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n.266 del 21.10.2015 periodico (Parte Seconda)

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RISOLUZIONE - Oggetto n. 1346 - Risoluzione per l'avvio di un percorso di revisione complessiva e condivisa della normativa nazionale in materia di estrazione degli idrocarburi. A firma dei Consiglieri: Bessi, Bagnari, Soncini, Rossi Nadia, Calvano, Caliandro, Molinari, Sabattini, Cardinali, Ravaioli, Zoffoli, Poli, Tarasconi, Rontini, Pruccoli, Iotti, Montalti, Serri, Mori, Zappaterra, Marchetti Francesca

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Premesso che

l’Unione Europea, in documenti ufficiali e in dichiarazioni autorevoli, ha recentemente evidenziato le necessità pressanti e diversificate che si pongono a livello comunitario per elevare l’efficienza energetica dei sistemi produttivi, promuovere l'impiego delle energie rinnovabili, ridurre le dipendenze dalle altre aree del mondo e garantire certezza energetica per il nostro continente, sostenere la ricerca scientifica e industriale in questo settore strategico;

l’affermazione della Green Economy quale nuovo modello di sviluppo qualificato, intelligente e sostenibile dell’occupazione è legato all’adozione di decisioni, col contributo degli enti locali, che permettano il superamento di alcuni nodi ed incertezze piuttosto che l’affermarsi di nuove conflittualità istituzionali;

deve partire da questi indirizzi il rilancio di una strategia nazionale che abbia come fini primari il rispetto degli obiettivi del 20-20-20, il miglioramento della sicurezza e indipendenza energetica e un contributo serio alla ripresa di una crescita sostenibile dell'economia italiana, da troppi anni in recessione o stagnazione;

il raggiungimento degli obiettivi del 20-20-20 è un passaggio intermedio importante per rideterminare i fabbisogni energetici al 2030 e la Conferenza di Parigi del prossimo dicembre sarà l’occasione giusta nella quale individuare le modalità per attuarli;

la moratoria sul nucleare è un punto fermo per l'Italia, l'uso del carbone deve essere vincolato alla “Roadmap di decarbonizzazione” europea e, con riferimento alla metodologia del "fracking shale gas", la Regione ribadisce la propria contrarietà a tale modalità estrattiva. Nel contempo, si sottolinea come la crescita dello sfruttamento delle energie rinnovabili - con il conseguente aumento di occupazione che questa genererebbe - non possa che procedere di pari passo con il risparmio energetico derivante dal graduale abbandono delle fonti fossili più inquinanti.

Sottolineato che

la regione Emilia-Romagna è un territorio dove negli ultimi 50 anni la produzione e la distribuzione dell'energia e le politiche per l’ambiente hanno svolto un ruolo importante nello sviluppo economico per le imprese e il lavoro;

a partire dagli anni ‘50 e ‘60 la scoperta di giacimenti di idrocarburi e in particolare di gas metano, prima a terra e poi a mare, e il loro impiego in varie forme, grazie in primo luogo al ruolo di Enrico Mattei, ha contrassegnato il passaggio da un’economia prevalentemente agricola, ad una moderna economia industriale prima e post-industriale poi, con importanti risultati sul piano del reddito, dell'occupazione e della diffusione di servizi sul territorio;

in particolare nel distretto emiliano-romagnolo, lavoro, ambiente, sviluppo, agricoltura, pesca, cultura e turismo hanno trovato un equilibrio virtuoso che ha consentito di conciliare le attività di estrazione con lo sviluppo degli altri settori, progredendo nella ricerca di metodi a minore impatto ambientale;

in regione sono attive numerosissime e importanti imprese nel settore della produzione energetica, le quali danno lavoro a circa quarantamila addetti nell’ambito energetico e nella meccanica, cui si sommano gli impiegati nelle nuove imprese che operano nel settore dell’industria impiantistica meccanica e della green economy. Un tessuto di imprese, quest’ ultimo, di alto livello tecnologico e in grado di contribuire alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare pubblico e privato del territorio;

negli ultimi anni la regione Emilia-Romagna si è distinta a livello nazionale anche per i livelli ed i ritmi di sviluppo delle energie rinnovabili, con particolare riferimento al fotovoltaico, alle biomasse, al biogas e alle sue possibili evoluzioni verso il biometano;

tutto ciò rappresenta per la regione un patrimonio importante dal punto di vista economico e professionale.

