico verso il centro del fiume; in particolare il monitoraggio degli habitat e delle specie vegetali a valle dello scarico per un’area di circa 10000 mq per la durata minima di 3 anni a cominciare dal periodo ante operam.

3. In fase di cantiere dovranno essere rispettate tutte le norme inerenti la protezione della flora e della fauna esistente interessata direttamente o indirettamente dai lavori, realizzando apposito capitolato speciale per le opere a verde da sottoporre a preventiva valutazione del Consorzio di gestione del parco fluviale del Secchia, nonché dovrà essere realizzata una viabilità alternativa ben separata dal cantiere del percorso natura Secchia esistente, al fine di non compromettere la percorribilità del tratto a contatto con i lavori e le piste di cantiere e per la messa in sicurezza dei fruitori.

4. L’abbattimento delle essenze arboree durante la realizzazione dell’opera dovrà essere contenuto entro il minimo indispensabile dettato dalle esigenze tecniche; successivamente dovranno essere previsti interventi di rimboschimento compensativi con essenze autoctone, comprensivi di idonei e dettagliati piani di manutenzione per agevolare l’attecchimento delle alberature impedendo così l’invasione di essenze alloctone infestanti come la Robinia, l’Amorfa e l’Ailanto.

5. Dovranno essere rispettate le prescrizioni indicate nel parere della Riserva naturale del Consorzio di gestione del parco fluviale del Secchia, rilasciate e fatte proprie nel parere di pre-valutazione d’incidenza rilasciato dal Servizio Parchi e Risorse Forestali che di seguito si riportano:

  • garantire il rispetto del Deflusso minimo vitale (DMV) del fiume Secchia, secondo le modalità definite nel P.T.A. della Regione Emilia-Romagna;
  • mettere a dimora un numero di esemplari arborei ed arbustivi appartenenti a specie autoctone in numero uguale a quelli oggetto di taglio per la realizzazione del progetto in esame: l’area di piantumazione dovrà essere individuata all’interno del sito Natura 2000 e condivisa con l’Ente di gestione della Riserva naturale;
  • adottare tutte le misure di mitigazione per la fauna ittica, e, in particolare, avvisare le Province di Modena e di Reggio Emilia e la Riserva naturale dell’inizio dei lavori, al fine di concordare l’eventuale spostamento della fauna ittica presente nell’area di cantiere;
  • non asportare in alcun modo i sedimenti oggetto di movimentazione;
  • adottare tutte le precauzioni necessarie a non produrre inquinamento delle acque superficiali e del suolo, al fine di prevenire anche i versamenti accidentali (da macchinari di scavo e dagli automezzi) di sostanze inquinanti;
  • provvedere al ripristino alle condizioni iniziali delle aree interessate dai cantieri;
    • limitare il più possibile la durata dei lavori;
  • smaltire eventuali rifiuti prodotti o rinvenuti nell’area di intervento in appositi impianti autorizzati.

6. Con riferimento all’inserimento paesaggistico dell’opera ed alla relativa Autorizzazione paesaggistica:

  • le piste e le aree di cantierizzazione dovranno, per quanto possibile, insistere in zone al di fuori dei 150 m di rispetto della fascia fluviale;
  • la costruzione dell’edificio della centrale dovrà essere ad una distanza minima (10 m) dall’alveo d’acqua;
  • i rivestimenti previsti per questo edificio e per quelli della cabina elettrica adiacente dovranno essere in sasso di fiume, con infissi ed accessi in legno e la copertura dovrà mimetizzarsi il più possibile con l’intorno paesaggistico e storico;
  • la carrareccia di accesso all’edificio della centrale non dovrà superare i 2.50 m di larghezza e dovrà essere rivestita di solo materiale secco, drenante opportunamente livellato e compattato;
  • dovrà essere limitata al massimo l’estensione di superfici pavimentate impermeabili;
  • dovrà essere posta particolare cura nella movimentazione dei volumi di terra e dovrà essere accompagnata da un piano di recupero con reimpiego in loco, atto a favorire i nuovi processi di attecchimento;
  • il transito dei mezzi e del personale necessario all’intervento, così come il percorso delle condotte, dovrà avvenire avendo cura degli habitat e specie attraversati;
  • il passaggio di persone e di carichi dovrà essere svolto con terreno asciutto e quando vi sia la certezza di eseguire subito quanto previsto onde evitare che la pista e il tratturo debba essere percorsa con la pioggia o terreno bagnato;
  • le strade previste dovranno essere finite con solo materiale secco, drenante opportunamente livellato e compattato;
  • tutti i manufatti a vista in cls dovranno per quanto possibile adeguarsi alle nuove metodologie dell’ingegneria naturalistica, inoltre andranno rivestiti con pietra di fiume;
  • dovranno essere studiati idonei accorgimenti per mascherare il più possibile durante lo stato di magra i dispositivi affioranti, elementi fortemente impattanti seppur necessari;
  • l’impatto visivo di tutte le opere emergenti dovranno essere mitigate mediante piantumazione di siepi ed essenze autoctone per un miglior inserimento nell’ambito tutelato.

