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n.113 del 20.04.2016 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto 2307 - Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere al Governo la pubblicazione della carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il sito nazionale dei rifiuti radioattivi, di disporre la sospensione di ogni attività nell'impianto di Caorso divenuto di fatto sito di stoccaggio provvisorio degli stessi, di attivarsi per la rapida convocazione del "Tavolo della trasparenza" per la dismissione di detto impianto nucleare, intervenendo inoltre presso i Ministeri competenti affinché vengano assicurate la partecipazione e l'informazione della cittadinanza in merito alle decisioni riguardanti il combustibile nucleare. A firma del Consigliere: Foti

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

Premesso che

il 5 luglio 1969 il Consiglio Comunale di Caorso (in provincia di Piacenza) esprimeva parere favorevole - all'unanimità dei presenti - alla realizzazione sul territorio di quel Comune di una centrale nucleare. L'impianto veniva costruito - su richiesta dell'Enel - nel periodo compreso tra il 1° gennaio 1970 e il 23 maggio 1978 ad opera di Ansaldo Meccanico Nucleare S.p.A. (ai tempi parte di IRI-Ansaldo), in collaborazione con la General Electric;

l’impianto di cui sopra risultava in esercizio dal 1° dicembre 1981 al 25 ottobre 1986 in coincidenza della quarta fermata per la ricarica del materiale fissile;

in ragione dell’esito del referendum sul nucleare dell' 8 e 9 novembre del 1987 e alla decisione del CIPE del 26 luglio 1990, l’attività produttiva della centrale non è più ripresa e, nel luglio del 1991, il Governo decideva la “messa in custodia” dell’impianto per 50 anni;

a seguito degli indirizzi emessi dal Ministero dell'Industria alla fine del 1999 e confermati con i decreti del 7 maggio 2001 e del 2 dicembre 2004, la strategia di smantellamento differita (o di "custodia protettiva passiva") precedentemente adottata veniva abbandonata in favore della disattivazione "accelerata";

nell’agosto del 2000 il Ministero dell'Industria emanava un decreto autorizzativo relativo ad alcune specifiche attività di disattivazione da eseguire a stralcio;

con nota del 2 agosto 2001, Sogin avanzava istanza al Ministero dell'Industria (ai sensi dell'articolo 55 del Decreto Legislativo n. 230/95) per ottenere l'autorizzazione all'esecuzione delle operazioni connesse alla disattivazione accelerata - in una unica fase fino al rilascio incondizionato del sito - della Centrale Nucleare di Caorso;

il 24 novembre 2006 veniva siglato l’accordo intergovernativo Italia-Francia che prevedeva il trasferimento in Francia - per il riprocessamento - del combustibile nucleare irraggiato depositato negli impianti nucleari italiani, con rientro in Italia dei relativi rifiuti entro il 2025;

con delibera n. 1044 del 9 luglio 2007 la Giunta Regionale esprimeva parere positivo, con prescrizioni, alla conclusione della procedura di VIA del progetto di decommissioning della centrale nucleare di Caorso;

con Decreto n. 1264 del 31 ottobre 2008 il Ministero dell'Ambiente esprimeva giudizio favorevole di compatibilità ambientale relativamente al progetto di rilascio incondizionato del sito dell'impianto nucleare di Caorso, dettando il rispetto di una serie di condizioni e prescrizioni;

il trasferimento del combustibile irraggiato in Francia, iniziato a dicembre del 2007, risultava ultimato nel 2010. Attualmente nell'impianto di Caorso permangono ancora numerosi degli stabili che in precedenza ospitavano la centrale e le strutture connesse;

il 30 maggio 2013 Sogin presentava al Ministero dell'Ambiente la domanda di verifica di assoggettabilità (screening) del progetto di aggiornamento delle modalità di gestione e stoccaggio dei rifiuti nella centrale di Caorso;

con delibera n. 372 dell' 8 aprile 2013 la Giunta Regionale modificava la delibera della Giunta Regionale n. 119 del 31 gennaio 2011 ed approvava la composizione della Commissione Tecnica di supporto alla Regione in materia di decommissioning della Centrale di Caorso e di gestione dei rifiuti radioattivi in campo medico;

con delibera n. 1029 del 23 luglio 2013 la Giunta Regionale esprimeva parere positivo, con prescrizioni, alla non assoggettabilità alla procedura di VIA per il progetto “Centrale di Caorso - Aggiornamento delle modalità di gestione dei rifiuti radioattivi e relativo stoccaggio provvisorio in sito”;

con determinazione dirigenziale n.18706 del 6 agosto 2013 il Ministero dell'Ambiente escludeva dall'assoggettamento alla procedura di VIA il progetto “Centrale di Caorso - Aggiornamento delle modalità di gestione dei rifiuti radioattivi e relativo stoccaggio provvisorio in sito”, nel rispetto di una serie di prescrizioni formulate dalla Commissione tecnica per la verifica dell'impatto ambientale e dalla Regione Emilia-Romagna con la citata delibera n. 1029/2013;

con delibera n. 96 del 3 febbraio 2014, previa istruttoria della citata Commissione tecnica, la Giunta Regionale esprimeva la propria intesa, con prescrizioni, all’approvazione del progetto di disattivazione accelerata della centrale nucleare di Caorso;

con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 10 febbraio 2014 veniva approvato, con prescrizioni, il progetto di decommissioning accelerato della centrale nucleare di Caorso;