Considerato che

è un fatto importante che siano stati stabilizzati dal governo nazionale gli incentivi per le ristrutturazioni, riqualificazioni edilizie e interventi di efficientamento energetico, anche per dare continuità ai positivi effetti sull'economia, le imprese e l'occupazione in un momento economico di grande difficoltà - nel merito alcuni recenti studi hanno calcolato che gli incentivi fiscali hanno contribuito a mobilitare 28,4 miliardi di euro di investimenti nel solo 2014 - ma vanno sciolti, nei tempi più rapidi possibili, alcuni nodi e occorre compiere alcune scelte urgenti, fra cui:

- semplificare ulteriormente le procedure per gli interventi di efficientamento energetico sul piano edilizio e sul piano del rimborso fiscale, attivare inoltre le nuove misure recentemente approvate per l’efficienza energetica e per il cosiddetto Conto Termico;

- studiare un sistema di detrazioni fiscali che sia più strettamente collegato ai risultati energetici effettivamente raggiunti;

- varare tempestivamente i decreti attuativi a completamento del Decreto Ministeriale del 5 dicembre 2013 per lo sviluppo programmato degli impianti per la produzione e la distribuzione di biometano, unificando ed uniformando a livello nazionale e regionale la procedura autorizzativa di suddetti impianti;

- porre attenzione anche al tema delle biomasse da filiera italiana;

- prevedere una deroga rispetto ai vincoli del Patto di Stabilità Regioni e EELL, per favorire investimenti volti alla riqualificazione degli edifici pubblici e in particolare per il risparmio energetico, l’uso di energie rinnovabili sui tetti, la sicurezza degli edifici e l’adeguamento alle normative antisismiche;

gli idrocarburi, in particolare il gas naturale, rappresentano ancora oggi una fonte di approvvigionamento essenziale, importante in una fase di transizione ma con l’obiettivo di tendere ad un utilizzo crescente in prospettiva di fonti di energia rinnovabili. Per questo è importante:

- concordare in Conferenza Stato-Regioni (e se possibile con la Croazia, paese confinante con l’Italia sul fronte del Mare Adriatico) un sistema di monitoraggio trasparente, omogeneo e diffuso, predisposto e garantito da un Ente Scientifico autonomo, capace di fornire dati certi e accessibili per la piena tutela delle coste adriatiche e dell’intero territorio rispetto alle attività di estrazione di idrocarburi in mare;

- individuare un sistema di monitoraggio completo ed efficace su tutte le aree soggette ad estrazione e sulle aree limitrofe che possono risentire degli effetti indotti, con particolare riferimento alle aree costiere e alle aree naturali del Parco del Delta del Po. Tale rete di monitoraggio dovrà esser dotata di sistemi di rilevamento accessibili e garantire la massima trasparenza e leggibilità dei risultati specie sui temi della subsidenza e dell'erosione;

- prevedere che una parte consistente dei vantaggi nazionali legati alla estrazione di gas naturale abbia una ricaduta sui territori interessati, in particolare per predisporre un Piano aggiornato per la difesa della costa e del territorio dell'area adriatica e per realizzare interventi e opere organiche e coerenti con gli obiettivi dei studi GIZC, sia a protezione delle risorse naturali di interesse primario, sia a protezione dell'intero territorio emiliano-romagnolo.