7. Tutti gli interventi che comportano modifiche del sottosuolo dovranno essere sottoposti a controllo archeologico preventivo ed in corso d’opera al fine di verificare la possibile presenza di resti d’interesse archeologico. Le verifiche dovranno essere effettuate da personale specializzato che opererà sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna.

8. Predisposizione ed esecuzione ad opera del proponente di un programma di monitoraggio dell’efficacia del funzionamento delle opere per la rimonta della fauna ittica e dell’efficacia dei rilasci del DMV coerente con le indicazioni contenute nell’Allegato 3 alla deliberazione del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino del Fiume Po n. 4/2006; tale programma dovrà prevedere un periodo minimo di osservazione di due anni durante i quali dovranno essere indagati tutti gli aspetti relativi allo stato di qualità delle acque e delle componenti biologiche ad esse afferenti; la documentazione relativa al suddetto monitoraggio dovrà essere fornita al competente Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua della Regione Emilia-Romagna, all’Autorità di Bacino del Po, alla Provincia di Modena ed all’ARPA territorialmente competente previa modalità da stabilire.

9. Esplicita previsione nell’atto di concessione dell’obbligo, per il richiedente, dell’automatico adeguamento dei valori del DMV e delle modalità del prelievo qualora, a seguito del monitoraggio di cui al punto precedente, ciò sia ritenuto necessario dalla Regione Emilia-Romagna e/o dall’Autorità di Bacino del Fiume Po ai fini del raggiungimento degli obiettivi di qualità previsti per il Fiume Secchia.

10. Devono essere prodotti alla competente Provincia di Modena, prima del rilascio dell’autorizzazione unica ai sensi del DLgs. 387/2003, il progetto esecutivo dell’opera e in particolare i dettagli costruttivi del canale di scarico, fornendo contestualmente indicazione sulle modalità di intervento e di raccordo al fiume in quel tratto.

11. Prima dell’entrata in esercizio della centrale, la Società proponente dovrà individuare e presentare alla U.O. Programmazione faunistica della Provincia di Modena una relazione sui metodi che dovranno essere applicati al fine di contrastare la risalita del siluro (Silurus glanis); in assenza di detta previsione la U.O. Programmazione faunistica della Provincia di Modena valuterà la necessità di effettuare periodici interventi di cattura il cui costo sarà a carico del titolare della concessione.

12. Prima dell’avvio dell’impianto e comunque per almeno tre anni dovrà essere verificata l’effettiva funzionalità della scala di rimonta in relazione alla risalita delle specie ittiche autoctone durante il periodo riproduttivo; i risultati di tale monitoraggio dovranno essere inviati alla U.O. Programmazione faunistica della Provincia che avrà facoltà di richiedere adeguamenti strutturali qualora le opere non risultassero pienamente efficaci. I passaggi per pesci dovranno essere mantenuti sempre sgombri da materiale di trasporto, tramite frequenti controlli ed interventi di pulizia.

13. La Società proponente dovrà presentare il progetto esecutivo delle opere a RFI Rete Ferroviaria Italiana SpA, al fine dell’espressione del parere definitivo di competenza.

