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n.82 del 04.04.2018 periodico (Parte Seconda)

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Provvedimento di VIA del progetto per la realizzazione di intervento di risagomatura del corpo diga "Piccolo Paradiso" sita nel comune di Marzabotto (BO) proposto dalla Società Piccolo Paradiso Srl. Presa d'atto delle determinazioni della Conferenza di Servizi (Titolo III, LR n. 9/1999)

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

(omissis)

delibera

a) la Valutazione di Impatto Ambientale positiva, ai sensi dell’art. 16 della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, in relazione al progetto denominato “Intervento di risagomatura del corpo diga “Piccolo Paradiso” sita nel Comune di Marzabotto (BO)”, poiché il progetto in oggetto, secondo gli esiti dell’apposita Conferenza di Servizi conclusasi il giorno 20/12/2017, è realizzabile a condizione che siano rispettate le prescrizioni, indicate ai punti 1.C., 2.C. e 3.C. del Rapporto conclusivo della Conferenza di Servizi, che costituisce l’ALLEGATO 1 parte integrante e sostanziale della presente delibera, di seguito riportate e le ulteriori precisazioni/prescrizioni inserite all’interno degli atti connessi alla realizzazione dell’invaso in oggetto allegati alla presente delibera:

1 al fine di non compromettere l’ecosistema consolidatosi a valle della diga, dovrà essere rilasciata la sola portata di sfioro e non dovrà essere realizzato il bypass proposto;

2 entro 6 mesi dall’efficacia del provvedimento di VIA dovrà essere fornito al Servizio Area Reno e Po di Volano dell’Agenzia Regionale Sicurezza Territoriale e Protezione Civile un progetto esecutivo dei lavori che saranno eseguiti sulla briglia al piede del corpo arginale per raccordarla con la parte terminale del canale di scarico dell’invaso;

3 se necessaria, per la modifica della briglia e della vasca di dissipazione poste al piede dello sbarramento, dovrà eventualmente essere fornita apposita fidejussione a favore del Servizio Area Reno e Po di Volano dell’Agenzia Regionale Sicurezza Territoriale e Protezione Civile, a garanzia della corretta esecuzione dei lavori;

4 in fase di progettazione strutturale esecutiva dovranno essere rispettate le norme tecniche delle costruzioni (NTC 2008 - DM 14 gennaio 2008) e la relativa normativa di settore;

5 dovranno essere previsti giunti impermeabili tra gli scatolari e tra i conci del canale di scarico, onde evitare infiltrazioni nel rilevato arginale;

6 le condotte fognarie e del gas, attualmente poste all’interno del corpo arginale, al termine dei lavori dovranno essere esterne per facilitare la loro manutenzione e non inficiare la stabilità del rilevato;

7 l’inizio dei lavori dovrà essere comunicato con un preavviso di almeno 7 giorni all’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Emilia Orientale, al Servizio Area Reno e Po di Volano dell’Agenzia Regionale Sicurezza Territoriale e Protezione Civile, all’ARPAE SAC di Bologna e al Comune di Marzabotto;

8 al termine dei lavori, dovrà essere eseguito un inerbimento delle aree del paramento arginale oggetto di modifiche;

9 la concessione di derivazione di acqua pubblica dal Rio Casola è assentibile per la portata massima pari a 120,00 l/s da destinarsi ad uso antincendio e turistico ricreativo;

10 in fase di cantiere devono essere adottati tutti i normali presidi per la mitigazione delle emissioni di polveri dovute ad attività di cantiere e movimentazione dei mezzi;

11 durante le fasi di cantiere dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti utili atti ad evitare qualsiasi forma di inquinamento sia del Rio Casola sia del fiume Setta considerato la presenza, a valle, di punto di captazione dell’acqua per successiva potabilizzazione della stessa;

12 qualora si scoprano fortuitamente beni aventi interesse artistico, storico, archeologico, il proponente dovrà farne immediatamente denuncia all’autorità competente e lasciarli nelle condizioni e nel luogo in cui sono stati ritrovati;

13 i lavori dovranno essere svolti al di fuori del principale periodo riproduttivo delle specie di interesse naturalistico e quindi ad esclusione del periodo 1 aprile-30 giugno;

14 durante la realizzazione dei lavori dovranno essere adottati tutti gli opportuni accorgimenti per evitare il versamento accidentale di materiali e liquidi nel corpo idrico;

15 la sistemazione del materiale di risulta dovrà essere realizzata procedendo progressivamente per porzioni di superficie massima di 1.000 metri quadrati; durante lo svolgimento di detta operazione non dovranno essere interessati o danneggiati macchie arbustive, siepi e filari presenti a margine dell’area di destinazione;

16 non dovranno essere tagliati gli esemplari arborei presenti nel piazzale di deposito del materiale e del cantiere;