con delibera n. 226 del 6 marzo 2015 la Giunta Regionale assegnava all’Assessore alla “Difesa del suolo e della costa, Protezione civile, politiche ambientali e della montagna” il compito di sovrintendere alla Commissione Tecnica di supporto alla Regione Emilia-Romagna in materia di decommissioning accelerato della centrale nucleare di Caorso;

il 20 luglio 2015 ISPRA chiudeva l’istruttoria per la mappa dei siti adatti ad ospitare il deposito nazionale ed inviava le risultanze ai Ministeri competenti che, dopo varie scadenze non rispettate, non l’hanno ancora resa nota;

il 30 settembre 2015 si svolgeva a Caorso il Convegno sullo stato della dismissione della Centrale, organizzato dalla Regione Emilia-Romagna, nel corso del quale veniva, con chiarezza, evidenziato che lo stoccaggio provvisorio nel sito di Caorso è strettamente legato alla realizzazione del deposito nazionale;

nel contempo, la “Commissione permanente di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti” evidenziava i tempi dilatati e le scadenze non rispettate da Sogin sul piano per la gestione dei rifiuti radioattivi previsto dalla Direttiva 2011/70/EURATOM;

alle dimissioni annunciate da Riccardo Casale (amministratore delegato di Sogin il 26.10.2015) - in una nota nella quale il predetto denunciava il fatto che il consiglio di amministrazione della società stessa risultava “bloccato” nei suoi lavori - faceva seguito,

in data 12.01.2016, una nota del Ministro dell'Economia Carlo Padoan inviata al Dr. Casale, e per conoscenza al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e al ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, nella quale si legge: “...In considerazione dell’importanza strategica della società e della necessità di assicurare la piena operatività della stessa, nel ringraziarla per il lavoro svolto, d’accordo con la presidenza del Consiglio dei ministri e con il ministro dello Sviluppo economico, si prende atto della disponibilità a rimettere il suo mandato, manifestato dalla S.V., con la nota in riferimento.” (fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/19/pasticci-nucleari-caso-sogin-lamministratore-casale-non-si-dimette-scontro-con-il-governo/2387488/). Il Dr. Casale ricopre tutt'ora la carica di amministratore delegato di Sogin. Resta però da capire se le difficoltà operative denunciate dal predetto in ordine all'azione del consiglio d'amministrazione di Sogin permangano o meno;

con delibera n. 2179 del 21 dicembre 2015 la Giunta Regionale istituiva il “Tavolo della trasparenza” sull'attuazione del progetto di decommissioning della Centrale nucleare di Caorso, al fine di garantire il più ampio livello di conoscenza, di partecipazione e di comunicazione nei confronti di tutti i soggetti interessati alle attività inerenti la dismissione dell’impianto nucleare stesso, la messa in sicurezza del sito e le connesse problematiche. La delibera n. 2179/2015 prevede che il detto Tavolo sia presieduto dall’Assessore regionale alla “Difesa del suolo e della costa, Protezione civile, politiche ambientali e della montagna”, alla quale è demandata la stipula della bozza di Accordo - approvato con la predetta delibera - tra la Regione Emilia-Romagna, Sogin e Ispra sulle modalità di partecipazione al Tavolo di trasparenza e di informazione sulle attività di decommissioning della Centrale nucleare di Caorso. Al predetto assessore veniva data facoltà di potere apportare le eventuali modifiche, non sostanziali, che si fossero rese necessarie per la stipula dell’accordo, fatto salvo il potere di ratifica delle stesse da parte della Giunta Regionale;

invita la Giunta Regionale:

a proseguire - con determinazione - nell'azione intrapresa nei confronti del Governo mirante ad ottenere la dovuta pubblicazione della carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il sito nazionale dei rifiuti radioattivi (CNAPI);

ad attivarsi affinché, nei tempi più̀ rapidi possibili, sia dato celere corso alle attività di dismissione della centrale di Caorso riguardo gli interventi di adeguamento degli esistenti depositi di rifiuti radioattivi nonché il trattamento/condizionamento dei rifiuti radioattivi;

ad attivarsi affinché, nei tempi più̀ rapidi possibili, sia convocato il “Tavolo della trasparenza” per le attività̀ di dismissione dell’impianto nucleare di Caorso, istituito con delibera della Giunta Regionale n. 2179 del 21/12/2015;

a volere attentamente verificare e, nel caso di omissione, intervenire al riguardo, affinché il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministero dello sviluppo economico assicurino "le necessarie occasioni di effettiva partecipazione da parte del pubblico ai processi decisionali concernenti la gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi mediante la pubblicazione sui propri siti web istituzionali dello schema del Programma nazionale. Assicurano, inoltre, che il pubblico possa esprimere le proprie osservazioni al riguardo e che delle stesse si tenga debitamente conto nella redazione del testo finale del Programma nazionale." (articolo 7, comma 4, del Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 45 "Attuazione della direttiva 2011/70/EURATOM che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi");

ad assumere ogni utile iniziativa - nell'ambito e con i limiti delle competenze istituzionali assegnate - per verificare se la governance di Sogin abbia superato la situazione difficile e di stallo in premessa riferita.

Approvata all’unanimità dalla Commissione III Territorio, Ambiente, Mobilità nella seduta del 31 marzo 2016.

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