14. Riguardo alla compatibilità dell’intervento con le condizioni attuali di degrado della briglia a monte del ponte ferroviario, in alcuni punti fortemente ammalorata e a grave rischio di un veloce peggioramento in occasione delle future piene, la Conferenza di Servizi, valuta che, per metterne in sicurezza la stabilità globale, il Proponente dovrà il prima possibile predisporre e realizzare preliminarmente un progetto di consolidamento del manufatto stesso, da presentare per l’approvazione alla competente Autorità idraulica (AIPO).

15. Dovranno essere previste delle adeguate griglie anti-uomo sulle opere di presa, sul canale di rilascio dell’acqua e sulle bocche degli stramazzi, che impediscano l’accesso anche accidentale all’interno delle opere stesse.

16. Il materiale solido raccolto nel bacino di sedimentazione in fase di gestione dell’impianto dovrà essere reinserito in alveo a valle dell’opera di presa.

17. Così come indicato nelle integrazioni prodotte dal proponente, nel fabbricato della centrale, a livello interrato, dovranno essere inseriti i servizi igienici ad uso del personale di servizio. Gli scarichi derivanti dai servizi igienici dovranno essere convogliati in una vasca a perfetta tenuta IMHOFF al di fuori del locale centrale che si provvederà a svuotare periodicamente smaltendo il contenuto presso depuratore autorizzato.

18. Qualora i materiali di risulta dagli scavi non fossero utilizzati nell’ambito del progetto, ai sensi dell’art. 186 del DLgs. 3 aprile 2006, n. 152, modificato dal DLgs. 16 gennaio 2008, n. 4 e ss.mm.ii, tutto il materiale di risulta dovrà essere smaltito in discarica, nel rispetto della vigente normativa in materia di rifiuti.

19. In relazione al teleidrometro per il monitoraggio regionale delle portate idriche presente a monte del tratto fluviale in cui è inserita la centrale idroelettrica e considerato:

  • che in una data sezione la scala delle portate rappresenta la correlazione tra i livelli idrometrici e le corrispondenti portate fluenti;
  • che la scala delle portate viene realizzata mediante l’applicazione di un modello matematico che consente di determinare le caratteristiche idrauliche della sezione in esame mediante l’esecuzione di rilievi topografici e di misure di portata dirette;
  • che nella sezione in oggetto sono in fase di esecuzione dalla Protezione Civile e da AIPO dei rilievi topografici atti a verificare sia la morfologia dell’alveo per la stesura del modello suesposto sia per la verifica della quota delle arginature e dello zero idrometrico;
  • la Società proponente, terminati i lavori di costruzione della centrale, dovrà effettuare tutti quei rilievi topografici, che la direzione dei lavori riterrà opportuni, volti alla ritaratura del modello matematico e con esso della scala di deflusso. La stessa Società dovrà a sue spese provvedere all’eventuale smontaggio e rimontaggio da parte di una ditta fornita dalla direzione lavori, sia del teleidrometro posto sul ponte della statale SS9 sia dell’asta idrometrica sita sulla pila del manufatto stesso.

20. È necessario che venga effettuata la misura della portata rilasciata in alveo con strumentazione in continuo oltre che individuare di visualizzazione e validazione dei dati, nonché i tempi dell’intervento nell’eventualità si manifestino dei problemi di lettura e/o invio; tale sistema dovrà essere concordato e trasmesso ad ARPA territorialmente competente.

21. E’ necessario che il monitoraggio sia realizzato in un punto a monte della presa e in un secondo punto prima del rilascio, il confronto sarà indicativo di un eventuale scadimento della qualità delle acque dovuto alla diminuzione della portata nel tratto derivato.

22. Deve essere realizzato un piano di monitoraggio delle caratteristiche chimico-fisiche e biologiche del corso d’acqua derivato da concordarsi con il Servizio Risorse Idriche della Regione Emilia-Romagna e ARPA territorialmente competente, finalizzato alla verifica del mantenimento della qualità del corso d’acqua anche nel corso derivato.