Reso noto che

coerentemente con questi principi, il 10 ottobre scorso è stato firmato a Ravenna un documento di intenti fra istituzioni e associazioni di rappresentanza delle imprese e dei lavoratori per un nuovo approccio sulle questioni energetiche, che punti sia al sostegno delle fonti rinnovabili sia, cosa che rappresenta un passo avanti rispetto ai recenti scenari, alla verifica della possibilità di sfruttamento dei giacimenti di gas in Adriatico, ovviamente nel rispetto degli equilibri ambientali e sociali;

nel luglio 2015 è stato siglato un accordo importante (il primo del genere in Italia) tra Regione Emilia-Romagna e Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) sulle attività estrattive in terra ferma. Sicurezza, controllo, monitoraggio, difesa dell’ambiente e trasparenza sono i capisaldi dell’intesa nella quale si è ribadito il No al “fracking shale gas” ed allo stoccaggio di gas a Rivara o l’utilizzo, dell’acquifero profondo di Rivara;

per quanto riguarda il tema dell'utilizzo degli idrocarburi e in particolare del gas naturale, specialmente nell'area adriatica del nostro Paese, si evidenzia la necessità che sulla base degli indirizzi dell'Unione Europea, e in modo coordinato con i Paesi confinanti, si approfondisca la possibilità di riattivare le attività di ricerca e di utilizzo dei giacimenti di gas naturale già individuati, coerentemente con la Strategia Nazionale Energetica (SEN). Ciò potrebbe comportare una ricaduta positiva sulla bolletta energetica nazionale, sulle imprese del settore, sull'indotto, sull'occupazione e nel contempo una possibile riduzione del numero di piattaforme operative, tendendo ad eliminare quelle più a ridosso della costa, garantendo massima sicurezza e tutela dell’ambiente e rispettando rigorosamente gli accordi internazionali per la tutela delle risorse marine.

Evidenziato che

l’Italia ha normative tra le più stringenti in Europa e possiede competenze di alto livello nel campo dei monitoraggi, che dovranno essere implementati con la massima attenzione nei confronti degli effetti di tali attività sulla subsidenza e sui fenomeni di erosione delle aree costiere e delle aree naturali;

è stato stipulato il IV Protocollo d’intesa tra la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Ravenna, il Comune di Ravenna e l’azienda ENI, risultato di un confronto pluriennale tra le istituzioni e la Compagnia in merito alle attività minerarie in essere nell'area costiera e marina della provincia di Ravenna. Esso recepisce importanti richieste avanzate dalle istituzioni locali, sia tramite l'attivazione della sperimentazione prevista per il pozzo di Angela-Angelina (ripressurizzazione del giacimento con acqua di mare) per contrastare il fenomeno della subsidenza e la conseguente erosione costiera, sia tramite la compensazione degli impatti ambientali connessi all'attività estrattiva.

Tutto ciò premesso e considerato

invita la Giunta 

a continuare la fase di discussione con gli EELL, le forze economiche, sociali, ambientaliste e, in generale, con i portatori di interessi collettivi, per determinare le indispensabili condizioni per cui tutti i soggetti in campo possano operare efficacemente e con la massima attenzione nei confronti delle ricadute ambientali e degli obiettivi di valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico costiero, considerati gli importanti risultati raggiunti in alcune aree della costa emiliano-romagnola, come l’attuazione della gestione integrata delle aree costiere e della strategia marina e come testimoniato dal riconoscimento del titolo di riserva MAB Unesco per l’area del Delta del Po, che deve indurre a una forte riserva rispetto ad un'attività opposta nei confronti dei fragili equilibri paesaggistici e antropici dell'area, equilibri che proprio in forza della loro peculiarità e nondimeno della notevole biodiversità delle zone fanno di questo territorio un luogo unico e perciò riconosciuto dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità;

ad approfondire questi orientamenti e, anche in ragione delle sue attuali competenze in campo energetico e del suo ruolo strategico, ad assumere iniziative coerenti sia sul livello regionale sia su quello nazionale nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni e nei rapporti con il Governo anche alla luce del Piano Energetico Nazionale e Regionale e delle sue fasi attuative;

a proporre al governo nazionale la stesura di un accordo, sulla base di quello già siglato nel luglio di quest’anno col MiSE per le attività estrattive in terra ferma, estendendo l’intesa anche alle estrazioni offshore, promuovendo l’innovazione tecnologica con lo scopo di accrescere la protezione ambientale e i livelli di sicurezza, assicurando il pieno coinvolgimento della comunità e del territorio regionale superando le questioni relative all’assetto delle competenze tra Stato e Regioni, promuovendo procedure condivise di valutazione e di attuazione delle scelte strategiche e realizzazioni impiantistiche in offshore;