17 durante l’intervento a carico della componente arboreo-arbustiva, è fatto in ogni caso esplicito divieto di distruggere e/o danneggiare nidi/rifugi e ricoveri di uccelli, chirotteri o di altri animali di interesse comunitario che venissero rilevati;

18 il materiale di risulta dei tagli non potrà essere in ogni caso bruciato in loco; al fine di favorire l’incremento della necromassa legnosa della boscaglia e la fauna xilobiontica e saproxilica, almeno una parte (un minimo del 20% in volume) dovrà essere rilasciato sotto forma di cumuli/fascine in aree in cui non costituisca intralcio o pericolo;

19 l’alimentazione del carburante ed il rabbocco dei lubrificanti devono avvenire in sicurezza in apposite aree adottando adeguati sistemi di raccolta dei liquidi per impedire sversamenti accidentali e a distanza di sicurezza dal corpo idrico (almeno 4 m);

20 al termine dei lavori il cantiere deve essere tempestivamente smantellato e deve essere effettuato lo sgombero e lo smaltimento dei materiali utilizzati e degli eventuali rifiuti prodotti per la realizzazione delle opere;

21 ad implementazione della caratterizzazione ambientale eseguita sui terreni da destinare al riutilizzo nel sito di produzione, si prescrive l’attuazione di una sorveglianza tecnica presso i corrispettivi accumuli temporanei, mirata alla verifica di eventuali anomalie organolettiche rispetto alla condizione naturale del terreno, deducibile dai numerosi sondaggi a carotaggio continuo e saggi meccanici eseguiti nel corpo diga durante la progettazione in esame e passata. In caso l’accumulo terroso riscontri evidenze di potenziale contaminazione, si dovrà predisporre un campionamento puntuale del materiale tal quale, con successiva analisi riferita al profilo analitico previsto dall’allegato 4 del D.M. 161/2012 e nel contempo se ne dovrà prevedere anche un test di cessione, effettuato ai sensi dell’articolo 9 del D.M. 5 febbraio 1998. Qualora i risultati ottenuti da quanto sopra richiesto esprimessero un superamento delle concentrazioni limite della tabella dell’Allegato 3 del D.M. 5 febbraio 1998, e/o delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione di cui alle colonne A e B della Tabella 1, Allegato 5 al Titolo V, Parte IV del D.lgs. n. 152/2006 e s.m.i., facendo riferimento alle specifiche destinazioni d’uso urbanistico riferite alle aree oggetto di ricollocazione del materiale, dovranno immediatamente essere avvisati il Comune di Marzabotto e l’ARPAE territorialmente competente, al fine di consentire eventuali ulteriori verifiche ed istruzioni sulla gestione e trattamento dei materiali scavati;

22 per quanto riguarda la gestione dei rifiuti prodotti dal cantiere, si dovrà fare riferimento alla parte quarta del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” e, considerate le modalità di gestione proposte dal progetto in esame, in particolar modo dall’art. 183 comma 1, lettera bb);

23 i movimenti di terra dovranno essere limitati allo stretto necessario, eseguiti in modo tecnicamente idoneo e razionale e nella stagione più favorevole, adottando tutti gli accorgimenti utili onde evitare, durante e dopo l’esecuzione, eventuali danni alla stabilità dei terreni ed al buon regime delle acque superficiali e profonde;

24 l’esecuzione dei riporti del materiale di risulta degli scavi dovrà essere preceduta dalla predisposizione dei piani di posa (scoticatura ed eventuale gradonatura), il materiale riportato dovrà essere costipato con adeguati mezzi meccanici;

25 le scarpate originate dalle movimentazioni terra dovranno essere razionalmente conformate, rifinite ed inerbite con idonee essenze vegetali locali entro la prima stagione utile, evitando fenomeni erosivi o scoscendimenti;

26 l’esecuzione dei lavori non dovrà arrecare alcun danno a piante, terreni e scoli esistenti nelle immediate adiacenze dell’area direttamente interessata dall’intervento autorizzato;

27 a lavori ultimati le acque meteoriche dovranno essere validamente regimate con strutture proporzionate e durature ed opportunamente convogliate in condotte o corsi d’acqua esistenti nella zona, evitando fenomeni di erosione, scolo improprio e ristagno;