23. Si ritiene necessario che, prima dell’entrata in esercizio dell’impianto la Società proponente dovrà produrre al competente Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua della Regione Emilia-Romagna per l’approvazione, documentazione inerente le soluzioni tecniche adottate (strumentazione, modalità di registrazione e trasmissione dati) al fine della verifica sul rispetto del DMV e delle portate derivate. La stessa documentazione dovrà essere trasmessa, per opportuna conoscenza, al Servizio Tecnico Bacino Affluenti del Po, alla Provincia di Modena ed all’ARPA territorialmente competente.

24. Il valore del DMV da lasciar defluire in alveo è stabilito in 3600 l/s. Si rammenta che detto valore potrà essere aumentato qualora la portata concessa pregiudichi il mantenimento o il raggiungimento degli obiettivi di qualità definiti dal PTA per il corso d’acqua interessato, senza che ciò possa dar luogo alla corresponsione di indennizzi da parte della pubblica Amministrazione, fatta salva la relativa eventuale riduzione del canone demaniale di concessione.

25. La portata media derivabile ( o portata di concessione o “portata nominale) è di 17,77 mc/sec, da cui ne consegue che la potenza nominale dell’impianto è di 1,307, 42 kW, invece dei 536,59 kW calcolati da Albatros Energia Srl.

26. In caso di rinuncia o cessazione, per qualsiasi motivo, della concessione di derivazione con contestuale dismissione dell’impianto, la Società titolare è tenuta, a propria cura e spese, alla rimozione delle opere ed al ripristino dello stato dei luoghi. Tale obbligo è stabilito sia dall’art. 12 del DLgs. 29 dicembre 2003, n. 387 sia dall’art. 35 del R.R. 20 novembre 2001, n. 41 inerente le concessioni di derivazione di acqua pubblica.

27. La ditta proponente deve sottoscrivere, prima dell’inizio dei lavori, l’impegno a stipulare un contratto fideiussorio a favore della Provincia di Modena per l’importo risultante dall’atto di prossima emanazione in funzione del valore delle opere di dismissione; il mancato rispetto di tale prescrizione comporterà la decadenza dell’autorizzazione alla costruzione ed esercizio dell’impianto ai sensi del DLgs 387/2003.

28. Per consentire i controlli di competenza, la Società proponente dovrà dare, obbligatoriamente con anticipo di almeno gg. 30, comunicazione dell’avvio dei lavori al Servizio Tecnico Bacini Affluenti del Po, alla Provincia di Modena, al Comune di Modena, all’ARPA Sezione provinciale di Modena ed all’AUSL di Modena.

29. Si ritiene necessario che il proponente provveda al deposito di tutti gli elaborati previsti dalle disposizioni vigenti presso il competente Comune di Modena prima dell’avvio dei lavori.

30. Alla conclusione dei lavori, dovrà essere realizzata una specifica campagna di monitoraggio acustico, la cui tempistica, gli aspetti metrologici e la localizzazione dei punti di misura dovranno essere concordati con ARPA territorialmente competente. A conclusione delle indagini strumentali, nel caso i risultati dovessero evidenziare superamenti dei limiti vigenti, dovranno essere adottate ulteriori azioni mitigatorie nei confronti dei ricettori interessati.

31. Al fine di evitare fenomeni di inquinamento dovuti a sversamenti accidentali di oli o combustibili, all’interno dell’area di cantiere dovrà essere individuata un’apposita zona impermeabilizzata da destinare ad area di rifornimento e ricovero dei mezzi. Quest’ultima dovrà essere munita di pozzetto di disoleatura a monte del recapito delle acque meteoriche e lo stoccaggio di oli e idrocarburi dovrà essere realizzato con serbatoi fuori terra, dotati di vasca coperta per il contenimento di eventuali sversamenti. Eventuali lavaggi delle autobetoniere effettuati all’interno del cantiere, dovranno essere raccolti e smaltiti come rifiuto, presso centri di trattamento autorizzato. Dovrà, inoltre, essere predisposto un opportuno sistema di regimazione, raccolta e trattamento di tali acque potenzialmente contaminate provenienti dalle altre aree di cantiere, che ne impedisca la veicolazione diretta nel fiume Secchia.