ad aprire con le compagnie, anche attraverso l’accordo con Ministero dello Sviluppo Economico, una nuova fase nei rapporti, con obiettivi più avanzati, coerenti con l'esigenza primaria di assicurare la piena sostenibilità ambientale delle attività estrattive esistenti, ed in particolare la compatibilità con la salvaguardia del nostro territorio e della fascia costiera, che svolge una funzione fondamentale sia per gli aspetti ambientali che per le attività economiche, quali il turismo e la pesca;

a promuovere iniziative affinché il Governo nazionale adotti pienamente norme e protocolli internazionali in materia di strategia marina e gestione integrata delle zone costiere;

a promuovere la strategia europea denominata Blue Growth, ovvero una strategia a lungo termine per una crescita sostenibile nei settori marino e marittimo con enormi potenzialità per innovazione e crescita, nell’ambito della macro regione Adriatico-Ionica;

ad approfondire nell’ambito dei lavori per la redazione del nuovo Piano Energetico Regionale, e relativo piano attuativo, gli aspetti strategici sia per le energie tradizionali sia per gestire la fase di transizione verso le energie rinnovabili;

alla luce degli obiettivi fissati a livello europeo a:

- migliorare ulteriormente i livelli di efficienza energetica attraverso investimenti pubblici e privati per ridurre i costi della bolletta energetica per cittadini e imprese;

- promuovere strategie, anche per il raggiungimento degli obiettivi europei al 2020 e al 2030 per le energie rinnovabili e per la riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera;

- puntare su un mix energetico efficiente e ad alta sostenibilità ambientale, basato in particolare su metano ed energie rinnovabili, con l'obiettivo di una graduale evoluzione del mix energetico prodotto dal nostro territorio, basato già oggi prevalentemente su gas naturale e energie rinnovabili, verso un peso sempre maggiore delle energie pulite in coerenza con gli obiettivi regionali, nazionali ed europei volti a contrastare il Climate Change;

- promuovere un sistema di smart grid che favorisca l’integrazione ottimale delle diverse modalità di produzione energetica;

- favorire l’impiego di tutte le fonti energetiche nazionali, con la massima attenzione agli aspetti della tutela ambientale, agli accordi internazionali sulla tutela del mare e delle coste e della sicurezza;

- diversificare le aree e le modalità di approvvigionamento delle fonti energetiche a livello internazionale per assicurare massima sicurezza energetica e contenimento dei costi;

sostenere le attività di ricerca sulle energie del futuro e sulle tecnologie collegate al suo impiego efficiente e sostenibile e a tal proposito si auspica siano destinate a tal fine quote crescenti e certe del PIL;

in aderenza a quanto programmato col nuovo POR FESR 2014-2020, oltre che col PSR, ad attivare rapidamente tutte le azioni, bandi per le imprese e gli enti locali, volte a migliorare l’efficienza energetica, l'impiego delle energie rinnovabili e delle agro energie;

a prevedere risorse adeguate per la ricerca in campo energetico a favore delle imprese e dei Tecnopoli;

a favorire l’attuazione dei Piani di Azione Locale nell’ambito dell’iniziativa Patto dei Sindaci per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili cui hanno aderito gran parte dei Comuni della nostra regione;

a fare appello agli Istituti di credito perché rafforzino l’impegno per erogare ai cittadini e imprese finanziamenti e prefinanziamenti a tasso agevolato per rendere possibili investimenti in campo energetico, così importanti per le nostre comunità.

Impegna la Giunta ed il suo Presidente

valutando come l’articolo 38 dello Sblocca Italia presenti profili che ne rendono difficile l’interpretazione e la stessa attuazione, a proporre senza indugio al Governo, avvalendosi delle sedi istituzionali idonee a partire dalla Conferenza Stato-Regioni, l’avvio di un percorso di revisione complessiva della normativa nazionale in materia di estrazione degli idrocarburi, che trovi la condivisione dei governi regionali e delle comunità territoriali e che sappia armonizzare il sistema nazionale, in linea con le direttive dell’economia blu e dello sviluppo sostenibile.

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta antimeridiana del 29 settembre 2015

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