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n.191 del 27.06.2018 periodico (Parte Seconda)

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Rete regionale per le malattie rare di cui alle delibere di Giunta regionale n. 160/2004 e n. 1351/2017. Aggiornamento 2018

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Visto il DM n. 279/01 di istituzione e regolamentazione della Rete nazionale delle malattie rare ai sensi dell'art. 5, comma 1, lettera b) del D.Lgs n. 124 del 29 aprile 1998;

Considerato che il DM n. 279/01 citato adotta il Regolamento che disciplina le modalità di esenzione dalla partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza sanitaria incluse nei livelli essenziali di assistenza (LEA) per la diagnosi e cura delle malattie rare e individua specifiche forme di tutela per i soggetti affetti dalle suddette malattie;

Dato atto che il Regolamento stabilisce fra l'altro:

- la scelta dei Presidi ospedalieri da includere nella rete tra quelli in possesso di documentata esperienza di attività diagnostica e terapeutica specifica, nonché di idonea dotazione di strutture di supporto e di servizi complementari fra i quali - per le malattie che lo richiedano - servizi per l'emergenza e per la diagnostica biochimica e genetico-molecolare;

- la previsione che i Presidi ospedalieri della Rete operino secondo protocolli clinici concordati con i Centri Interregionali di riferimento e collaborino con i servizi territoriali e i medici di famiglia ai fini dell'individuazione e della gestione del trattamento;

Viste:

- la propria delibera n. 160/04 di individuazione dei presidi ospedalieri regionali che vanno a costituire la Rete regionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle malattie rare;

- la determina del Direttore Generale Sanità e Politiche Sociali n. 11772/2010 di costituzione del gruppo tecnico per le malattie rare, che ha fra gli altri anche il compito di effettuare il monitoraggio delle attività dei centri di riferimento della rete e di valutare l'opportunità di istituire nuovi centri;

- il DPCM 12.1.2017 “Definizione e aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza di cui all’articolo 1, comma 7, del DL 30.12.1992, n. 502”, (pubblicato nella G.U. n. 65 del 16.3.2017), entrato in vigore il 19.3.2017, che ha definito ed approvato anche i nuovi LEA relativamente alle malattie rare, con l’identificazione di un nuovo elenco di patologie rare alle quali corrisponde un codice di esenzione;

- la propria delibera n. 1351/17 con la quale si individuano i nuovi centri regionali di riferimento per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle malattie rare di cui all’allegato 7 del DPCM 12.1.2017 sopra citato, e si eliminano dall’elenco dei centri precedentemente inclusi nella rete regionale per le malattie rare quelli i cui volumi certificativi non sono risultati idonei rispetto l’incidenza delle patologie trattate;

Considerato che la propria delibera n. 1351/17 sopra citata dispone che con successivo proprio atto si valutino anche le richieste delle Aziende Sanitarie di inserimento di proprie Unità Operative nella rete dei centri di riferimento per le malattie rare relativamente alle malattie già inserite nel DM n. 279/01 e non successivamente eliminate dal DPCM 12.1.2017 sopra citato;

Visto che ai fini della corretta valutazione delle richieste di cui al paragrafo precedente si è utilizzato come strumento di analisi uno specifico questionario che – ove correttamente compilato dai clinici e dalle relative Direzioni Sanitarie Aziendali - ha fornito le necessarie informazioni relativamente all’esperienza diagnostico-terapeutica e all’idonea dotazione di strutture di supporto e di servizi multidisciplinari dei centri clinici stessi, così come previsto dal DM n. 279/01 sopra menzionato;

Considerato che a seguito della delibera n. 1351/17 sopra citata alcune Aziende Sanitarie hanno chiesto la rivalutazione di alcune candidature relative alle malattie rare inserite nel DPCM 12.1.17, inviando a supporto delle stesse ulteriore documentazione, conservata agli atti del Servizio Assistenza Ospedaliera; 

Ritenuto opportuno procedere alla rivalutazione delle candidature sopra descritte; 

Ritenuto di prevedere che i centri di riferimento per le malattie rare di cui al presente atto saranno oggetto di revisione almeno entro il triennio, in relazione ai dati derivanti dai Registri regionali e nazionali sulle malattie rare e alle valutazioni del gruppo tecnico regionale per le malattie rare;

Considerato opportuno:

- non procedere con il presente atto alla valutazione delle richieste non corredate da tutti gli elementi richiesti al fine di possedere le informazioni necessarie a una corretta stima;

- non procedere con il presente atto alla valutazione dei centri di riferimento relativamente a patologie attualmente oggetto di una specifica Rete Hub & Spoke, né alla istituzione di nuovi centri per le patologie medesime;

- non procedere con il presente atto alla valutazione dei centri per le malattie neurologiche rare che saranno oggetto di successiva analisi specifica;

Considerato:

  • che con propria deliberazione n. 1351/17 sopra citata si è ritenuto opportuno procedere a confermare quali centri di riferimento per le malattie emorragiche congenite (contraddistinte dal codice di esenzione RDG020) solo quelli con volumi certificativi idonei relativamente all’incidenza delle patologie medesime;
  • che il codice di esenzione RDG020 comprende fra le patologie certificabili sia le malattie emorragiche congenite che i disordini ereditari trombofilici contraddistinti da una incidenza diversa;

Considerato pertanto necessario – per quanto sopra esposto – riconfermare quali centri di riferimento per i soli disordini ereditari trombofilici quelli che insistono presso le Aziende Usl di Piacenza, USL di Reggio Emilia, Ospedaliero-Universitaria di Modena e Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, al fine di garantire una rete di centri più ampia per patologie contraddistinte da un’incidenza più alta; 