32. Al fine di mantenere una situazione compatibile con le caratteristiche del tratto fluviale in cui il progetto si colloca:

Fase di cantiere:

  • l’U.O. Programmazione Faunistica della Provincia di Modena dovrà essere informata delle date di inizio dei lavori in alveo onde provvedere alle operazioni di cattura del pesce necessarie, i cui costi saranno a carico del proponente; a tal proposito si precisa che, ai sensi della L.R. 11/93, lavori in alveo non potranno avere inizio se non previo recupero della fauna ittica.

Fase di esercizio:

  • i passaggi destinati al deflusso del DMV dovranno essere mantenuti sempre sgombri da materiale di trasporto, lapideo o di altra natura, tramite opportuni e frequenti interventi di controllo e pulizia nel corso dell’anno;
  • in caso di operazioni manutentive che rendessero necessario l’accesso in alveo di mezzi meccanici dovrà essere dato avviso alla U.O. Programmazione faunistica della Provincia di Modena con almeno 10 giorni di anticipo onde poter provvedere alle operazioni di recupero della fauna ittica presente, i cui costi saranno a carico del titolare della concessione;

c) di dare atto che i pareri della Provincia di Modena, del Comune di Modena e del Consorzio di gestione del Parco Fluviale del Secchia ai sensi dell’art. 18, comma 6 della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, in merito all’impatto ambientale del progetto in esame, sono compresi all’interno del Rapporto Ambientale di cui alla lettera b);

d) di dare atto che l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianto alimentato da fonti rinnovabili, ai sensi del DLgs 29 dicembre 2003, n. 387 e della L.R. 23 dicembre 2004, n. 26, verrà rilasciata dalla Provincia di Modena successivamente alla presente deliberazione;

e) di dare atto che il nulla-osta rilasciato, ai sensi dell’art. 40 della L.R. 17 febbraio 2005, n. 6, dal Consorzio di gestione del Parco Fluviale del Secchia, è compreso all’interno del Rapporto Ambientale di cui alla lettera b);

f) di dare atto che la pre-Valutazione d’Incidenza ai sensi del DPR 8 settembre 1997, n. 357 e successive modifiche ed integrazioni, della L.R. 14 aprile 2004, n. 7 e della delibera di Giunta regionale n. 1191 del 30 luglio 2007, inerente il sito di Rete Natura 2000 SIC/ZPS IT4030011 “Casse di espansione del Secchia”, all’interno del quale ricade in parte l’area di progetto, è compresa all’interno del Rapporto Ambientale di cui alla lettera b);

g) di dare atto che il Comune di Modena ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica ai sensi del DLgs 42/04 con nota prot. n. PG.2011.0260303 del 26 ottobre 2011, che costituisce l’Allegato n. 2 parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;

h) di dare atto che il parere di competenza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici di Bologna in merito ai sensi del DLgs 42/2004 è compreso all’interno del Rapporto Ambientale di cui alla lettera b);

i) di dare atto che il parere di competenza della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna rilasciato ai sensi del DLgs 42/04 e il parere previsto all’art. 3 della L.R. 10/93 è compreso all’interno del Rapporto Ambientale di cui alla lettera b);

j) di dare atto che il nulla osta idraulico dell’Agenzia Interregionale per il Fiume Po (AIPO) rilasciato ai sensi del TU 523/1904 è compreso all’interno del Rapporto Ambientale di cui alla lettera b);

k) di dare atto che il parere della Direzione Regionale delle Ferrovie dello Stato (R.F.I.) sull’opera sottopassante la linea ferroviaria è compreso all’interno del Rapporto Ambientale di cui alla lettera b);

l) di dare atto che il Servizio Tecnico di Bacino degli Affluenti del Po ha rilasciato la Concessione di derivazione di acqua pubblica ad uso idroelettrico ai sensi del R.R. 41/2001, con relativa concessione per l’utilizzo di aree del demanio idrico, con determinazione n. 14538 del 15 novembre 2011 a firma del Responsabile del Servizio dott. Gianfranco Larini, che costituisce l’Allegato n. 3, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;

m) di dare atto che i pareri dell’Autorità di Bacino del Fiume Po, della Provincia di Modena, del Consorzio di gestione del Parco Fluviale del Secchia e del Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua della Regione Emilia-Romagna ai sensi del R.R. 41/2001 sono compresi all’interno del rapporto Ambientale di cui alla lettera b);

n) di dare atto che il Permesso di Costruire ai sensi della L.R. 31/02 per le opere di propria competenza verrà rilasciato dal Comune di Modena successivamente alla presente deliberazione, fermo restando le seguenti prescrizioni:

  • il proponente deve attenersi ai procedimenti previsti dalla L.R. 31/02 e dal RUE del Comune di Modena per quanto concerne gli adempimenti relativi all’esecuzione dei lavori (comunicazione di inizio lavori e suoi contenuti di legge). L’inizio dei lavori deve avvenire entro un termine di 3 anni dal rilascio dell’autorizzazione. Decorsi tali termini, salvo richiesta di proroga, l’autorizzazione perde efficacia;
  • le comunicazioni dovranno essere trasmesse al Comune di Modena così ogni eventuale modifica anche se minore;
  • l’eventuale agibilità e conformità edilizia, se dovuta dovrà essere presentata agli uffici competenti accompagnata da una copia di tutti gli elaborati di progetto architettonico esecutivi, dei relativi aggiornamenti su supporto informatico con rispettivo elenco delle avvenute preventive comunicazioni;

o) di dare atto che i pareri sul permesso di costruire previsti dalla L.R. 31/02 di competenza di ARPA Sezione provinciale di Modena e dell’AUSL di Modena che non hanno partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi e non hanno firmato il rapporto ambientale che costituisce l’allegato n. 1 della presente delibera si intendono positivi ai sensi dell’art. 14-ter, comma 7 e comma 9, della Legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni;

p) di dare atto che l’approvazione del progetto di utilizzo delle terre e rocce di scavo ai sensi dell’art. 186 del DLgs 152/06 e s.m.i. di competenza del Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale della Regione Emilia-Romagna è compresa all’interno del Rapporto Ambientale di cui alla lettera b);

q) di stabilire che le opere del progetto in oggetto, ai sensi dell’art. 26, comma 6 del DLgs 152/06 e successive modifiche ed integrazioni, devono essere realizzate entro 5 anni dalla pubblicazione della presente deliberazione, salvo proroghe debitamente concesse su istanza del proponente

r) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, copia della presente deliberazione alle ditte proponenti Albatros Energia Srl ed Experts PLUS AG;

s) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, per opportuna conoscenza e per gli adempimenti di rispettiva competenza, copia della presente deliberazione alla Provincia di Modena, al Comune di Modena, al Servizi Tecnico di Bacino degli Affluenti del Po, al Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua della Regione Emilia-Romagna, all’Autorità di Bacino del Po, AIPO - Ag. Interreg.le per il Fiume Po, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, alla Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna, al Consorzio di gestione del Parco fluviale del Secchia, al Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-Romagna, all’ARPA - Sezione provinciale di Modena, all’AUSL di Modena, a Hera SpA, al Gruppo Ferrovie dello Stato (R.F.I.) Direzione Territoriale Produzione di Bologna;

t) di dare atto che ai sensi dell’art. 15, punto 2 del DM 10 settembre 2010 le autorizzazioni comprese nella presente Valutazione di Impatto Ambientale assumeranno efficacia immediata all’atto del rilascio dell’Autorizzazione unica ai sensi del DLgs 387/03 da parte dell’Amministrazione provinciale competente;

u) al fine dell’efficacia degli atti, la Società proponente è tenuta a perfezionare le istanze delle singole autorizzazioni/concessioni accorpate nella presente procedura, provvedendo al pagamento degli oneri, a qualsiasi titolo dovuti, previsti dai diversi dispositivi di legge;

v) di pubblicare per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell’art. 16, comma 3, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, il presente partito di deliberazione;

w) di pubblicare il presente atto sul sito web della Regione Emilia-Romagna.

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