28 tutti i lavori dovranno venire rapportati alle modalità ed alle limitazioni delle vigenti “Prescrizioni di massima e di polizia forestale” della Regione Emilia-Romagna;

b) di stabilire, ai sensi dell’art. 17, comma 10 della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, che il progetto dovrà essere realizzato entro 5 anni dalla pubblicazione del provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale;

c) di dare atto che prima dell’inizio dei lavori, il progetto esecutivo dovrà essere approvato dalla Direzione Generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;

d) di dare atto che l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale ha espresso le proprie determinazioni in sede di Conferenza di Servizi e ha firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l’ALLEGATO 1 della presente delibera;

e) di dare atto che la Regione Emilia-Romagna ha espresso le proprie determinazioni in sede di Conferenza di Servizi conclusiva e ha firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l’ ALLEGATO 1 della presente delibera ed ha rilasciato la Valutazione di Incidenza con proprio atto n. 15090 del 18/7/2017; tale atto costituisce l’ ALLEGATO 2, parte integrante e sostanziale della presente delibera;

f) di dare atto che l’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile – Servizio Area Reno e Po di Volano ha espresso le proprie determinazioni in sede di Conferenza di Servizi conclusiva e ha firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l’ ALLEGATO 1 della presente delibera; tenuto conto di quanto espresso in sede di Conferenza di Servizi conclusiva, ha rilasciato l’Autorizzazione in linea tecnica al progetto con proprio atto n. 59 del 15/1/2018, che costituisce l’ALLEGATO 3, parte integrante e sostanziale della presente delibera;

g) di dare atto che ARPAE SAC di Bologna ha partecipato ai lavori istruttori della Conferenza e del Rapporto Ambientale, ma non è stata presente alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi; ha, comunque, rilasciato la Concessione di derivazione con atto prot. DET-AMB-2018-450 del 26/1/2018; tale parere costituisce l’ ALLEGATO 4 parte integrante e sostanziale della presente delibera;

h) di dare atto che la Città Metropolitana di Bologna non ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi, ma ha rilasciato il proprio parere con nota 12130 del 7/3/2016 acquisito dalla Regione agli atti con prot. 154771 del 7/3/2016;

i) di dare atto che il Comune di Marzabotto ha partecipato ai lavori istruttori della Conferenza di Servizi e del Rapporto Ambientale, ma non è stato presente alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi; ha, comunque, rilasciato l’Autorizzazione Paesaggistica con atto prot. 259 del 9/01/2018, acquisito dalla Regione agli atti con prot. 10279 del 9/01/2018; tale atto costituisce l’ ALLEGATO 5 parte integrante e sostanziale della presente delibera;

j) di dare atto che l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese ha espresso le proprie determinazioni in sede di Conferenza di Servizi conclusiva e ha firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l’ ALLEGATO 1 della presente delibera; tenuto conto di quanto espresso in sede di Conferenza di Servizi conclusiva, ha rilasciato l’Autorizzazione al vincolo idrogeologico con proprio atto n. 21791 del 21/12/2017, acquisito dalla Regione agli atti con prot. 779339 del 21/12/2017, che costituisce l’ ALLEGATO 6, parte integrante e sostanziale della presente delibera;

k) di dare atto che la Direzione Generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche non ha partecipato alla seduta conclusiva della Conferenza di Servizi, ma ha rilasciato il proprio parere tecnico ai fini del declassamento con nota 16842 del 21/7/2017, acquisito dalla Regione agli atti con prot. n. 539795 del 21/7/0217 (secondo i pareri resi con note prot. n. 7866 del 24/3/2017 e n. 7984 del 28/3/2017 acquisiti rispettivamente dalla Regione al prot. n. 200992 del 24/3/2017 e n. 216121 del 29/3/2017), in cui dichiarava alcune perplessità alla realizzazione tecnica di alcuni interventi previsti nel progetto; le considerazioni contenute in tale documento sono state lette e valutate nella seduta della Conferenza di Servizi del 24/7/2017, in cui l’Ufficio Dighe risultava assente; il proponente, sulla base di queste, ha presentato ulteriori chiarimenti (acquisti al PG.2017.723971 del 17/11/2017) che sono stati ritenuti esaustivi per il superamento dei rilievi tecnici formulati dall’Ufficio Tecnico Dighe di Firenze dalla Conferenza di Servizi conclusiva, tenutasi il 20/12/2017 e a cui lo stesso Ufficio Tecnico Dighe non ha partecipato; si fa, inoltre, presente che il nulla-osta al declassamento dovrà essere richiesto dal proponente all’Ufficio Tecnico Dighe di Firenze successivamente alla conclusione della presente procedura di VIA;

l) di determinare le spese per l’istruttoria relativa alla procedura predetta a carico del proponente in euro 1.000,00 ai sensi dell’art. 28 della L.R. 9/99 e della D.G.R. n. 1238/2002 importo correttamente versato alla Regione all’avvio del procedimento;

m) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 4, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, per opportuna conoscenza e per gli adempimenti di rispettiva competenza, copia della presente deliberazione alla Prefettura di Bologna, alla Direzione Generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, all’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile – Servizio Area Reno e Po di Volano, alla Città Metropolitana di Bologna, all’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, al Comune di Marzabotto, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna, e le Province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia, all’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale, all’ARPAE SAC di Bologna, all’Autorità di Distretto Idrografico del Fiume Po;

n) di pubblicare l’estratto del partito di deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna;

o) di pubblicare integralmente il partito di deliberazione sul sito web della Regione Emilia-Romagna.

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