Ritenuto pertanto necessario allegare al presente atto quale parte integrante e sostanziale gli allegati 1, 2 e 3 sotto descritti: 

- Allegato 1: elenca i nuovi centri di riferimento identificati per le nuove patologie inserite nell’allegato 7 del DPCM 12.1.2017 sopra citato a seguito della rivalutazione delle candidature;

- Allegato 2: elenca tutti i centri di riferimento identificati per le nuove patologie inserite nell’allegato 7 del DPCM 12.1.2017 sopra citato, comprendenti i centri già individuati dall’Allegato 1 alla delibera di Giunta regionale n. 1351/2017 e i centri individuati dall’Allegato 1 al presente atto;

- Allegato 3: elenca i centri di riferimento identificati per le patologie già inserite nell’allegato 1 del DM 279/2001 sopra citato a seguito della valutazione delle candidature;

Richiamati altresì:

- la L.R. 12 maggio 1994, n. 19 “Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale ai sensi del D. Lgs 30 dicembre 1992, n. 502, modificato dal D. Lgs 7 dicembre 1993, n. 517“ e successive modifiche;

- la L.R. 23 dicembre 2004, n. 29 “Norme generali sull’organizzazione ed il funzionamento del Servizio Sanitario Regionale”, e successive modifiche, che prevede che questa Regione, nell’esercizio dell’autonomia conferitale dalla riforma del Titolo V della Costituzione, definisce i principi ed i criteri generali di organizzazione e di funzionamento del Servizio sanitario regionale;

- la L.R. 26 novembre 2001, n. 43 “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e successive modificazioni;

- il D.Lgs. n. 33/2013 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” e ss.mm.ii.;

Richiamate le proprie deliberazioni:

- n. 2416 del 29 dicembre 2008 “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007”, e successive modifiche, per quanto applicabile;

- n. 93 del 29 gennaio 2018 di “Approvazione Piano triennale di prevenzione della corruzione. Aggiornamento 2018-2020”, ed in particolare l’allegato B) “Direttiva di indirizzi interpretativi per l'applicazione degli obblighi di pubblicazione previsti dal D.lgs. n. 33 del 2013. Attuazione del piano triennale di prevenzione della corruzione 2018-2020”;

- n. 468 del 10 aprile 2017 “Il sistema dei controlli interni nella regione Emilia-Romagna” e le circolari del Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta regionale PG72017/0660476 del 13 ottobre 2017 e PG/2017/0779385 del 21 dicembre 2017 relative ad indicazioni procedurali per rendere operativo il sistema dei controlli interni predisposte in attuazione della propria deliberazione n. 468/2017; 

Richiamate infine le proprie deliberazioni n. 193/2015, n. 628/2015, n. 270/2016, n. 622/2016, n. 702/2016, n. 1107/2016, n. 1681/2016, n. 2344/2016, n. 161/2017 e n. 52/2018 relative all’organizzazione dell’Ente Regione e alle competenze delle Direzioni generali e dei dirigenti;

Dato atto che il responsabile del procedimento ha dichiarato di non trovarsi in situazione di conflitto, anche potenziale, di interessi;

Dato atto dei pareri allegati;

Su proposta dell’Assessore Politiche per la Salute;

A voti unanimi e palesi

delibera: 

1. di individuare – a seguito della rivalutazione delle candidature – i nuovi centri di riferimento regionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle nuove malattie rare introdotte dall’allegato 7 del DPCM 12.1.2017 sopra citato, così come descritti nell’Allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente atto; 

2. di stabilire che la rete complessiva dei centri di riferimento regionale per le nuove malattie rare introdotte dall’allegato 7 del DPCM 12.1.2017 sopra citato, sia quella descritta nell’Allegato 2, parte integrante e sostanziale del presente atto; 

3. di individuare i nuovi centri di riferimento regionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle malattie rare già ricomprese nell’allegato 1 del DM 279/01, così come descritti nell’Allegato 3, parte integrante e sostanziale del presente atto; 

4. di riconfermare quali centri di riferimento per i soli disordini ereditari trombofilici – per le motivazioni esposte in premessa - quelli che insistono presso le Aziende USL di Piacenza, USL di Reggio Emilia, Ospedaliero-Universitaria di Modena e Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, al fine di garantire una rete di centri più ampia per patologie contraddistinte da un’incidenza più alta; 

5. di dare atto che i suddetti centri di riferimento hanno il compito di certificare sul sistema informativo regionale per le malattie rare lo stato di patologia rara, il piano terapeutico ed il relativo diritto dell'assistito, previo rilascio dell'attestazione di esenzione da parte dell'Azienda USL di residenza, di fruire delle prestazioni specialistiche efficaci ed appropriate per la diagnosi, il monitoraggio ed il trattamento della malattia in regime di esenzione dalla partecipazione alla spesa, così come previsto dal DM n. 279/01 e dalla propria delibera n. 160/04 sopra citati; 

6. di precisare che i centri di riferimento per le malattie rare di cui al presente atto saranno oggetto di revisioni almeno entro il triennio, in relazione ai dati derivanti dai Registri regionali e nazionali sulle malattie rare e alle valutazioni del gruppo tecnico regionale per le malattie rare; 

7. di prevedere che con successiva propria deliberazione saranno valutati i centri di riferimento per le malattie neurologiche rare di cui al DPCM 12.1.2017 sopra citati;

8. di dare atto che per quanto previsto in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni, si provvederà ai sensi delle disposizioni normative ed amministrative richiamate in parte narrativa; 

9. di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico.

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